Con il sindaco di Riace, per un modello di accoglienza e integrazione

È oramai da tempo che in Italia ed in Europa la linea politica è chiara, chi si avvicina con prospettive umanitarie all’immigrazione, fenomeno epocale e di portata mondiale, viene contrastato, in dispregio dei trattati internazionali con una logica solo emergenziale. Il reagire e disobbedire ad un sistema punitivo e marginalizzante viene definito “contro legge” come è accaduto al sindaco di Riace Domenico Lucano, accusato di “immigrazione clandestina” e per questo, prima obbligato agli arresti domiciliari poi espulso dal suo paese come un mafioso assassino. La sua e nostra Riace, fondata su un diverso modo di accoglienza e di integrazione, attraverso processi di inclusione sociale e lavorativa, dove non si sono parcheggiati esseri umani come fossero macchine, ma è stata data loro la dignità del diritto, dimostrando che si può accogliere senza alcuna forma di disumanizzazione, coniugando solidarietà e giustizia sociale. Ma tutto ciò non è piaciuto al ministro Salvini che ha costruito per suoi fini elettorali il nemico pubblico, profughi e migranti, attaccando un modello economico e sociale che ai suoi occhi è soltanto una “minaccia” perché potrebbe diventare un principio universalmente valido e cioè quello che chiunque sta in un luogo diventa autoctono e per un signor ministro che ha fatto della paura del “diverso” il suo modello di vita è certamente grave. Ma non solo Riace è nel mirino , anche a Pistoia, nella parrocchia di Don Biancalani, dove sono ospitate persone provenienti da varie nazioni e da situazioni terribili come tutti coloro che fuggono dalla loro terra, l’ “ira funesta” del ministro dell’Interni ha fatto si che carabinieri, vigili urbani, vigli del fuoco, polizia ed altre forze di “sicurezza”, hanno compiuto un vero e proprio blitz di “controllo”, ovviamente per il solo gusto di criminalizzazione della solidarietà e del nuovo modello di accoglienza. Nel decreto sicurezza salviniano troviamo la violazione della Costituzione, dalla normativa internazionale e di quella della UE, l’abolizione della protezione umanitaria, il ridimensionamento del sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati, il trattenimento per ulteriori 30 giorni dei richiedenti asilo negli hot spot e l’ estensione del periodo di detenzione degli irregolari nei centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr). Tutto questo, anziché governare l’immigrazione e garantire sicurezza per tutti produrrà nuova marginalità e irregolarità, un grave attacco alle libertà individuali ed a chi vive già in povertà estrema.

Dobbiamo costruire una NUOVA COSCIENZA che si ribella, una memoria collettiva che salvaguardi tutte le esperienze di buona accoglienza giusta e solidale, contro decreti che stanno istituzionalizzando la criminalizzazione della solidarietà e di chi la pratica. Noi di Rifondazione Comunista saremo sempre al fianco di coloro che si ribellano all’uso distorto della legge che vuole distruggere le basi di una comunità fondata sul diritto, aperta ed inclusiva, che non trasforma gli immigrati in nemici ma ne rispetti i valori, le storie, le culture, la dignità, il diritto ad una vita migliore.

Mariella Valenti
Responsabile immigrazione Federazione livornese Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

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