Petizione europea: nessun profitto sulle pandemie!

Right2Cure

In tutta Europa, insieme al Gruppo Parlamentare della Sinistra Europea, GUE-NGL abbiamo lanciato una petizione online #Right2Cure: nessun profitto sulle pandemie. Vaccino e trattamento per tutti. Chiediamo che l’Unione Europea garantisca che i vaccini e i trattamenti anti-pandemia diventino un bene pubblico globale, liberamente accessibile a tutte/i. Di fronte ad una pandemia, tutte/i hanno diritto alla cura e – ricordando la battaglia di Nelson Mandela per l’accesso ai farmaci antiHIV – bisogna contrapporre a Trump un’opzione solidale. Va garantito a tutte/i il libero accesso ai vaccini e ai trattamenti salvavita, contro i profitti scandalosi della grande industria farmaceutica.

Si può sottoscrivere la petizione europea su https://www.right2cure.eu/it

Sistema sanitario eccellente cercasi

Un Ssn supportato da meno del 6,5% del Pil non può essere efficiente: ma questo è il dato reale dell’Italia.
Se prima del periodo della pandemia ai cittadini toscani occcorrevano dalle 5 alle 8 ore per una visita al pronto soccorso, o 4/5 mesi per una prenotazione, adesso che il nostro sistema sanitario eccellente (come qualificato da Conte) dovrebbe essere stato migliorato, la situazione è la stessa.
Con l’ordinanza n 19 del 25/3/2020, in Toscana, si dava l’avvio ad assunzioni a tempo indetermimato e determinato in ambito sanitario, di personale medico ed infermieristico. Sono avvenute queste assunzioni? . Inoltre, denunciano i sidacati,” a febbraio il Governo aveva promesso un aumento di stipendio, diventato un bonus di circa 100 euro ad aprile, per poi scomparire del tutto nel passaggio dalla bozza al Decreto Rilancio.
Rifondazione Comunista denuncia.come ormai da.sempre ha fatto, i tagli alla. Sanità Pubblica che hanno permesso di “alleggerire” il debito pubblico da 10 anni.ad oggi. Vorremmo sapere in che misura questi tagli abbiano inciso sul numero dei decessi e sulla mancanza di cure adeguate alla popolazione colpita dal covid 19 anche in Toscana. L’accorpamento delle Asl in mega-strutture interprovinciali, l’abbandono di una serie di servizi e presidi territoriali, il sovraccarico di lavoro e di pressioni “commerciali” nei confronti dei medici di famiglia (fra i quali molti deceduti nell’adempimento del loro dovere), sono parte delle cause del propagarsi, contenuto FORSE appena in tempo, della pandemia in questa regione e a Livorno. A questo si aggiunge il finanziamento diretto e indiretto alla sanità privata nel suo complesso: ultimo caso i test seriologici lautamente retribuiti dalla regione. Ma potremmo citare anche i molti contratti di lavoro che prevedono forme di assicurazione sanitaria integrativa che DI FATTO sono un finanziamento indiretto a agli istituti e alle cliniche private con i soldi dei lavoratori. LA SALUTE NON È UNA MERCE.

La Segreteria della Federazione Livornese del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Solidarietà ai lavoratori Porto di Livorno 2000

La segreteria livornese di Rifondazione Comunista esprime la propria piena solidarietà ai lavoratori della Porto di Livorno 2000 in presidio permanente.
In particolare riteniamo indispensabile che arrivi velocemente una risposta che faccia ricominciare a lavorare i precari stagionali, per i quali una stabilizzazione è l’unica prospettiva che consideriamo veramente risolutiva.
La situazione attuale non dipende solo dall’emergenza Covid: è evidente che la privatizzazione della Porto di livorno 2000 è alla base di molti dei problemi che oggi esplodono drammaticamente. Un assetto proprietario controllato a maggioranza dal gruppo Onorato rischia di fare pagare ai lavoratori la situazione di crisi finanziaria di un imprenditore che le cronache ci descrivono pericolosamente vicino al fallimento. Al di là della situazione specifica di questo gruppo imprenditoriale, riteniamo in ogni caso che sia stato uno sbaglio privatizzare questa società.
Autorità portuale e Camera di commercio, che assieme controllano ancora il 34% delle quote di Porto di Livorno 2000, devono intervenire finché c’è tempo, a tutela dei lavoratori e della possibilità di reali investimenti infrastrutturali che diano prospettive per il futuro. In particolare sosteniamo la richiesta dei lavoratori di un intervento da parte dell’Autorità di Sistema Portuale; in una città già da tempo dichiarata “area di crisi industriale complessa” è inaccettabile che queste richieste restino senza risposte.

Appello su situazione drammatica nelle RSA: salviamo i nostri anziani!

come divulgato dai mezzi di informazione, la situazione delle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) di fronte all’emergenza sanitaria in atto è drammatica.
In Toscana Rifondazione Comunista si fa promotrice di un appello col quale chiediamo che sia fatto il test e tampone a tutti gli ospiti ed al personale delle RSA e nelle strutture per disabili, chiediamo sia colmata la situazione di disomogeneità territoriale, chiediamo un rafforzamento straordinario del personale dedicato domiciliare (sanitario, socio-sanitario e socio assistenziale) e territoriale per la presa in carico degli anziani soli, e chiediamo la presa in carico dei senza fissa dimora. 
Chi intende sottoscrivere l’appello può farlo comunicando nome, cognome e qualifica tramite una mail a prc.livorno@gmail.com

Di seguito trovate il testo dell’appello.

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COVID-19 #NONSIAMOTUTTIUGUALI!

APPELLO 

“SALVIAMO I NOSTRI ANZIANI, SENZA DI LORO SEREMO TUTTI PIU’ POVERI”

Qualcuno l’ha definita la scomparsa di un’intera generazione. Perché il COVID-19 si è portato via a oggi migliaia di persone, di cui circa il 75% nelle fasce di popolazione ultrasettantenne. Persone. Padri, madri. Nonne, nonni. Vite,legami, affetti, che non sono solo nel ricordo di storie familiari, ma che per molto tempo, nel tempo del dopo coronavirus resteranno nella nostra storia collettiva.

Di queste morti, il COVID-19 né è certamente il responsabile principale, quello che uccide, ma non l’unico esiste una corresponsabilità, di chi in questi anni ha preso decisioni che oggi fanno la differenza, prima fra tutte, sotto dettatura dei poteri forti internazionali, quella di un attacco formidabile, al nostro sistema di Welfare sociale. Seconda scelta, per i soliti motivi economici, quella di non dotarsi di una programmazione per un evento, quello pandemico, largamente previsto e quindi di un piano per affrontarlo. Terza per incapacità gestionale di vertici, grandi cultori del privato è bello, il mercato ci salverà tutti, che oggi dimostrano tutta loro insufficienza, per altro non dire.

Nella nostra Regione erano (ISTAT2017) 940mila gli anziani, il 25% circa della popolazione totale.Gli anziani non autosufficienti circa 114mila di cui 14mila in RSA. Luoghi, le RSA, che dovevano essere immediatamente poste in sicurezza anche in considerazione del fatto che molti ospiti presentano patologie croniche e pluripatologie chepossono determinare un esito infausto del decorso dell’infezione Covid-19. Andavano immediatamente monitorate e andavano forniti, anche a queste strutture, dispositivi di protezione individuale per gli ospiti e il personale.Ma, non è andata così!

Il risultato è che oggi si stanno manifestando casi di positività CODIV-19 in RSA (Bucine, Dicomano, San Godenzo, Pelago, Prato, solo per fare alcuni esempi di cronaca) con anche dei morti, e ci si rende conto che se non si corre ai ripari anche in Toscana rischiamo di trovarci di fronte a una bomba a orologeria, la stessa che purtroppo è deflagrata in Lombardia, con centinaia di vittime.

Ma le RSA sono una parte del problema per i nostri anziani i cui il 16%, del numero totale, vive da solo e una percentuale consistente sfugge alla rete di protezione, per non parlare degli anziani senza fissa dimora. In questi giorni di COVID-19, molti di questi anziani non hanno difese di fronte all’emergenza.

Ci hanno detto che il COVID-19 ha una natura democratica ma non è la verità. Non siamo tutti uguali difronte al COVID 19 e i nostri anziani, costretti a casa o nelle RSA, sono “meno uguali degli altri”. Senza dimenticare la grave situazione che riguarda e potrà riguardare anche le strutture per disabili 

Per questo lanciamo quest’appello,con cui chiediamo di intervenire immediatamente prima che possa diventare strage come da in altre aree del paese. 

Chiediamo adeguati approvvigionamenti per le RSA toscane (e le strutture per disabili) di Dispositivi di Protezione Individuale che garantiscano un’effettiva copertura del fabbisogno per gli ospiti e un’adeguata protezione (mascherine Ffp2 e Ffp3 in particolare per gli operatori che potrebbero dover gestire casi di contagio COVID-19).

Chiediamo che sia fatto il test e tampone a tutti gli ospiti ed il personale delle RSA e nelle strutture per disabili. 

Chiediamo sia colmata la situazione di disomogeneità territoriale,riguardante le RSA e strutture per disabili toscane , nelle tre Aree Vaste, sia per distribuzione di dispositivi di protezione che per effettuazione dei test e tamponi.

Chiediamo un rafforzamento straordinario di personale dedicato domiciliare (sanitario, socio-sanitario e socio assistenziale) e territoriali per la presa in carico degli anziani soli. Chiediamo la presa in carico dei senza fissa dimora. 

Nessuno deve essere dimenticato!

21 gennaio 2020: a Livorno presentazione nuovo libro di Paolo Ferrero

Martedì 21 gennaio alle 17:00, la Federazione livornese di Rifondazione Comunista terrà una commemorazione del 99° anniversario della fondazione del PCI di fronte alla lapide del Teatro San Marco.

Sempre martedì 21 gennaio, alle 18:00, presso la libreria “La Feltrinelli” di Livorno (Via di Franco 12), si terrà la presentazione del nuovo libro di Paolo Ferrero “1969 – Quando gli operai hanno rovesciato il mondo” edito da Derive Approdi.

In una data che segna il 99° anniversario della fondazione del PCI avvenuto proprio a Livorno, a cinquant’anni dal cruciale “autunno caldo” e dalla bomba di piazza Fontana che dette inizio alla strategia della tensione e alla stagione delle “stragi di stato”, Paolo Ferrero, attuale vicepresidente della Sinistra Europea, ci racconterà un periodo cruciale della storia del movimento operaio italiano e del paese intero, collegandolo naturalmente con la disastrosa situazione attuale italiana ed europea sul campo dei diritti del lavoro e delle classi sociali più povere.

Da Battipaglia a Mirafiori, da Porto Marghera alla Pirelli, da Avola a Valdagno il 1969 è stato l’anno della rivolta operaia. Contro lo sfruttamento disumano della catena di montaggio, il paternalismo feudale degli agrari, la repressione della polizia. Non una fiammata isolata ma l’apertura di un lungo processo di liberazione di centinaia di migliaia di lavoratori e lavoratrici, e punto di convergenza di tante storie e memorie: dalle lotte contadine nel Mezzogiorno d’Italia all’esperienza dei quadri sindacali e politici della sinistra di classe, dall’incontro con gli studenti del ’68 alle esperienze di presa di coscienza maturate nell’ambito del mondo cattolico.
Una rivolta che ha radicalmente cambiato volto al paese, contro la volontà delle classi dominanti: non a caso il ’69 si chiude con le bombe di Piazza Fontana a Milano e la nascita della «strategia della tensione», che però non riesce a fermare quel ciclo di lotte. Questo libro vuole essere un contributo per una comprensione dell’«autunno caldo» – il grande rimosso dalla storia del paese – nella convinzione che quel gigantesco processo sociale, politico e culturale di tipo rivoluzionario ci fornisca proprio oggi insegnamenti fondamentali nella lotta contro le destre e il liberismo.

Paolo Ferrero, 59 anni, ex operaio Fiat, ha svolto vari incarichi di direzione politica nell’ambito della Fgci, della Fiom, della Cgil, di Democrazia Proletaria e di Rifondazione Comunista, di cui è stato segretario nazionale. Ministro nel secondo governo Prodi e attualmente vicepresidente del Partito della Sinistra Europea. È autore dei saggi “Quel che il futuro dirà di noi. Idee per uscire dal capitalismo in crisi e dalla Seconda Repubblica” (2010), “Pigs! La crisi spiegata a tutti” (2012), “La truffa del debito pubblico” (2014), “TTIP L’accordo di libero scambio transatlantico. Quando lo conosci lo eviti” (con Elena Mazzoni e Monica Di Sisto, 2016), “Karl Marx e l’attualità del comunismo” (2018).

Ultimo saluto del PCI e del PRC al compagno Luciano Traversi

E’ con triste rammarico, in questi giorni lieti, che siamo costretti a comunicarvi che stanotte all’età di 93 anni è venuto a mancare il compagno Luciano Traversi della Federazione del Partito Comunista Italiano di Livorno. Da sempre comunista, operaio dei cantieri navali Orlando della quale sezione del PCI diventò segretario, negli anni 50 fu mandato dallo stesso partito a studiare nell’allora Unione Sovietica. Funzionario del PCI per molti anni, ha ricoperto diverse cariche all’interno del partito, è stato responsabile alla cultura in un partito che annoverava tra le sue fila un’intellettuale come Badaloni, ed ha anche ricoperto la carica di responsabile al lavoro; sempre nello stesso partito ha fatto parte del comitato federale e di quello cittadino, prima di diventare segretario della sezione porto, richiesto in quella funzione da Italo Piccini. 

Si è battuto contro lo scioglimento del Partito Comunista Italiano, diventando dopo la Bolognina di Occhetto, uno dei fondatori a Livorno del Partito della Rifondazione Comunista, insieme ad Edda Fagni, Baglini, Vanni ed altri. Di quel partito è stato per venticinque anni, fino alla sua uscita, una voce autorevole e un punto di riferimento per le giovani generazioni che si formarono come dirigenti e militanti, anche attraverso i suoi consigli e la sua esperienza, contribuendo insieme a quei compagni a tramandare la cultura marxista leninista in una fase storica di ripiegamento di quelle idee.
Nel 2016 non più in accordo con la linea nazionale del PRC, aderisce all’associazione “ricostruire il Partito Comunista”, che nel 2016 darà vita a San Lazzero di Savena, a poca distanza dalla Bolognina, al rinato Partito Comunista Italiano, del quale sarà membro del comitato federale Livornese, e del comitato regionale, e contribuirà in modo significativo al buon risultato che il PCI ha ottenuto nelle scorse amministrative.
Luciano Traversi rimane una figura dal percorso politico denso e significativo. Disinteresse personale e coerenza dell’impegno hanno caratterizzato in via permanente la sua esistenza. I compagni e chi lo ha conosciuto in questo arco di tempo, hanno saputo apprezzarne l’intelligenza politica, la sua profonda cultura, ed il suo altruismo.
Quello che ci lascia come insegnamento, e la sua tenacia, la sua ferrea volontà nel credere anche davanti alla sconfitta, che ha gettato gran parte dei comunisti di tutto il mondo nello sconforto e in molti casi li ha indotti alla resa, che quella cultura quell’ideologia fossero ancora la sola alternativa che il pianeta ha davanti alla barbarie capitalista, davanti ad un mondo, per dirla come Luciano, che non è in grado di risolvere i problemi più basilari della vita umana, che i comunisti anche in questi tempi difficili devono lottare, anche solo per tenere accesa quella fiammella, quella speranza che è il socialismo, tramandandola alle nuove generazioni che formandosi all’interno del soggetto rivoluzionario, saranno le nuove classi dirigenti e militanti, che contribuiranno a costruire nuova speranza.
Con questa sua tensione morale, con questo suo altruismo nel dare incondizionatamente, con questo amore che aveva per il mondo e per la vita, lo vogliono ricordare i compagni del Partito della Rifondazione Comunista e del Partito Comunista Italiano: che la terra ti sia lieve Luciano, per noi il tuo ricordo sarà una dolce speranza.

Partito della Rifondazione Comunista Federazione di Livorno
Partito Comunista Italiano Federazione di Livorno