{"id":81,"date":"2008-05-09T10:42:49","date_gmt":"2008-05-09T09:42:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/?p=81"},"modified":"2008-05-20T10:44:51","modified_gmt":"2008-05-20T09:44:51","slug":"la-prima-volta-di-gagarin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/?p=81","title":{"rendered":"La prima volta di Gagarin"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di Giancarlo Lannutti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">da\u00a0Liberazione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da quando \u00e8 diventato &#8220;sapiens&#8221;, cio\u00e8 essere pensante e ragionante, la storia dell&#8217;uomo \u00e8 stata sempre caratterizzata da un desiderio insopprimibile di spingersi al di l\u00e0 dei confini del suo mondo abituale per sfidare l&#8217;ignoto, per esplorare quello che c&#8217;\u00e8 al di l\u00e0 dell&#8217;orizzonte conosciuto. Lo testimoniano tutte le storie e le leggende dell&#8217;antichit\u00e0, dal volo sfortunato di Icaro al viaggio avventuroso di Ulisse e al mito delle Colonne di Ercole; racconti ed eventi che hanno nutrito la nostra giovent\u00f9 sui banchi di scuola e che hanno costituito l&#8217;antefatto, o piuttosto il primo atto, di una infinita serie di esplorazioni anch&#8217;esse diventate spesso leggendarie, fino a quelle dei giorni nostri, come le spedizioni polari, la cosiddetta conquista del Terzo Polo (cio\u00e8 delle 14 vette himalayane superiori agli 8mila metri) e &#8211; ultimo in ordine di tempo ma non di importanza &#8211; il volo nello spazio e lo sbarco sulla Luna. Ecco: il volo, lo spazio, la Luna; fra tutte le sfide verso l&#8217;ignoto questa \u00e8 forse la pi\u00f9 antica, la pi\u00f9 ambita e anche la pi\u00f9 sofferta, l&#8217;ansia ancestrale di &#8220;fare come gli uccelli&#8221;, di infrangere le catene che ci tengono con i piedi per terra, anche quando non sapevamo (o non sapevano ancora) che la Terra \u00e8 rotonda e che quelle catene si chiamano forza di gravit\u00e0. E quale nome se non quello di Yuri Gagarin pu\u00f2 meglio di ogni altro simboleggiare quell&#8217;ansia, quella spinta e &#8211; alla fine &#8211; quella conquista? Gagarin, il piccolo uomo che per primo nella storia dell&#8217;umanit\u00e0 ha provato l&#8217;emozione e il privilegio di librarsi non solo nel &#8220;nostro&#8221; cielo ma addirittura alle soglie delle profondit\u00e0 nere del cosmo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><br \/>\nProprio queste, in quello storico mattino del 12 aprile 1961, furono le sue prime parole da lass\u00f9: \u00abLa Terra \u00e8 azzurra, enorme, e il cosmo appare nerissimo\u00bb. A nessuno prima di lui era mai toccato di vedere sotto di s\u00e9 il suo mondo come una enorme palla azzurra librata davanti all&#8217;infinito. Oggi il volo spaziale \u00e8 diventato quasi una routine, ci vogliono tragedie come quella dello Shuttle Columbia o avventure come quella recentissima del Discovery per guadagnarsi grossi titoli sui giornali. Ma quel mattino quasi primaverile di 44 anni fa le prime pagine non parlavano di altro, le edizioni straordinarie si succedevano freneticamente e andavano a ruba, il mondo intero stava con il fiato sospeso e con gli occhi rivolti verso il cielo, anche se il primo esploratore del cosmo non era certamente visibile da quaggi\u00f9. A parte gli scienziati e i tecnici, le prime a vederlo furono, subito dopo il suo atterraggio nella steppa, una contadina e la sua bambina. Per prudenza Gagarin &#8211; a differenza di quelli che lo hanno seguito &#8211; non era sceso fino a terra all&#8217;interno della Vostok ma si era lanciato con il seggiolino eiettabile; le due donne lo videro piovere dal cielo, con l&#8217;insolita e vistosa tuta spaziale di un vivo colore arancione. Gagarin colse la loro sorpresa, la loro esitazione, quasi il loro timore, e andando loro incontro esclam\u00f2 sorridendo: \u00abSono dei vostri, compagne, dei vostri!\u00bb. Un incontro storico nella sua semplicit\u00e0, fra l&#8217;uomo che tornava da &#8220;fuori del mondo&#8221; e due semplici donne il cui orizzonte non andava probabilmente al di l\u00e0 della steppa. Niente potrebbe esprimere in modo altrettanto efficace il rapporto emotivo che legava in quel giorno di aprile gli uomini della Terra al piccolo uomo che per primo l&#8217;aveva lasciata per lanciare uno sguardo sia pure fuggevole (il suo volo dur\u00f2 108 minuti) nel profondo del cosmo. Ma anche la personalit\u00e0 di Gagarin era in un certo senso anticipatrice di quella &#8220;normalit\u00e0&#8221;, di quella routine dello spazio cui sopra accennavo e che ha gi\u00e0 portato in orbita uomini e donne delle pi\u00f9 diverse nazionalit\u00e0 e, accanto agli astronauti &#8220;professionisti&#8221;, anche scienziati, ricercatori, un &#8220;anziano&#8221; come John Glenn (il primo astronauta Usa, tornato in orbita all&#8217;et\u00e0 di 77 anni) e addirittura, a bordo delle Soyuz-Tm russe, un politico e i primi tre &#8220;turisti&#8221; spaziali. Gagarin &#8211; 27enne al momento del suo volo &#8211; non era infatti n\u00e9 un superman n\u00e9 un rambo. Figlio di un falegname di Smolensk, veniva da una famiglia di lavoratori ed era per cos\u00ec dire l&#8217;esempio tipico dell'&#8221;homo sovieticus&#8221; di allora; intelligente e tenace quanto modesto, si guadagn\u00f2 i galloni di pilota collaudatore dell&#8217;Aviazione rossa e di l\u00ec pass\u00f2 nelle file degli aspiranti cosmonauti. Proprio questa sua &#8220;normalit\u00e0&#8221; fu probabilmente una delle ragioni per cui fu scelto per il primo volo orbitale; e a quella normalit\u00e0 rimase fedele anche dopo, senza montarsi la testa, senza atteggiarsi a &#8220;star&#8221; o a personaggio storico. Quando fu lanciato, alle 9.07 ora di Mosca del 12 aprile 1961, negli Usa era ancora notte fonda e per la neonata Amministrazione Kennedy fu un brusco e amaro risveglio. In fretta e furia fu organizzato il lancio dell&#8217;astronauta Alan Shepard avvenuto ventitr\u00e9 giorni dopo, ma si trattava solo di un volo suborbitale di un quarto d&#8217;ora, cancellato di fatto da quello del sovietico Gherman Titov che il 6 agosto successivo rimase in orbita per ben 25 ore; ci sarebbero voluti ancora altri sei mesi perch\u00e9 il primo americano, John Glenn, andasse in orbita girando per tre volte intorno alla Terra. Per l&#8217;Urss sarebbero stati ancora anni di primati (prima donna nel cosmo, primo volo in coppia, primo razzo sulla Luna, prima &#8220;passeggiata spaziale&#8221; ecc.); e part\u00ec proprio da l\u00ec, da questo gap, la sfida kennediana per la Luna, una sfida nella quale gli aspetti politici non erano inferiori, forse anzi erano addirittura prevalenti, rispetto a quelli tecnici e scientifici. La sfida, come si sa, fu vinta dagli Usa, ma riprese poi con il successo sovietico nell&#8217;allestimento delle stazioni spaziali permanenti, fino alla odierna attiva collaborazione sulla Stazione orbitante internazionale. Di quella sfida il motore, la scintilla fu proprio il volo di Yuri Gagarin, fu anche grazie a lui che otto anni dopo, il 20 luglio 1969, Neil Armstrong mise per primo i piedi sulla Luna. Ma a Yuri non fu dato di vederlo: proseguendo con semplicit\u00e0 nel suo lavoro di pilota collaudatore era morto sedici mesi prima, il 27 marzo 1968, appena 34enne, ai comandi di un Mig per un banale incidente di volo. Lo spazio e le stelle erano stati con lui pi\u00f9 clementi della normale routine di quaggi\u00f9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giancarlo Lannutti da\u00a0Liberazione Da quando \u00e8 diventato &#8220;sapiens&#8221;, cio\u00e8 essere pensante e ragionante, la storia dell&#8217;uomo \u00e8 stata sempre caratterizzata da un desiderio insopprimibile di spingersi al di l\u00e0 dei confini del suo mondo abituale per sfidare l&#8217;ignoto, per esplorare quello che c&#8217;\u00e8 al di l\u00e0 dell&#8217;orizzonte conosciuto. 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