PdCI-PRC: presentata mozione in Provincia su acqua e servizi

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L’intento della mozione è quello di fr sì che il Presidente della Provincia si attivi per sollecitare Martini affinchè la Regione Toscana impugni il DL di cui sopra innanzi alla Corte Costituionale. Su tale mozione stiamo cercando l’appoggio di tutti i gruppi consiliari che si sono dichiarati contrari al Decreto legislativo. La Mozione ricalca il testo presentato al Consiglio regionale dai gruppi PdCI-PRC insieme al Gruppo di Sinistra e Libertà.
 
Impugnare il Dl a nostro avviso è un primo passo necessario per evitare la completa privatizzazione del’acqua come di altri servizi. Ad esso dovrà seguire un’analisi seeria e approfondita dei risultati che la gestione dei servizi conosciuta negli ultimi 20 anni ha comportato.
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Intervista a Paolo Ferrero segretario nazionale di Rifondazione Comunista.

da Liberazione, 31 dicembre 2009

“UN FRONTE UNITO DELLE OPPOSIZIONI PER SALVARE LA COSTITUZIONE”

 

Nonostante Berlusconi e il suo governo abbiano fatto di tutto per minimizzarla, per gli italiani è la parola “crisi” che rappresenta il 2009. Sarà così anche il 2010?
 
Quest’anno è stato sicuramente caratterizzato dalla crisi. Che è una vera e propria crisi di sistema: una crisi del capitalismo, tutt’altro che finita. La situazione finanziaria è lungi dall’essere stabilizzata, come dimostra la vicenda recente del Dubai. Sul piano della produzione non si ravvisa nessuna ripresa significativa; né non si capisce dove e come potrebbe realizzarsi, dal momento che la prima ragione della crisi, cioè l’estrema disparità dei redditi è stata accentuata dalla crisi stessa. E dal punto di vista occupazionale la crisi è appena cominciata: il 2010 sarà l’anno in cui precipita. Il 2009 è stato un anno di svolta. Fino al 2008 si era declamata la globalizzazione. Nel 2009, invece, vent’anni dopo il crollo del socialismo reale, c’è stato il crollo del capitalismo globalizzato, che era stato rilanciato proprio dalla fine di quella vicenda. Altro che fine della storia di cui parlava Fukuyama 20 anni fa.
 
Anche perché per effetto della crisi c’è stata anche una ripresa dei conflitti sociali…
 
Una ripresa che vede ampliare le lotte sia quantitativamente che qualitativamente. C’è il classico conflitto per la difesa del posto di lavoro, ma c’è anche la crescita dei conflitti degli studenti e delle professioni legate ai saperi sociali. E poi c’è stata la manifestazione del 5 dicembre. Che non va archiviata troppo in fretta e segnala l’emergere di una nuova generazione di intellettualità precaria che pone in termini molto radicali la questione dell’alternativa.
 
 
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Bilancio Comunale – Dichiarazione di voto e intervento della capogruppo PRC-PdCI Tiziana Bartimmo

Dichiarazione di voto

Ieri nel mio intervento avevo detto il sistema istituzionale è posto di fronte a una prima emergenza, quella sociale, nella quale emergono a nostro avviso due priorità: il lavoro e la casa.
Questo bilancio, pur essendo in una situazione di crisi economica e di contrazione delle entrate, non tiene conto della crisi e delle sue ricadute sociali, delle emergenze che la crisi ha aperto in città.
Un bilancio si dovrebbe far carico di queste situazioni e dovrebbe individuare progetti e risorse utili a promuovere sviluppo, dovrebbe farsi carico di attivare misure concrete in termini di sviluppo economico e di tenuta sociale sul territorio, questo si ottiene attraverso una oculata scelta di priorità di interventi.
A favore dei lavoratori, con le misure che proponevo ieri, ma anche con interventi di supporto a piccole e medie imprese che dovranno essere indirizzati a sostenere gli investimenti in innovazione, sia a sostegno del credito. Purtroppo da questo bilancio non emerge un segnale di discontinuità con le politiche passate, nessun indirizzo verso qualcosa di nuovo, nessuna risposta alle domande che la crisi ci pone.
A Livorno la crisi colpisce di più rispetto ad altre zone della toscana, secondo il rapporto Irpet sullo stato dell’economia della nostra regione i dati che emergono sono inquietanti. Il fatturato delle imprese livornesi, su base annua è calato del 30%, la produzione industriale del 27% mentre anche l’export segna un meno 25,7 % (niente male per una città che ha anche un sistema portuale). Si tratta di dati da severa recessione economica In questa situazione purtroppo chi perde il reddito e il lavoro rischia anche di perdere la casa, e entro la fine del 2010 saranno circa un migliaio le famiglie con sfratto. Ieri dicevo che a Livorno ci sono troppe case senza famiglia e troppe famiglie senza casa e che giudicavamo la politica nei confronti dell’emergenza abitativa insufficiente rispetto ai bisogni: Non ho sentito, al di là dei soliti discorsi nulla di nuovo nella replica dell’assessore.
Nessuna proposta che riguardi il caro affitti, nessun provvedimento nel modificare le norme per gli sfratti di morosità incolpevole. Nessun piano straordinario di reperimento di strutture vuote da utilizzare per le famiglie che perdono la casa.
Per noi è fondamentale che si trovino le risorse per dare risposte a questi problemi.
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Intervento dei compagni della Gioventù comunista della Svizzera riguardo al recente esito referendario per il divieto della costruzione dei minaretti

Ci appare necessario rendere presente all’opinione pubblica il nostro sdegno di cittadini democratici e rispettosi – in nome della multiculturalità e del pluralismo – di tutte le minoranze, per i risultati della scorsa votazione del 29 novembre riguardante il divieto d’edificazione dei minareti.
Il popolo svizzero ha infatti espresso chiaramente e senza alcuna riserva un consenso verso un’iniziativa fortemente lesiva nei confronti di uno statuto democratico del quale il nostro paese si è sempre vantato in tutto il mondo. Un divieto, questo, che non ha alcuna pertinenza con i reali problemi che pervadono la nostra quotidianità. Esso è invece un mero pretesto, v’è da dire ben architettato, per creare un ulteriore clima d’instabilità a livello di convivenza tra le diverse culture ed etnie all’interno del nostro paese. Si è voluto perciò creare un precisa norma ad hoc che vietasse la costruzione di un determinato simbolo, il quale secondo i favorevoli all’iniziativa, per sineddoche, rappresentava un’intera religione. Il tutto all’interno di una cornice economica e sociale sostanzialmente caratterizzata dall’attuale crisi, la quale non ha risparmiato nemmeno le lande elvetiche. Ne sortisce una Svizzera fortemente ridimensionata nei suoi valori fondamentali poiché questa norma va in palese contrasto con il rispetto e la tutela dei diritti umani e principalmente con i principi vigenti in uno stato di diritto. Un popolo che ha chiaramente dimostrato quanto, soprattutto ultimamente, sia incline a non sopportare alcuna forma di minoranza e di diversità ed imputi a queste tutte le colpe per la situazione negativa in cui si è venuto a trovare l’odierno contesto nazionale e internazionale.
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5 dicembre: si parte!

di Claudio Grassi
da www.claudiograssi.com

Il 5 dicembre è stata proprio una bella giornata! Al mattino, in un teatro Brancaccio strapieno, è nata la Federazione della Sinistra. Al pomeriggio un mare di persone, soprattutto giovani, ha invaso le strade di Roma per dire che non ne può più del governo Berlusconi.
La mia opinione è che le due cose assieme possono essere la chiave di volta su cui lavorare per ridare una speranza al popolo della sinistra.
Andiamo con ordine! La sinistra di alternativa, che fino a due anni fa poteva contare su un consenso elettorale del 12 per cento, è stata spazzata via per due motivi. Perché partecipando al governo Prodi ha deluso le aspettative dei suoi elettori e perché la sua classe dirigente non è risultata credibile, poiché in questi anni ha prodotto solo abbandoni, scissioni e frammentazioni.
Che cosa è la Federazione della Sinistra se non il tentativo di capovolgere questa situazione?
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“Ci stiamo abituando ai continui e insistenti attacchi alla costituzione? L’assuefazione è un rischio concreto!”

di Veronica Fanucchi

Mi appello alla cittadinanza livornese per richiamare l’attenzione su un evento che non cambierà la storia ma forse rappresenterà un segnale importante per la democrazia: la manifestazione che si terrà a Roma il 5 Dicembre.
Sono nata a Livorno, ho 37 anni e da 11 risiedo nella provincia di Pisa. Non per campanilismo ma per naturale affezione alla mia città natale, ogni volta che devo affrontare delle spese, scegliere un servizio cui rivolgermi, un luogo dove trascorrere una giornata in relax con la famiglia, il pensiero e il corpo corrono nei quartieri e litorali liburni. Ad Ottobre è nato su facebook un movimento autodefinitosi “NO BERLUSCONI DAY”, leggo i fini che questo gruppo si propone e mi aggrego al medesimo . In pochi giorni il comitato cresce e mi rincuoro del fatto che siamo in molti a desiderare una semplice cosa: far dimettere Berlusconi, fare in modo che si presenti davanti ai vari tribunali che da mesi lo attendono e si lasci processare come tutti i comuni cittadini italiani. Passano le settimane e all’interno del movimento nascono i vari comitati locali. A quale mi iscrivo?? Date le premesse è scontata la mia adesione al Comitato di Livorno.
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