Amministrative 2019 a Livorno, una corsa a quattro

Le prossime elezioni amministrative a Livorno non saranno una corsa a tre ma, più precisamente, a quattro. Rifondazione Comunista porta avanti, da anni, la costruzione di una proposta politica alternativa tanto alla Lega quanto a PD e M5S, e sul piano locale siamo impegnati da tempo a fare altrettanto. Il governo di una città come Livorno non può ridursi alla mera amministrazione, ma richiede una visione globale d’insieme delle grandi questioni che questo secolo pone sul piano economico e sociale; dalla crisi della democrazia rappresentativa, alla sostenibilità della vita umana sul pianeta, all’impoverimento generalizzato del lavoro dipendente e del piccolo autonomo fino alla ridefinizione identitaria e culturale che le grandi migrazioni hanno portato e continueranno a portare nonostante qualsiasi tentativo normativo di segno opposto. La traduzione locale di queste istanze non può portare alla mera costruzione di “fronti progressisti” quasi emergenziali, né al monopolio paradigmatico del civismo opposto ai cosiddetti partiti tradizionali.
Non siamo gli unici a condividere questo progetto politico, stiamo lavorando fianco a fianco con chi, in questi anni, ha lottato e condiviso con noi questa impostazione al fine di presentare un programma di governo e non di mera amministrazione della città; un programma che non sarà una irrealizzabile lista dei desideri ma che si caratterizzerà per l’impostazione, allo stesso tempo radicale e pragmatica, capace di catalizzare il consenso necessario alla sua realizzazione. Non riteniamo il sondaggio SWG recentemente diffuso come aderente alla realtà, perché di fronte ad una chiara proposta politica unitaria sappiamo che i livornesi sapranno rispondere positivamente, compresa la grande percentuale che non ha espresso una posizione nel sondaggio.

Francesco Renda
Segretario Federazione livornese Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Rifondazione Comunista e Sinistra Italiana: solidarietà ai denunciati per lo striscione di agosto

Ecco, sono arrivate. A seguito dell’esposizione di uno striscione di protesta la sera del primo agosto, 10 denunce sono state recapitate ad altrettanti compagni e compagne del teatro officina Refugio. A loro ed a tutte le persone che quella sera hanno tentato di esprimere il loro legittimo dissenso va la solidarietà di Rifondazione Comunista e di Sinistra Italiana. Lentamente, ma inesorabilmente, prosegue la costruzione di una vera e propria macchina della repressione contro qualsiasi forma di dissenso. Ne abbiamo riprova non solo dai fatti di quella sera, quando un tale dispiegamento di forze in tenuta antisommossa difficilmente può essere giustificato dalla pericolosità del gesto, ma anche dalla continua schedatura dei partecipanti alla manifestazioni, dalla cura con la quale vengono vagliati i contenuti dei manifesti, dalla creazione ed abuso di strumenti come il DASPO urbano e dalla repressione di semplici manifestazioni verbali di critica e dissenso nei confronti del governo. Non si tratta di meri controlli, ma di reprimere quel poco di dissenso e dignità che sale dalla società contro la degenerazione dei nostri diritti civili, politici e sociali. Oggi abbiamo partecipato al presidio e conferenza stampa indetto dalle compagne e dai compagni del Refugio per non far mancare il nostro sostegno a chiunque lotti per il proprio diritto di dissentire; specie quando i propugnatori di odio si uniscono all’indifferenza di quella maggioranza della popolazione che apparentemente non si sente al momento colpita direttamente, come nella famosa poesia attribuita a Bertolt Brecht. C’è una persona alla quale però chiediamo di render conto della proprie affermazioni e che quella notte ha deciso di sposare in pieno la linea del nuovo Questore di Livorno, e quella persona è Filippo Nogarin. La magistratura farà il proprio dovere, che siamo convinti porterà ad una piena assoluzione delle persone interessate dai provvedimenti, ma l’attacco politico degli organi dello Stato c’è stato, mentre la difesa politica della città da parte del suo sindaco no, e questo è ancora più avvilente per una città chiamata Livorno, uno dei pochi posti dove non è necessario nascere per sentirsi a casa propria, o almeno così era un tempo.

Rifondazione Comunista – Livorno
Sinistra Italiana – Livorno

Con il sindaco di Riace, per un modello di accoglienza e integrazione

È oramai da tempo che in Italia ed in Europa la linea politica è chiara, chi si avvicina con prospettive umanitarie all’immigrazione, fenomeno epocale e di portata mondiale, viene contrastato, in dispregio dei trattati internazionali con una logica solo emergenziale. Il reagire e disobbedire ad un sistema punitivo e marginalizzante viene definito “contro legge” come è accaduto al sindaco di Riace Domenico Lucano, accusato di “immigrazione clandestina” e per questo, prima obbligato agli arresti domiciliari poi espulso dal suo paese come un mafioso assassino. La sua e nostra Riace, fondata su un diverso modo di accoglienza e di integrazione, attraverso processi di inclusione sociale e lavorativa, dove non si sono parcheggiati esseri umani come fossero macchine, ma è stata data loro la dignità del diritto, dimostrando che si può accogliere senza alcuna forma di disumanizzazione, coniugando solidarietà e giustizia sociale. Ma tutto ciò non è piaciuto al ministro Salvini che ha costruito per suoi fini elettorali il nemico pubblico, profughi e migranti, attaccando un modello economico e sociale che ai suoi occhi è soltanto una “minaccia” perché potrebbe diventare un principio universalmente valido e cioè quello che chiunque sta in un luogo diventa autoctono e per un signor ministro che ha fatto della paura del “diverso” il suo modello di vita è certamente grave. Ma non solo Riace è nel mirino , anche a Pistoia, nella parrocchia di Don Biancalani, dove sono ospitate persone provenienti da varie nazioni e da situazioni terribili come tutti coloro che fuggono dalla loro terra, l’ “ira funesta” del ministro dell’Interni ha fatto si che carabinieri, vigili urbani, vigli del fuoco, polizia ed altre forze di “sicurezza”, hanno compiuto un vero e proprio blitz di “controllo”, ovviamente per il solo gusto di criminalizzazione della solidarietà e del nuovo modello di accoglienza. Nel decreto sicurezza salviniano troviamo la violazione della Costituzione, dalla normativa internazionale e di quella della UE, l’abolizione della protezione umanitaria, il ridimensionamento del sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati, il trattenimento per ulteriori 30 giorni dei richiedenti asilo negli hot spot e l’ estensione del periodo di detenzione degli irregolari nei centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr). Tutto questo, anziché governare l’immigrazione e garantire sicurezza per tutti produrrà nuova marginalità e irregolarità, un grave attacco alle libertà individuali ed a chi vive già in povertà estrema.

Dobbiamo costruire una NUOVA COSCIENZA che si ribella, una memoria collettiva che salvaguardi tutte le esperienze di buona accoglienza giusta e solidale, contro decreti che stanno istituzionalizzando la criminalizzazione della solidarietà e di chi la pratica. Noi di Rifondazione Comunista saremo sempre al fianco di coloro che si ribellano all’uso distorto della legge che vuole distruggere le basi di una comunità fondata sul diritto, aperta ed inclusiva, che non trasforma gli immigrati in nemici ma ne rispetti i valori, le storie, le culture, la dignità, il diritto ad una vita migliore.

Mariella Valenti
Responsabile immigrazione Federazione livornese Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

No alla chiusura della RSA Pascoli, tutelare ospiti e lavoratori

L’amministrazione grillina smantella i servizi sociosanitari a Livorno: L’assessore al sociale ha annunciato la chiusura della RSA Pascoli.
Ne faremo tutti le spese: le lavoratrici e i lavoratori del Pascoli, gli ospiti della struttura, le loro famiglie, la città di Livorno ulteriormente impoverita sul fronte dei servizi.
Tutto questo è inaccettabile, come è inaccettabile la politica sociosanitaria della regione Toscana fatta di tagli e “ponti d’oro” ai privati.
Rifondazione Comunista è per mantenere i servizi socioassistenziali pubblici, è per la tutela di lavoratrici e lavoratori, è per il rispetto della dignità degli anziani.