Consiglio Comunale di Rosignano, una sola parola: DIMISSIONI!

Quanto accaduto è chiaro.
Alcuni personaggi, sfruttando vigliaccamente il voto segreto, appartenenti alla maggioranza in Consiglio Comunale targato Partito Democratico, hanno scelto (con forza determinante per l’elezione) come vice Presidente del Consiglio Comunale di Rosignano Marittimo un personaggio dell’estrema destra locale.
Il fatto politico è grave.
I responsabili si dovrebbero semplicemente dimettere dal Consiglio Comunale.
Questo è il minimo.
Il PD faccia analisi interna.
Dove sono coloro che si dichiarano di Sinistra!
Tirate fuori la voce e discutete nel vostro partito.
Se viene permessa una cosa del genere, cosa significa allora essere un partito antifascista?
Antifascisti lo si è sempre, altrimenti non lo si è.
Mantenere una certa ambiguità, rimanere nel grigio, è la peggiore posizione possibile.

Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
Circolo di Rosignano Marittimo

Solidarietà ai lavoratori Porto di Livorno 2000

La segreteria livornese di Rifondazione Comunista esprime la propria piena solidarietà ai lavoratori della Porto di Livorno 2000 in presidio permanente.
In particolare riteniamo indispensabile che arrivi velocemente una risposta che faccia ricominciare a lavorare i precari stagionali, per i quali una stabilizzazione è l’unica prospettiva che consideriamo veramente risolutiva.
La situazione attuale non dipende solo dall’emergenza Covid: è evidente che la privatizzazione della Porto di livorno 2000 è alla base di molti dei problemi che oggi esplodono drammaticamente. Un assetto proprietario controllato a maggioranza dal gruppo Onorato rischia di fare pagare ai lavoratori la situazione di crisi finanziaria di un imprenditore che le cronache ci descrivono pericolosamente vicino al fallimento. Al di là della situazione specifica di questo gruppo imprenditoriale, riteniamo in ogni caso che sia stato uno sbaglio privatizzare questa società.
Autorità portuale e Camera di commercio, che assieme controllano ancora il 34% delle quote di Porto di Livorno 2000, devono intervenire finché c’è tempo, a tutela dei lavoratori e della possibilità di reali investimenti infrastrutturali che diano prospettive per il futuro. In particolare sosteniamo la richiesta dei lavoratori di un intervento da parte dell’Autorità di Sistema Portuale; in una città già da tempo dichiarata “area di crisi industriale complessa” è inaccettabile che queste richieste restino senza risposte.

Valerio Cignoni nuovo segretario di Rifondazione Comunista a Collesalvetti

Dopo le analisi politiche del dopo voto amministrativo all’interno del Partito della Rifondazione Comunista di Collesalvetti, dove alle quali il segretario comunale Alberto Benedetti si era presentato dimissionario, dopo aver preso coscienza del voto si è ratificato ufficialmente il cambio di segretario alla guida del Partito colligiano.

Dopo quasi cinque anni alla guida di Rifondazione e dopo l’ultima esclusione esclusione dalla compagine consiliare, dopo quella già avvenuta nel 2014, Benedetti si è presentato dimissionario prima alla riunione della propria segreteria e poi nell’assemblea generale della Sinistra di Collesalvetti, di cui Rifondazione Comunista è parte integrante.

Dopo alcuni giorni serviti a riorganizzare le idee dentro il Partito, il segretario dimissionario si è presentato nella riunione del Comitato Direttivo Comunale, dove ha ufficializzato, attraverso una sua relazione da segretario uscente la decisione di lasciare il ruolo di segretario comunale, la sua volontà di dimettersi.

In quella stessa assemblea del Direttivo, dopo aver accettato le dimissioni di Benedetti, il Direttivo ha espresso il proprio parere positivo sulla proposta del nuovo segretario comunale, ovvero il compagno Valerio Cignoni.

Con votazione unanime è così stato ratificato il passaggio di consegne tra Alberto Benedetti e Valerio Cignoni alla guida di Rifondazione Comunista, il quale si è preso alcuni giorni di tempo per riorganizzare la formazione della propria segreteria comunale.

Il primo serio impegno che avrà Cignoni sarà quello, assieme ad altre compagini politiche e ai membri della Sinistra di Collesalvetti, di dare una organizzazione a questa nuova compagine politica della Sinistra colligiana.

Da parte del Comitato Direttivo di Rifondazione Comunista di Collesalvetti ringraziamo il compagno Alberto Benedetti per il lavoro svolto fino a qui, con grande passione politica e contemporaneamente auguriamo un grande in bocca al lupo al nuovo segretario comunale Cignoni, garantendogli fin da ora tutto l’appoggio politico di cui avrà bisogno”.

Il Comitato Direttivo di Collesalvetti del Partito della Rifondazione Comunista
Sinistra Europea

Respinte le dimissioni del Segretario, aggiornata la Segreteria

Ringrazio i compagni e le compagne che, durate il comitato politico federale di venerdi 7 giugno, hanno deciso di respingere le mie dimissioni e rinnovare la loro fiducia alla mia persona ed alla segreteria per la guida del Partito. Dalla prima analisi del voto è emersa, tra le altre, anche la nostra inadeguatezza organizzativa nella gestione di campagne elettorali che ormai sono radicalmente diverse da quelle che siamo abituati a portare avanti ed alle quali dobbiamo in prospettiva organizzarci adeguatamente modificando anche la nostra struttura locale, valuteremo al riguardo le azioni necessarie da proporre a breve.
L’assemblea ha anche accolto una prima proposta di rinnovo della segreteria stessa, giunta oggi a metà del suo mandato. A nome di tutti faccio i migliori auguri di buon lavoro al compagno Luca Mazzinghi che entra con la delega ai giovani comunisti, ai diritti civili ed all’organizzazione e ringrazio il compagno Kery Grimaldi per il contributo apportato finora, non ultimo il suo impegno da candidato nella lista la Sinistra.
Il nostro lavoro di opposizione sarà fondamentale nei prossimi anni in tutti i comuni della federazione e fondamentali saranno le elezioni regionali del prossimo anno. Occorre fin da subito lavorare alla costruzione di un proposta alternativa a sinistra e cercheremo di proporre quante più occasioni possibili di discussione tese allo scopo. Diamo appuntamento a tutti alla nostra festa estiva presso il circolo Arena Astra dal 18 al 21 luglio.
Francesco Renda
Segretario Federazione livornese Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Pascoli, tutelare lavoratori ed ospiti della RSA

Qualcosa non torna sulla vicenda della paventata chiusura della RSA G. Pascoli. La posizione del comune è quella di chiudere la struttura a causa degli elevati costi di gestione e manutenzione: cifra dei costi, tra l’altro, contestata dagli stessi lavoratori e che infatti si riferiva anche all’altra rsa comunale, quella di Villa Serena, non tenendo conto, ulteriormente, dei soldi versati dalle famiglie. Com’è possibile che, stante il costante invecchiamento della popolazione, si renda conveniente la gestione privata e non pubblica di una struttura del genere? La colpa è addossata dal Comune ai voucher che la Regione concede dallo scorso anno, e destinati alla compartecipazione alle spese delle famiglie per l’assistenza dai propri congiunti, da ospitare in strutture private convenzionate. Non crediamo che le cose stiano così: Sono gli stessi lavoratori a denunciare che, da più di un anno, non vengono accettate nuove quote nella residenza, che è passata da 93 a 70 ospiti, non per mancanza di domanda, ma per blocco dell’offerta! 

Nogarin ha dichiarato che il problema è anche colpa della scorsa amministrazione, che aveva lasciato il Pascoli in condizioni tali da richiedere adesso spese ingentissime per la sua manutenzione. Era però prevista in quell’area la costruzione del nuovo ospedale ed il trasferimento in città degli ospiti, come da protocollo del maggio 2010. Nello scontro tra Regione e Comune di Livorno su quest’ultimo accordo le vittime sembrano essere state gli ospiti della rsa G. Pascoli. Crediamo si sia prodotta una svista clamorosa della quale la giunta dovrà rispondere politicamente e con la massima urgenza:

Esiste qualche relazione tra l’attuale blocco di nuove quote al Pascoli ed il protocollo del maggio 2010 sul nuovo ospedale? Se, al contrario, non vengono accettati nuovi ospiti, tali da garantire la sostenibilità economica della struttura, per soli motivi di inagibilità di molte parti della stessa, come mai in tutti questi anni di finanziamenti promessi e ricattati sulla città non è mai stata fatta parola sulle inderogabili necessità manutentive della struttura con la Regione? Crediamo che gli ospiti ed i 113 lavoratori e lavoratrici del Pascoli siano vittime di una gigantesca svista alla quale occorre porre rimedio il prima possibile. Solo lo scorso anno sono stati spesi 250,000 EUR per il rifacimento dell’impianto antincendio, ancora soldi buttati? Il prossimo anno sono previste le elezioni, impegnare il Comune in scelte tanto radicali a fine mandato non ci sembra la miglior eredità da lasciare alla futura amministrazione.

Francesco Renda
Segretario Federazione livornese Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Su Rifondazione Comunista e Potere al Popolo

Rifondazione e Potere al PopoloRabbia e delusione. Sono queste le emozioni che adesso restano dopo il rapido susseguirsi di eventi che hanno portato Rifondazione Comunista a porsi in maniera estremamente critica sul processo organizzativo di Potere al Popolo. Vorrei subito mettere in chiaro che abbiamo perso tutti, a prescindere dal lato al quale si voglia addossare la colpa. Abbiamo perso perché l’unità della sinistra di alternativa non può fare a meno di nessuna delle sue componenti e perché questa unità è la via obbligata per dare alla città ed al paese le politiche redistributive e progressiste delle quali abbiamo disperato bisogno. Non quelle a debito che fanno alzare lo spread del governo pentaleghista, ma quelle che aboliscono la legge Fornero perché hanno il coraggio di togliere a chi ha, per dare a chi non ha.
Ho partecipato a Potere al Popolo fin dalla sua nascita alla prima assemblea romana, lo vedevo come un contenitore dove lo stato disperato di questa povera Italia potesse farci trovare un minimo comune denominatore, un movimento che mettesse insieme partiti, associazioni, comitati, vertenze e singoli aderenti. Un movimento capace di esulare dalle dicotomie che tanto vanno di moda come quelle tra vecchio e nuovo, noi e loro, giovani e anziani, bravi ragazzi e brutti politicanti, gente del fare e gente del parlare, potrei naturalmente andare oltre, perché tutti i giorni siamo immersi in questo “cambiamentismo senza bussola”. La politica è sostanzialmente una cosa, la composizione di interessi contrapposti e da quale parte far pendere l’ago della bilancia dipende dalla visione del mondo che abbiamo in testa e quest’ultima dall’ideologia. La politica non è onestà e buon senso, che ne rappresentano solo i prerequisiti, ma la costante ricerca del modo di favorire gli interessi che abbiamo individuato per costruire la società che vogliamo. Ho avuto la fortuna di poter studiare, solo per capire che non mi sarebbe bastata questa vita per avere sempre la risposta giusta. La costruzione di un soggetto politico, che è strumento per incidere nella società, deve seguire la stessa logica. In caso contrario non farebbe che scadere nelle false certezze dei nostri tempi, dettate da poco studio e tanta superficialità.
La decisione di procedere alla strutturazione di Potere al Popolo per statuti contrapposti, scelta che abbiamo contestato, rappresentava già in partenza un fallimento annunciato. Rifondazione Comunista, anche dopo l’abbandono di PCI e sinistra anticapitalista, ha continuato a credere ad a mobilitarsi per Potere al Popolo, che era e resta un soggetto ad adesione individuale, non partitica. Leggendo i commenti sulla vicenda, non credevo che verso il partito che ho l’onore di guidare si nutrisse un odio tanto viscerale da parte di compagni e compagne con i quali abbiamo collaborato e costruito momenti interessanti. Come segretario ho il dovere di rispedirli con fermezza al mittente perché la comunità che guido è fatta di persone straordinarie, di militanti che non ricevono 1 Euro per la propria attività, che vivono anche con rischio privato l’adesione ad un partito che si chiama Rifondazione Comunista, sono studenti, impiegati, disoccupati ed operai, esattamente come la gran parte di società ridotta allo stremo dal neoliberismo che caratterizza questa fase della storia del capitale. Con altrettanta fermezza rispedisco al mittente anche l’idea che i militanti locali del PRC siano “buoni” mentre i loro dirigenti nazionali siano “cattivi” perché abbiamo contribuito ad eleggerli, perché abbiamo dato loro ripetutamente fiducia, perché abbiamo regole democratiche al nostro interno per costringerli a rendere conto del proprio operato ed infine perché condividiamo la bontà delle ragioni espresse, molte delle quali avevano proprio a che fare con la democraticità di Potere al Popolo.
Forse dovevamo accorgerci prima che PaP non sarebbe stato quello che credevamo, perché questo ha dato modo ai nostri detrattori di accusarci delle peggiori nefandezze e di essere d’ostacolo al sorgere del sol dell’avvenire. In terra però non ci sono macerie, Potere al Popolo è riuscita a mobilitare una fetta importante di società che era estranea alla politica e questo è un bene immenso, ha permesso a mondi che non si parlavano da troppo tempo di ricucire rapporti e fiducia personale ed infine ha ravvivato la militanza di tanti compagni e compagne di rifondazione Comunista. Continueremo a dare il nostro contributo nelle forme che decideremo nella fase di riflessione che adesso ci attende, ma credo però che in una casa comune non ci si debba sentire ospiti non graditi, e proprio per salvaguardare quello che abbiamo contribuito a costruire, soprattutto in vista degli importanti appuntamenti elettorali che ci attendono, riacquistiamo la nostra piena sovranità e libertà d’azione politica, per la costruzione di un’ampia coalizione d’alternativa netta a PD, M5S e destre.

Francesco Renda
Segretario Federazione livornese Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea