Dichiarazione di voto per il ballottaggio del 9 giugno

Dichiarazione de ‘la Sinistra’ per il ballottaggio del 9 giugno a Livorno:

La lista “la Sinistra” ringrazia tutte le persone che hanno creduto nel suo progetto e che, nonostante il deludente risultato elettorale, vogliono continuare il loro percorso unitario e rafforzarlo.

La nostra città il 9 giugno dovrà affrontare un ballottaggio dove, per la prima volta nella storia di Livorno, si vedranno contrapposte una coalizione di centrosinistra ed una di centrodestra. Consapevoli e forti delle nostre differenze, affermiamo che le politiche votate al neoliberismo portate avanti fino ad ora dal PD a Livorno, come nel resto del paese, sono la causa predominante dello sviluppo e del radicamento delle forze più retrive con le quali abbiamo mai avuto a che fare e con le quali qualsiasi forma di dialogo è per noi escluso. Non ci dimentichiamo chi ha gestito la deindustrializzazione della città affamandola di lavoro e gettandola nella braccia della più buia crisi sociale ed economica dal dopoguerra ad oggi. Non ci illudiamo quindi che il PD abbia cambiato corso e crediamo che il candidato del centrosinistra, se è vero ciò che afferma, avrà molto da lottare con la maggioranza che eventualmente lo sosterrà. Siamo però consapevoli che l’alternativa sarebbe ancora più disastrosa perché, in caso di vittoria del candidato del centrodestra, la grave crisi democratica che il paese sta attraversando investirebbe direttamente Livorno ed il tessuto sociale, già sfiancato, della città semplicemente non reggerebbe. Vogliamo essere però critici sugli appelli al voto antifascista, non perché noi lo siamo più degli altri, ma perché l’antifascismo non può essere un valore attivato a intermittenza ed il chiamarlo sempre in causa potrebbe renderci i protagonisti della famosa favola di “al lupo al lupo!” quando arriverà davvero, non ci crederà più nessuno. Ci rifiutiamo poi di credere che la metà del paese sia diventata fascista.

Non vogliamo però sottrarci alle nostre responsabilità lasciando libertà di voto perché schierarsi non è mai stato così importante in tempi recenti come lo è oggi. Chiediamo quindi ai nostri iscritti, simpatizzanti ed a chiunque si riconosca nei nostri valori un voto di coscienza e responsabilità nei confronti della città e della sua gente andando a votare al ballottaggio in favore del candidato di centrosinistra.

Lo facciamo con la consapevolezza che saremo comunque all’opposizione, tenendo il punto del governo della città con proposte che prenderanno corpo in base ai seguenti punti:

-Un piano per il lavoro, la sua sicurezza e la reindustrializzazione della città con un ufficio dedicato che si occupi anche delle necessità infrastrutturali delle aree portuali e retroportuali.

-La ripubblicizzazione dei servizi, in particolar modo dell’acqua e quindi di ASA.

-La riorganizzazione del servizio porta a porta, dove occorre differenziare la raccolta in base alle caratteristiche urbane dei quartieri, differenziando la raccolta con isole ecologiche e cassonetti intelligenti dove c’è più bisogno, segnatamente nel quartiere Venezia.

-Un percorso serio che porti alla chiusura dell’inceneritore o, almeno, allo stop della sua implementazione, se non tecnologica.

-La revisione totale degli stalli blu con nuovo piano di sosta e della mobilità che privilegi il mezzo pubblico e la sua accessibilità.

-La costruzione del nuovo ospedale entro il perimetro di Viale Alfieri ed il riutilizzo dei padiglioni per finalità sociali ed assistenziali, senza lasciare alcuno spazio alla speculazione immobiliare, impegno da rispettarsi anche nell’ implementazione delle case della salute

-Chiediamo un censimento dei beni immobiliari pubblici e la loro riconversione parziale ai fini dell’emergenza abitativa, secondo graduatorie pubbliche per requisiti reali, e la realizzazione nelle restanti strutture di spazi sociali ed aggreganti dove poter restituire spazio alla partecipazione con la creazione dei nuovi consigli di quartiere.

-Chiediamo giustizia ed equità fiscale con l’abbassamento di tasse ed oneri alle fasce di reddito medio basso da compensare con un aumento di gettito da parte di quelle agiate. Non solo circa l’addizionale IRPEF, attualmente applicata indistintamente, ma anche come principio generale circa la rimodulazione di qualsiasi onere o imposta per la quale è richiesto un esborso

-Chiediamo di avviare a livello istituzionale un percorso che porti nella città delle leggi livornine all’individuazione di un garante dei diritti contro ogni forma di discriminazione, che sia figura di riferimento per la lotta contro ogni ingiustizia contro i diritti delle donne, della comunità GLBTQI* e delle minoranze etniche e religiose e di qualsiasi altra differenza rappresenti uno stigma sociale. Una figura che lotti per l’inclusione e l’accettazione sociale e non per la mera tolleranza.

Questi punti saranno la nostra guida e non intendiamo derogare nemmeno ad uno di questi, non solo perché fanno parte del nostro bagaglio culturale e politico ma soprattutto perché riteniamo che le istituzioni debbano agire nel rispetto ed a protezione dei cittadini, nessuno escluso, garantendone l’uguaglianza non solo formale ma sostanziale come enunciato nella nostra Costituzione.

Coordinamento ‘la Sinistra Livorno”

Presentata la lista “la sinistra per Cannito Sindaco”

Simbolo la sinistra per Cannito Sindaco“Mentre l’ultima bandiera rossa s’ammainava in fiamme in via del Corallo, io lungo via dei Riseccoli e viale Emilio Zola, pieno di ghiande e di polvere, in carrozza me ne andai per sempre alla ferrovia. E da quel giorno Livorno non la rividi più […]”

Questo scriveva Giorgio Caproni in un suo brano dedicato a Livorno, la nostra città. Siamo andati oltre ogni ostacolo che ci ha diviso nella storia degli ultimi venti anni, e per questo siamo ancora qui.

Una parte della Sinistra oggi si ritrova insieme ed è quella fatta dalle persone comuni che hanno visto in Rifondazione Comunista e Sinistra Italiana una risorsa e non un impedimento al dialogo. insieme ci siamo messi a disposizione per offrire alla città un contributo di rinascita attraverso la partecipazione e la condivisione di un obiettivo.

E’ un punto di partenza, aperto a chi vorrà condividere un percorso che nasce dopo molti mesi di incontri e condivisioni, non per opportunità, ma per salvare una città e tutelare i suoi cittadini.

La Sinistra questo ha sempre avuto il compito di fare, non per velleitaria testimonianza, ma per riportare al centro un’idea di comunità basata sull’uguaglianza e sulla centralità del lavoro.

E’ importante andare oltre noi stessi, pensare al plurale e non al singolare, guardare fuori, leggere i problemi della città per essere credibili, servono onestà e trasparenza per curare i mali profondi di un territorio che soffre, così come per farne crescere le eccellenze.

Abbiamo fatto un passo congiunto con umiltà ed era inevitabile che la visione comune rispetto a questa città si sovrapponesse ad un’idea altrettanto forte e congiunta che guardasse oltre i nostri confini, a quell’Europa che noi vogliamo cambiare perché ora pervasa da regole ingiuste che hanno cancellato diritti e speranze di futuro per i suoi cittadini, a partire dai più esposti, i più deboli.

Andava fatta una scelta forte da sviluppare su più piani, dal microcosmo di una città che deve trasformarsi per sopravvivere a se stessa, al macrocosmo di un contesto europeo e mondiale,

completamente condizionato dall’idea che finanza e regole di mercato siano più importanti della vita
delle persone.

L’onda nera della Lega e di una destra ringhiosa non sono sufficienti denominatori comuni a garantire l’unità che occorrerebbe, così come non basta ripristinare l’idea del passato, rappresentata dal ritorno del centro sinistra praticata da un PD sempre identico a se stesso, che ci offre un
pericoloso revival fondato sulle clientele e sugli interessi di pochi.

Il cambio di governo voluto e sofferto col voto del 2014 che ha consegnato la città al M5s, è stato altrettanto una inefficace prova che ha portato pochi frutti e non ha allentato l’emergenza.

Noi siamo guidati dai principi della nostra Costituzione e dalla certezza che la questione morale non possa essere relegata ai manuali di storia politica, ma vada praticata.

L’idea di municipalismo ‘di rottura’ che proponiamo parte dal lavoro come chiave di volta per la protezione e la garanzia di vita dignitosa per ogni cittadino.

Per raggiungere l’obiettivo che ci siamo dati, servono competenze e conoscenza della macchina amministrativa e il profilo personale e pubblico del candidato Sindaco che abbiamo scelto, soddisfa questo bisogno perché possiede uno spiccato senso civico, non solo enunciato ma vissuto, la preparazione necessaria e un messaggio di speranza attraverso la pratica della responsabilità.

Serve avere fiducia nelle Istituzioni per poterle cambiare, così come serve il coraggio di forzarle quando non garantiscono parità di diritti a tutti i cittadini.

Noi siamo qui per questo”.

La Sinistra per Cannito sindaco

Amministrative 2019: LA SINISTRA DI COLLESALVETTI

LA SINISTRA DI COLLESALVETTI

Ricordatevi che alle prossime elezioni amministrative a Collesalvetti la SINISTRA, quella vera, non si apparenta con nessuno ma corre da sola. Se pensate che si debba lottare per fermare una destra xenofoba e che ragiona con la pancia, se pensate che sia arrivato il momento di togliere il PD dalla guida del comune, se ritenete di non voler esprimere un voto a casaccio, allora scegliete la SINISTRA di COLLESALVETTI, con i suoi valori, il suo programma partecipato e la sua gente che spesso avete trovato accanto a voi nelle lotte per il lavoro, per i diritti, per i beni comuni. Quella SINISTRA che qualche anno fa rese possibile la vittoria dei NO a difesa della nostra Costituzione Repubblicana nata dalla resistenza antifascista.
Una sola sicurezza…la SINISTRA, quella vera, la SINISTRA di COLLESALVETTI!!

Sulla chiusura del Cara di Castelnuovo di Porto

Il nostro dovere di civiltà è quello di dare umanità, accoglienza, inclusione. Noi di Rifondazione Comunista abbiamo scelto di stare dalla parte della civiltà.
Uno stato di diritto deve garantire accoglienza adeguata e rispetto della dignità di ciascuno dei nostri richiedenti asilo, politico e umanitario.
Da due giorni per colpa di questo governo leghista-grillino si è arrivati allo sgombero di uno dei CARA più numerosi insieme a quello di Mineo esistenti in Italia. Uno sgombero forzato, senza alcun preavviso, una deportazione di massa. Ragazzini e ragazzine costretti ad abbandonare un percorso scolastico, donne che andavano al liceo, ragazzi e uomini, che avevano iniziato corsi professionali e lavorativi. Numeri, non persone, via dal CARA, e per quelli con permesso umanitario scaduto ci sono solo due possibilità: per chi ha ottenuto l’umanitario prima del decreto Salvini potranno  essere convertiti in casi speciali (ma molto speciali) e potranno usufruire per altri due anni, dopo il decreto, solo 1 anno come caso speciale (ma sempre molto speciale). A Livorno, non ci sono, almeno per ora, situazioni di sgomberi forzati, al momento la situazione è stabile e il richiedente asilo rimane ancora in accoglienza.
Noi stiamo dalla parte dei cittadini che hanno salvato la vita ai 51 profughi, noi siamo dalla parte della civiltà e contro un decreto “sicurezza” che  lascerà in strada centinaia di esseri umani, senza ausilio alcuno, dalla casa, ad un lavoro, ad un corso di inserimento sociale,  aumentando  paure, insicurezze, maggior razzismo.
NON DIMENTICHIAMOCI DI ESSERE UN PAESE CIVILE
Mariella Valenti
Responsabile immigrazione federazione livornese Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

18 gennaio – presentazione “Marx oltre i luoghi comuni” con Paolo Ferrero

Venerdì 18 gennaio dalle 17:00 all’Osteria Melafumo (Via Mentana 78, Livorno) Paolo Ferrero presenta il libro “Marx oltre i luoghi comuni”.
Nel duecentesimo anniversario della nascita di Marx, l’alternativa tra socialismo o barbarie si presenta in tutta la sua evidenza. Sfruttamento generalizzato, distruzione di diritti, razzismo, guerre, devastazione della natura: il capitalismo ha esaurito la sua spinta propulsiva, ora si tratta di superarlo. A partire dalla stridente contraddizione tra capitalismo e umanità, il libro offre un contributo alla conoscenza della figura e del pensiero di Marx. Il libro è diviso in tre parti: la prima offre un profilo della vita di Marx e introduce alcuni elementi della sua opera. La seconda delinea una sintesi del suo pensiero. La terza si confronta con una serie di fraintendimenti che sono cresciuti nell’ambito dei marxismi.

Gli autori:

Paolo Ferrero è nato a Pomaretto (To) nel 1960. Operaio e poi cassaintegrato Fiat, valdese, è stato Ministro della Solidarietà sociale nel secondo governo Prodi e segretario nazionale di Rifondazione comunista. Oggi è vicepresidente del Partito della Sinistra europea.
Bruno Morandi è nato a Roma nel 1930. Ha militato a lungo nel Partito comunista, poi nell’area del Manifesto. Ha lavorato con la Federazione lavoratori metalmeccanici e con la sinistra sindacale. È stato responsabile nazionale della formazione di Rifondazione comunista.

Incontro organizzato dalla Federazione livornese del Partito della Rifondazione Comunista.

Comunicato congiunto segreterie livornesi PRC – PCI su ultime vicende portuali

Gli intrecci sulle vicende portuali accadute in questi giorni solo la punta dell’iceberg di quanto realmente sta accadendo nel nostro scalo. Mentre la Magistratura indaga sulla gestione un’area “calda” del porto, dove si è operato da anni attraverso lo strumento dell’occupazione temporanea, abbiamo una serie di prese di posizioni scaturite dal diniego del Comandante della Capitaneria Giuseppe Tarzia a far utilizzare un accosto pubblico ad una nave su cui opera il concessionario Sintermar. In realtà tutto questo è il frutto di nuovi assetti che si stanno realizzando in porto, nel quale la ricchezza prodotta è assorbita dagli armatori che sono scesi a terra, per compensare le forti perdite che hanno nelle loro attività primarie. In questa situazione è il lavoro che subisce le maggiori perdite: sul piano salariale, dei diritti e dei livelli di sicurezza. Il potente Grimaldi è il teorico del fatto che i porti non devono guadagnare, ed è quello che sta accadendo. Soprattutto nel settore dei ro-ro è aperta una guerra di ribasso tariffario che si ripercuote sul lavoro portuale. L’armatore chiede ribassi tariffari, il terminalista configura la propria struttura organizzativa, arrivando anche a far fare tre turni consecutivi ai propri dipendenti. Non è un mistero che sulle navi traghetto vengono fatti avviamenti di 12 unità di personale addetto al rizzaggio su 10 “ralle”. Un ritmo infernale dove la sicurezza del lavoratore non esiste. Gli altri soggetti che vengono spremuti sono le imprese autorizzate ai sensi dell’art. 16, alcune delle quali hanno assunto personale part time a 16 turni a cui fanno fare 26 – 30 giornate mese. Intanto abbiamo l’Agenzia del Lavoro Portuale che è sotto utilizzata e alcuni lavoratori (ex Lucarelli) a cui sono scaduti gli ammortizzatori sociali senza che si sia trovata per loro una soluzione. Grimaldi chiama e metà del gruppo parlamentare di Forza Italia fa, in tempi rapidissimi, un’interpellanza urgente al Ministro. Lo stesso promotore dell’atto, Onorevole Mulè, afferma sulla stampa locale. «…sarei arrivato facilmente a 104 nomi, sennonché abbiamo raccolto le adesioni nel giro di poche ore e ci siamo fermati a 36…» Se tutto questo interesse espresso per il diniego di un accosto, si fosse messo in campo per risolvere i problemi infrastrutturali, avremmo fatto grandi passi avanti per il superamento della crisi che continua ad interessare il porto la città ed il suo territorio. Con la disinvoltura che lo contraddistingue, il Sindaco Nogarin segue a ruota, avendo fatto da tempo la scelta di rappresentare i poteri forti della città e del porto, dimostrando una distanza abissale fra quelli che sono le problematiche che riguardano il lavoro e i lavoratori. Le minacce di abbandono dello scalo labronico da parte di Grimaldi fanno parte di una “sceneggiata” poco credibile dato che questo armatore ha avuto nel nostro porto condizioni davvero vantaggiose. Quello di Livorno è il suo porto della cuccagna. Insomma, la bolla finanziaria preconizzata dal Professor Sergio Bologna è in parte scaricata sui porti. Anche a Livorno è in atto il tentativo di far passare l’idea che il nostro scalo stia vivendo una sorta di “fase dell’oro”, ma non è così. Se il maggior conflitto si evidenzia nel settore dei Ro-Ro, non significa che in altri settori commerciali vada meglio e la costante è sempre quella dell’armatore che scende a terra. Nel settore dei contenitori abbiamo di fatto due terminal concorrenti specializzati in questa merceologia, quando nel Piano Regolatore Portuale e nella logica organizzativa di un porto come il nostro, dovrebbe esserci un solo terminal. Ma MSC è potente e può permettersi di operare fuori da una logica di corretta programmazione portuale. L’influenza degli armatori-terminalisti è riscontrabile anche a livello nazionale. Prendiamo ad esempio il tavolo aperto sul rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale dei Lavoratori dei porti. All’interno delle Associazioni datoriali che prima rappresentavano solo i terminalisti puri, vi è stato un innesto di armatori che fanno anche i terminalisti. Se, come abbiamo affermato, la loro logica è quella di scaricare sui porti le loro perdite, non avranno alcun interesse chiudere il rinnovo contrattuale con qualche recupero salariale per i lavoratori portuali. Infatti la loro posizione, che sta prevalendo al tavolo delle trattative, è quella di negare anche il minimo incremento salariale ai lavoratori dei porti, così come la costituzione di un fondo che affronti il problema degli esuberi là dove esistono. Sul fronte del tavolo nazionale del contratto vi è infine una posizione all’interno di Assoporti, sostenuta in particolare dal Presidente e dal Segretario dell’Autorità si Sistema livornese, i quali vorrebbero separare il contratto dei dipendenti delle Autorità portuali dal resto dei lavoratori, realizzando di fatto l’annullamento del Contratto Unico dei Porti. Tornando alla realtà livornese non va sottaciuto come gli stessi vertici dell’A.P abbiano pensato bene di smantellare l’Ufficio del Lavoro Portuale, cancellando di fatto un servizio ispettivo che monitorasse costantemente la situazione del lavoro e del rispetto delle regole del porto. Eppure i due continuano imperterriti su questo fronte dimostrando di avere una visione “pro tempore”, misurata sui tempi di scadenza dei propri mandati, non pensando che una struttura amministrativa forte serve anche e soprattutto quando si avvicenderanno i soggetti che in futuro ricopriranno queste cariche. Per questo non c’è da meravigliarsi se altre istituzioni riempiono lo spazio vuoto lasciato dall’Autorità Portuale livornese. La politica livornese si sveglia quando ci sono scosse di terremoto, il sindacato locale non riesce ad avere una visione organica che gli permetta di esprimere con forza un’azione su obiettivi chiari che pure sono presenti in tutta la portualità italiana. Senza l’unità dei lavoratori del porto non si va da nessuna parte e sempre di più l’interesse particolare dei Grimaldi di turno prevarrà sull’interesse generale. Fra pochi mesi si svolgeranno a Livorno le elezioni amministrative e quello del porto diviene un terreno fondamentale affinché la Sinistra livornese esprima chiaramente un segno di discontinuità rispetto ai governi locali che si sono succeduti, compresa l’amministrazione Nogarin, che hanno strizzato l’occhio a quel mondo imprenditoriale che ha praticato processi di compressione e marginalizzazione del lavoro e dei lavoratori.

Segreteria Partito della Rifondazione Comunista – Livorno
Segreteria Partito Comunista Italiano – Livorno