Sulla chiusura del Cara di Castelnuovo di Porto

Il nostro dovere di civiltà è quello di dare umanità, accoglienza, inclusione. Noi di Rifondazione Comunista abbiamo scelto di stare dalla parte della civiltà.
Uno stato di diritto deve garantire accoglienza adeguata e rispetto della dignità di ciascuno dei nostri richiedenti asilo, politico e umanitario.
Da due giorni per colpa di questo governo leghista-grillino si è arrivati allo sgombero di uno dei CARA più numerosi insieme a quello di Mineo esistenti in Italia. Uno sgombero forzato, senza alcun preavviso, una deportazione di massa. Ragazzini e ragazzine costretti ad abbandonare un percorso scolastico, donne che andavano al liceo, ragazzi e uomini, che avevano iniziato corsi professionali e lavorativi. Numeri, non persone, via dal CARA, e per quelli con permesso umanitario scaduto ci sono solo due possibilità: per chi ha ottenuto l’umanitario prima del decreto Salvini potranno  essere convertiti in casi speciali (ma molto speciali) e potranno usufruire per altri due anni, dopo il decreto, solo 1 anno come caso speciale (ma sempre molto speciale). A Livorno, non ci sono, almeno per ora, situazioni di sgomberi forzati, al momento la situazione è stabile e il richiedente asilo rimane ancora in accoglienza.
Noi stiamo dalla parte dei cittadini che hanno salvato la vita ai 51 profughi, noi siamo dalla parte della civiltà e contro un decreto “sicurezza” che  lascerà in strada centinaia di esseri umani, senza ausilio alcuno, dalla casa, ad un lavoro, ad un corso di inserimento sociale,  aumentando  paure, insicurezze, maggior razzismo.
NON DIMENTICHIAMOCI DI ESSERE UN PAESE CIVILE
Mariella Valenti
Responsabile immigrazione federazione livornese Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

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