PRC, FIOM, PdCI, IdV, e SEL si uniscono per il referdum in difesa del lavoro

Di Pietro, Ferrero e la Fiom uniti dai referendum. L’Italia dei Valori, infatti, ha deciso di “socializzare” i quesiti referendari per il ripristino dell’articolo 18 e per l’abolizione dell’articolo 8 dell’ultima manovra d’agosto di Berlusconi. Quindi Idv, Fds e Sel raccoglieranno assieme le firme per abolire due provvedimenti, uno varato da Monti e Fornero, l’altro dal governo che l’ha preceduto, quando il ministro Sacconi ha voluto mutilare la contrattazione nazionale e la democrazia sui luoghi di lavoro. Il partito di Di Pietro aveva già depositato alcuni dei quesiti in Cassazione replicando un’autoreferenzialità già percorsa in occasione dei referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua e dei servizi. Stavolta, però, ha accolto l’appello a fare un passo indietro dopo un incontro dirimente stamattina con i metalmeccanici. I quesiti sul lavoro saranno ripresentati nuovamente da un comitato comune perché già era in corso da mesi una discussione tra giuslavoristi (da Gallino a Rodotà ad Alleva) e aree organizzate della sinistra politica e sindacale.Il referendum per l’Idv «è anche un discrimine per la formazione delle prossime coalizioni, perché si deve sapere che se dovesse andare al governo si adopererà per abrogare la riforma Fornero», ha detto l’ex pm rivolto soprattutto al Pd che «dovrà decidere da che parte stare». Quest’ultimo è ufficialmente critico sullo strumento referendario in materia di lavoro, dice che non sarebbe efficace ma, nei fatti, ha preso parte alla concretizzazione della controriforma Fornero.

A chiedere al presidente Idv «un atto di generosità e di apertura» è stato Gianni Rinaldini, coordinatore della minoranza di Corso Italia, “la Cgil che vogliamo”, in prima fila per rendere più ampia possibile la partecipazione a una battaglia politica strategica sui temi del lavoro. C’è poco tempo per raggiungere un accordo, anzi pochi giorni.

Per poter raccogliere le firme necessarie a ottobre, novembre e dicembre e quindi poter svolgere i referendum tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014, i quesiti devono essere depositati entro questa settimana.

L’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori era l’argine alla possibilità di licenziamenti politici e discrezionali mentre l’articolo 8 della “manovra d’agosto” 2011 è quello che recepisce in toto il modello Marchionne attraverso la sterilizzazione del contratto nazionale di lavoro. E’ così che s’è consentito a “Italo”, il treno di Montezemolo, di sfrecciare senza l’obbligo di rispettare il Ccnl.

Avviare la campagna referendaria a ottobre e proseguirla fino a fine anno significa entrare nel pieno della campagna elettorale passando per le urne siciliane dove i referendari si presentano uniti a sostegno di Claudio Fava e contro la strana bicicletta Pd-Udc. Non sfugge che sulla questione si giocano le nuove alleanze a sinistra.

di Checchino Antonini da www.globalist.it

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