{"id":4287,"date":"2012-11-18T20:00:04","date_gmt":"2012-11-18T19:00:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/?p=4287"},"modified":"2012-11-18T20:16:28","modified_gmt":"2012-11-18T19:16:28","slug":"documento-approvato-dal-cpn-di-rifondazione-comunista-18-novembre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/?p=4287","title":{"rendered":"Documento approvato dal CPN di Rifondazione Comunista &#8211; 18 Novembre"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>da PRC Nazionale<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/ostenda-6_6001.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-4288\" title=\"ostenda-6_600\" src=\"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/ostenda-6_6001.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/ostenda-6_6001.jpg 200w, https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/ostenda-6_6001-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>Costruire un movimento di massa contro le politiche di austerit\u00e0, la lista unitaria di sinistra e uscire dalla Seconda repubblica. Un anno fa Monti veniva chiamato dal presidente Napolitano a formare il governo, sollevando grandi aspettative di cambiamento anche in ampi strati popolari. In controtendenza, abbiamo da subito espresso la nostra opposizione a questo governo, espressione dei poteri forti. Ad un anno di distanza vediamo confermato il nostro giudizio negativo su questo governo: le politiche di austerit\u00e0 del governo Monti hanno aggredito pesantemente il welfare e i diritti sociali, aggravato la crisi economica, l\u2019ingiustizia sociale e la crisi sociale del paese. Questo \u00e8 un governo non solo antipopolare e antioperaio ma sta impoverendo l\u2019Italia trasformandola in un protettorato dei potentati europei. La portata strategica dei provvedimenti presi dal governo ne confermano il carattere costituente: dalla manomissione dell\u2019articolo 18 alla \u201criforma\u201d delle pensioni al pareggio di bilancio in Costituzione fino all\u2019approvazione del Fiscal Compact e al taglio strutturale della spesa sociale contenuta nella spending review. Questi provvedimenti vanno oltre la situazione contingente e predeterminano \u2013 se non aboliti \u2013 il quadro in cui dovranno agire i governi dei prossimi anni. Queste misure si sommano a quanto gi\u00e0 fatto da Berlusconi \u2013 pensiamo solo all\u2019articolo 8 \u2013 e determinano un quadro strutturale di recessione economica, precariet\u00e0 e disoccupazione, privatizzazioni, uniti ad un attacco frontale al welfare, al diritto allo studio e ai diritti dei lavoratori e del sindacalismo di classe. Il governo Monti ha quindi tracciato una strada di destra destinata a perdurare negli anni. Il tratto costituente del governo non \u00e8 quindi affidato alla permanenza di Monti alla Presidenza del governo anche dopo le elezioni \u2013 ipotesi che i potentati finanziari, economici e dell\u2019informazione, propongono esplicitamente \u2013 ma ai provvedimenti gi\u00e0 assunti e votati da PD, PDL e UDC.<!--more--><br \/>\nLa forza del governo Monti \u00e8 certo da ricercare nel sostegno dei principali partiti e mezzi di informazione, ma si fonda sull\u2019utilizzo del discorso economico come vero e proprio principio ordinatore del discorso pubblico, come ideologia dominante. Il governo attraverso il discorso economico spaventa il popolo e genera volutamente la paura del disastro, parallelamente le ricette per affrontare questo disastro incombente vengono presentate come oggettive, una medicina amara ma obbligatoria per evitare la catastrofe: There is no alternative, come diceva la signora Thatcher. L\u2019intreccio tra questi due elementi \u2013 la paura e il carattere necessitato delle ricette economiche \u2013 ha colonizzato l\u2019interno universo della comunicazione politica e &#8211; in assenza di una iniziativa sindacale adeguata &#8211; ha prodotto un pesantissimo arretramento dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici nella relativa assenza di conflitto sociale.<br \/>\nIl governo viene ovviamente rafforzato dal fatto che le istituzioni dell\u2019UE si muovono nella stessa direzione e quindi forniscono una legittimazione esterna all\u2019azione del governo. Lo stesso governo socialista francese, nonostante le promesse in campagna elettorale, ha ratificato il Fiscal Compact e i provvedimenti connessi senza alcuna modifica, contribuendo cos\u00ec al potenziamento delle politiche neoliberiste. Addirittura le sciagurate politiche europee vengono presentate come una mediazione tra i tedeschi \u2013 presentati come i cattivi \u2013 e Monti che viene dipinto come il paladino dei popoli latini.<br \/>\nIl tutto produce una miscela assai potente, una specie di Cesarismo a legittimazione economica, che giustifica tutto a partire dalla gravit\u00e0 della situazione, Cesarismo economico che oltre a produrre recessione e distruzione dei diritti sociali e del welfare, corrode in profondit\u00e0 la democrazia. Se la politica \u00e8 l\u2019arte della scelta, il governo Monti e non altri rappresentano il concentrato dell\u2019antipolitica, della distruzione della politica e della democrazia.<br \/>\nSulla base di queste considerazioni \u00e8 del tutto evidente che la sconfitta del montismo non pu\u00f2 avvenire per puro accumulo di contraddizioni sulle singole misure assunte dal governo. E\u2019 sempre pi\u00f9 facile trovare persone in totale dissenso sui singoli provvedimenti del governo che ritengono per\u00f2 complessivamente necessaria l\u2019azione del governo. Non riuscendo a darsi una spiegazione alternativa di cosa sta succedendo e non avendo a disposizione una proposta complessivamente alternativa, il dissenso verso il governo \u00e8 particulare ma non generale. Cos\u00ec come la sconfitta del montismo non pu\u00f2 essere affidato alla vittoria del centro sinistra, che \u00e8 indisponibile a mettere in discussione le scelte sin qui operate, a partire dall\u2019articolo 18, dal pareggio di bilancio e dall\u2019applicazione del Fiscal Compact.<br \/>\nLa sconfitta del montismo \u2013 che per le ragioni che abbiamo sopra delineato \u00e8 un compito che va ben oltre le prossime elezioni \u2013 e richiede una azione che si collochi al suo livello: occorre quindi decostruire e demistificare l\u2019analisi della crisi e il carattere necessitato delle risposte. Fornire obiettivi percepiti non solo come giusti ma anche praticabili, come un alternativa possibile. Avanzare una proposta compiuta di uscita dalla crisi basata non sul rigore ma sulla redistribuzione: della ricchezza, del lavoro, del potere. La crisi non \u00e8 infatti frutto di scarsit\u00e0 ma di una cattiva distribuzione di ricchezze, lavoro e potere. Occorre attraversare le lotte a partire da questa chiara prospettiva alternativa e su questa base operare per la loro unificazione non solo sociale ma politica e culturale. Dobbiamo quindi proporre una prospettiva politica di uscita dalla crisi che \u00e8 oggi economia, sociale, culturale e morale nella consapevolezza che questo significa riportare il paese nella democrazia, cio\u00e8 rimettendo al centro del dibattito politico la possibilit\u00e0 di scegliere, superando lo stato di eccezione con cui oggi il governo giustifica le sue scelte presentate come obbligate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La crisi della politica e della II repubblica<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo contesto, caratterizzato dal governo tecnico presentato come il salvatore della patria, \u00e8 venuta a maturazione una crisi verticale della legittimit\u00e0 della rappresentanza politica. Da anni il tema della casta, dei privilegi e delle ruberie dei \u201cpolitici\u201d \u00e8 al centro dell\u2019attenzione dell\u2019opinione pubblica ma in quest\u2019 anno il processo ha assunto una caratteristica irreversibile. Monti non \u00e8 solo presentato come una valida alternativa alle ruberie dei politici ma anche come il buon padre di famiglia che \u00e8 costretto a riportare il popolo italiano sulla retta via dopo che i partiti hanno fatto \u2013 pur di ottenere facili consensi nell\u2019ambito della democrazia \u2013 una cattiva politica basata sugli sprechi e sulla spesa facile. In questo quadro i partiti vengono considerati l\u2019elemento degenerato di una gestione della cosa pubblica che ha per\u00f2 la radice del male proprio nel meccanismo democratico della rappresentanza.<br \/>\nL\u2019esito di questi processi in cui la crescita della sofferenza sociale \u00e8 scissa dalla costruzione di soggettivit\u00e0 consapevole e si impasta invece con il senso comune che si \u00e8 sedimentato, lo si \u00e8 visto appieno nelle elezioni siciliane, che evidenziano un vero e proprio passaggio di fase: la crisi verticale della seconda repubblica. Il 52% di astensioni ed il 7% di schede bianche e nulle, uniti ai voti dati alla lista Grillo parlano di uno scollamento completo tra il paese e le istituzioni. La crisi della rappresentanza si intreccia alla crisi economica e alle politiche che la stanno aggravando, determinando un quadro di vera e propria crisi sistemica: economica, sociale ed istituzionale.<br \/>\nIl segno dominante della seconda repubblica \u00e8 stata l&#8217;adozione di politiche neoliberiste che hanno dominato l&#8217;arco dell&#8217;intero ventennio. Ad esse \u00e8 stata funzionale la ristrutturazione dei poteri e del sistema politico e istituzionale. Se da un lato si \u00e8 volutamente indebolito il potere dei decisori pubblici a favore dei detentori del potere economico e finanziario, dall&#8217;altro il bipolarismo ha operato per espungere dalla sfera della rappresentanza il conflitto sociale e le possibilit\u00e0 della trasformazione. Sono questi i processi all&#8217;origine della crisi della politica, oggi percepita come impotente rispetto ai grandi poteri economici ed anzi demolitrice nella sostanza dei diritti dei cittadini.<br \/>\nIn questo contesto, il permanere e l&#8217;accrescersi dei privilegi legati all&#8217;esercizio della funzione di rappresentanza, hanno determinato un radicale discredito della funzione politica. Questo interroga anche noi perch\u00e9 dobbiamo prendere atto che non siamo complessivamente percepiti come esterni a questo problema. Questo ci pone la necessit\u00e0 di un salto di qualit\u00e0 nell\u2019iniziativa e nella proposta politica.<br \/>\nIl carattere costituente del governo Monti si esercita quindi non solo nell\u2019assolutizzazione delle politiche neoliberiste ma anche nella delegittimazione dei fondamenti democratici della Repubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La crisi sociale e la ripresa del conflitto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione sociale del paese si \u00e8 profondamente aggravata, con un aumento della disoccupazione, della precariet\u00e0 ed in generale con una riduzione del tenore di vita che per gli strati popolari assume aspetti drammatici. Il taglio delle prestazioni sociali e l\u2019attacco all\u2019istruzione pubblica aggravano pesantemente questa situazione determinando un clima di incertezza quando non di disperazione.<br \/>\nQuesta situazione che per lungo tempo \u00e8 peggiorata senza dar luogo a significativi conflitti sociali, comincia oggi a scongelarsi. La manifestazione del 27 ottobre \u00e8 stato un primo momento di positiva mobilitazione a cui \u00e8 seguita la mobilitazione del popolo della scuola pubblica e del 14 in occasione della giornata di mobilitazione europea. La stessa contestazione che i ministri del governo Monti subiscono ad ogni iniziativa pubblica dice di un cambio di clima, in cui dalla rassegnazione si comincia a passare alla lotta. In particolare va sottolineata l\u2019enorme partecipazione studentesca alle manifestazioni del 14. Si tratta di una nuova generazione che si mobilita nella chiara percezione che le politiche che vengono agite siano complessivamente contro di loro: lo sono sul terreno dell\u2019attacco della scuola pubblica, sul terreno della precariet\u00e0 del lavoro e su quello dell\u2019occupazione. L\u2019iniziativa studentesca e gli episodi di conflitto \u2013 anche duro \u2013 del mondo del lavoro &#8211; sono segnali importanti, perch\u00e9 parlano di un possibile cambio di fase e possono costituire l\u2019innesco di un movimento di massa contro le politiche di austerit\u00e0.<br \/>\nIl punto fondamentale \u00e8 che oggi non esiste \u2013 in virt\u00f9 delle dinamiche sopra richiamate \u2013 un punto di riferimento sindacale e politico che possa per autorevolezza e forza organizzata agire da catalizzatore immediato di questo disagio che inizia ad esprimersi in conflitto. La stessa vicenda delle elezioni siciliane segnala \u2013 per quanto ci riguarda \u2013 la nostra inefficacia nel proporre un progetto politico alternativo tanto al consociativismo neo centrista quanto all\u2019invettiva grillina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nostra proposta:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per contribuire alla costruzione di un movimento di massa contro il neoliberismo e ad uno sbocco di alternativa al conflitto medesimo, il CPN di Rifondazione Comunista avanza quindi le seguenti proposte:<br \/>\n1) Ci poniamo l\u2019obiettivo di chiudere il ventennio devastante della seconda repubblica: quello dell\u2019attacco alla Costituzione, dell&#8217;eutanasia della politica, della distruzione dei diritti dei cittadini e dei lavoratori e del contemporaneo costruirsi di privilegi di casta di un ceto politico sempre pi\u00f9 inutile quando non dannoso. Noi proponiamo un nuovo corso sociale, politico e istituzionale che rovesci compiutamente questi elementi e che affondi le sue radici nella Costituzione repubblicana, nei valori di uguaglianza e nel riconoscimento del carattere progressivo del conflitto sociale che la informano. Che si basi sulla ricostruzione di una memoria del nostro paese, che all&#8217;opposto delle vulgate correnti, identifichi nei momenti di sviluppo dei diritti del lavoro, del welfare e dei diritti civili, nel dispiegamento del conflitto sociale, la fase pi\u00f9 progressiva della storia della repubblica nata dalla resistenza.<br \/>\nIl ribaltamento delle politiche neoliberiste, l&#8217;uguaglianza nei diritti sociali si coniuga per noi alla proposta politico istituzionale che si basa sulla piena attuazione del dettato costituzionale:<br \/>\n&#8211; La lotta per il proporzionale cio\u00e8 per l&#8217;uguale valore dei voti nella sfera della rappresentanza, deve intrecciarsi allo sviluppo della democrazia diretta e partecipativa, perch\u00e9 dalla crisi del bipolarismo presidenzialista si esca attraverso il ripristino della rappresentanza reale del paese e attraverso una maggiore partecipazione dal basso.<br \/>\n&#8211; L&#8217;abolizione dei privilegi della politica e la riduzione degli emolumenti, deve essere strumento per rimettere in connessione la condizione materiale di rappresentati e rappresentanti, e riconquistare la politica intesa come passione e progetto collettivo.<br \/>\n&#8211; La messa in discussione degli attuali processi di unificazione europea che hanno alla loro base la costituzionalizzazione delle politiche neoliberiste e l\u2019azzeramento della sovranit\u00e0 popolare e democratica dei paesi pi\u00f9 deboli. L\u2019ipotesi di un passaggio da questa Europa dei mercati ad una Europa politica e democratica \u00e8 priva di fondamento. La strada per la costruzione di una Europa democratica passa necessariamente per la messa in crisi di questa Europa segnata dal dominio dalle \u00e9lites economiche e finanziarie. Noi proponiamo la messa in discussione unilaterale dei trattati a partire dal Fiscal Compact che distrugge il welfare, impoverisce il paese e distrugge ogni sovranit\u00e0 democratica dei popoli.<br \/>\nLa costruzione di un nuovo corso sociale, politico e istituzionale passa quindi per la ripresa dello spirito e della lettera della Carta Costituzionale, per la ricostruzione della sovranit\u00e0 popolare, per la messa in discussione dei privilegi legati all\u2019esercizio della funzione di rappresentanza politica e per la sostituzione delle politiche di austerit\u00e0 con politiche pubbliche di redistribuzione del reddito e di riconversione ambientale e sociale dell\u2019economia. Questo nuovo corso deve essere fondato sulla piena e buona occupazione come compito pubblico, a partire da un piano del lavoro, orientato alla manutenzione ambientale, alla ricerca, all\u2019istruzione, al rilancio dei servizi pubblici e dei beni comuni, finanziato direttamente dallo Stato. Un piano per il lavoro intrecciato al reddito minimo garantito, capace di attenuare la morsa della disoccupazione e del precariato e di coinvolgere anche culturalmente i giovani in un opera di ricostruzione sociale ed economica del paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2) Avanziamo la proposta della costruzione di una lista unitaria della sinistra contro il neoliberismo, per un progetto di alternativa e per la riforma radicale della politica. La nostra proposta politica si rivolge ad Alba, all\u2019IdV, a Sel, ai Verdi, alle forze che hanno organizzato la manifestazione del 27 ottobre, al complesso delle forze associazionistiche, sociali, culturali e di movimento disponibili, ed \u00e8 finalizzata a costruire un ampio polo di alternativa che si ponga l\u2019obiettivo di governare il paese su un programma antitetico a quello imposto da Monti e dalle politiche europee.<br \/>\nIn questo quadro riteniamo positivo l&#8217;appello &#8220;Cambiare si pu\u00f2&#8221;, promosso da una serie di autorevoli personalit\u00e0 della sinistra, rispetto al quale registriamo una consonanza di proposta. A partire da questa consonanza decidiamo di partecipare all\u2019assemblea convocata per il 1\u00b0 dicembre al fine di concretizzare un percorso di costruzione della lista unitaria di sinistra. Parimenti le posizioni del sindaco di Napoli De Magistris, la dialettica aperta all\u2019interno dell\u2019Italia dei Valori, come anche posizioni presenti territorialmente e nazionalmente all\u2019interno di Sinistra Ecologia e Libert\u00e0, ci confermano nella possibilit\u00e0 di allargare le forze che possono essere coinvolte nella costruzione di un polo della sinistra di alternativa. Un polo che vogliamo costruire non come pura sommatoria elettorale ma come progetto politico di ricostruzione aperta e partecipata di una soggettivit\u00e0 della sinistra, basata sul principio \u201cuna testa un voto\u201d, in grado di intrecciare senza gerarchie e connettere in una dimensione progettuale che travalichi la scadenza elettorale chi si oppone al montismo di oggi e a quello di lungo periodo, determinato dall\u2019accettazione dei vincoli europei e del Fiscal Compact. In questo quadro parteciperemo all\u2019assemblea prevista per il 15 dicembre in continuit\u00e0 con la manifestazione del Nomontiday.<br \/>\nIl tentativo &#8211; che abbiamo perseguito fino in fondo &#8211; di assumere questo obiettivo unitariamente come Federazione della Sinistra &#8211; ha dovuto prendere atto dei diversi orientamenti esistenti. La nostra proposta di dare voce agli iscritti e alle iscritte della Federazione per decidere attraverso un referendum democratico l\u2019orientamento politico della Federazione, \u00e8 stata purtroppo rifiutata. Pur valorizzando gli elementi di cooperazione sui referendum e in relazione ai prossimi appuntamenti elettorali regionali, da verificare ovviamente nei diversi contesti, siamo quindi chiamati ad agire direttamente come Partito affinch\u00e9 la proposta della lista unitaria della sinistra si concretizzi.<br \/>\nQuesto nella consapevolezza che la costruzione di un processo inclusivo e partecipato, che allarghi il terreno della partecipazione politica unitaria a sinistra, la realizzazione in Italia del progetto della Sinistra Europea, la costruzione in Italia del corrispettivo di Syriza, del Front de Gauche, di Izquierda Unida, della Linke, \u00e8 l\u2019obiettivo fondante il nostro progetto politico, a cui subordinare ogni percorso politico e su cui lavorare nei prossimi mesi.<br \/>\nIn questo quadro Rifondazione Comunista non parteciper\u00e0 alle primarie nazionali del centro sinistra, che si svolgono all\u2019interno del recinto dell\u2019accettazione dei trattati europei e quindi delle politiche neoliberiste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3) Impegna il partito nella campagna referendaria, che rappresenta la nostra principale azione politica e organizzativa nei prossimi mesi, fino a gennaio. Si tratta di una campagna referendaria importante, che coinvolge il complesso delle forze che si sono opposte da sinistra alle politiche del governo Monti, sia sul piano politico che sociale e che quindi ha un grande valore politico. Inoltre i referendum si svolgeranno nel 2014 e quindi rappresentano un modo concreto per interagire pesantemente con l\u2019azione del prossimo governo. Innanzitutto occorre un impegno fortissimo sulla raccolta di firme sui referendum sulle pensioni, che ricade quasi unicamente sulle nostre spalle e che ha una grande rilevanza politica sia sul piano dei rapporti di massa che relativamente al ruolo di Rifondazione Comunista. La campagna referendaria si compone quindi di una raccolta di firme unitaria sull\u2019abolizione della diaria dei parlamentari, sui diritti dei lavoratori \u2013 ripristino dell\u2019articolo 18 ed abolizione dell\u2019articolo 8 \u2013 che ha un perimetro di forze promotrici pi\u00f9 ampio ma che vede comunque il nostro contributo determinante. La raccolta delle firme per i referendum, di cui va sottolineata la connessione con la che va intrecciata con la campagna per il reddito minimo garantito \u2013 che si sta chiudendo in questi giorni dal punto di vista della raccolta delle firme &#8211; rappresenta quindi il punto fondamentale del nostro impegno politico per i prossimi mesi.<br \/>\n4) Impegna il Partito al massimo di impegno e presenza nella costruzione, nell\u2019estensione, nel coordinamento del conflitto sociale e nella costruzione di pratiche mutualistiche utili a resistere all\u2019attacco al lavoro e ai diritti sociali. Noi dobbiamo costruire una nuova politica di sinistra basata sull\u2019autorganizzazione dei soggetti sociali su tutti i terreni &#8211; sociale, culturale e politico &#8211; e su una matura critica delle politiche neoliberiste. Da Pomigliano, all\u2019ILVA alla Val di Susa, all\u2019IKEA, al mondo della conoscenza i nostri compagni e le nostre compagne sono protagonisti della costruzione delle lotte, occorre generalizzare queste esperienze e approfondire il carattere di partito sociale che ci deve caratterizzare. Occorre collocare il partito all\u2019interno dei conflitti sociali ed operare per la loro estensione e per il loro coordinamento. A tal fine \u00e8 decisivo anche fare un salto di qualit\u00e0 nella capacit\u00e0 di produrre una azione di demistificazione delle spiegazioni dominanti della crisi e delle ricette che vengono proposte come oggettive e necessitate. La nostra presenza nelle lotte e nella loro organizzazione si deve accompagnare alla ricostruzione di una lettura critica del capitalismo oggi. La ripresa del marxismo finalizzata ad una critica dell\u2019economia politica , la sua diffusione, \u00e8 decisiva al fine di \u201cdecolonizzare le menti\u201d dal pensiero unico dominante, al fine di allargare il conflitto sociale e di favorirne una sua maturazione in senso anticapitalista.<br \/>\n5) Il Cpn impegna tutto il Partito nella campagna di rinnovo dell&#8217;adesione al Prc che, anche tenendo conto della nuova legge relativa al finanziamento dell&#8217;attivit\u00e0 politica, terminer\u00e0 il 31 dicembre 2012.Il Cpn chiama tutti i Circoli, le Federazioni, le strutture territoriali all&#8217;impegno per raggiungere l&#8217;obiettivo dei 40000 iscritti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Roma, 18\/11\/2012<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; da PRC Nazionale &nbsp; Costruire un movimento di massa contro le politiche di austerit\u00e0, la lista unitaria di sinistra e uscire dalla Seconda repubblica. Un anno fa Monti veniva chiamato dal presidente Napolitano a formare il governo, sollevando grandi aspettative di cambiamento anche in ampi strati popolari. In controtendenza, abbiamo da subito espresso la &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/?p=4287\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Documento approvato dal CPN di Rifondazione Comunista &#8211; 18 Novembre&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13,3,8],"tags":[],"class_list":["post-4287","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-approfondimenti","category-documenti","category-materiali"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4287","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4287"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4287\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4290,"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4287\/revisions\/4290"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4287"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4287"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4287"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}