Anche a Livorno, il taser è una pessima idea

Da oggi anche a Livorno le forze di polizia avranno in dotazione le pistole a impulso elettrico, dette taser.

Il sottosegretario leghista all’interno Laura Molteni qualifica questi strumenti come “di difesa e non di offesa, di sicurezza e non di violenza”. In realtà noi pensiamo che l’adozione dei taser sia una pessima idea. In merito rilanciamo alcuni brani di un articolo di Maria Pia Calemme da Transform! Italia, di cui consigliamo la lettura integrale.

“[…] Nonostante le affermazioni secondo le quali il taser sarebbe un’arma non letale e, addirittura, salverebbe delle vite (come sostiene l’azienda Axon), che comunque ammette un potenziale di letalità dello 0,25%, non sono solo le associazioni per la tutela dei diritti umani a sostenerne i rischi.

[…] Il Dipartimento di giustizia degli Stati Uniti (dove il taser è in uso dagli anni ‘90), nel 2021 ha prodotto un interim report sulle morti verificatesi a seguito dell’uso del taser, nel quale si afferma, tra l’altro, che “un significativo numero di individui sono deceduti dopo l’esposizione a un dispositivo a energia condotta (CED). Alcuni erano adulti sani e normali; altri erano tossicodipendenti o erano affetti da malattie cardiache o mentali. […] Molti aspetti della sicurezza della tecnologia CED non sono ben noti, soprattutto per quanto riguarda i suoi effetti su popolazioni diverse dai normali adulti sani (cioè individui a rischio)”.

[…] Aver preso l’esempio americano per introdurre anche in Italia le pistole elettriche non è stata una buona idea: non serve un grande sforzo per immaginare che il taser verrà utilizzato per affrontare le situazioni meno pericolose. Come dimostra proprio l’esperienza statunitense, infatti, non è un’alternativa innocua alle armi da fuoco, bensì un’alternativa potenzialmente letale ad altri strumenti di immobilizzazione e contenimento.”

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