In quel cpt una stanza dei pestaggi

di Orsola Casagrande

da Il Manifesto

I racconti dei migranti usciti dal centro di corso Brunelleschi a Torino

Non si respira una bella aria a Torino. Sali sull’autobus e l’unica cosa di cui si parla sono i rischi che si corrono sui tram e sui pullman. Rischi? «Non hai sentito? – dice una giovane donna – qui ormai è il Far West». L’autobus è il 67, lo stesso dove qualche giorno fa i vigili urbani hanno spadroneggiato con fare effettivamente un po’ da cowboys, intimando ai cittadini stranieri presenti di scendere, dividendo uomini da donne e esibendosi in controlli accompagnati da frasi come «la pacchia è finita». E a chi mostrava la carta d’identità italiana, «non ce ne frega nulla della vostra carta italiana, questo non è più il paese delle meraviglie».

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Falce e martello come la svastica

di Franco Romano

da L’Ernesto

La decisione del parlamento di Vilnius, Lituania, di mettere al bando il simbolo comunista della falce e martello, equiparandolo alla svastica, è una decisione che non ci sorprende se la si legge nel contesto mondiale di rimozione di tutto ciò che potrebbe impedire il cammino del capitalismo neoliberista, oggi padrone del mondo. Allo stesso tempo, questa decisione, non ci fa perdere di vista la battaglia che in questi giorni di congresso l’area dell’Ernesto stà portando avanti per salvaguardare l’esistenza di quel simbolo e del partito stesso in chiave comunista. Alla luce di questo ennesimo attacco all’alternativa di società, ogni tentativo di rimodulare l’azione della politica della sinistra italiana, che non preveda la presenza di una forza comunista capace di attrarre attorno al tema principale dell’abbattimento di questo capitalismo le altre forze progressiste di sinistra, risulta fallimentare.

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Chiediamo il rispetto degli impegni per le riparazioni navali nel porto di Livorno

della Federazione PRC di Livorno

Salvaguardare la filiera delle riparazioni navali, i suoi numerosi lavoratori e le strutture ad essa indispensabili: sono questi i punti fermi su cui il Partito della Rifondazione Comunista e le associazioni che rappresentano le aziende della navalmeccanica e carpenteria navale a Livorno, hanno trovato piena sintonia di vedute.
All’incontro svoltosi nella sede del PRC in Borgo Cappuccini, hanno preso parte il segretario provinciale Alessandro Trotta e Luciano Traversi, il direttore generale della CNA Gino Baldi, il vicepresidente dell’Associazione Riparatori Navali Paolo Zani, il suo direttore tecnico Roberto Pardini e l’imprenditore Massimo Luciani.

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Manifestazione cittadina

Il giorno 19 giugno 2008 alle ore 9:30

davanti alla sede dell’Autorità Portuale (scali rosciano) di Livorno

ci sarà una manifestazione dei riparatori navali contro lo smantellamento dei bacini di carenaggio e le banchine adibite alla riparazione.

 

E’ importante la solidarietà delle altre realtà produttive e della città.

Come partito sosteniamo la mobilitazione.

Chi può venga!

Sinistra, i danni dell’arcobalenismo e il fantasma di un riformismo che non c’è

Gli elettori hanno fatto il loro ’98, i segnali per capirlo c’erano tutti a partire dai fischi di Mirafiori. Ora, ripartiamo con umiltà.

di Giorgio Cremaschi

L’inesistenza di una forte opposizione politica è il frutto finale e più velenoso della politica di questi 15 anni. Ed è per questo che, per ricostruire l’opposizione, bisogna riconoscere le ragioni della sconfitta. E così anche risalire alle responsabilità soggettive, che in politica ci sono sempre.
Contrariamente a quello che viene sostenuto dai grandi giornali d’opinione, che dopo aver per anni fatto proprio un centrosinistra liberale oggi si prostrano di fronte a Berlusconi, la prima sconfitta è quella del riformismo politico italiano. Il riformismo è oggi una ideologia politica che pensa di governare la globalizzazione attraverso il pieno dispiegamento del mercato, di cui si vorrebbero frenare solo le tendenze monopoliste, e la riduzione dello Stato e delle garanzie sociali, concertata con i sindacati. In Europa il riferimento principale di questa ideologia è stato il leader laburista Blair: oggi il suo partito si sta sfaldando e si annuncia il ritorno al governo dei conservatori.

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Grassi replica a Occhetto

Dichiarazione di Claudio Grassi – Comitato di Gestione Prc

Leggo che Achille Occhetto propone ad una parte di Rifondazione di rompere gli indugi e, comunque vada il congresso, di fare una scissione per dare vita ad un partito non più comunista.
Dopo aver sciolto il Pci, dopo aver concorso – assieme alla Confindustria e a Mario Segni – ad abolire il sistema proporzionale, dopo aver fondato il movimento Occhetto-Di Pietro, oggi ce lo ritroviamo, in qualità di autorevole dirigente di Sinistra Democratica, a darci di nuovo lezioni di come dovrà essere la Sinistra!

E noi di Rifondazione dovremmo scioglierci per dare ragione ad Occhetto che in venti anni non ne ha indovinata una?
Con buona pace di Occhetto, Mussi e Fava, che ci chiedono di rifare la Bolognina dopo 19 anni, Rifondazione comunista non si scioglierà e lavorerà per costruire una unità della sinistra che parta dal basso e dalle lotte.
Al contrario, costruire una unità della sinistra di ceti politici ormai totalmente screditati tra i lavoratori e la sinistra non ha alcun senso, come hanno  dimostrato il 13-14 aprile e il fallimento dell’esperimento della Sinistra l’Arcobaleno.