{"id":4627,"date":"2013-03-30T20:03:43","date_gmt":"2013-03-30T19:03:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/?p=4627"},"modified":"2013-03-30T20:03:43","modified_gmt":"2013-03-30T19:03:43","slug":"riflesssioni-e-analisi-post-elettorali-documento-approvato-dal-cpf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/?p=4627","title":{"rendered":"Riflesssioni e analisi post elettorali: documento approvato dal CPF"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Doc del Comitato Politico Federale *<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per le dimensioni che ha avuto la sconfitta subita in queste ultime elezioni non si pu\u00f2\u00a0 limitare la nostra indagine solo sulle questioni riguardanti la vicenda di \u201cRivoluzione Civile\u201d.<br \/>\n<strong>I risultati hanno dimostrato:<\/strong><br \/>\nUn enorme distacco del gruppo dirigente del Partito dalla propria base: un gruppo dirigente autoreferenziale eletto secondo gli equilibri dettati dalle aree, calati poi dall\u2019alto senza discussione approfondita e quindi senza una sostanziale legittimit\u00e0 politica dei compagni di base. Una pratica questa che non ha favorito lo sviluppo ed il rinnovamento del gruppo dirigente attraverso una giusta selezione dei quadri secondo il principio delle capacit\u00e0 dimostrate nel lavoro svolto e dall\u2019attaccamento delle regole interne della vita del partito.<br \/>\nI risultati hanno anche dimostrato come nei territori, nei luoghi di lavoro, si siano bruciati (certo, nel corso degli anni) quelle radici, quei legami che ci permettevano una presenza politica tale da far comprendere alla popolazione che \u201cRifondazione Comunista c\u2019era\u201d. E\u2019 crollato un sistema organizzativo che bene o male teneva in piedi le nostre iniziative nel territorio e senza il quale sar\u00e0 difficile un\u2019eventuale ripresa del Partito.<br \/>\nNel documento approvato dal CPN si afferma, ringraziando i compagni e le compagne impegnati nella campagna elettorale, che \u201cRifondazione Comunista, rimane una risorsa imprescindibile per la sinistra e la democrazia in Italia, un patrimonio umano e politico, il cui valore, nessuna soglia di sbarramento antidemocratica pu\u00f2 cancellare\u201d. No. I risultati di queste elezioni sono tali da compromettere seriamente la sopravvivenza del partito nell\u2019arena politica del paese e con esso molto probabilmente anche la scomparsa della questione comunista in Italia. <!--more--><br \/>\nSorge una domanda: Perch\u00e9 dopo oltre 20 anni dallo scioglimento del PCI, Rifondazione Comunista che aveva dimostrato di essere, gi\u00e0 allora, un partito di un certo peso politico, di avere una buona presenza in Parlamento, nelle istituzioni, di una organizzazione abbastanza capillare, da coprire tutto il territorio nazionale, si \u00e8 ridotta ad una larva di Partito? Il dibattito in corso \u2013 speriamo esteso e approfondito ci far\u00e0 comprendere meglio i perch\u00e9\u00a0 e le ragioni della sconfitta e le soluzioni per una ripresa del Partito.<br \/>\nIn questo contesto molti sono gli interrogativi, i possibili dubbi\u00a0 e gli errori compiuti, dopo venti anni di\u00a0 vita del partito. E ci domandiamo: non \u00e8 che sotto il prevalere di un giudizio tutto negativo sul novecento (secolo di errori e orrori e conseguentemente di condanna totale del socialismo) spinti dalla necessit\u00e0 di trovare nuove strategie di cambiamento della societ\u00e0 di fatto ci siamo allontanati dai principi fondamentali della nostra cultura marxista, abbandonando i quali il partito cambia pelle e diventa un\u2019altra cosa?<br \/>\nNon \u00e8 che nella nostra ansia di rinnovamento abbiamo buttato via tutto (acqua sporca e bambino) abbiamo cancellato una nostra memoria del passato, non tutta da condannare; tagliato radici che potevano ancora fruttare, rimanendo senza una bussola che poteva aiutarci a decidere il nostro futuro?<br \/>\nLa condanna contro la corruzione, la mala politica contro tutti i partiti ha certamente colpito anche noi. L\u2019elettorale non ha fatto distinzioni: noi come tutti gli altri . E a nostro avviso non poteva che essere cos\u00ec, stante il fatto che proprio sulla strada della ricerca di una nuova strategia di cambiamento anticapitalista abbiamo fallito. Non siamo stati capaci cio\u00e8, di presentarci davanti ai cittadini come il partito del cambiamento per una nuova societ\u00e0 pi\u00f9 giusta e onesta. Cos\u00ec abbiamo finito col pensare che l\u2019unica via di uscita sia stata quella di accodarsi, di aderire a qualche movimento sociale, in voga in quel momento, o indicare come modello da imitare certi successi ottenuti da coalizioni di sinistra in altri paesi. Ma \u2013 secondo noi -, l\u2019adesione a coalizioni politiche di sinistra o movimenti sociali, sia pure necessarie, possono avere elementi di continuit\u00e0 se abbiamo una strategia chiara, ben definita che possa portare un contributo di forza, di rafforzamento alla coalizione politica di cui facciamo parte.<br \/>\nE allora ci domandiamo, ma il nostro partito \u00e8 un partito che ha ancora davanti a s\u00e9 la trasformazione della societ\u00e0 entro l\u2019orizzonte del comunismo, all\u2019interno del quale elabora obiettivi generali strategici, obiettivi intermedi, obiettivi immediati in continuo collegamento con le lotte dei lavoratori, le iniziative dei movimenti sociali che generano fiducia e speranza? A noi sembra di essere diventati un \u201cpartito n\u00e9 pesce, n\u00e9 carne\u201d. Un partito senza un\u2019identit\u00e0 precisa.<br \/>\nA questo proposito \u201c la centralit\u00e0 del lavoro\u201d, non pu\u00f2 rimanere solo uno \u201cslogan\u201d, della nostra politica. Per noi la centralit\u00e0 del lavoro deve partire dal riconoscimento di una societ\u00e0 divisa in classi, entro la quale \u00e8 in atto un durissimo scontro di\u00a0 classe che mira a togliere ai lavoratori tutti i diritti acquisiti e renderli alla completa merc\u00e9 del padrone. Uno scontro che ha grande valenza politica e non solo economica perch\u00e9 se la democrazia verr\u00e0 sconfitta nei luoghi di lavoro, prima o poi verr\u00e0 sconfitta anche nel paese. E allora non si pu\u00f2 pi\u00f9 far finta di niente e trascurare cos\u00ec come abbiamo fatto il nostro rapporto con i lavoratori, come se ormai fossero diventati un ceto sociale emarginato, senza nessun peso politico nella societ\u00e0.<br \/>\nAl contrario noi crediamo ancora alla forza politica che i lavoratori rappresentano come classe e se uniti e coscienti di questa loro forza possono costruire non solo un argine alle politiche neoliberiste messe in atto in Italia, ma essere promotori attivi della trasformazione anticapitalistica della societ\u00e0.<br \/>\nForse ci siamo dimenticati che i comunisti sono nati anche per dare ai lavoratori coscienza di questo loro ruolo. I lavoratori possono risolvere i loro problemi solo se il loro peso politico, con le\u00a0 loro organizzazioni politiche\u00a0 e sindacali \u00e8 tale da influire decisamente sulle decisioni che si prendono nel paese:<\/p>\n<p>Certo, nel mondo del lavoro, tutto \u00e8 cambiato compreso il modello produttivo capitalistico, e sono cambiati anche i rapporti di forza a sfavore dei lavoratori. Ma \u00e8 altrettanto vero che noi abbiamo fatto ben poco per renderci pi\u00f9 chiara la situazione e aggiornare la nostra cultura, le nostre teorie, i nostri principi, la nostra strategia. Sia ben chiaro, noi non vogliamo un partito \u201coperaista\u201d, ma quando si sente dire che anche i lavoratori seguono le idee del padronato non \u00e8 questo il segno della sconfitta della nostra battaglia culturale e ideologica che il partito dovrebbe condurre? La coscienza di classe non nasce spontanea nei luoghi di lavoro. E\u2019 il partito che deve lavorare in questa direzione. Ebbene \u2013 ci domandiamo -, \u00e8 sbagliata superata questa nostra concezione del rapporto che dobbiamo avere con i lavoratori? E\u2019 vetero continuare a pensarla cos\u00ec? Non \u00e8 emblematico il fatto che non ci siamo nemmeno pi\u00f9 posti l\u2019obiettivo di organizzare il partito nei luoghi di lavoro?<br \/>\nCome \u00e8 noto il paese attraversa una profonda crisi sistemica per uscire dalla quale ha bisogno di grandi riforme strutturali, nel settore dei trasporti, del territorio, dell\u2019agricoltura, ecc. Ha bisogno \u2013 detto in parole povere -, di una riconversione di tutto il modello produttivo ed energetico, salvaguardandone la sostenibilit\u00e0 in termini ambientali e sociali. Ha bisogno di uno sviluppo economico programmato, un diverso ruolo dello stato nell\u2019economia. E\u2019 su questi temi che dobbiamo concentrare la nostra strategia, il nostro progetto di trasformazione della societ\u00e0, ed essere pronti a confrontarci con tutti: movimenti sociali e partiti.<br \/>\nLe conclusioni del Congresso di Chianciano suscitarono nel partito un certo entusiasmo, un certo riavvicinamento di compagni. Purtroppo dobbiamo constatare che sostanzialmente non \u00e8 cambiato nulla. Le idee della politica bertinottiana hanno continuato ad avere cittadinanza all\u2019interno del partito. Esso ha continuato ad essere un comitato elettorale (sempre pi\u00f9 debole), la democrazia interna inesistente, \u00e8 continuata inarrestabile una\u00a0 emorragia di consensi e degli iscritti. Il gruppo dirigente del partito si \u00e8 sempre pi\u00f9 isolato dalla base. Anche qui sorge in noi una domanda: Davvero la forma partito scelta \u00e8 adeguata alle esigenze della nostra politica?\u00a0 Noi non lo crediamo. Eppure nel movimento operario e soprattutto nel PCI, la forma partito \u00e8 sempre stato un argomento permanente in discussione. Grande attenzione \u00e8 sempre stata data all\u2019adeguamento dell\u2019organizzazione del partito agli eventuali cambiamenti della situazione politica e conseguentemente del cambiamento dei nostri progetti, strategie (partito di tipo nuovo di Lenin, l\u2019intellettuale collettivo di Gramsci, il partito nuovo di Togliatti, etc). Ora anche da noi si \u00e8 disquisito molto su questo (partito organizzato a rete, partito leggero, partito liquido, e chi pi\u00f9 ne ha, pi\u00f9 ne metta). Ma la verit\u00e0\u00a0 \u00e8 che ci siamo ritrovati con un partito con poche migliaia di iscritti e diviso in correnti. Cio\u00e8 con una forma partito, la pi\u00f9 vecchia \u2013 e secondo noi \u2013 la pi\u00f9 dannosa, inefficiente e superata forma di partito esistente.<br \/>\nUn partito comunista se vuole dare veramente un contributo decisivo insieme, certamente ad altre forze politiche anticapitaliste e respingere con successo l\u2019attacco forsennato contro i lavoratori, se vuole rafforzare ed estendere le proprie radici fra il popolo deve essere fortemente organizzato su tutto il territorio nazionale. Se dovessimo dare un giudizio su come abbiamo condotto la campagna del tesseramento e reclutamento al partito, negli ultimi anni, dovremmo proprio concludere quanto poco era l\u2019interesse a rendere il partito una comunit\u00e0 di persone legate a principi di giustizia, solidariet\u00e0 a riconoscersi in una militanza comunista all\u2019interno del proprio partito che fa della propria diversit\u00e0 rispetto alle altre organizzazioni politiche une delle sue principali caratteristiche positive..<br \/>\nDa questo punto di vista la campagna del tesseramento e reclutamento non pu\u00f2 essere\u00a0 un\u2019operazione burocratica di consegna di tessere, ma un\u2019operazione politica nel contesto della battaglia culturale che conduciamo contro il pensiero unico, dominante nel paese.<br \/>\nMigliaia di cittadini che ogni anno confermano la loro adesione ai nostri principi, teoria che oggi di fronte alla crisi del sistema capitalistico evidenziano la loro attualit\u00e0, ma che sono combattute proprio perch\u00e9 mettono in discussione privilegi e ingiustizie di questa societ\u00e0, \u00e8 un grande fatto politico, non da trascurare.<br \/>\nPer questo alla luce delle questioni sopracitate occorrono momenti di discussione e di approfondimento per il futuro di Rifondazione comunista che coinvolgano il livello regionale e il livello nazionale. Un confronto politico sul lavoro svolto dalla segreteria regionale quindi una valutazione (per noi negativa), sul proprio operato in base allo stato del partito e del risultato elettorale inoltre una attenta analisi che si ponga l\u2019obbiettivo di un bilancio del nostro ruolo e dei risultati raggiunti, conseguenti\u00a0 al nostro agire politico in questi anni , dentro la giunta regionale. Per quanto concerne il livello nazionale non si pu\u00f2 prescindere dalla convocazione di un congresso da tenersi possibilmente entro la fine dell\u2019estate. Congresso che non dovr\u00e0 assolutamente assumere gli elementi distintivi di un regolamento di conti ma altres\u00ec una assise congressuale che si caratterizzi per aspetti fortemente innovativi nella strategia, nella proposta politica nonch\u00e9 nella individuazione di un nuovo gruppo dirigente, da investire di tale ruolo in base alle soggettive e oggettive capacit\u00e0 politiche e non in base alla fedelt\u00e0 al dirigente o alla corrente politica di riferimento.<br \/>\nQueste nostre considerazioni critiche certamente schematiche e sotto certi aspetti forse anche semplicistiche, basate molto su considerazioni ideologiche che si rifanno alla nostra cultura comunista. Sbagliata? Pu\u00f2 darsi, ma pensare ad un partito comunista senza teoria ci sembrerebbe non realistico. Il marxismo non\u00a0 pu\u00f2 essere considerato una semplice corrente culturale fra le tante altre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">* Documento politico approvato a maggioranza palese il 23 marzo 2013<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Doc del Comitato Politico Federale * &nbsp; Per le dimensioni che ha avuto la sconfitta subita in queste ultime elezioni non si pu\u00f2\u00a0 limitare la nostra indagine solo sulle questioni riguardanti la vicenda di \u201cRivoluzione Civile\u201d. 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