{"id":94,"date":"2008-05-20T09:05:10","date_gmt":"2008-05-20T08:05:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/?p=94"},"modified":"2008-05-20T11:06:15","modified_gmt":"2008-05-20T10:06:15","slug":"ferrero-%c2%abdallopposizione-e-dal-basso-lutilita-del-prc-e-per-loggi-e-il-domani%c2%bb","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/?p=94","title":{"rendered":"Ferrero: \u00abDall&#8217;opposizione e dal basso, l&#8217;utilit\u00e0 del Prc \u00e8 per l&#8217;oggi e il domani\u00bb"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">da Liberazione<br \/>\ndi Checchino Antonini<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abDal basso e dall&#8217;opposizione. E senza sciogliersi\u00bb. Non \u00e8 la costruzione della sinistra (plurale e unitaria) l&#8217;oggetto del contendere al prossimo congresso del Prc. E nemmeno la responsabilit\u00e0 della sconfitta: \u00abSiamo tutti responsabili\u00bb, ripete &#8211; provando a smentire frettolose sinstesi giornalistiche &#8211; Paolo Ferrero, ex ministro della Solidariet\u00e0 sociale nel defunto governo Prodi, e firmatario, con Maurizio Acerbo, Claudio Grassi e Ramon Mantovani, della mozione di maggioranza che ieri ha presentato in un teatro di Genova.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more-->La divisione nel gruppo dirigente, \u00e8 stato spiegato, \u00e8 stata sui modi con cui parte di quel gruppo ha iniziato a prefigurare il nuovo soggetto e il superamento del Prc: dall&#8217;alto e senza discutere, gi\u00e0 nel corso della campagna elettorale. Per questo, settori che avevano votato la mozione 1 a Firenze e l&#8217;area Grassi hanno deciso di rilanciare l&#8217;utilit\u00e0 del Prc \u00abper l&#8217;oggi e il domani\u00bb, consapevoli che questo partito sia strumento \u00abnecessario ma non sufficiente\u00bb e che l&#8217;urgenza sia la costruzione dell&#8217;opposizione sociale e di massa al governo Berlusconi. Pena, ha avvertito Ferrero, la \u00absparizione dalla societ\u00e0\u00bb oltre che dal Parlamento.<br \/>\nLa sconfitta viene \u00abdall&#8217;incapacit\u00e0\u00bb di conseguire gli obiettivi per i quali \u00aberavamo stati eletti\u00bb, il Pd s&#8217;\u00e8 dimostrato permeabile ai poteri forti, sordo alle istanze dei movimenti (il Dal Molin) e inaffidabile nell&#8217;attuazione del programma. \u00abCos\u00ec la nostra gente ci ha percepito come inutili\u00bb. Per Ferrero l&#8217;autocritica deve partire dal congresso di Venezia, dall&#8217;errore nell&#8217;analisi dei rapporti di forza. \u00abFinch\u00e9 non cambiano, l&#8217;opposizione sar\u00e0 una scelta di fase (e non solo obbligata in quanto extraparlamentari)\u00bb. In misura minore l&#8217;incidenza nella sconfitta dell&#8217;Arcobaleno cos\u00ec com&#8217;\u00e8 venuta fuori, \u00absenza elementi di appartenenza e di partecipazione\u00bb. Anche qui l&#8217;autocritica \u00e8 netta: \u00abE&#8217; risultata sbagliata l&#8217;idea di sommare i voti con un accordo di vertice\u00bb. Il punto, dunque, \u00e8 \u00abcosa fare del Prc\u00bb. \u00abIn 15 anni la verticalizzazione del Partito ha bruciato le tappe\u00bb: non c&#8217;\u00e8 solo il leaderismo, per Ferrero, ma serve una riscrittura complessiva del rapporto tra centro e periferia: \u00abUna forbice da chiudere\u00bb, ha detto introducendo il punto del rovesciamento del percorso di costruzione della sinistra. Per ricostruire l&#8217;utilit\u00e0 sociale si dovr\u00e0 partire da forme di mutualismo e di radicamento, da Case della sinistra e da vertenze contro grandi opere, razzismo, in difesa del contratto nazionale. Un processo di aggregazione che parta da pratiche sociali, a cui l&#8217;area che fa riferimento a Ferrero intende partecipare \u00abda comunisti, senza scioglierci, come soggetto collettivo, senza ambiguit\u00e0 sul livello internazionale: o saremo la sinistra della socialdemocrazia, o saremo la sinistra alternativa\u00bb. Costituente della sinistra e costituente comunista, per Ferrero, sono processi speculari e negativi rispetto alla costruzione dei movimenti. Dopo la bocciatura in Cpn della proposta di un congresso per tesi, Ferrero ha rilanciato la necessit\u00e0 di una gestione unitaria del partito non appena il congresso avr\u00e0 scelto la linea politica: \u00abNon deve risuccedere che chi vince prende tutto come a Venezia\u00bb. E se l&#8217;area che ha scritto la mozione non ha indicato un candidato segretario, \u00e8 per un rifiuto della democrazia plebiscitaria, \u00abche \u00e8 un aspetto dell&#8217;americanizzazione\u00bb. Il riferimento \u00e8 all&#8217;\u00abautocandidatura del compagno Vendola, splendido compagno ma che rischia di trasformare il congresso in una sorta di primarie\u00bb. A voler fare un titolo si potrebbe utilizzare la formula &#8220;Rifondazione della rifondazione&#8221;. In fondo pu\u00f2 essere utile un cenno al contesto in cui \u00e8 avvenuto il dibattito cui hanno preso parte anche alcuni non iscritti e indecisi: se nella fase precedente, Genova \u00e8 stata emblematica per la vicenda del movimento altermondialista e del ruolo del partito in quel laboratorio politico, ora lo \u00e8 della crisi del Prc e dello stop al processo della Rifondazione. All&#8217;indomani della nomina ad assessore comunale del &#8220;vecchio&#8221; segretario di federazione, Pastorino, la conflittualit\u00e0 interna al gruppo dirigente nella gestione del partito ha portato la federazione al commissariamento. Tra i firmatari del documento: l&#8217;assessore regionale all&#8217;Ambiente Zunino; Nesci, Poselli e Conti del Cpn; Pezzolo, figura storica tra i portuali, i segretari di Savona e del Tigullio, l&#8217;ex parlamentare spezzino Ulivieri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da Liberazione di Checchino Antonini \u00abDal basso e dall&#8217;opposizione. E senza sciogliersi\u00bb. Non \u00e8 la costruzione della sinistra (plurale e unitaria) l&#8217;oggetto del contendere al prossimo congresso del Prc. 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