inquinamento navale: servono risposte strutturali e coordinate

Rifondazione Comunista Livorno interviene sul tema dell’inquinamento navale riportato anche dalla recente inchiesta di Report, che ha evidenziato criticità rilevanti sul piano ambientale e della salute pubblica.

Questi problemi sono il risultato di un sistema complesso che intreccia situazioni locali a norme nazionali, regolamenti internazionali e dinamiche di mercato che incentivano modelli logistici ad alto impatto e modelli insostenibili di turismo croceristico. Le emissioni e gli scarichi delle grandi navi, i ritardi nell’elettrificazione delle banchine e l’insufficienza dei controlli sono elementi già documentati e richiedono interventi strutturali.

Per questo è indispensabile una regia pubblica che coinvolga tutti i livelli istituzionali coinvolti e la cittadinanza. Senza coordinamento, ogni singola misura rischia di essere inefficace.

Riteniamo fondamentale il lavoro svolto dall’associazione Livorno Porto Pulito, che attraverso monitoraggi indipendenti e iniziative pubbliche ha contribuito a portare alla luce dati e criticità spesso ignorati. Si tratta di un esempio concreto di cittadinanza attiva che va riconosciuto e valorizzato.

Come comunisti indichiamo alcune priorità chiare:

rispetto e collaborazione tra le istituzioni;

ascolto e coinvolgimento della cittadinanza;

integrazione delle scelte economiche portuali con  la tutela della salute e dell’ambiente;

accelerazione degli investimenti pubblici su tecnologie a basso impatto ambientale e su sistemi di controllo efficaci;

verifiche stringenti sul rispetto delle disposizioni a tutela di ambiente e salute.

Naturalmente sarebbe essenziale una revisione del quadro normativo nazionale ed europeo, per ridurre realmente le emissioni navali e per governare il fenomeno del turismo crocieristico; ma purtroppo l’attuale composizione del parlamento nazionale ed europeo non ci danno molte speranze su questo fronte.

Il porto è una risorsa strategica per la nostra città, ma i cittadini non possono continuare a subire alti costi ambientali. Serve una svolta fatta di scelte politiche nette, che tengano insieme lavoro, sviluppo e diritto alla salute.

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