Fondazione Armunia: fiducia nell’Amministrazione comunale, valorizziamo il personale!

Comunicato del nostro circolo di Rosignano sulla fondazione Armunia:
fiducia nell’Amministrazione comunale, valorizziamo il personale!

Nel corso della discussione della Commissione VII sulla gestione economica di Armunia abbiamo notato che una parte di opposizione (che l’ha voluta convocare) ha parlato molto di numeri e bilanci, ma è mancato completamente un elemento fondamentale: le lavoratrici e i lavoratori. Negli ultimi anni, oltre ai naturali cambiamenti di organico, si sono registrate anche riduzioni del personale e, per quanto ci risulta, non vengono effettuate le progressioni, in particolare per operatori tecnici e personale amministrativo. Questo significa lasciare ferme professionalità che invece meriterebbero riconoscimento e valorizzazione.

A questo si aggiunge una carenza di personale che incide direttamente sull’organizzazione del lavoro e che, secondo quanto emerge, comporta un accumulo significativo di ore di straordinario. Non è solo una questione organizzativa ma anche un tema di sostenibilità del lavoro e di tutela della salute. Carichi eccessivi e protratti nel tempo rischiano infatti di avere conseguenze concrete sulle condizioni di chi lavora ogni giorno per garantire le attività.

Per il direttivo di Rc non è solo una questione organizzativa ma di sostenibilità del lavoro. Per questo riteniamo che, nel breve termine, una possibile soluzione possa essere quella di reinvestire le risorse derivanti dalla riduzione dell’organico nelle progressioni del personale tecnico e amministrativo, avviando contestualmente un percorso per individuare le risorse necessarie a una nuova assunzione che possa rafforzare stabilmente la struttura.

Siamo inoltre fiduciosi che l’Amministrazione comunale possa trovare una soluzione equilibrata e concreta a queste criticità, mettendo al centro sia la sostenibilità organizzativa sia la valorizzazione delle persone che ogni giorno garantiscono il funzionamento di Armunia.

Il direttivo del circolo di Rosignano del Partito della Rifondazione Comunista

Solidarietà ad Arcigay, Agedo ed Anppia di Livorno

Solidarietà da parte del Partito della Rifondazione Comunista ad Arcigay, Agedo ed Anppia, la cui sede di Livorno è stata vandalizzata ieri notte – a due mesi di distanza da un’altra effrazione sempre ai danni delle associazioni che hanno sede in Via Terreni.

Come dicemmo in quell’occasione e ribadiamo oggi, le associazioni colpite rappresentano presìdi sociali importanti, contribuiscono molto alla coesione e alla qualità della vita nella nostra città.

Il ripetersi di azioni ai loro danni potrebbe essere il frutto di un disegno mirato e questo richiede una risposta decisa da parte di tutta Livorno, a partire dall’insieme delle organizzazioni antifasciste.

In ogni caso è una situazione grave che non va sottovalutata in alcun modo; ribadiamo quindi la nostra vicinanza e solidarietà.

Marco Chiuppesi
Segretario Federazione livornese Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

28 marzo, NO KINGS

Oggi siamo stati in piazza a Roma alla manifestazione nazionale indetta dalla convergenza NO KINGS di cui siamo tra le soggettività promotrici. La lotta contro Trump, Netanyahu e le complici Giorgia Meloni e Ursula von der Leyen è solo all’inizio!

Siamo stati in piazza col nostro bandierone della pace per chiedere che finalmente si applichi la Costituzione a partire dal ripudio della guerra e dall’affermazione dei diritti sociali. Battiamo il ferro finchè è caldo!

Nessun hotspot, né a Collesalvetti né altrove!

No agli hotspot. Né a Collesalvetti né altrove: contro la politica disumana dell’emergenza permanente

Il progetto di un nuovo hotspot a Collesalvetti evocato dal Governo Meloni ripropone una pratica ormai consolidata: quella dell’emergenza migratoria (che non c’è) come giustificazione per misure straordinarie. Ma l’emergenza, in questo caso, non descrive la realtà, piuttosto la costruisce.

Gli hotspot, introdotti nel 2015 nell’ambito delle politiche europee sul controllo delle frontiere esterne, non sono strutture di accoglienza. Sono dispositivi di selezione e smistamento, luoghi in cui le persone vengono identificate, arbitrariamente classificate e indirizzate – o protezione o espulsione – svuotando il diritto d’asilo.

Il punto non è – solo – umanitario, ma politico. Gli hotspot segnano una trasformazione profonda: la migrazione viene trattata come questione tecnica e di ordine pubblico, non come fenomeno sociale e globale. In questo modo ogni persona si trasforma in un caso amministrativo e il diritto si piega alla logica della gestione.

Questa logica prosegue e si radicalizza nei CPR, dove la detenzione amministrativa colpisce persone che non hanno commesso reati. Hotspot e CPR non sono eccezioni, ma parti di un unico sistema che normalizza il confinamento e rende ordinaria la sospensione dei diritti.

Per questo diciamo con chiarezza: gli hotspot non sono riformabili, sono da superare. Non servono più strutture di confinamento, ma politiche capaci di governare le migrazioni fuori dalla logica emergenziale e securitaria.

Ci opporremo in ogni sede all’apertura dell’hotspot di Collesalvetti. Useremo tutti gli strumenti politici, istituzionali e sociali a nostra disposizione per impedirne la realizzazione.

Rifondazione Comunista Pisa
Una Città in Comune
Buongiorno Livorno
Primo Polo per Livorno
La Sinistra di Collesalvetti
Rifondazione Comunista Livorno
Circolo PRC – Collesalvetti

No trasporti militari sulle ferrovie!

Il 25 marzo alle 12 si è tenuto alla stazione di Livorno Centrale il presidio organizzato dal Coordinamento antimilitarista livornese contro la logistica di guerra in ferrovia. Presenti alcune decine di persone che hanno distribuito 500 copie del volantino che accoglieva l’appello dell’assemblea antimilitarista sui temi della crescente spesa europea per la militarizzazione del trasporto e infrastruttura ferroviaria, sui conseguenti tagli sulla sicurezza e sulle condizioni di lavoro sempre peggiori in ferrovia. Sono quindi stati esposti uno striscione del coordinamento “TRENI PASSEGGERI E PENDOLARI – NO TRASPORTI MILITARI” e lo striscione del collettivo “FERROVIERIlE/I CONTRO LA GUERRA”

Come Coordinamento siamo stati intervistati dalla stampa locale e l’interesse generale per l’iniziativa è stato giudicato positivo anche in prospettiva, per la costruzione di un movimento di massa unitario ed autonomo, che faccia capire al governo che non siamo disposti a rassegnarci ai loro piani militaristi ed autoritari.

Sosteniamo una circolazione ferroviaria civile e sicura.

Contrastiamo l’uso della rete ferroviaria a scopo bellico.

La guerra parte anche da qui, fermiamola!
Coordinamento Antimilitarista Livornese

Venerdì 20 chiusura campagna elettorale per il NO a Livorno!


Venerdì 20 marzo – dalle 18 alle 20, piazza Attias, Livorno:
Un’iniziativa pubblica aperta, con interventi brevi di associazioni, soggetti e forze politiche che in queste settimane si sono mobilitate per dire NO a una riforma sbagliata e dannosa!
A seguire, gli interventi conclusivi di:
Niccolò Volpe (Comitato Giusto dire NO)
Rossano Rossi (Società civile per il NO al referendum costituzionale)
Noi di Rifondazione Comunista saremo in piazza per difendere la Costituzione, i diritti e l’equilibrio democratico del Paese.
Il 22 e 23 marzo vota NO!