{"id":3506,"date":"2012-05-11T15:26:06","date_gmt":"2012-05-11T14:26:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/?p=3506"},"modified":"2012-05-11T15:30:09","modified_gmt":"2012-05-11T14:30:09","slug":"quei-ribelli-degli-europei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/?p=3506","title":{"rendered":"Quei ribelli degli europei"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di Paul Krugman &#8211; Nobel per l&#8217;economia 2008 &#8211;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Paul-Krugman.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-3510\" title=\"Paul Krugman\" src=\"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Paul-Krugman.jpg\" alt=\"\" width=\"234\" height=\"288\" \/><\/a>Dopo le elezioni che si sono svolte in diversi paesi europei, i tedeschi cercheranno di resistere il pi\u00f9 possibile con la lora linea di ultra-austerit\u00e0. Ma la vittoria di Hollande in Francia segna una svolta: sia l&#8217;euro che il progetto europeo hanno maggiori probabilit\u00e0 di sopravvivenza rispetto a qualche anno fa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I francesi si stanno ribellando. E i greci fanno altrettanto. Era ora. Domenica, sia in Francia che in Grecia si sono tenute delle elezioni che erano in realt\u00e0 dei referendum sull&#8217;attuale strategia economica dell&#8217;Europa &#8211; e in entrambi i casi gli elettori hanno risposto mostrando un deciso pollice verso. Non \u00e8 dato sapere quanto tempo occorrer\u00e0 prima che quei voti possano tradursi di fatto in una svolta nella linea politica, di certo per\u00f2 la strategia improntata alla &#8220;ripresa attraverso l&#8217;austerit\u00e0&#8221; \u00e8 ormai agli sgoccioli &#8211; ed \u00e8 un bene che sia cos\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inutile dire che questo non \u00e8 ci\u00f2 che i soliti sospetti andavano affermando nel periodo che ha preceduto le elezioni. \u00c8 stato piuttosto divertente osservare gli apostoli dell&#8217;ortodossia che tentavano di ritrarre il cauto, garbato Fran\u00e7ois Hollande come una figura minacciosa. \u00c8 \u00abalquanto pericoloso\u00bb, ha affermato The Economist, aggiungendo che [Hollande] \u00abcrede davvero nell&#8217;esigenza di creare una societ\u00e0 pi\u00f9 equa\u00bb. Quelle horreur!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di sicuro c&#8217;\u00e8 che la vittoria di Hollande segna la fine del &#8220;Merkozy&#8221;: l&#8217;asse franco-tedesco che negli ultimi due anni ha imposto il regime di austerit\u00e0. Una conseguenza che si potrebbe considerare &#8220;pericolosa&#8221; se quella strategia stesse dando dei frutti, o avesse quanto meno delle ragionevoli probabilit\u00e0 di darne. Ma non \u00e8 cos\u00ec. \u00c8 venuto il momento di guardare altrove. A quanto pare, gli elettori europei sono pi\u00f9 saggi della loro \u00e9lite politica.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa c&#8217;\u00e8 di sbagliato nel curare i mali dell&#8217;Europa con una terapia a base di tagli alle spese? C&#8217;\u00e8 che la &#8220;bacchetta magica della fiducia&#8221; non esiste. Ovvero: l&#8217;esperienza degli ultimi due anni ha clamorosamente smentito le affermazioni secondo cui una drastica riduzione delle spese del governo avrebbe in qualche modo incoraggiato consumatori e imprese a spendere di pi\u00f9. Ma, in un&#8217;economia prostrata, i tagli alle spese non sortiscono altro effetto che quello di aggravare ulteriormente la situazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sembra inoltre che queste restrizioni portino pochi vantaggi, o forse nessuno. Si prenda il caso dell&#8217;Irlanda, che durante questa crisi si \u00e8 comportata come un buon soldato che obbedisce alle consegne, abbracciando un regime di rigorosa austerit\u00e0 nel tentativo di riconquistare i favori del mercato obbligazionario. Stando ai precetti dell&#8217;ortodossia dominante, tali sforzi avrebbero dovuto funzionare. E la volont\u00e0 di crederci \u00e8 tale che i rappresentanti dell&#8217;\u00e9lite politica europea continuano a proclamare che l&#8217;austerit\u00e0 irlandese ha infatti funzionato, e che l&#8217;economia di quel Paese ha iniziato a riprendersi.<br \/>\nMa non \u00e8 cos\u00ec. Bench\u00e9 se basate le vostre opinioni su quanto affermato dai media non potreste mai rendervene conto, in Irlanda i costi dell&#8217;indebitamento continuano a essere ben pi\u00f9 alti rispetto a quanto accade in Spagna o in Italia &#8211; per non parlare di quelli della Germania. Quali alternative esistono, dunque?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una possibilit\u00e0 &#8211; pi\u00f9 sensata di quanto molti in Europa siano disposti ad ammettere &#8211; sarebbe quella di rinunciare all&#8217;euro, la valuta comune europea.<br \/>\nDopotutto oggi l&#8217;Europa non si troverebbe in questo pasticcio se in Grecia circolassero ancora le dracme, in Spagna le peseta, in Irlanda il punt e cos\u00ec via, perch\u00e9 in quel caso Grecia e Spagna avrebbero potuto ricorrere a un rimedio che permettesse loro di ripristinare la competitivit\u00e0 dei costi e rilanciare le esportazioni, ovvero la svalutazione.<br \/>\nA fare da contraltare alla triste vicenda irlandese c&#8217;\u00e8 il caso dell&#8217;Islanda, epicentro della crisi finanziaria, che \u00e8 riuscita a reagire svalutando la propria valuta, la corona, e ha inoltre avuto il coraggio di lasciare che le sue banche fallissero e risultassero insolventi. L&#8217;Islanda sta vivendo la ripresa che l&#8217;Irlanda avrebbe dovuto avere, ma non ha avuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre a rappresentare la sonora sconfitta del &#8220;progetto europeo&#8221; (il prolungato sforzo di promuovere pace e democrazia attraverso una maggiore integrazione), la rinuncia all&#8217;euro avrebbe delle conseguenze estremamente distruttive. Esiste forse una soluzione diversa?<br \/>\nS\u00ec &#8211; e i tedeschi hanno dimostrato che pu\u00f2 funzionare. Anche se purtroppo non hanno compreso la lezione.<br \/>\nSe provaste a parlare della crisi dell&#8217;euro con gli opinion leader tedeschi, probabilmente vi sentirete rispondere che anche la loro economia nei primi anni dello scorso decennio ristagnava, ma che riusc\u00ec a riprendersi. Ci\u00f2 che i tedeschi non vogliono ammettere \u00e8 che a fare da volano a quella ripresa fu l&#8217;enorme surplus commerciale di cui la Germania godeva rispetto ad altri Paesi europei (e in particolare rispetto a quelli che oggi sono in crisi), che vivevano una situazione di prosperit\u00e0 e nei quali i bassi tassi di interesse avevano causato un&#8217;inflazione superiore alla norma. I Paesi europei che oggi sono in crisi potrebbero emulare quel successo della Germania se oggi le condizioni fossero altrettanto favorevoli &#8211; ovvero, se questa volta fosse il resto dell&#8217;Europa, soprattutto la Germania, a vivere un po&#8217; di crescita inflazionistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A dispetto di ci\u00f2 che credono i tedeschi, dunque, l&#8217;esperienza della Germania non offre un&#8217;argomentazione a favore dell&#8217;austerit\u00e0 unilaterale nei Paesi dell&#8217;Europa meridionale; suggerisce semmai l&#8217;opportunit\u00e0 di implementare politiche molto pi\u00f9 espansive altrove, e soprattutto l&#8217;opportunit\u00e0 che la Banca centrale europea la smetta di fissarsi sull&#8217;inflazione e si concentri invece sulla crescita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 inutile dire che n\u00e9 i tedeschi n\u00e9 la leadership della Banca centrale vedono di buon occhio questa conclusione: si attaccano con le unghie e con i denti ai loro sogni di prosperit\u00e0 da raggiungere tramite l&#8217;austerit\u00e0 e insistono che l&#8217;unica condotta responsabile \u00e8 quella di perseverare nella loro fallimentare strategia. Sembra per\u00f2 che non godranno pi\u00f9 dell&#8217;indiscusso sostegno dell&#8217;Eliseo. E questo, che ci crediate o no, significa oggi che sia l&#8217;euro che il progetto europeo hanno maggiori probabilit\u00e0 di sopravvivenza rispetto a qualche anno fa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>* <a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/krugman-quei-ribelli-degli-europei\/\">MicroMega &#8211; da Repubblica, 8 maggio 2012<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paul Krugman &#8211; Nobel per l&#8217;economia 2008 &#8211; Dopo le elezioni che si sono svolte in diversi paesi europei, i tedeschi cercheranno di resistere il pi\u00f9 possibile con la lora linea di ultra-austerit\u00e0. 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