{"id":4677,"date":"2013-04-11T11:35:59","date_gmt":"2013-04-11T10:35:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/?p=4677"},"modified":"2013-04-11T11:48:01","modified_gmt":"2013-04-11T10:48:01","slug":"direzione-nazionale-10-aprile-doc-non-approvati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/?p=4677","title":{"rendered":"Direzione Nazionale 10 aprile &#8211; Doc non approvato (Grassi, Bregola, Caporusso)"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Doc non approvato <strong>con 10 voti<\/strong> a favore<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/PRC-simbolo1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-4678\" title=\"PRC- simbolo\" src=\"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/PRC-simbolo1-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/PRC-simbolo1-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/PRC-simbolo1.jpg 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>Lo stallo della politica e la nostra irrilevanza<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il governo Monti, uscito pesantemente sconfitto dalle urne, \u00e8 di fatto ancora in carica e l&#8217;intervento di Giorgio Napolitano &#8211; al limite del proprio ruolo costituzionale &#8211; \u00e8 stato per la seconda volta determinante nel condizionare il corso degli eventi: anzich\u00e9 mandare Bersani davanti alle Camere per verificare\u00a0 l&#8217;esistenza o meno di una maggioranza a sostegno di un suo eventuale governo, il Presidente della Repubblica ha congelato lo stato attuale delle cose aprendo di fatto la strada all\u2019ipotesi di un governissimo.<br \/>\nImmobilismo solo apparente dunque, stando a quanto si agita in questi giorni\u00a0 nei campi delle forze politiche principali alle prese con balletti politicisti incomprensibili perfino all\u2019elettorato pi\u00f9 avvertito:\u00a0\u00a0 Berlusconi ha riacquistato un ruolo centrale destinato a pesare anche negli sviluppi futuri, il M5S, alle sue prime prove, fa i conti\u00a0 con il manifestarsi di una dialettica interna\u00a0 dagli esiti imprevedibili tra base, gruppo parlamentare e diarchia Grillo-Casaleggio, proprietari del marchio del movimento. Quanto al Pd, all\u2019opera per vagliare possibili alleanze\u00a0 con il Pdl, \u00e8 riaperta la partita per la successione a Bersani, e con l&#8217;ingresso in scena di Fabrizio Barca e il protagonismo di Matteo Renzi sono gi\u00e0 visibili i poli dello scontro interno che si sta prefigurando.<br \/>\nSel, che sembra muoversi verso un&#8217;ipotesi di confluenza con il Pd,\u00a0 rischiando seriamente di acquisire un ruolo marginale nel campo del centro sinistra sia in merito al programma che riguardo la scelta dei nuovi gruppi dirigenti,\u00a0 fa i conti con le sue pesanti contraddizioni interne.<br \/>\nMa veniamo a noi. La crisi di Rifondazione (insieme a quella delle altre forze politiche che con noi sono state protagoniste della grave sconfitta elettorale di Rivoluzione Civile) \u00e8 un processo profondo, di natura non ordinaria. Il rischio maggiore in questa fase sarebbe quello di cadere in uno stato di paralisi a seguito del trauma elettorale, il che non soltanto ci impedirebbe di fare i conti con la nostra crisi e di reagire ai sommovimenti del quadro politico generale, ma ci lascerebbe anche \u2013 e con effetti disastrosi \u2013 del tutto impreparati di fronte all\u2019eventuale precipitare della crisi politica e a un niente affatto improbabile ritorno anticipato alle urne.<!--more--><br \/>\nLa perdita di consensi che colpisce Rifondazione \u00e8 indice di uno scollamento profondo dalla societ\u00e0. Di fronte a una crisi del genere occorrono scelte drastiche. Per prima cosa, bisogna \u2013 coerentemente con quanto dichiarato prima dell\u2019appuntamento elettorale e nei giorni successivi al voto \u2013 che il gruppo dirigente rassegni le dimissioni. Certamente non sarebbe un atto risolutivo rispetto alla grandezza dei problemi che abbiamo di fronte, ma sarebbe un gesto simbolico di enorme significato per aprire ed aprirci\u00a0 una strada oltre l\u2019angusto presente. Un segno incontrovertibile di consapevolezza. Una dichiarazione limpida e audace di esistenza in vita. Una autorizzazione a procedere.<br \/>\nA seguire vi \u00e8 la necessit\u00e0 di una discussione approfondita &#8211; che non pu\u00f2 che essere di natura congressuale &#8211; per riflettere a fondo sui nostri limiti e sui nostri errori, e per tentare di comprendere come mai tutte le proposte politiche messe in campo per rompere l&#8217;isolamento di Rifondazione comunista negli ultimi anni siano fallite, dalla Federazione della\u00a0 Sinistra fino alla recente esperienza di Rivoluzione Civile. Gli sforzi generosi dei militanti e delle militanti sono stati, purtroppo, vanificati. Nonostante le energie profuse, le parole d&#8217;ordine oggetto di discussione e di analisi non sono mai diventate una realt\u00e0 politica. La stessa Fds \u00e8 fallita senza che nemmeno si convocasse una riunione per decretarne formalmente la fine, con ci\u00f2 suggerendo alle compagne e ai compagni un frustrante sentimento di improvvisazione delle nostre scelte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il mancato rilancio del partito<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come Rifondazione Comunista non siamo riusciti a entrare in sintonia con i nostri riferimenti sociali anche a causa dei registri espressivi utilizzati, del linguaggio, di una certa arroganza residuale, di parole d&#8217;ordine cambiate in continuazione. Questa incapacit\u00e0 si \u00e8 via via acuita, sino a esplodere in concomitanza con la travolgente affermazione del M5S, il cui successo deve far riflettere.<br \/>\nQuale che sia il nostro giudizio politico su Grillo e Casaleggio, sulla natura proprietaria del rapporto tra questi e la base del movimento, sul loro attacco indiscriminato e distruttivo ai partiti, alla politica e alle istituzioni repubblicane, non c&#8217;\u00e8 alcun dubbio che gli elettori del M5S abbiano una rappresentazione di s\u00e9 come portatori di un fenomeno di protesta, di rottura, di cambiamento e di contestazione radicale. Un conto \u00e8 l&#8217;analisi della collocazione politica del movimento, la demistificazione della propaganda di Grillo, la critica al modo in cui si utilizza il voto di un quarto degli italiani, altra cosa sarebbe mostrarsi indifferenti ai motivi che hanno spinto milioni di elettori a votarlo. Il risultato ottenuto da Grillo \u00e8 il segno che esiste nella societ\u00e0 un fronte di protesta ampio e politicamente strutturato, dotato di un proprio linguaggio e di un proprio immaginario. Di queste pulsioni abbiamo solo una vaga rappresentazione. Il pi\u00f9 delle volte preferiamo sorvolare frettolosamente e liquidare gli umori presenti nei piccoli ceti medi e in quelli popolari come manifestazioni di populismo e di qualunquismo.<br \/>\n\u00c8 soprattutto a causa di questo sguardo riduttivo che la sinistra radicale, a cominciare dal nostro partito, non \u00e8 stata capace \u2013 laddove altri sono riusciti \u2013 a fornire una chiave politica ai sentimenti di insoddisfazione, disagio e protesta che da tempo covavano negli strati profondi della societ\u00e0 italiana. Questi sono i problemi che dobbiamo affrontare se vogliamo provare ad essere di nuovo una forza non marginale nella societ\u00e0. Solo cos\u00ec possiamo anche dare una opportunit\u00e0 alle compagne e i compagni che &#8211; tra mille difficolt\u00e0 &#8211; sui territori hanno resistito e che aspettano da noi una proposta che ridia loro voce e credibilit\u00e0 per poter tornare in mezzo alla gente.<br \/>\nIl contesto in cui oggi si trova ad operare Rifondazione comunista \u00e8 assai diverso da quello che si era prodotto all&#8217;indomani dello scioglimento del Pci. Le condizioni della nostra esistenza politica nella societ\u00e0 italiana sono profondamente mutate. Allora poteva apparire sufficiente rivendicare l&#8217;appartenenza alla storia comunista ed esibire i simboli della falce e martello per suscitare adesioni ed entusiasmi. Oggi non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec.<br \/>\nL'&#8221;attualit\u00e0&#8221; del comunismo e di un progetto di alternativa non pu\u00f2 risolversi in una proclamazione. Deve trasformarsi in un progetto concreto, credibile, utile anche dal punto di vista di strati non minoritari della societ\u00e0.<br \/>\nCome fare?\u00a0 O Rifondazione Comunista e le comuniste e i comunisti di questo paese trovano finalmente le condizioni politiche per agire in una dimensione pi\u00f9 ampia dello spazio pubblico, in campo aperto, all&#8217;interno di un campo di forze che non produca al suo interno steccati e recinti identitari, nel quale le nostre idee possano circolare e rigenerarsi, oppure finiremo per segregarci nel perimetro di forze esigue, minoritarie, con scarsissime possibilit\u00e0 di incidere nella politica nazionale. Un campo aperto al punto di includere contenuti e programmi comuni alle lotte sociali di questi anni (lavoro, beni comuni, ambiente qualit\u00e0 della vita, Stato sociale, istruzione, cultura, autodeterminazione, diritti civili, pace) e altres\u00ec di rendere riconoscibile una visione della societ\u00e0 alternativa a quella dominante.<br \/>\nNon \u00e8 un&#8217;impresa facile, perch\u00e9 non si tratta solo di formare un nuovo gruppo dirigente, pi\u00f9 fresco e reattivo rispetto al presente, capace di agire al di fuori delle rivalit\u00e0 del passato e degli immutabili riferimenti biografici dei predecessori, ma anche di costruire nuove forme della politica, dando una risposta alla crisi di organizzazione, di rappresentativit\u00e0 e di insediamento dei partiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un nuovo soggetto della sinistra<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo scatto deve avvenire \u2013 in prima battuta \u2013 nella costruzione di un nuovo soggetto politico a sinistra di quello che \u00e8 oggi il Pd. Solo in una aggregazione di questo tipo Rifondazione Comunista e le comuniste e i comunisti potranno continuare a giocare un ruolo sulla scena nazionale italiana. Di questo nuovo campo organizzato dovrebbero fare parte tutti i protagonisti sociali, sindacali e politici che si sono dimostrati in questi anni critici nei confronti di come sono state perseguite dalle istituzioni europee e dai governi le politiche del pareggio di bilancio, dell\u2019austerit\u00e0 e della riduzione del debito. Al di fuori di questa eventualit\u00e0 \u00e8 difficile sottrarsi all&#8217;isolamento e all&#8217;inefficacia, come ha dimostrato anche\u00a0 che\u00a0 la storia recente di Rifondazione comunista.<br \/>\nSe non ci si mette seriamente al lavoro per costruire una sinistra di alternativa sul modello di quelle esistenti in tutti i Paesi europei, attestata su livelli analoghi di forza e di consenso, non pu\u00f2 esserci alcun contesto dentro il quale far crescere, in prospettiva, anche una forza comunista. Le energie che potrebbero dare vita a questa aggregazione hanno gi\u00e0 dimostrato di condividere molti contenuti tra loro ma ciononostante si incontrano solo episodicamente. \u00c8 accaduto che si ritrovassero l&#8217;una accanto all&#8217;altra \u2013 ad esempio, nella raccolta delle firme per i referendum sul lavoro o nelle manifestazioni della Fiom \u2013 eppure una volta fuori da una specifica situazione sono sempre ritornate ciascuna nel proprio recinto. L&#8217;incapacit\u00e0 di costruire un soggetto comune ha finito per indebolire ciascuna di queste forze, condannandole a un ruolo residuale o subalterno al Partito democratico. La frammentazione ha privato il campo della sinistra alternativa di quella efficacia che soltanto una ricomposizione oggi potrebbe restituirle. Inutile nascondere che il passaggio \u00e8 stretto e complicato.<br \/>\nQuel che bisogna evitare \u00e8 che le preclusioni e i veti contrapposti oggi esistenti impediscano sul nascere qualunque tentativo di far nascere qualcosa. Sarebbe deleterio che uno qualunque dei tanti soggetti in campo volesse dettare le regole e imporre un tipo di organizzazione anzich\u00e9 un&#8217;altra in funzione dei propri interessi. Allo stesso tempo sarebbe esiziale per il progetto che una qualunque forza politica ponesse in questo percorso condizioni tali da escludere in partenza la possibilit\u00e0 del coinvolgimento di altri. Un nuovo soggetto potr\u00e0 risultare credibile soltanto se nascer\u00e0 dai contenuti che si condividono e non dalla somma di minuscoli gruppi dirigenti bloccati dalle rispettive rivalit\u00e0. Per favorire questo processo Rifondazione Comunista si mette a disposizione \u2013 senza primogeniture e senza presunzione alcuna \u2013 per realizzarlo assieme a coloro i quali sono interessati ad una nuova aggregazione politica della sinistra italiana. Le modalit\u00e0 dello stare assieme e il programma politico non saranno definiti a priori, ma da tutte le forze che vi parteciperanno, soggetti singoli e collettivi, attraverso un confronto democratico e partecipato secondo la regola di \u201cuna testa un voto\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Unit\u00e0 e autonomia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualunque altra ipotesi che si volesse contrapporre alla costituente di una nuova sinistra unitaria rifluirebbe in soluzioni sbagliate. In campo ce ne sono due &#8211; diametralmente opposte tra loro &#8211; ma entrambe inefficaci. La prima \u00e8 la tentazione della fuga identitaria, della reazione minoritaria e settaria, del rinculo ideologico e dottrinale, complici l&#8217;inerzia o una paradossale coazione a difendere piccole e fragili identit\u00e0. La seconda \u00e8 la proposta di confluire nel Pd, perch\u00e9 \u2013 visti i rapporti di forza e il ruolo ancora maggiore che verosimilmente rivestir\u00e0 Renzi nei prossimi mesi \u2013 ci\u00f2 sancirebbe l\u2019omologazione e la subalternit\u00e0 della sinistra. Persino al fine di condizionare il Pd stesso, pi\u00f9 che un&#8217;operazione di \u201centrismo&#8221; avrebbe chances una forza della sinistra autonoma dal Pd, destinata per ci\u00f2 stesso a esercitare una\u00a0 azione di pungolo.<br \/>\nNaturalmente, la costruzione di un nuovo soggetto alla sinistra del Pd non pu\u00f2 esaurirsi al terreno delle alleanze politiche e delle forme organizzative, che, tra l&#8217;altro, non possono essere definite prima che si avvii un cantiere di discussione. La ricerca va estesa al piano dei contenuti e dei programmi. Non ci si pu\u00f2 limitare a enunciare i valori fondamentali: lavoro, beni comuni articolati in obiettivi specifici, che corrispondano agli interessi immediati e ai bisogni reali del proprio blocco sociale. Per fare un solo esempio tra i tanti, \u00e8 necessario dichiararsi difensori del lavoro e battersi in favore dell&#8217;articolo 18. Ma non \u00e8 sufficiente. Occorre che prese di posizione teoriche di per s\u00e9 giuste corrano di pari passo con rivendicazioni concrete, efficaci, inclusive, capaci di mobilitare vasti settori del mondo del lavoro e non soltanto singoli segmenti delle filiere produttive. Le metamorfosi avvenute nell&#8217;ambito dei nuovi processi produttivi\/riproduttivi hanno modificato la societ\u00e0 nel profondo, gli immaginari, i desideri di pi\u00f9 di una generazione. Le categorie di riferimento, valide nel 900, richiedono oggi un aggiornamento. Siamo obbligati ad undi pi\u00f9 di analisi in grado di consentirci &#8211; alla luce dei nuovi scenari &#8211; di cogliere la molteplicit\u00e0 delle contraddizioni esistenti: di classe, di genere, di razza, che spesso convivono simultaneaneamente ed in modo esplosivo nei soggetti del conflitto di questa nostra contemporaneit\u00e0, come metafore delle contraddizioni che produce il capitalismo attuale.<br \/>\nIl nostro partito deve recuperare al pi\u00f9 presto, in questo terreno come in ogni altro ambito del conflitto, la capacit\u00e0 di stare dentro la battaglia politica. Di interagire con i nuovi soggetti del conflitto, donne uomini, migranti, giovani, e con tutte le forze democratiche interessate al cambiamento e alla difesa delle classi subalterne. Di costruire il pi\u00f9 vasto movimento di popolo per la rinascita di questo paese nel segno dei principi inscritti nella Costituzione nata dalla Resistenza antifascista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Claudio Grassi, Irene Bregola, Mimmo Caporusso<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Doc non approvato con 10 voti a favore &nbsp; Lo stallo della politica e la nostra irrilevanza Il governo Monti, uscito pesantemente sconfitto dalle urne, \u00e8 di fatto ancora in carica e l&#8217;intervento di Giorgio Napolitano &#8211; al limite del proprio ruolo costituzionale &#8211; \u00e8 stato per la seconda volta determinante nel condizionare il &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/?p=4677\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Direzione Nazionale 10 aprile &#8211; Doc non approvato (Grassi, Bregola, Caporusso)&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13,3,23,8,6],"tags":[],"class_list":["post-4677","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-approfondimenti","category-documenti","category-interventi","category-materiali","category-lavoroeconomia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4677","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4677"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4677\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4690,"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4677\/revisions\/4690"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4677"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4677"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4677"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}