Chiarezza dopo l’intervento di SEL sulla vicenda del Consiglio Comunale

I cambiamenti, e il rinnovamento in particolare, quando sono messi in atto, oltre ad essere in parte processi dolorosi, provocano profonda agitazione e disagio verso chi si sente protagonista, anche indirettamente.

È stato questo il primo pensiero alla lettura del comunicato prodotto dal coordinatore della bassa Val di Cecina di SEL Mario Baldeschi.

Si preferisce, oggi, rilasciare dichiarazioni alla stampa anziché approfondire umanamente e politicamente, noi naturalmente, in questo senso, ci assumiamo le nostre responsabilità e le nostre eventuali carenze.

Fatto sta però che nel citato comunicato sono espresse delle inesattezze che è bene chiarire, almeno per onor di cronaca.

Il solo candidato a sindaco Luppichini venne eletto con la somma dei voti delle liste che lo sostenevano, la lista comunista in virtù di un consenso adeguato riuscì, a differenza di sinistra democratica, oggi SEL, ad eleggere i propri rappresentanti in Consiglio Comunale. Gli eletti della lista comunista erano e sono diretta rappresentazione di quelle forze e a quelle fanno riferimento. Nella fattispecie della lista comunista è prassi consolidata e comune che ogni partito abbia garantita la propria autonomia.

Il gruppo consigliare ad inizio legislatura venne denominato “a sinistra per Rosignano” grazie alla vocazione ultra unitaria delle forze comuniste che intendevano comunque dare la giusta rappresentanza alle compagne e ai compagni di Sinistra Democratica. Nel momento in cui la compagna Nerina Monti uscì dal PD e costituì, legittimamente, il gruppo di SEL, nessuno di quel partito informò o si consultò con noi rispetto a quella decisione che noi apprendemmo dalla stampa e che ci lasciò, nonostante preferimmo astenerci da commenti mezzo stampa, a dir poco stupiti, per il rapporto, quasi simbiotico, che fino a quel momento avevamo intrattenuto.

Venne deciso quindi di cambiare il nome del gruppo consiliare con quello attuale, gruppo comunista – federazione della sinistra.

Teniamo a precisare tali questioni, che ci appaiono sufficientemente esplicative, dato che tutti oggi si ergono a difensori della collegialità , della trasparenza e della correttezza. Correttezza che viene sbandierata solo quando giova al proprio orto.

Non si pretende certo che politicamente la decisione assunta dal PRC venga fatta propria anche da chi non la condivide, però rivendichiamo nuovamente e con forza l’autonomia di Rifondazione e il rispetto della linea politica discussa e votata dal Comitato Direttivo.

Auspichiamo sinceramente che si possa tornare ad occuparci della vita e della società reali dato che tali chiacchiere poco interessano, pensiamo noi, ai cittadini.

Notiamo, infine, che in merito alla proposta di costituzione di un comitato rifiuti zero e del rilancio di un lavoro sui beni comuni nessuno, dopo che abbiamo lanciato la proposta, ne ha parlato.

Sarebbe auspicabile trascendere dal personalismo che oggi pervade le forze politiche, o presunte tali, e ritornare, come peraltro Rifondazione ha sempre fatto, al confronto basato sui programmi e sui fatti che davvero interessano i cittadini e la loro vita quotidiana.

Per la Segreteria del PRC di Rosignano

Silvia Gesess – Segretaria PRC Rosignano

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