
L’aumento delle tariffe del trasporto pubblico locale annunciato dalla Regione Toscana rappresenta una scelta profondamente sbagliata.
Dal primo agosto il costo del biglietto urbano salirà a 2 euro e gli abbonamenti subiranno un ulteriore rincaro. Una decisione che sul nostro territorio pesa in modo particolare sulle famiglie, sugli studenti, sui pensionati e sui lavoratori che ogni giorno utilizzano autobus e servizi di trasporto per spostarsi all’interno della città e verso gli altri centri dell’area costiera.
A Livorno, come negli altri territori colpiti, il diritto alla mobilità è una questione sociale. Una mobilità economicamente sostenibile consente anche a chi vive in zone meno centrali di raggiungere scuole, servizi e luoghi di lavoro; significa garantire collegamenti con le aree produttive e con i comuni vicini; significa permettere a migliaia di persone di muoversi senza essere costrette a ricorrere all’automobile privata.
Per questo riteniamo che la risposta alle difficoltà del sistema non possa essere quella di scaricare nuovi costi sugli utenti. Se il trasporto pubblico perde passeggeri, se il servizio presenta criticità e se servono investimenti per migliorarlo, la soluzione non è aumentare i prezzi, ma rafforzare il sostegno pubblico e programmare un reale rilancio del settore.
La vicenda dimostra ancora una volta i limiti di un modello che ha affidato un servizio essenziale alle logiche del mercato.
Per Rifondazione Comunista è necessario invertire questa impostazione. Il trasporto pubblico deve tornare a essere considerato un’infrastruttura sociale strategica, da finanziare e sviluppare nell’interesse collettivo e non secondo criteri di redditività economica.
Chiediamo ai Comuni del territorio livornese di esprimere con chiarezza la propria contrarietà agli aumenti e di farsi promotori di una richiesta unitaria alla Regione Toscana affinché il provvedimento venga ritirato e si apra una discussione sul futuro del trasporto pubblico locale.
Una mobilità accessibile, efficiente e pubblica non è un costo da comprimere, ma un investimento necessario per ridurre le disuguaglianze, migliorare la qualità della vita e affrontare la transizione ecologica senza lasciare indietro nessuno.

