Solidarietà al popolo Saharawi

Il Partito della Rifondazione Comunista esprime tutto il suo appoggio, amicizia e solidarietà al popolo Saharawi, insieme alla presidenza della Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD) che dal 1991 attende di poter esprimere il proprio diritto all’autodeterminazione.

Dopo l’operazione militare marocchina di venerdì scorso, in violazione degli accordi sul cessate il fuoco in vigore dal 1991, l’esercito di Liberazione popolare saharawi ha contrattaccato in numerosi punti della zona di confine, divisa dal muro di sabbia che separa i territori occupati illegalmente dal Marocco da quelli liberati della RASD. Nei campi profughi algerini molti ragazzi saharawi vogliono entrare nelle file dell’Esercito di Liberazione del popolo Saharawi (ELPS) per andare a difendere e liberare la propria terra. Si racconta che nelle terre occupate sia in atto una repressione feroce contro chi manifesta solidarietà all’esercito di liberazione popolare saharawi; scontri a fuoco tra il Regno del Marocco e il Fronte Polisario, dopo 29 anni di cessate il fuoco firmato da entrambe le parti nel Quadro del Piano di Pace ONU nel 1991 che istituì, inoltre, la MINURSO (Missione ONU per il Referendum nel Sahara Occidentale). Secondo l’accordo militare, il limite invalicabile per garantire la tregua attraversava il territorio conteso fino ad arrivare al corridoio della regione di El Guerguerat, al confine con la Mauritania. Dal 21 ottobre scorso la regione è incandescente: il Regno del Marocco ha violato l’accordo con l’apertura da parte di una breccia lungo tale limite per consentire il libero passaggio di persone, ma anche e soprattutto di camion per il trasporto di prodotti commerciali. Tale atto ha innescato l’immediata reazione della popolazione civile saharawi, accorsa per protestare pacificamente e chiudere la breccia, ostacolando il transito dei mezzi. Un corridoio sfruttato per esportare prodotti provenienti dal Sahara Occidentale occupato dal Regno del Marocco dal 1975, nonostante l’aperta deplorazione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. “L’Esercito popolare di liberazione saharawi ha iniziato a rispondere con la necessaria fermezza a questa violazione e all’ostile marcia marocchina che fin dalle sue radici costituisce una grave battuta d’arresto al cessate il fuoco”. Con queste parole il Fronte Polisario e il Governo Saharawi hanno comunicato qualche ora fa che ritengono il Regno del Marocco responsabile di tutte le pericolose conseguenze di questo attacco alla stabilità dell’intera regione. Resta preoccupante l’assenza di iniziative decise da parte delle Nazioni Unite e dell’Unione Africana che però esprimono , per ora, “profonda preoccupazione per il deterioramento della situazione nel Sahara occidentale e per le gravi minacce di rottura del cessate il fuoco, e suggeriscono di evitare qualsiasi escalation in un contesto caratterizzato da una situazione sanitaria e geopolitica estremamente delicata”. La risposta del leader della Rasd Brahimi Ghali è: “La comunità internazionale ha l’obbligo di porre fine alla violazione degli accordi di pace del Marocco e indicare una road map per arrivare in tempi certi ad un referendum”.

La Federazione livornese del partito della Rifondazione comunista – Sinistra Europea ribadisce il proprio appoggio e amicizia al Fronte Polisario ed è disponibile a qualsiasi azione di solidarietà con il popolo Saharawi.

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