Assieme a Potere al Popolo e a Possibile, e assieme a tante e tanti compagni che come noi portano avanti ogni giorno sui nostri territori le lotte politiche, saremo presenti coi nostri candidati a partire dai temi che da sempre ci stanno a cuore: contro la militarizzazione della Regione, i soldi sprecati nelle armi, contro la NATO e l’imperialismo USA e UE, le grandi opere e la finanziarizzazione dei servizi con la multiutility. Vogliamo una Toscana che metta al centro pace, ambiente, salute, lavoro! Queste le candidate e candidati per la circoscrizione provinciale di Livorno, tra cui la compagna Denise Lombardi del circolo di Rosignano della nostra Federazione:
Benedetto Lupi
Arianna Benedetti
Paolo Rossi
Denise Lombardi
Leonardo Niccolai
Catiuscia Ficcanterri
Dario Mainardi
Letizia Mangiantini
Adesso è importante uno sforzo di tutte e tutti per raccogliere le firme a sostegno della lista. Questi gli appuntamenti con i banchini a Livorno nei prossimi giorni, seguiranno comunicazioni per le altre date e località!
sabato 16 agosto, 9:00-13:00 via Grande angolo via del giglio
sabato 16 agosto, 20:00-23:00 viale Italia davanti ai Pancaldi
domenica 17 agosto, 20:00-23:00 viale Italia davanti ai Pancaldi
giovedì 21 agosto, 20:00-23:00 viale Italia davanti ai Pancaldi
venerdì 22 agosto, 8:30-13:00 mercatino del venerdì
venerdì 22 agosto, 20:00-23:00 viale Italia davanti ai Pancaldi
sabato 23 agosto, 9:00-13:00 via Grande angolo via del giglio
sabato 23 agosto, 20:00-23:00 viale Italia davanti ai Pancaldi
domenica 24 agosto, 9:00-13:00 via Grande angolo via del giglio
domenica 24 agosto, 20:00-23:00 viale Italia davanti ai Pancaldi
Se volete dare una mano come attivisti alla raccolta firme ed alla campagna elettorale, contattateci!
Presentata oggi a Firenze la candidatura di Antonella Bundu a presidente della regione Toscana per la lista “Toscana Rossa”, di cui fanno parte Rifondazione Comunista, Potere al Popolo e Possibile. Il 9 agosto assemblea pubblica a Viareggio!
La rete di centinaia di associazioni e realtà politiche STOP REARM EUROPE, cui partecipa anche Rifondazione Comunista, ha organizzato un presidio davanti a Camp Darby sabato 19 luglio a partire dalle 9:00. Ecco il testo della convocazione:
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Camp Darby è un luogo dove ogni giorno passa la guerra. Convogli carichi di armi partono da qui per alimentare conflitti in tutto il mondo. Non è solo un deposito: è il simbolo di un sistema che sceglie la guerra per gestire le crisi, controllare le risorse, regolare i rapporti tra paesi, non con la ricerca di nuovi equilibri, compromessi, cooperazione, ma con la potenza distruttiva delle armi ed il sacrificio dei territori e delle comunità.
Diciamo no alla guerra.
La guerra è distruzione, morte, disumanizzazione. E’ espressione estrema del patriarcato, della volontà di dominio che si spinge fino all’annientamento dell’altro da sé. E’ distruzione del diritto internazionale, alimentata da logiche di potenza e interessi egemonici. E’ economia di guerra, nelle mani di poche grandi concentrazioni di capitale, contro i bisogni e i diritti della stragrande maggioranza delle popolazioni. La guerra è sempre un fallimento umano e politico.
Diciamo sì alla pace.
Una pace concreta, che si costruisce tra le persone, attraverso la giustizia sociale e scelte che mettono al centro la vita. Una pace duratura che si realizza attraverso la smilitarizzazione e il disarmo dei territori. Diciamo sì alla riconversione a usi civili della base di Camp Darby, NO alla costruzione di nuove basi militari sul nostro territorio.
Diciamo no al genocidio.
Il genocidio del popolo palestinese si consuma ogni giorno sotto gli occhi di chi si dichiara impotente, ma continua a garantire armi e sostegno politico a Israele. Decine di migliaia di vittime, per lo più donne e bambini, centinaia di migliaia di feriti e dispersi, una popolazione affamata, bombardata, privata di ogni diritto. Diciamo no alla cancellazione dei popoli, all’occupazione coloniale, all’annientamento di chi resiste.
Diciamo sì alla solidarietà concreta tra i popoli.
Si alla cancellazione degli accordi economici e militari tra Italia ed Israele. Sì al diritto all’autodeterminazione, sì alla memoria, sì alla possibilità per ogni comunità di vivere, di esistere, di raccontare la propria storia senza essere schiacciata. Una solidarietà che si costruisce stando dalla parte di chi lotta per la libertà.
Diciamo no al riarmo.
Camp Darby è il segno di come i territori vengano piegati agli interessi del riarmo. La Toscana rischia di diventare un hub logistico militare della guerra globale. L’Italia continua ad aumentare la spesa militare sottraendo risorse a scuola, sanità, lavoro, ambiente. Ogni euro speso in armi è un euro rubato alla vita.
Il riarmo non è difesa: è un affare per pochi e un pericolo per tutti. I Paesi NATO hanno deciso, su richiesta degli Stati Uniti, di portare la spesa militare al 5% del PIL entro il 2035, mentre l’Unione Europea rilancia il piano “Readiness 2030”, con 800 miliardi di euro per il riarmo collettivo. Una corsa folle che sceglie la guerra come priorità. Diciamo no alla sudditanza del governo del nostro paese e dell’Europa a questa follia.
Diciamo sì a un investimento radicale per la vita.
Sì a scuole pubbliche e gratuite, a una sanità universale, a salari dignitosi, a politiche per la casa, al rafforzamento del welfare, per una vita libera e dignitosa per tutte e tutti. Sì a una vera transizione ecologica, la cui urgenza è evidente agli occhi di tutti, ma viene invece follemente svuotata e rinviata in nome del primato del riarmo. Sì a un’economia che metta al centro la cura delle persone, delle relazioni, della natura, non le armi.
Il nostro no è netto, ma vogliamo ripartire dai nostri sì.
Vogliamo portare a Camp Darby le nostre voci, i nostri corpi, per affermare che un altro mondo è possibile e necessario. Sarà una giornata per costruire legami, come quelli con la lotta della ex-GKN per una reindustrializzazione dal basso e la riconversione ecologica.
Il 19 luglio sarà una giornata per affermare obiettivi e valori opposti a quelli di chi vive di guerra. La guerra parte da qui. La pace deve partire da noi.
Sabato 14 giugno, a partire dalle 19:30, torna a #Livorno la Coppa Barontini: la storica gara remiera a cronometro lungo i fossi di Livorno!
Anche quest’anno, come nelle edizioni precedenti, la Federazione livornese del Partito della Rifondazione Comunista sarà presente e attiva: abbiamo offerto due dei premi destinati al Trofeo Edda Fagni, dedicato alla competizione tra le gozzette a quattro remi.
Siamo fieri di contribuire a questa manifestazione sportiva e popolare, profondamente radicata nella tradizione livornese, che onora figure come il compagno Ilio “Dario” Barontini, comandante partigiano e dirigente comunista, e la compagna Edda Fagni, già parlamentare del PCI e successivamente di Rifondazione Comunista.
Il governo e la destra cantano vittoria perché invitando i loro elettori all’astensione hanno mantenuto in vigore il jobs act di Renzi. In questo apparente paradosso sta la verità di questo referendum. La destra annuncia trionfante che l’Italia continuerà a essere il paese dei bassi salari, della precarietà, degli omicidi sul lavoro, del lavoro migrante ricattabile dai caporali. Festeggiano il loro essere al servizio dei più ricchi e potenti. dimostrando che quella della destra sociale era solo una leggenda.
Ringrazio Maurizio Landini e la Cgil per aver avuto il coraggio di rimettere al centro dello scontro politico le questioni del lavoro e la rottura con decenni di politiche neoliberiste di precarizzazione.
Non ci arrendiamo di fronte al mancato raggiungimento del quorum che sapevamo essere difficilissimo in un paese in cui metà della popolazione si astiene dal voto e si allontana dalla partecipazione. I quesiti hanno subito l’oscuramento non solo dei media di destra e governativi perché segnavano una rottura con le politiche sostenute per anni dai due poli e dai gruppi economici dominanti nel paese. Al silenzio si è aggiunta la campagna astensionista della destra che ora maldestramente tenta di appropriarsi del non voto di chi si astiene a prescindere.
Il referendum è stato sconfitto ma è meglio delle tante rese e tradimenti che hanno allontanato dalla politica milioni di persone soprattutto delle classi popolari È stata una giusta lotta che costituisce una semina. Su una piattaforma finalmente di sinistra è andato a votare comunque un numero di cittadine e cittadini maggiore di quella minoranza che ha votato un governo classista e razzista.
Ora non bisogna disperdere nello scoramento quella parte del paese che ha scelto di votare e anzi lavorare per allargare e costruire un blocco sociale democratico, antiliberista di antifascismo popolare. A partire dalle mobilitazioni contro le politiche di guerra e di riarmo del governo che saranno pagate con ulteriori tagli della sanità e dello stato sociale. Per questo diamo subito appuntamento a ritrovarci in tantissime/i il prossimo 21 giugno a Roma alla manifestazione unitaria di Stop Rearm Europe.
Maurizio Acerbo, segretario nazionale Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
Il segretario della Federazione livornese del Partito della Rifondazione Comunista interviene durante l’iniziativa “Livorno in piazza per i 5 Sì”, chiusura della campagna elettorale per il sì nei 5 referendum su diritto e lavoro dell’8 e 9 giugno 2025