
A proposito del rapporto Ires sull’indebitamento delle famiglie toscane appena pubblicato: i numeri che contiene sono impressionanti anche se purtroppo non ci stupiscono, vista la realtà economica che viviamo ogni giorno sui nostri territori.
Il 5% della popolazione toscana è in povertà assoluta, il 13% è a rischio deprivazione, l’8% è in condizione di “povertà lavorativa”: cioè sotto la soglia di povertà nonostante lavori.
Il 70% dei toscani ha debiti. Di questi, un terzo sono prestiti personali per ottenere liquidiità immediata.
Quasi l’8% della popolazione attiva è ricorso alla cessione del quinto dello stipendio o della pensione.
Il 15% dei toscani ha dichiarato di aver dovuto rinunciare a spese mediche per motivi economici o per via delle liste di attesa.
60.000 toscani ogni anno ricorrono a compro oro o banchi dei pegni per ottenere della liquidità.
La Toscana è quarta regione italiana per numero di pignoramenti di immobili; e anche se questi stanno diminuendo per gli effetti della riforma Cartabia, aumentano significativamente i pignoramenti di veicoli.
Nel complesso, la Toscana è ai vertici nazionali per esposizione finanziaria e credito al consumo: i toscani si stanno indebitando per spese condominiali, per la macchina che si rompe all’improvviso, per una visita medica.
Nella provincia di Livorno il debito medio al consumo con banche o finanziarie è di 7.679 euro a famiglia. Secondo la Cgia di Mestre, con questo numero la nostra provincia è 15esima in Italia su 107 in questa triste classifica.
Il segretario regionale Cgil Rossi punta il dito sulle responsabilità del capitalismo finanziario e predatorio e della rendita immobiliare e il presidente Ires Toscana Brotini e il ricercatore Cagioni indicano, tra le risposte necessarie ad uscire dalla crisi, il sostegno alla reindustrializzazione in settori strategici e l’orientamento della spesa pubblica verso infrastrutture sociali e ambientali.
Per Rifondazione Comunista si tratta di priorità assolute. Una vera programmazione economica a vantaggio delle classi popolari, la ricostruzione di un efficace sistema di welfare, la restituzione ai salari di un pieno potere di acquisto sono obiettivi per noi essenziali ed incompatibili con l’economia iperfinanziarizzata e bellicista perseguita dal governo Meloni. I governi locali sono in prima linea nell’affrontare le difficoltà dei cittadini ma sono strangolati dalle politiche di Governo e Unione Europea che hanno scelto il riarmo. Qualcosa comunque possono e devono fare: Livorno dovrebbe puntare su reindustrializzazione green, settori ad alto valore aggiunto e attività manufatturiere collegate alla vocazione portuale della città; puntare su turismo e speculazione immobiliare come leve di sviluppo non ci farà certo uscire dalla “terziarizzazione debole”.
Siamo a fianco degli adolescenti, degli studenti, degli autotrasportatori, degli agricoltori, dei pescatori e di tutte le categorie che manifestano: nei numeri e nelle proposte del rapporto Ires troviamo risposte economiche strutturali vere e ragionate, rispetto alla risposta repressiva messa in campo dal Governo che sposta l’attenzione dal vero allarme: quello economico e sociale.
Marco Chiuppesi – Segretario Federazione Livornese Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea


















