Set 29 2017

Dopo l’alluvione: che fare?

Tag:admin @ 12:21
A noi non interessa il balletto delle responsabilità politiche come si sta presentando in città: cioè un uso strumentale della catastrofe volto solo a mettere in difficoltà l’amministrazione attuale o quella precedente per ricavarne un vantaggio politico.
Da tempo diamo un giudizio molto severo dell’operato complessivo dell’Amministrazione Nogarin, così come lo abbiamo a suo tempo rispetto a quella del PD. Pur avendo duramente osteggiato l’amministrazione precedente, al ballottaggio non demmo indicazione di voto né per il PD né per Nogarin, dicendo che “non riusciamo ad intravedere nel Movimento 5 Stelle la soluzione ai gravi problemi della città”. Il tempo ci ha dato ragione.
Ma in questo momento la cittadinanza non ha bisogno che la situazione venga usata strumentalmente, avvitando il dibattito politico in sterili polemiche. Chi è stato colpito ha bisogno di risposte per rimettersi in piedi, e tutti abbiamo bisogno di risposte per evitare nuove catastrofi. Certo, chi ha sbagliato deve pagare: le indagini delle autorità competenti faranno il loro corso, la costituenda commissione di inchiesta idem, ma le risposte di cui abbiamo bisogno subito, come cittadini, non si possono legare ai tempi lunghi della ricerca dei colpevoli.
Individuare cosa non ha funzionato prima, durante e dopo l’alluvione certo permette di orientare meglio la ricerca delle responsabilità, ma è indispensabile che serva a produrre delle azioni rapide e precise. Per questo abbiamo deciso di dare natura di schema a questa nostra prima analisi, affiancando al “Cosa è successo” il “Cosa bisogna fare”. Si tratta solo di un primo elenco di punti che porteremo in discussione collettiva dentro e fuori il nostro partito, raccogliendo altri elementi – in primis sul tema della cementificazione e come opporvisi con efficacia – e impegnandoci in azioni concrete per ottenere gli obiettivi che abbiamo individuato.
    • Riorganizzazione della protezione Civile:
      Ai primi di agosto l’Amministrazione ha ridisegnato il funzionamento della Protezione Civile, cambiandone vertici ed organizzazione.
      CHE FARE: L’Amministrazione ripristini un modello organizzativo e una direzione della Protezione Civile che garantisca efficacia nell’informazione, prevenzione ed intervento
    • Piano di Protezione Civile:
      L’attuale Piano di Protezione Civile è quello approvato nel 2011. Una revisione è pronta ma non ancora discussa e approvata.
      CHE FARE: Il Consiglio Comunale calendarizzi e discuta quanto prima il nuovo Piano di Protezione Civile
    • Allagamento ENI e sversamento nei rii fino a Darsena Toscana: Le prime notizie ufficiali di ARPAT sull’allagamento di ENI, lo sversamento di idrocarburi e la natura del cattivo odore percepito in tutta la città fin da doenica 10 sono del 12 settembre. L’assenza di informazioni ufficiali è già grave perché permette il proliferare incontrollato di ipotesi allarmistiche; ancora più grave se questa è dipesa da un ritardo nell’acquisizione di informazioni utili alla tutela della salute dei cittadini.
      CHE FARE: ARPAT deve dimostrare di essere in grado di intervenire tempestivamente in caso di eventi con  impatto sulle attività produttive con potenziali danni alla salute pubblica, e comunicare tempestivamente alla cittadinanza le risultanze.
    • Casse di espansione: Sono state rilevate molte criticità sull’adeguatezza delle attuali casse di espansione dei rii e sul loro efficace funzionamento nel momento dell’alluvione.
      CHE FARE: gli enti preposti devono garantire che le casse di espansione siano in numero e dimensione sufficiente per l’assorbimento di fenomeni eccezionali e potenzialmente catastrofici.
FacebookTwitterGoogle+TumblrPinterest

Ago 26 2017

Sulla situazione del Circolo ARCI Arena Astra

Tag:admin @ 8:57

Apprendiamo con dispiacere delle crescenti difficoltà del circolo Arena Astra, e vogliamo prima di tutto esprimere la nostra solidarietà ai compagni ed alle compagne che, nonostante queste difficoltà, continuano a tenere aperta una delle storiche strutture ricreative della città. Conosciamo molto bene la valenza e l’appetibilità di quello spazio, tanto che già da alcuni anni ospita la nostra festa annuale. Non ci meravigliano le crescenti pressioni che il consiglio di amministrazione subisce. Quell’angolo di città, a ridosso di Porta a Mare e all’inizio del lungomare, rappresenta un’area estremamente pregiata e sicuramente capace di suscitare l’appetito di molti. Livorno non è nuova, purtroppo, alle speculazioni immobiliari ed è bene che si incomincino a mettere le mani avanti contro questa eventualità, evidentemente sempre meno remota.

Ci auguriamo che l’amministrazione comunale voglia incontrare e rassicurare i soci del circolo e che il suo intervento non costituisca un ostacolo, come finora denunciato dal consiglio direttivo, ma possa trasformarsi in un sostegno concreto alla continuità ed allo sviluppo dell’Arena Astra. Per farlo occorre naturalmente progettualità, cosa rara di questi tempi, senza necessariamente dover mettere le mani al portafogli. Confidiamo nei buoni progetti di rilancio del circolo ma, se si riconosce la valenza pubblica di quello spazio e di quella Storia, anche il Comune non dovrà esimersi dal sostenere la loro realizzazione. Da quanto apprendiamo, il suo limitarsi ad imporre orari e costi per l’utilizzo della tensostruttura non sembra sottintendere questa consapevolezza. Pur nel rispetto dell’autonomia della gestione del circolo, che è e deve rimanere nella disponibilità dei soci ex lavoratori del Cantiere, alcuni provvedimenti potrebbero essere presi immediatamente dall’amministrazione per un sostegno concreto alle attività del circolo. Ad esempio: Livorno al contrario di altri comuni, Collesalvetti e Rosignano in primis, non ha la disponibilità di un’area pubblica attrezzata per feste ed eventi. Una collaborazione tra Arena Astra e Comune potrebbe in questo senso incentivare l’attività di associazioni e collettivi che, allo stato attuale, non hanno possibilità di mettere in piedi kermesse, feste ed eventi che tanto potrebbero invece contribuire per tenere viva la partecipazione e l’interesse dei livornesi a tematiche di rilevanza sociale e politica.

La Segreteria della federazione livornese Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

FacebookTwitterGoogle+TumblrPinterest

Feb 13 2016

PRC: solidarietà con gli attivisti denunciati durante l’occupazione degli Orti Urbani di Via Goito

Tag:admin @ 12:12

La Federazione livornese del Partito della Rifondazione Comunista sottoscrive l’appello di solidarietà con le cinque persone denunciate durante l’occupazione degli Orti Urbani di Via Goito, e invita cittadine e cittadini, forze politiche e sociali a fare altrettanto.

L’appello può essere letto sul sito http://www.livornoindipendente.it/orti-urbani-di-via-goito-cinque-denunciati-parte-una-campagna-di-solidarieta/

La segreteria della Federazione livornese del Partito della Rifondazione Comunista

FacebookTwitterGoogle+TumblrPinterest

Nov 20 2015

Solidarietà ai condannati per le manifestazioni del 2012

Tag:admin @ 13:20

Come già durante il processo, la Federazione livornese di Rifondazione Comunista conferma la sua solidarietà ai condannati per i fatti accaduti nella nostra città dal 30 novembre al 2 dicembre 2012.

L’assoluta sproporzione tra i fatti contestati e le pene contenute nella sentenza, un totale di 34 anni di reclusione, fa pensare che siano voluti colpire in modo esemplare i movimenti livornesi per il loro impegno politicoe sociale avverso ai rappresentanti dei poteri forti, coi quali la mano del sistema giuridico è sempre più leggera.
Purtroppo la gestione delle emergenze sociali in chiave di ordine pubblico non è una novità, ma auspichiamo che nei prossimi gradi di giudizio le istanze delle difese vengano accolte e si possa finalmente girare pagina su quelle giornate in cui la nostra città è stata oggetto di intollerabili provocazioni.

La Segreteria della Federazione Livornese del Partito della Rifondazione Comunista

FacebookTwitterGoogle+TumblrPinterest

Ott 27 2015

Comunicato di solidarietà con gli imputati nel processo per i fatti del 30 nov-2 dic 2012

Tag:admin @ 10:18

La Federazione livornese di Rifondazione Comunista esprime la più totale solidarietà nei confronti dei 22 imputati nel “maxiprocesso” per i fatti del 30 novembre/2 dicembre 2012. Al di là di ogni valutazione sui fatti contestati e sulla loro opportunità appoggiamo il lavoro, l’impegno e la lotta che i movimenti che si vuole colpire con questo processo hanno intrapreso in questi anni affinché a tutti fossero riconosciuti i propri diritti, dalla casa al lavoro, dal reddito fino alle battaglie ambientaliste che hanno sostenuto. Pensiamo che le condanne richieste siano un chiaro tentativo di opprimere un’intera area politica. Per queste ragioni, giovedì 29 ottobre saremo davanti al tribunale, insieme alle altre realtà cittadine che stanno esprimendo uguale solidarietà, uniti in un unico collettivo a contestare queste richieste di condanna.

La Segreteria della Federazione livornese del Partito della Rifondazione Comunista

FacebookTwitterGoogle+TumblrPinterest

Ago 26 2015

Sull’incidente mortale in cantiere

Tag:admin @ 18:33

La Federazione livornese di Rifondazione Comunista esprime le proprie condoglianze ai familiari di Gabriele Petrone, morto in un incidente sul lavoro avvenuto sulla nave Urania, ferma ai lavori nel bacino di carenaggio livornese. Auguriamo inoltre una pronta guarigione per gli altri colleghi feriti, in particolare per Crocifisso Incorvato le cui condizioni cliniche sono ancora critiche. Ancora una morte sul lavoro nella nostra città avvenuta in ambito portuale.

La magistratura e gli organi ispettivi livornesi hanno aperto una indagine che farà il suo corso per accertare eventuali responsabilità. Rifondazione Comunista vuole sottolineare come dai dati nazionali INAIL risulta che nel periodo Gennaio – Giugno 2015 siano morti sul lavoro, in Italia, 490 persone a fronte del solito periodo dell’anno precedente nel quale le vittime sono state 457. L’altro dato preoccupante è che sempre nel solito periodo (Gennaio-Giugno 2015) la Toscana risulta essere (esclusi infortuni in itinere) seconda in graduatoria nazionale nel rapporto fra infortuni mortali e dato occupazione. Purtroppo in questi anni abbiamo assistito ad un allentamento in termini legislativi in materia di sicurezza sul lavoro, grazie alle logiche che vedono come costi, “lacci e lacciuoli” l’attivazione di strumenti e processi che guardino ad un progressivo e concreto miglioramento delle condizioni di sicurezza nei luoghi di Lavoro.

La Segreteria

FacebookTwitterGoogle+TumblrPinterest

Pagina successiva »