{"id":4159,"date":"2012-10-30T20:28:19","date_gmt":"2012-10-30T19:28:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/?p=4159"},"modified":"2012-10-30T20:28:59","modified_gmt":"2012-10-30T19:28:59","slug":"la-lezione-da-trarre-dal-risultato-siciliano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/?p=4159","title":{"rendered":"La lezione da trarre dal risultato siciliano"},"content":{"rendered":"<p>di Gianluigi Pegolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/121029elezioni_sicilia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-4160\" title=\"ELEZIONI REGIONALI SICILIA\" src=\"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/121029elezioni_sicilia.jpg\" alt=\"\" width=\"357\" height=\"266\" \/><\/a>I risultati delle elezioni siciliane sono ormai chiari e non mancano i commenti. Anzich\u00e9 soffermarsi su ulteriori elaborazioni dei dati a disposizione, e in attesa di eventuali analisi dei flussi che potrebbero mettere in evidenza dinamiche al momento non evidenti, conviene ora approfondire le implicazioni del voto sul piano generale e per ci\u00f2 che attiene, nello specifico, alle forze di sinistra.<br \/>\nPartiamo dal risultato generale. Esso mette in luce, da un lato, una crisi senza precedenti nel rapporto fra cittadini e politica (testimoniato dalla grande crescita della gi\u00e0 elevata astensione) con una forte spinta verso posizioni di contestazione radicale dei partiti (ben espressa dal grande consenso ottenuto dal Movimento 5 stelle).<br \/>\nQuesto terremoto politico fa saltare la governabilit\u00e0 e il bipolarismo. La vittoria di Crocetta non garantisce un quadro politico stabile e la formazione della maggioranza implicher\u00e0, con tutta probabilit\u00e0, un accordo con altre forze moderate, probabilmente con gli eredi di Lombardo. La vittoria della coalizione PD-UDC, inoltre,\u00a0 \u00e8 il prodotto pi\u00f9 della rottura del centro destra che di una crescita dei consensi elettorali. Quello che si \u00e8 verificato \u00e8 stato, infatti, la tenuta in peso percentuale di PD e UDC, in ragione di un calo di voti\u00a0 inferiore\u00a0 a quello del\u00a0 PDL, che invece subisce un vero e proprio crollo. A sinistra il risultato decisamente negativo \u00e8 sia conseguenza dello tsunami dell\u2019antipolitica (si guardino i risultati di Palermo e li si confronti con quelli delle recenti comunali), sia di evidenti errori (dalla presentazione di due liste, anzich\u00e9 di una sola, al cambiamento in corsa del candidato presidente). <!--more-->Non \u00e8 credibile, invece, imputare a queste forze l\u2019errore del mancato apparentamento con il PD, a meno di non ritenere praticabile un accordo con forze &#8211; come l\u2019UDC o, domani, gli uomini di Lombardo &#8211; che sono stati diretti responsabili del malgoverno della regione.<br \/>\nQuesti risultati sono destinati a impattare sul quadro politico nazionale. La prima conseguenza \u00e8 il rafforzamento della linea bersaniana dell\u2019alleanza del centro-sinistra con il centro moderato e, simmetricamente, l\u2019accrescersi delle difficolt\u00e0 di quanti a sinistra puntano sul rapporto con il PD in vista delle prossime elezioni politiche (in primis SEL). Il pressing sul gruppo dirigente del PD a liberarsi definitivamente dal condizionamento della sinistra \u00e8\u00a0 in queste ore evidente e proviene sia dal centro che da settori interni al PD. Sull\u2019altro fronte, e cio\u00e8 il centro-destra, il quadro si fa molto complicato. L\u2019ipotesi di costituzione di un largo schieramento dal centro alla destra, cui puntava Alfano, imperniato sulla continuit\u00e0 dell\u2019esperienza Monti e sulla rimozione dell\u2019ingombrante presenza di Berlusconi, incontra oggi crescenti difficolt\u00e0 derivanti sia dal pesante insuccesso del Pdl, che dal successo simmetrico dell\u2019alleanza PD-UDC, che infine dalle incursioni dello stesso Berlusconi, sempre attratto dalla prospettiva di ricostruire il centro-destra su un profilo fortemente populista, intercettando parte della protesta antipartito sempre pi\u00f9 dilagante.<br \/>\nDi fronte a questo scenario che delinea una prospettiva possibile (anche se non del tutto certa), le forze di sinistra e quelle che con pi\u00f9 determinazione hanno assunto una posizione di opposizione rispetto al governo Monti sono poste di fronte a interrogativi cruciali circa i contenuti della loro azione politica e le scelte di schieramento, interrogativi che riguardano i prossimi passaggi politici (le elezioni politiche), ma che si proiettano anche su un pi\u00f9 lungo futuro e che rimandano alla\u00a0 costruzione di un profilo credibile. A tale riguardo, alcune considerazioni possono essere fatte. E\u2019 per esempio evidente che l\u2019asse PD-UDC si fonda sull\u2019assunzione dell\u2019\u201dausterit\u00e0\u201d come principio ispiratore delle scelte di politica economia (in ci\u00f2 in continuit\u00e0 con Monti), semmai parzialmente moderata da una maggiore attenzione ai processi redistributivi. Questa linea pu\u00f2 incontrare i favori di settori del padronato preoccupati da un eccessivo calo dei consumi interni, ma presuppone comunque il rispetto degli orientamenti dettati dalla UE e, quindi, d\u00e0 per scontata una forte riduzione della spesa pubblica e l\u2019alienazione di quote consistenti del patrimonio pubblico. La segreta speranza sta nella ripresa della crescita, ma si tratta di una speranza oggi priva di basi concrete e minata in partenza dall\u2019approccio rigorista. La sinistra non pu\u00f2 appoggiare questa impostazione. Essa, semmai, deve porsi il problema di farsi portavoce di un punto di vista alternativo ed erodere il parziale consenso che il \u201crigorismo moderato\u201d ancora incontra. Ci\u00f2 implica sia un progetto di governo del paese conseguente, che un ruolo \u201cattivo\u201d nella costruzione dell\u2019opposizione sociale, cosa diversa dal semplice appoggio alle iniziative di lotta in corso. Questo ruolo deve accompagnarsi a una proposta politica che poggi sulla costruzione di una aggregazione di forze forte programmaticamente e molto inclusiva sul piano delle relazioni sociali e politiche. Una aggregazione che si esprima elettoralmente con una lista (evitando gli errori di divisione commessi in Sicilia) che faccia dell\u2019uscita dal &#8220;montismo&#8221; la propria carta d\u2019identita\u2019. Proposte avanzate in questi giorni, come quella di De Magistris, vanno in questa direzione e per questo vanno attentamente considerate.\u00a0 Quanto al perimetro di una simile aggregazione, occorre mettere insieme uno schieramento che vada da Alba all\u2019Idv, dalla FdS alle realt\u00e0 sindacali e di movimento che condividono questa impostazione. Questa proposta \u00e8 ad oggi l\u2019unica possibile per dare una risposta positiva al crescente disagio sociale, evitare lo smottamento inarrestabile verso il centro, contrastare le sirene dell\u2019antipolitica\u00a0 e offrire ai lavoratori e alle masse popolari una prospettiva di uscita da sinistra dalla crisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">da <a href=\"http:\/\/web.rifondazione.it\/home\/index.php\/prima-pagina\/15332-la-lezione-da-trarre-dal-risultato-siciliano\">web.rifondazione.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Gianluigi Pegolo &nbsp; I risultati delle elezioni siciliane sono ormai chiari e non mancano i commenti. 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