{"id":32,"date":"2008-05-03T14:16:47","date_gmt":"2008-05-03T13:16:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/?p=32"},"modified":"2008-05-20T10:45:11","modified_gmt":"2008-05-20T09:45:11","slug":"rivoluzione-in-nepal","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/?p=32","title":{"rendered":"Rivoluzione in Nepal"},"content":{"rendered":"<p>Rivoluzione sull&#8217;Everest<\/p>\n<p>di Alessandro Gilioli<\/p>\n<p>su L&#8217;Espresso del 22\/04\/2008<\/p>\n<p>\u00a0Dopo dieci anni di guerriglia, il leader dei ribelli \u00e8 trionfalmente entrato a Kathmandu. E, finita la clandestinit\u00e0, spiega a &#8216;L&#8217;espresso&#8217; ideali e obiettivi per un &#8216;comunismo del XXI secolo&#8217;. Colloquio con Prachanda<\/p>\n<p>\u00a0Il suo nome di battaglia, quello con cui \u00e8 conosciuto in tutto il mondo, \u00e8 Prachanda, cio\u00e8 &#8216;il fiero&#8217;. Leader e capo della guerriglia maoista che in dieci anni ha conquistato tre quarti del Nepal, da poche settimane \u00e8 entrato trionfalmente a Kathmandu, la capitale. <!--more-->Lo ha fatto pacificamente, grazie alle trattative a cui il re, Gyanendra, \u00e8 stato costretto dai partiti democratici dopo l&#8217;insurrezione popolare di aprile. Fino a poco tempo fa quest&#8217;uomo era un mistero assoluto: di lui circolava una sola foto (giovanile, in bianco e nero). Nessuno sapeva dove stesse e molti ipotizzavano perfino che non esistesse affatto. Invece Pushpa Kamal Dahal (questo il suo vero nome), 55 anni, esiste eccome. E, con questa intervista esclusiva a &#8216;L&#8217;espresso&#8217;, racconta se stesso e la sua lunga marcia verso Kathmandu, dove conduce le trattative per ottenere l&#8217;elezione di un&#8217;assemblea costituente, l&#8217;abdicazione del re e la creazione di una Repubblica.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Prachanda, ora che siete nella capitale la citt\u00e0 \u00e8 tappezzata di vostri manifesti, i vostri uomini mantengono l&#8217;ordine pubblico, dirigono il traffico e organizzano perfino la pulizia delle strade. Avete vinto?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Non del tutto, ma quasi. Abbiamo fatto un grande lavoro per liberare le masse nepalesi e ora siamo la forza principale del Paese. Diciamo che il 60 per cento \u00e8 fatto e che il restante 40 per cento avverr\u00e0 con l&#8217;elezione della Costituente&#8221;.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>In quanto tempo?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Nel giro di un anno al massimo. Nei prossimi mesi ci saranno grandi cambiamenti politici e sociali in questo Paese. Abbiamo proposto a tutti i partiti democratici &#8211; anche a quelli non di sinistra &#8211; di abolire la monarchia e instaurare la repubblica. Vogliamo arrivare a un&#8217;unit\u00e0 di tutti i democratici contro l&#8217;autocrazia del re&#8221;.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Con un referendum o attraverso l&#8217;elezione dell&#8217;assemblea Costituente?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;In questo momento la strada pi\u00f9 percorribile sembra essere la Costituente. A noi, intendiamoci, il referendum andrebbe benissimo, ma alcuni partiti &#8211; come quello del Congresso &#8211; sono divisi al loro interno su questa ipotesi. Quindi \u00e8 pi\u00f9 probabile che ci si arrivi con una Costituente democraticamente eletta&#8221;.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Che fine far\u00e0 il re, che finora avete combattuto con le armi?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Il suo destino dipende solo da lui. Se accetta di non avere pi\u00f9 alcun ruolo politico, pu\u00f2 tranquillamente restare in Nepal, magari dedicandosi al business. Gli assegneremo anche delle propriet\u00e0, delle terre, purch\u00e9 se ne stia buono. Se invece cerca di sabotare la democrazia, allora dovremo prendere dei provvedimenti&#8221;.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Quali sono le prime leggi che farete se e quando arriverete al governo?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Prima di tutto bisogna radicalmente democratizzare la forma del Paese in senso federalista. Nel contempo ci sar\u00e0 una grande riforma agraria per eliminare i grandi latifondi e redistribuire la terra ai poveri. Quest&#8217;ultima sar\u00e0 ovviamente una delle primissime questioni che porremo agli altri partiti democratici&#8221;.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Per garantire la regolarit\u00e0 delle elezioni arriveranno decine di osservatori internazionali. Che percentuale pensate di prendere voi maoisti?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Crediamo che la maggioranza dei nepalesi voter\u00e0 per noi&#8221;.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Pi\u00f9 del 50 per cento? <\/strong><\/p>\n<p>&#8220;S\u00ec. Nelle aree rurali e di montagna dovremmo superare l&#8217;80 per cento, mentre le zone urbane sono pi\u00f9 mescolate. Quindi il nostro sforzo ora sar\u00e0 far campagna nelle citt\u00e0 e nelle pianure del Terai, al sud&#8221;.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Se prendete pi\u00f9 della met\u00e0 dei voti farete un governo da soli?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;No, cercheremo di coalizzare le forze democratiche in un governo di unit\u00e0 nazionale. Il Paese ne ha bisogno, dopo tante divisioni. Per\u00f2, se saremo il primo partito, chiederemo la presidenza della Repubblica&#8221;.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Per lei? Da capo guerrigliero a presidente?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Sar\u00e0 il partito a decidere, ma io non sono interessato alla poltrona. Preferisco restare fuori dalle cariche istituzionali per lavorare meglio ai cambiamenti sociali ed economici di cui il Paese ha bisogno&#8221;.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Molti all&#8217;estero si chiedono se voi maoisti siete veramente diventati un partito democratico e pluralista&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Lo so, alcuni pensano che la nostra sia solo una svolta tattica. Invece il partito ha vissuto una lunga e intensa discussione sul multipartitismo e ha deciso che non ci pu\u00f2 essere socialismo senza pluralismo. Ma attenzione: il parlamento deve rappresentare veramente le masse del Paese: in posti come il Nepal, ad esempio, rischia di rappresentare solo le aree urbane e la borghesia colta. Per noi \u00e8 importante invece che il parlamento sia uno specchio autentico delle masse popolari&#8221;.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>C&#8217;\u00e8 qualche politico straniero &#8211; tipo Lula o Ch\u00e1vez &#8211; a cui vi sentite simili?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Questi leader sono certo pi\u00f9 vicini a noi rispetto ad altri politici totalmente filocapitalisti. Ma in senso ideologico non mi sento uguale a loro, che esprimono la classe media. Noi invece rappresentiamo le masse proletarie, quindi ci sono notevoli differenze ideologiche&#8221;.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Siete pi\u00f9 simili a Fidel Castro?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;No, non tanto. Durante la guerriglia ci siamo a volte ispirati a Che Guevara, ma ora vogliamo percorrere la nostra strada. Stiamo cercando di sviluppare cose nuove, di applicare il marxismo alle necessit\u00e0 del XXI secolo. \u00e8 un processo lungo, che coinvolge tutti i progressisti del mondo, dai maoisti come noi fino ai no global occidentali, che guardiamo con grande interesse anche se siamo ideologicamente diversi&#8221;.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 vi definite maoisti, ora che anche la Cina \u00e8 diventata capitalista?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;\u00e8 una storia complessa, che parte da Lenin e passa attraverso la Lunga marcia. Comunque ci definiamo maoisti perch\u00e9 pensiamo che Mao abbia elaborato una filosofia e un&#8217;ideologia molto valide per le masse popolari, e che parecchi suoi insegnamenti siano utili a tutt&#8217;oggi, anche se la Cina \u00e8 diventata capitalista. In passato abbiamo pensato a cambiare nome, ma non ne abbiamo mai trovato uno che piacesse a tutti e ora non \u00e8 pi\u00f9 una questione urgente. Per adesso non lo cambiamo, in futuro forse s\u00ec&#8221;.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Qualcuno dice che siete come i Khmer rossi di Pol Pot in Cambogia.<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;No, chi lo dice \u00e8 totalmente in errore. Forse i Khmer rossi avevano, all&#8217;inizio, buone intenzioni nella liberazione della masse, ma le politiche di Pol Pot e i mezzi che ha usato sono del tutto sbagliati, tanto che ha finito per opprimere le stesse masse popolari che doveva liberare. Noi non siamo dogmatici, non siamo settari, non siamo totalitari. Cerchiamo al contrario di essere sempre pi\u00f9 dinamici, adattandoci ai cambiamenti, compresi quelli tecnologici. Sono i nostri avversari a essere aggrappati al dogma del capitalismo, e in modo molto pi\u00f9 settario di noi. Il nostro esperimento sar\u00e0 completamente nuovo e importante per tutto il movimento socialista e comunista internazionale&#8221;.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Che effetto pu\u00f2 avere &#8211; in Asia e nel mondo &#8211; quello che sta accadendo qui? <\/strong><\/p>\n<p>&#8220;La nostra lotta non \u00e8 solo per le masse nepalesi ma per gli oppressi di tutto il mondo. Noi siamo un paese piccolo, ma la nostra rivoluzione pu\u00f2 avere un grande impatto per le masse sfruttate di tutto il pianeta, specie in questa era di globalizzazione&#8221;.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Pensa che quando sarete al potere gli Usa cercheranno di rovesciare il nuovo governo oppure lo accetteranno?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Questo \u00e8 un problema molto serio e molto sentito. Gli americani finora hanno cercato di sabotare in ogni modo il processo di pace in Nepal e hanno appoggiato il re-dittatore. L&#8217;ambasciatore Usa, James Moriarty, non fa che dire a tutti che i maoisti sono cattivi e non bisogna fidarsi di noi. S\u00ec, la Cia potrebbe cospirare contro la Repubblica, sfruttando i legami con alcuni alti gradi dell&#8217;esercito. Ma staremo all&#8217;erta contro questa eventualit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Che cosa faranno ora i guerriglieri maoisti, le migliaia di ragazzi che l&#8217;hanno seguita per questi dieci anni?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Prima dobbiamo risolvere la questione delle armi. In questi giorni stiamo trattando per un disarmo bilaterale (maoisti ed esercito regolare, ndr) e cerchiamo un accordo su chi terr\u00e0 le chiavi dei depositi dove le armi saranno custodite. Penso che un ruolo importante potranno averlo le Nazioni Unite, per vigilare con le loro videocamere sui depositi. Quanto ai guerriglieri, potrebbero essere inseriti nella societ\u00e0 civile con vari compiti di polizia&#8221;.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Come si immagina il Nepal tra dieci o 15 anni?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Il nostro Paese e la nostra gente hanno bisogno soprattutto di prosperit\u00e0. Adesso siamo un paese molto povero e non perch\u00e9 ci manchino le risorse o le capacit\u00e0, ma per colpa di chi ci ha governato finora. Il Nepal, con le sue montagne, ha per esempio un grande potenziale in termini idroelettrici. Il turismo pu\u00f2 diventare un altra importante fonte di benessere. Il Terai \u00e8 una terra fertilissima. Insomma ci sono notevoli opportunit\u00e0. Ma abbiamo bisogno di sviluppo, di trasporti, di ricerca scientifica e tecnologica. Tra dieci anni, con un buon governo, potremmo essere uno dei paesi pi\u00f9 ricchi del Sud-est asiatico&#8221;.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Sempre che gli investitori stranieri si fidino di un governo a leadership comunista&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;A loro dico: il Nepal avr\u00e0 un&#8217;economia mista, anche se non seguir\u00e0 ciecamente il liberalismo occidentale. I capitali internazionali, se investiti nell&#8217;interesse del popolo nepalese, saranno benvenuti&#8221;.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Prachanda, lei \u00e8 stato per anni un mistero. Ma chi \u00e8, veramente?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Sono nato in una famiglia di classe medio-bassa nel distretto di Kaski, vicino a Pokhara. Poi &#8211; quando ero ragazzo &#8211; i miei si sono trasferiti a Chitwan, nel Terai. Era un&#8217;area di nuovo sviluppo, poco tradizionale, con gente proveniente da tanti posti diversi del Nepal e questa esperienza \u00e8 stata importante nella mia formazione. All&#8217;universit\u00e0, a Kathmandu, ho studiato Scienze agricole. Ero un insegnante delle scuole superiori e stavo facendo un master in Pubblica amministrazione quando sono entrato nel movimento e la politica \u00e8 diventato il mio lavoro. Ho abitato a Kathmandu dieci anni, prima che iniziasse la rivoluzione, poi sono andato in montagna con i miei compagni, a guidare l&#8217;esercito popolare&#8221;.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Com&#8217;\u00e8 diventato comunista?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Prima di tutto la mia non era certo una famiglia benestante: la vita era molto difficile, i miei genitori dovevano lavorare duramente per mandare avanti la famiglia. Ho iniziato a farmi domande sull&#8217;ingiustizia sociale, sul perch\u00e9 c&#8217;erano i ricchi e c&#8217;era gente che invece non aveva soldi per mangiare, vestirsi e studiare. Poi al liceo, negli anni Sessanta, si parlava molto di marxismo e comunismo. Uno dei miei insegnanti, una persona eccezionale, membro del partito comunista, mi ha regalato il Libretto rosso di Mao Zedong, oltre a un grande poster del presidente cinese. In seguito ho letto molti altri libri e cos\u00ec sono diventato comunista&#8221;.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Come viveva durante la clandestinit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Beh, cambiavo letto quasi ogni notte, spesso riparandomi oltre frontiera, in India. Era una vita difficile, naturalmente, e non sono mancati gli incidenti&#8221;.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Lei \u00e8 religioso? Induista?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;No, non credo in nessuna religione. Ma nel nostro partito ci sono militanti e leader di fede induista, buddhista e altro. Rispettiamo i sentimenti religiosi delle masse, anche se ai nostri quadri insegniamo un&#8217;impostazione laica e scientifica della vita&#8221;.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Libri, giornali, film, musica: che gusti culturali ha il capo dei maoisti?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Leggo soprattutto letteratura indiana e americana, e ovviamente i giornali politici di tutto il mondo. Per\u00f2 ricordo che quando facevo l&#8217;insegnante mi piaceva andare a ballare con gli amici. Da studente invece andavo spesso al cinema: film mitologici indiani, ma anche pellicole americane&#8221;.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Tipo?<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Beh, naturalmente mi piaceva molto &#8216;Spartacus&#8217;, quello di Stanley Kubrick con Kirk Douglas protagonista. E l&#8217;ho visto diverse volte&#8230;&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rivoluzione sull&#8217;Everest di Alessandro Gilioli su L&#8217;Espresso del 22\/04\/2008 \u00a0Dopo dieci anni di guerriglia, il leader dei ribelli \u00e8 trionfalmente entrato a Kathmandu. E, finita la clandestinit\u00e0, spiega a &#8216;L&#8217;espresso&#8217; ideali e obiettivi per un &#8216;comunismo del XXI secolo&#8217;. 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