21 gennaio 2020: a Livorno presentazione nuovo libro di Paolo Ferrero

Martedì 21 gennaio alle 18:00, a Livorno presso la libreria “La Feltrinelli” in Via di Franco 12, si terrà la presentazione del nuovo libro di Paolo Ferrero “1969 – Quando gli operai hanno rovesciato il mondo” edito da Derive Approdi.

In una data che segna il 99° anniversario della fondazione del PCI avvenuto proprio a Livorno, a cinquant’anni dal cruciale “autunno caldo” e dalla bomba di piazza Fontana che dette inizio alla strategia della tensione e alla stagione delle “stragi di stato”, Paolo Ferrero, attuale vicepresidente della Sinistra Europea, ci racconterà un periodo cruciale della storia del movimento operaio italiano e del paese intero, collegandolo naturalmente con la disastrosa situazione attuale italiana ed europea sul campo dei diritti del lavoro e delle classi sociali più povere.

Da Battipaglia a Mirafiori, da Porto Marghera alla Pirelli, da Avola a Valdagno il 1969 è stato l’anno della rivolta operaia. Contro lo sfruttamento disumano della catena di montaggio, il paternalismo feudale degli agrari, la repressione della polizia. Non una fiammata isolata ma l’apertura di un lungo processo di liberazione di centinaia di migliaia di lavoratori e lavoratrici, e punto di convergenza di tante storie e memorie: dalle lotte contadine nel Mezzogiorno d’Italia all’esperienza dei quadri sindacali e politici della sinistra di classe, dall’incontro con gli studenti del ’68 alle esperienze di presa di coscienza maturate nell’ambito del mondo cattolico.
Una rivolta che ha radicalmente cambiato volto al paese, contro la volontà delle classi dominanti: non a caso il ’69 si chiude con le bombe di Piazza Fontana a Milano e la nascita della «strategia della tensione», che però non riesce a fermare quel ciclo di lotte. Questo libro vuole essere un contributo per una comprensione dell’«autunno caldo» – il grande rimosso dalla storia del paese – nella convinzione che quel gigantesco processo sociale, politico e culturale di tipo rivoluzionario ci fornisca proprio oggi insegnamenti fondamentali nella lotta contro le destre e il liberismo.

Paolo Ferrero, 59 anni, ex operaio Fiat, ha svolto vari incarichi di direzione politica nell’ambito della Fgci, della Fiom, della Cgil, di Democrazia Proletaria e di Rifondazione Comunista, di cui è stato segretario nazionale. Ministro nel secondo governo Prodi e attualmente vicepresidente del Partito della Sinistra Europea. È autore dei saggi “Quel che il futuro dirà di noi. Idee per uscire dal capitalismo in crisi e dalla Seconda Repubblica” (2010), “Pigs! La crisi spiegata a tutti” (2012), “La truffa del debito pubblico” (2014), “TTIP L’accordo di libero scambio transatlantico. Quando lo conosci lo eviti” (con Elena Mazzoni e Monica Di Sisto, 2016), “Karl Marx e l’attualità del comunismo” (2018).

Ultimo saluto del PCI e del PRC al compagno Luciano Traversi

E’ con triste rammarico, in questi giorni lieti, che siamo costretti a comunicarvi che stanotte all’età di 93 anni è venuto a mancare il compagno Luciano Traversi della Federazione del Partito Comunista Italiano di Livorno. Da sempre comunista, operaio dei cantieri navali Orlando della quale sezione del PCI diventò segretario, negli anni 50 fu mandato dallo stesso partito a studiare nell’allora Unione Sovietica. Funzionario del PCI per molti anni, ha ricoperto diverse cariche all’interno del partito, è stato responsabile alla cultura in un partito che annoverava tra le sue fila un’intellettuale come Badaloni, ed ha anche ricoperto la carica di responsabile al lavoro; sempre nello stesso partito ha fatto parte del comitato federale e di quello cittadino, prima di diventare segretario della sezione porto, richiesto in quella funzione da Italo Piccini. 

Si è battuto contro lo scioglimento del Partito Comunista Italiano, diventando dopo la Bolognina di Occhetto, uno dei fondatori a Livorno del Partito della Rifondazione Comunista, insieme ad Edda Fagni, Baglini, Vanni ed altri. Di quel partito è stato per venticinque anni, fino alla sua uscita, una voce autorevole e un punto di riferimento per le giovani generazioni che si formarono come dirigenti e militanti, anche attraverso i suoi consigli e la sua esperienza, contribuendo insieme a quei compagni a tramandare la cultura marxista leninista in una fase storica di ripiegamento di quelle idee.
Nel 2016 non più in accordo con la linea nazionale del PRC, aderisce all’associazione “ricostruire il Partito Comunista”, che nel 2016 darà vita a San Lazzero di Savena, a poca distanza dalla Bolognina, al rinato Partito Comunista Italiano, del quale sarà membro del comitato federale Livornese, e del comitato regionale, e contribuirà in modo significativo al buon risultato che il PCI ha ottenuto nelle scorse amministrative.
Luciano Traversi rimane una figura dal percorso politico denso e significativo. Disinteresse personale e coerenza dell’impegno hanno caratterizzato in via permanente la sua esistenza. I compagni e chi lo ha conosciuto in questo arco di tempo, hanno saputo apprezzarne l’intelligenza politica, la sua profonda cultura, ed il suo altruismo.
Quello che ci lascia come insegnamento, e la sua tenacia, la sua ferrea volontà nel credere anche davanti alla sconfitta, che ha gettato gran parte dei comunisti di tutto il mondo nello sconforto e in molti casi li ha indotti alla resa, che quella cultura quell’ideologia fossero ancora la sola alternativa che il pianeta ha davanti alla barbarie capitalista, davanti ad un mondo, per dirla come Luciano, che non è in grado di risolvere i problemi più basilari della vita umana, che i comunisti anche in questi tempi difficili devono lottare, anche solo per tenere accesa quella fiammella, quella speranza che è il socialismo, tramandandola alle nuove generazioni che formandosi all’interno del soggetto rivoluzionario, saranno le nuove classi dirigenti e militanti, che contribuiranno a costruire nuova speranza.
Con questa sua tensione morale, con questo suo altruismo nel dare incondizionatamente, con questo amore che aveva per il mondo e per la vita, lo vogliono ricordare i compagni del Partito della Rifondazione Comunista e del Partito Comunista Italiano: che la terra ti sia lieve Luciano, per noi il tuo ricordo sarà una dolce speranza.

Partito della Rifondazione Comunista Federazione di Livorno
Partito Comunista Italiano Federazione di Livorno

Sulla possibile chiusura della Motorizzazione Civile di Livorno

L’annunciata possibile chiusura della motorizzazione civile provinciale di Livorno, con lo spostamento a Lucca delle sue funzioni, è un ulteriore inaccettabile elemento di impoverimento sociale e di marginalizzazione del nostro territorio, già colpito dalla “razionalizzazione” del comparto sanità (chiusura distretti sanitari, insufficienza dell’organico) e amministrativo (chiusura enti territoriali, circoscrizioni).
Ci saranno evidenti disagi e maggiori costi per tutti gli utenti (stimati in 50.000 all’anno) e per le aziende del settore, e possibili ricadute e problemi occupazionali non solo per i dipendenti della motorizzazione di Livorno che secondo le prime notizie saranno costretti a lavorare a Lucca o Massa.
Rifondazione Comunista chiede al Sindaco ed all’amministrazione locale di attivarsi con tutte le misure necessarie presso il Ministero dei Trasporti, nell’ambito delle proprie competenze e in raccordo con gli altri enti locali interessati, per evitare questo spostamento! Non è con “razionalizzazioni” a colpi di forbice che si risolvono i problemi della motorizzazione civile, ma dotandola di strutture sicure e adeguate e aumentando gli organici!

Marco Chiuppesi
Responsabile Comunicazione Federazione livornese Partito della Rifondazione Comunista

Comitato Politico Regionale del 10 novembre

Domenica 10 novembre, Comitato Politico Regionale di Rifondazione Comunista (in assemblea aperta all’attivo degli iscritti) per fare il punto sulla situazione politica in vista delle regionali toscane del 2020. Tra gli interventi, quello del Segretario della Federazione livornese Francesco Renda.

Diciamo basta alla strage!

Ancora un incidente sul lavoro nella nostra provincia. Questa volta, dopo i numerosi infortuni e morti bianche sul porto e al cantiere, all’interno della raffineria Eni di Stagno: e mentre il governo taglia le tariffe INAIL a carico delle imprese, gli infortuni e le morti bianche aumentano. Bisogna investire in sicurezza, aumentare e migliorare i DPI in dotazione e sopratutto programmare ed effettuare controlli continui, se necessario da tutti gli enti proposti a farli: Usl, Inps ed anche INAIL. Diciamo basta a questa strage!
 
Laura Banchetti – Responsabile lavoro Federazione Livornese Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea