La Federazione livornese di Rifondazione Comunista esprime profondo cordoglio per la morte del giovane lavoratore che stava svolgendo il proprio servizio in mare di fronte al porto. Di fronte all’ennesima tragedia sul lavoro ci stringiamo alla famiglia, ai colleghi e all’intera comunità portuale colpita da una perdita dolorosa e inaccettabile. Il lavoro non può continuare a costare la vita: sicurezza, prevenzione e tutela delle lavoratrici e dei lavoratori devono tornare ad essere una priorità assoluta. Auspichiamo che venga fatta rapidamente piena luce sulla dinamica dell’accaduto; serve comunque che si rafforzino diritti e controlli affinché simili tragedie non si ripetano. Alla famiglia e ai compagni di lavoro va la nostra solidarietà e vicinanza. Per Livorno è una bruttissima giornata. Noi siamo pieni di rabbia e tristezza.
Marco Chiuppesi Segretario Federazione Livornese Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
MANIFESTAZIONE ANTIMILITARISTA – CONTRO LE GUERRE E CHI LE ARMA! LIVORNO MARTEDÌ 24 FEBBRAIO ORE 17:30 Via Grande angolo Via del Giglio
La Federazione livornese di Rifondazione Comunista partecipa alle attività del Coordinamento Antimilitarista Livornese: di seguito il comunicato della manifestazione cittadina del 24 febbraio!
Il Coordinamento Antimilitarista Livornese e varie realtà cittadine impegnate sul terreno del contrasto al militarismo scendono in piazza a Livorno contro tutte le guerre il 24 febbraio, a quattro anni dall’invasione dell’Ucraina da parte della Federazione Russa. Quattro anni in cui il conflitto in corso nella regione sino dal 2014 è stato trasformato in una guerra totale che ha già provocato centinaia di migliaia di morti e distruzioni incalcolabili da entrambi i lati del fronte. L’opposizione alla guerra tuttavia cresce e i disertori aumentano, mentre al contrario i governi europei, fra cui l’Italia, si impegnano per la continuazione della guerra, alimentando abilmente la psicosi della minaccia internazionale, attraverso la propaganda bellica, la reintroduzione del servizio militare in molti paesi e nuovi ingenti finanziamenti. La Commissione Europea ha presentato una proposta di legge che prevede per il governo Zelensky un finanziamento di 90 miliardi garantito dal bilancio europeo. Questi 90 miliardi si aggiungono agli oltre 200 già stanziati dall’Unione Europea e dai governi degli stati membri. L’Italia è direttamente coinvolta nella guerra, nel quadro dell’intervento della NATO e dell’UE, ha contribuito con più di 20 miliardi tra finanziamenti diretti e contributi al fondo europeo di sostegno al governo di Kiev. La corsa al riarmo finalizzata a far fronte al contesto europeo e alla guerra in Ucraina si traduce anche in iniziative come la reintroduzione del servizio militare, annunciata da Crosetto in linea con quanto sta già avvenendo in Germania e altri paesi europei: uno scenario che vedrà intensificarsi ulteriormente la propaganda militarista nelle scuole e negli organi di informazione. Opporsi a tutto questo è possibile. I lavoratori, con i blocchi di questi mesi, ci danno la dimostrazione che si può fermare la guerra anche da qui, con l’impegno di tutte e tutti. – Contro ogni imperialismo, contro l’escalation bellica, le missioni militari e le politiche di riarmo – Contro l’aumento delle spese militari e il taglio delle spese sociali – Contro la produzione, il commercio e il trasporto di armi e materiale bellico – Contro la reintroduzione del servizio militare – Contro la propaganda guerrafondaia e militarista nelle scuole e nelle università – Contro la propaganda militarista machista e sessista – Contro basi militari, poligoni, hub logistici della guerra – Contro i militari nelle strade, la guerra al dissenso e contro la repressione – Per sostenere i disertori di tutte le guerre e di tutti i fronti – Per sostenere i lavoratori dei trasporti che si rifiutano di essere complici della guerra – Per una scuola e una sanità pubbliche, gratuite, per tuttx – Per la libertà di manifestare e scioperare – Per la solidarietà internazionalista
Di seguito un comunicato della Federazione livornese di Rifondazione Comunista sulla situazione di conflitto di interessi del Coordinatore del LEM – (Livorno Euro Mediterranea, Fondazione del Comune che si occupa di promozione turistica del territorio). Il comunicato è stato pubblicato sul Tirreno del 20 febbraio
Recentemente è uscito un articolo su Livorno sul quotidiano britannico The Times, articolo di cui l’amministrazione ha dato notizia tramite il proprio ufficio stampa.
Dalla lettura della nota stampa vediamo che il LEM, coordinato da Adriano Tramonti, ha organizzato il press tour della giornalista Julia Buckley. Leggendo l’articolo del Times vediamo poi che, oltre che in vari altri locali della Venezia, nel corso di questo tour gestito dal LEM la giornalista deve essere stata portata alla Ponceria (ragione sociale: “La Ponceria Sas di Tramonti Adriano & Co”), che lei inserisce tra i locali consigliati nel suo articolo.
Rifondazione Comunista ritiene quanto meno inopportuno che una fondazione guidata da Adriano Tramonti faccia pubblicità al locale di una società di cui egli stesso è amministratore (socio accomandatario).
Non si tratta in alcun modo di una questione personale, ma politica: Livorno e la Venezia hanno molti locali storici e di eccellenza che possono beneficiare di una promozione diretta da parte del LEM. Se la Ponceria sia o meno uno di questi, non dovrebbe essere chi amministra la Ponceria stessa a deciderlo. Non è corretto verso tutti gli altri locali cittadini.
Chiediamo all’Amministrazione comunale di prendere delle misure per risolvere questo conflitto di interessi.
Per noi di Rifondazione Comunista il conflitto può essere risolto con le dimissioni di Adriano Tramonti dal ruolo di Coordinatore del Lem, oppure con l’abbandono da parte sua dei ruoli societari in attività come la Ponceria che beneficiano della attività del LEM stesso.
Marco Chiuppesi §Segretario federazione livornese Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
Nasce “HUB” un bollettino sulla militarizzazione! Venerdì 13 la presentazione a Livorno. Tra le forze che hanno dato vita a questo bollettino c’è il Coordinamento Antimilitarista Livornese, un soggetto plurale a cui partecipa anche Rifondazione Comunista!
Ecco il comunicato di lancio:
Nasce “HUB” un bollettino sulla militarizzazione! Presentazione oggi venerdì 13 Febbraio a Livorno – Via San Giovanni 13 ore 18:00 Sala Montecitorio, Palazzo dei Portuali – Livorno. Presentazione del primo numero
Intervengono alcune delle realtà che partecipano al progetto: Gruppo Autonomo Portuali, Scrivania Autogestita d’Informazione, Coordinamento Antimilitarista Livornese, Movimento No base
HUB è un bollettino di informazione, inchiesta e confronto sulla militarizzazione dei territori, nato dalla discussione tra chi si oppone alle basi militari e chi ogni giorno lavora e lotta in porti, fabbriche e ferrovie per costruire un percorso comune.
“HUB” è la proposta che raccoglie questa spinta: un bollettino digitale e cartaceo, aperiodico, che offre analisi e contributi su come funziona l’hub militare che attraversa i territori.
La militarizzazione avanza ovunque, ma possiamo costruire la conoscenza del sistema di guerra in cui siamo immersə, raccontarlo e soprattutto organizzarci per fermarlo.
Questo primo numero contiene approfondimenti su diversi territori, infrastrutture e snodi della logistica di guerra redatti da movimenti, comitati, lavoratorə portuali e ferrovieri e ha un’ampiezza che va da Livorno a La Spezia, uno dei corridoi centrali della militarizzazione in Italia. – Coordinamento Antimilitarista Livornese – SAI – Scrivania Autogestita di Informazione – G A P Livorno – Movimento No Base – Né a Coltano né altrove
Domenica 15 febbraio alle 12:30 a Rosignano Solvay ci sarà un pranzo sociale con Antonella Bundu per finanziare il ricorso contro l’esclusione della nostra lista Toscana Rossa dal consiglio regionale toscano nonostante il superamento del 5% da parte della candidata presidente, per via di una legge elettorale iniqua e secondo noi illegittima. Di seguito locandina e comunicato!
TOSCANA ROSSA NON SI FERMA pranzo sociale per sostenere il ricorso al TAR. Alle ultime elezioni regionali in Toscana abbiamo scelto di esserci, con una lista alternativa, popolare e coerente. Una lista costruita dal basso, tra realtà sociali e persone che non si rassegnano all’idea che la politica sia solo gestione del potere. Ma quella campagna elettorale ci ha sbattuto in faccia la verità: la legge elettorale toscana è costruita per tagliare fuori chi non appartiene ai soliti giochi, una legge che penalizza chi corre con una lista unica e rende la rappresentanza un privilegio, non un diritto. Per questo abbiamo deciso di fare ricorso al TAR. Perché non ci basta denunciare le ingiustizie, vogliamo anche combatterle. E perché ogni voto deve contare davvero.
Domenica 15 febbraio alle 12:00, presso il Circolo Arci le Pescine (Via Fermi 2 – Rosignano Solvay) Saremo insieme ad Antonella Bundu per un pranzo sociale nato proprio per sostenere la raccolta fondi destinata alle spese legali del ricorso. Pranzo 20€ + Contributo raccolta fondi 10€
Perché possono ostacolarci, ma non fermarci. E perché la democrazia si difende anche quando è scomodo farlo. Info e prenotazioni: Gianno 348 333 8137 Viviana 393 479 9175
Anche a Livorno il 6 febbraio il porto in sciopero per la pace. Invitiamo tutte e tutti a partecipare alla manifestazione indetta da USB per le 17:30 di fronte al monumento dei 4 mori, alla quale parteciperemo assieme al Coordinamento Antimilitarista Livornese.
di seguito il comunicato nazionale di appoggio alla mobilitazione:
Sciopero internazionale dei porti: un passo avanti nell’unione internazionale delle lavoratrici e lavoratori contro le guerre.
Da Atene a Genova, passando per Rabat, per i Paesi baschi, arrivando fino ad Amburgo e negli Stati uniti Venerdì 6 febbraio molti porti del Mediterraneo e non solo saranno attraversati dallo sciopero promosso da USB e altri sindacati contro l’ economia di guerra e lo sfruttamento. Un passo avanti, che ampia e rafforza l’unità già realizzata nella comune opposizione al genocidio del popolo palestinese. Un passo avanti verso convergenze e mobilitazioni ancora più larghe per fermare la tendenza alla guerra e all’ economia che la sostiene e la rafforza e il massacro sociale che ne deriva. Il blocco dei porti, crocevia fondamentali della circolazione delle merci, del flusso degli armamenti per le guerre in corso e quelle che verranno è uno strumento decisivo di lotta per la pace. Per questo sosteniamo lo sciopero del 6 e lavoriamo ad allargare le piattaforme sociali e politiche che si oppongono al militarismo e alla deriva bellicista del capitalismo imperialista. Solo la resistenza delle lavoratrici e dei lavoratori, la costruzione delle più larghe convergenze, in Europa e nel mondo dei popoli in lotta, del proletariato moltitudinario può impedire le guerre e i disastri sociali e ambientali che nascono dal ventre del sistema capitalistico e dalle necessità intrinseche alla sua riproduzione.
Workers of the World unite.
Maurizio Acerbo , segretario nazionale e Paolo Benvegnù , responsabile lavoro del Partito della Rifondazione Comunista
elenco manifestazioni:
Genova, ore 18,30: Varco San Benigno Livorno, ore 17,30: Piazza 4 Mori Trieste, ore 17,30: Via K. Ludwig Von Bruck (Autorità portuale) Ravenna, ore 15: Via Antico Squero 31 (Autorità Portuale) Ancona, ore 18: Piazza del Crocifisso Civitavecchia, ore 18: Piazza Pietro Gugliemotti Salerno, ore 17: Varco principale al porto Bari, ore 16: Terminal Porto Crotone, ore 17,30: Piazza Marinai d’Italia (c/o entrata del porto) Palermo, ore 16,30: Varco Santa Lucia Cagliari, ore 17: Via Roma lato porto