{"id":180,"date":"2008-06-19T11:33:07","date_gmt":"2008-06-19T10:33:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/?p=180"},"modified":"2008-06-19T11:33:07","modified_gmt":"2008-06-19T10:33:07","slug":"russia-quando-il-vento-soffia-ma-mancano-le-vele-risposta-a-jakushev","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/?p=180","title":{"rendered":"Russia: Quando il vento soffia, ma mancano le vele: risposta a Jakushev"},"content":{"rendered":"<p style=\"TEXT-ALIGN: justify\">di Anton Baumgarten<br \/>\n\u00a0<br \/>\n<em>Le tesi espresse nell\u2019ultimo saggio di Dmitrij Jakushev \u00abTesi sulla prospettiva socialista in Russia dopo Putin\u00bb[1] meritano un\u2019attenta analisi. Le questioni teoriche generali discusse sono estremamente importanti, a maggior ragione per il fatto che l\u2019Autore le passa in esame attraverso il prisma del momento storico attuale, il passaggio del potere presidenziale in Russia da Putin al suo successore Dmitrij Medvedev. Purtroppo, egli scrive di cose serie con una sconvolgente negligenza per\u00f2 sia rispetto ai fatti che alla logica stessa, e non solo giungendo a conclusioni affrettate, ma presentando queste ultime sotto forma di indiscutibili assiomi.\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"TEXT-ALIGN: justify\">Inizier\u00f2 con le sue valutazioni di questo momento \u00abmedvedeviano\u00bb. A mio parere nell\u2019articolo \u00e8 stato esagerato il carattere di discontinuit\u00e0 fra il corso di Putin e la supposta (!) direzione che invece prender\u00e0 Medvedev, cos\u00ec come lo stesso corso di Putin \u00e8 stato rappresentato in una luce molto idealizzata. L\u2019obbiettivo che Putin si pose non fu la nazionalizzazione dei settori strategici dell\u2019economa, ma il loro passaggio di mano dall\u2019oligarchia compradora e dai monopoli occidentali ai burocrati statali e ai capitalisti provvisti di una \u00abvisione nazionale\u00bb. Putin \u00e8 sempre stato e resta un neoliberale in economia, una creatura della restaurazione capitalista, come Medvedev del resto. La questione per\u00f2 \u00e8 se Putin sia riuscito o meno durante il suo governo a creare una classe borghese in Russia: io penso di no. Ad ogni modo le ultime scoperte effettuate dal gruppo Burcev.ru[2] dimostrano come la \u00abnazionalizzazione\u00bb di Putin sia di fatto sfociata nella creazione di un complesso Finanziario-Industriale-Energetico (FIE), monopoli e oligopoli in cui sono fortemente intrecciati apparato burocratico dello Stato, capitalisti privati e i vertici dei servizi segreti e del mondo criminale.<\/p>\n<p style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><!--more-->Circa la formazione di questo gruppo riporto un ampio stralcio dal loro studio[3]:<br \/>\n&#8211; La suddivisione in uomini delle forze di sicurezza (dirigenti del ministero della Difesa e degli Interni oltre che dei servizi segreti), oligarchi e liberali \u00e8 errata e con molte storture. Ci sono invece clan e ciascuno di essi \u00e8 composto da personaggi provenienti da tutte le categorie appena citate. Ad esempio, appartengono al clan di Sechin[4] lo stesso Shvarcman[5] con la sua Finansgrup e i legami con Israele e gli USA, Bogdanov (grande oligarca del periodo di El\u2019cyn) e la sua Surgutneftegaz[6], l\u2019altro oligarca Mordashov (padrone della Severstal)[7], il multimiliardario Kantor (padrone della Arkon)[8] e in parte anche il gruppo finanziario-industriale Alfa[9]. Dall\u2019altra parte, fanno parte del clan di Kudrin[10] (in cui Chubajs[11] ricopre un ruolo analogo a Shvarcman nel clan di Sechin) la ALROSA[12] e la banca Evrofinans[13], nei cui affari sono fortemente rappresentati gli interessi di parte del FSB[14]. Anche in una delle sussidiarie di Gazprom[15], guidata da Usmanov[16], vi sono uomini del FSB che hanno voltato le spalle a Sechin e Bortnikov[17]. In uno Stato burocratico corrotto la nazionalizzazione e la condizione delle aziende statali riflettono anch\u2019essi una falsa coscienza di fondo: quanto sta accadendo oggi per l\u2019appunto nella Federazione Russa. Non parliamo infatti n\u00e9 di aziende statali n\u00e9 di economia di piano sotto il controllo statale come in URSS, ma piuttosto di feudi offerti in premio ai propri vassalli.<br \/>\nInoltre, con un\u2019amara ironia, il corso di Putin verso una rinnovata sovranit\u00e0 nazionale si \u00e8 rivelato una prigione per debitori per le compagnie \u00abnazionalizzate\u00bb, in primo luogo per le strategiche Gasprom e Rosneft\u2019[18]. Sempre dallo studio gi\u00e0 citato:<br \/>\n&#8211; E\u2019 enorme l\u2019indebitamento estero di Gazprom e Rosneft\u2019, maggiore dell\u2019indebitamento nazionale[19] e dell\u2019entit\u00e0 del fondo di stabilizzazione[20]. Non \u00e8 chiaro come questi debiti saranno saldati: essi ammontano a pi\u00f9 del doppio di tutti gli investimenti esteri in Russia[21]. Le altre aziende statali, come ad esempio la AvtoVAZ[22], non vanno meglio: dopo il passaggio della casa automobilistica sotto il controllo di RosOboronEksport, perdite e costi crescono pi\u00f9 che in precedenza di diverse volte, e tutti vi mangiano. In teoria, nell\u2019azienda statale sarebbe assai pi\u00f9 facile rispetto all\u2019azienda privata nominare dirigenti normali e non corrotti, se questa per\u00f2 fosse la volont\u00e0 politica dello Stato. In pratica per\u00f2 tale volont\u00e0 oggi non esiste e non \u00e8 ci \u00e8 dato sapere quando e se esister\u00e0, e se in quel momento le aziende statali non saranno gi\u00e0 definitivamente prosciugate e strozzate da debiti divenuti ormai ingestibili. In Gazprom e Rosneft\u2019 tutto lascia pensare a questo.<br \/>\n\u00a0<br \/>\nTuttavia, potrebbe darsi l\u2019ipotesi che la via di Putin alle \u00abnazionalizzazioni\u00bb abbia portato alla crescita della produzione industriale, del mercato interno e, ci\u00f2 che importa maggiormente a noi marxisti, a una crescita numerica della classe operaia? Macch\u00e9, anche qui non troviamo fondamento per valutare positivamente il suo operato. Le statistiche infatti dicono il contrario: il totale dei lavoratori dell\u2019industria impiegati nella produzione \u00e8 sceso in sei anni del 7,6%, passando dai 12.297.000 del 2000 agli 11.359.000 del 2006 (quasi un milione di operai in meno). Nello stesso periodo gli occupati nel commercio all\u2019ingrosso e al dettaglio, oltre che nella riparazione di autovetture e oggetti usati, \u00e8 passato da 8.806.000 a 11.317.000 (due milioni e mezzo in pi\u00f9) con un incremento del 28,5%! Passando poi dal totale degli operai dell\u2019industria all\u2019analisi settore per settore, il quadro assume tinte ancora pi\u00f9 fosche. Prendiamo ad esempio la produzione di autovetture e attrezzature: tradizionalmente, \u00e8 proprio qui che si concentra potenzialmente quella parte di classe operaia pi\u00f9 organizzata, pi\u00f9 dotata di coscienza politica e quindi pi\u00f9 in grado di dirigere anche le altre classi nella lotta. Ebbene, rispetto al 2003 il totale di questi operai \u00e8 sceso da 1.803.000 a 1.153.000, con un calo del 36%![23]<br \/>\nCos\u00ec, son costretto ad ammettere che vane sono state le mie speranze[24] che il corso nazional-liberale di Putin potesse condurre la Russia sulla strada di uno sviluppo capitalistico indipendente, \u201ca una ripresa su vasta scala dell\u2019industria nazionale, [&#8230;] nonch\u00e9 al riformarsi e ampliarsi del mercato interno\u201d.<br \/>\n\u00a0<br \/>\nAllo stesso tempo non si pu\u00f2 negare che Putin ha avuto successo nel migliorare la situazione internazionale della Russia, nel fermare la decadenza delle sue forze armate e del complesso militare industriale, iniziandone sotto alcuni aspetti anche la loro ricostruzione. E\u2019 stata repressa la fronda dei burocrati regionali e del separatismo armato, mezzi di comunicazione di massa strategici sono stati tolti dalle mani degli oligarchi e posti sotto il controllo dello Stato, \u00e8 stata accumulata una fortuna in riserve auree e valutarie, \u00e8 migliorato il tenore di vita della maggior parte della popolazione, anche la situazione demografica \u00e8 iniziata a migliorare. Se nel 1999 la Russia stava a un centimetro dalla catastrofe, ora sta a un metro: \u00e8 sempre vicino, ma cento volte pi\u00f9 lontano rispetto a 8 anni fa soltanto. In questo sta il maggior merito di Putin, guida del rinnovamento russo.<br \/>\n\u00a0<br \/>\nDire per\u00f2, come fa il compagno Jakushev, che \u201cPutin si \u00e8 sostituito ai comunisti nell\u2019infondere nel popolo la speranza in un capitalismo nazionale giusto ed efficiente\u201d, \u00e8 nel migliore dei casi uno scherzo di cattivo gusto, che confonde ancor pi\u00f9 le idee a quei nostri connazionali, gi\u00e0 confusi senza bisogno di quest\u2019ultimo contributo, e che nonostante le amare esperienze del passato aspettano ancora con fiducia di sentire qualcosa di chiaro dai marxisti russi. Ad ogni modo in piena coscienza dichiaro nero su bianco: mai, in nessuna condizione, i comunisti hanno infuso, infondono o infonderanno nel popolo \u00abla speranza in un capitalismo nazionale giusto ed efficiente\u00bb. Al contrario, i sostenitori del Manifesto comunista hanno sempre considerato, considerano e considereranno come loro primi doveri la lotta contro simili illusioni ideologiche, la propaganda della critica scientifica al capitalismo e alla societ\u00e0 borghese, nonch\u00e9 l\u2019organizzazione della classe operaia per rovesciare il potere del capitale. Se il \u00abpopolo spera\u00bb in Putin, tanto peggio per il \u00abpopolo\u00bb, dal momento che esso deve sperare solo su se stesso, sulla sua organizzazione, sul suo Partito e sui suoi Consigli. Per cosa altrimenti esistono ancora marxisti istruiti come il compagno Jakushev se non per chiarificare tale semplice concetto nella coscienza del \u00abpopolo\u00bb ?<br \/>\n\u00a0<br \/>\nEsaminiamo ora brevemente le tesi dell\u2019Autore circa la posizione della Russia all\u2019interno del sistema imperialista. A riguardo si possono trarre conclusioni come appare la borghesia russa nel \u00abposto d\u2019onore\u00bb che occupa nel sistema dell\u2019imperialismo, a seconda di come essa vot\u00f2 nel quartiere Khamovniki e nell\u2019Arbat alle ultime elezioni. Io non ho la sfera di cristallo per vedere dentro l\u2019anima collettiva del capitalismo russo. Ma anche se il compagno Jakushev ha ragione quando dice che le nostre borghesia e burocrazia non hanno al momento \u00abalcun disegno imperialista proprio\u00bb, questo per\u00f2 non significa che un bel giorno tali ambizioni non si possano manifestare in loro. Perch\u00e9 infatti nutrire oggi tali ambizioni, quando si sa benissimo che non \u00e8 ancora possibile realizzarle? Come mai potrebbe oggi la nostra borghesia \u201ctrarre profitto dalla crisi economica mondiale o dal potenziale bellico ereditato dall\u2019URSS per mantenere vaste aree di pianeta sotto il proprio controllo\u201d? Davvero l\u2019Autore pensa alla possibilit\u00e0 concreta oggi di ristabilire i confini che aveva l\u2019Impero Russo fino al 1917, oppure la conquista dell\u2019Europa centrale, oppure nel peggiore dei casi della Crimea? Davvero queste conclusioni circa il \u00abcarattere della borghesia russa\u00bb mi appaiono senza fondamento.<br \/>\n\u00a0<br \/>\nCome ogni caporale porta nella sua giberna il bastone di maresciallo[25], cos\u00ec la borghesia di ogni grande Paese reca in s\u00e9 il germe dell\u2019imperialismo. Non potrebbe essere altrimenti, giacch\u00e9 la lotta delle borghesie nazionali per l\u2019egemonia regionale e infine mondiale \u00e8 una legge dell\u2019ultimo stadio del capitalismo[26]. Tuttavia, anche soltanto per compiere il primo passo in questa lotta, la borghesia nazionale deve possedere un\u2019organizzazione, una classe politica e dei dirigenti propri. Non vedo ancora nulla di simile a ci\u00f2 nella nostra borghesia nazionale: dove sono i suoi Napoleone, Bismarck, Miljukov[27], Chamberlain, Teddy Roosvelt e Churchill? Semplicemente non ci sono, poich\u00e9 la borghesia russa ancora i calzoni corti e si trova nel processo della sua formazione in quanto classe. Ancora non governa, ma soltanto studia.<br \/>\nPotrebbe per\u00f2 anche essere che la nostra borghesia possegga un qualche innato difetto di \u00abcarattere\u00bb, che la condanni sin dall\u2019inizio a un\u2019esistenza da invertebrato a margine dell\u2019ultraimperialismo occidentale[28]? Ammessa e non concessa la validit\u00e0 di tale concetto, non \u00e8 tuttavia compito dei marxisti lamentarsi di ci\u00f2. Tuttavia esiste questa possibilit\u00e0? Non penso, anzi ritengo vero il contrario: le circostanze in cui questa classe \u00e8 nata in Russia, la sua composizione e la consapevolezza mi fanno credere che, qualora si presentasse il caso di una nuova spartizione della torta mondiale, i nostri capitalisti non si sottrarranno alla lotta; e stiamo pur sicuri che non andranno in una battaglia in cui non abbiano una qualche possibilit\u00e0 di vittoria.<br \/>\n\u00a0<br \/>\nIl motivo penso che risieda nei tratti inediti che differenziano la formazione in Russia di una borghesia nuova, postsovietica e di un\u2019economia capitalista. In primo luogo, essa nasce dal saccheggio in piena regola della propriet\u00e0 statale, creata dall\u2019intero popolo sovietico. Tale genesi la differenzia nettamente dai suoi omologhi statunitensi e dell\u2019Europa occidentale, che s\u00ec saccheggiavano, ma non ai danni delle fabbriche e delle ferrovie, bens\u00ec per costruirle. L\u2019industrializzazione in Occidente inizia con la rapina violenta, la pauperizzazione e la proletarizzazione dei contadini, degli artigiani e dei popoli colonizzati. La nuova borghesia russa si crea sul saccheggio dell\u2019industria sovietica, sulla rovina della classe operaia e dell\u2019intelligenza professionale, della scienza e della cultura della societ\u00e0 socialista.<br \/>\n\u00a0<br \/>\nIn secondo luogo, a differenza della borghesia occidentale, la nostra nasce dalla lumpenizzazione[29] di frammenti dei gruppi sociali sovietici, di affaristi dell\u2019economia ombra e di delinquenti comuni. Definisco lumpen quelle persone che a un certo punto si son staccate dal proprio gruppo sociale, dalle funzioni e relazioni sociali in cui operavano, oltre che dalle loro rappresentazioni ideologiche e norme etiche che li governavano, per \u00abcambiare il loro destino\u00bb. In altre parole parliamo di una nuova classe sociale, la lumpenborghesia, classe di particolare aggressivit\u00e0, energia e cinismo distruttivi che, a differenza della borghesia occidentale, non possiede alcun pregiudizio culturale o tradizione che in qualche modo la limiti. E questa classe, come ha ben sottolineato il compagno Jakushev, possiede anche l\u2019arsenale nucleare il complesso militare-industriale sovietico. Immaginatevi cosa ci si pu\u00f2 aspettare da una classe dominante fatta di uomini che hanno saccheggiato il proprio popolo e condannato a morte milioni di connazionali. Inoltre non esistevano steccati di classe, un loro essere casta, a separare questi esseri dalle loro vittime, come invece fu in Occidente nel periodo dell\u2019accumulazione originaria[30]. Il motivo \u00e8 psicologico: in questo modo scivola con pi\u00f9 leggerezza l\u2019esercizio della violenza verso gli esponenti di altre classi e culture, allo stesso modo con cui i nazisti riuscirono a portare i tedeschi a razziare e sterminare altri popoli. Tuttavia, nemmeno i nazisti annientarono direttamente il proprio popolo. Chi invece riusc\u00ec dove neppure i nazisti erano arrivati? Membri del Politburo, impiegati sovietici, burocrati, sportivi, generali, funzionari corrotti con le spalle protette dal potere, professori, uomini dei servizi segreti, direttori di fabbriche e kolkhoz, ingegneri, artisti, uomini del mercato nero, ministri, agenti di polizia, segretari dei comitati amministrativi regionali e provinciali, trafficanti, studiosi accademici e altri \u00absemplici uomini sovietici\u00bb. La loro operazione Barbarossa questa volta ebbe successo. Ora, non \u00e8 forse in grado questa siffatta classe di diventare imperialista? A mio parere, essa lo dovr\u00e0 diventare prima o poi e lo far\u00e0 non di nascosto, ma davanti ai nostri occhi.\u00a0<br \/>\n\u00a0<br \/>\ntraduzione dal russo di Paolo Selmi per <a href=\"http:\/\/www.resistenze.org\">www.resistenze.org<\/a><\/p>\n<p style=\"TEXT-ALIGN: justify\">\n&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p style=\"TEXT-ALIGN: justify\">[1]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Traduzione integrale su Resistenze.org <a href=\"http:\/\/www.resistenze.org\/sito\/te\/po\/ru\/poru8e21-003144.htm\">http:\/\/www.resistenze.org\/sito\/te\/po\/ru\/poru8e21-003144.htm<\/a><br \/>\n[2]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il gruppo di ricerca Burcev.ru (<a href=\"http:\/\/left.ru\/burtsev\/\">http:\/\/left.ru\/burtsev\/<\/a>) nasce \u201cnel 2002 per lottare contro le provocazioni della polizia e dei servizi segreti imperialisti all\u2019interno dei movimenti operaio e di sinistra\u201d (trad. dalla pagina iniziale). Questo gruppo di controinformazione si chiama cos\u00ec in onore di Vladimir Burtsev (il quale negli anni fra le rivoluzioni del 1905 e del 1917 smascher\u00f2 numerosi agenti provocatori zaristi, guadagnandosi la fama di \u201cSherlock Holmes della Rivoluzione\u201d, una scheda in inglese su wikipedia <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Vladimir_Burtsev\">http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Vladimir_Burtsev<\/a>) e molti dei suoi materiali sono disponibili in inglese (<a href=\"http:\/\/left.ru\/burtsev\/index_en.html\">http:\/\/left.ru\/burtsev\/index_en.html<\/a>)<br \/>\n[3]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Tratto da \u201cIl quarto principio del Judo: la rivoluzione non verr\u00e0 dall\u2019alto\u201d (\u0427\u0435\u0442\u0432\u0435\u0440\u0442\u044b\u0439 \u043f\u0440\u0438\u043d\u0446\u0438\u043f \u0434\u0437\u044e\u0434\u043e, \u0438\u043b\u0438 \u0420\u0435\u0432\u043e\u043b\u044e\u0446\u0438\u0438 \u0441\u0432\u0435\u0440\u0445\u0443 \u043d\u0435 \u0431\u0443\u0434\u0435\u0442, <a href=\"http:\/\/www.left.ru\/2008\/1\/burtsev170.phtml\">http:\/\/www.left.ru\/2008\/1\/burtsev170.phtml<\/a> ): si ironizza sulla vulgata, ampiamente reclamizzata dai mezzi di comunicazione ufficiali che vuole Putin, da buon sesto dan di J\u016bd\u014d, ispirarsi in politica sia interna che estera ai principi della \u201cVia della cedevolezza\u201d (\u67d4\u9053): in virt\u00f9 di questa condotta egli avrebbe man mano acquisito posizioni di forza nonostante il pesante lascito di El\u2019cyn. Questi principi sono riassumibili nell\u2019espressione taoista cinese \u201cCi\u00f2 che cede pu\u00f2 ottenere il controllo di ci\u00f2 che \u00e8 duro\u201d (\u67d4\u80fd\u5236\u521a), che divenne patrimonio comune di gran parte dell\u2019Asia Orientale (cfr. il calco giapponese \u67d4\u80fd\u304f\u525b\u3092\u5236\u3059\u308b) al punto che Kan\u014d Jigor\u014d su di essa si bas\u00f2 per codificare la moderna arte marziale. Nata in Cina, questa idea quindi divenne Via (\u9053, giapp. D\u014d, cin. D\u00e0o) in Giappone e, tramite essa, metodo applicato all\u2019ars politica in Russia: questo almeno riporta la leggenda, con un parziale fondo di verit\u00e0, di Vladimir \u201cvaso di coccio\u201d divenuto \u201cvaso di ferro\u201d.<br \/>\n[4]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Igor\u2019 Ivanovich Sechin, appartenente alla prima categoria citata, formata dai cosiddetti \u201csiloviki\u201d (\u0441\u0438\u043b\u043e\u0432\u0438\u043a\u0438), uomini che detengono posti chiave all\u2019interno dei ministeri della Difesa e degli Interni, nonch\u00e9 dei servizi segreti. Il suo cursus honorum lo veder ricoprire posizioni di responsabilit\u00e0 sempre maggiori prima nei servizi di sicurezza, poi con Putin nella pubblica amministrazione. Attualmente \u00e8, in quanto suo uomo di fiducia, uno dei 5 vicepresidenti del consiglio, dopo essere stato per anni vicedirettore dell\u2019amministrazione della presidenza della repubblica. Una breve scheda su <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Igor_Sechin\">http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Igor_Sechin<\/a> .<br \/>\n[5]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Shvarcman (Schwartzman) Oleg Sergeevich, presidente del gruppo \u201cSocial\u2019nye Investicii\u201d, titolare e presidente del gruppo industriale-finanziario Finansgrup, nonch\u00e9 grande azionista di aziende nel settore minerario ed energetico (cfr. la pagina su <a href=\"http:\/\/www.anticompromat.ru\/sechin\/shvarzbio.html\">http:\/\/www.anticompromat.ru\/sechin\/shvarzbio.html<\/a>)<br \/>\n[6]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il quarto produttore russo di petrolio, posseduto dal 1993 dall\u2019oligarca Vladimir Bogdanov (una scheda in inglese su <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Vladimir_Bogdanov\">http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Vladimir_Bogdanov<\/a>)<br \/>\n[7]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il secondo produttore russo di acciaio nonch\u00e9 grande attore dell\u2019industria estrattiva nazionale , posseduto dal 2004 dall\u2019oligarca Aleksej Mordashov (per una ricostruzione della sua scalata alla Severstal di cui nel 1992 era direttore, la quale poi rispecchia il procedimento tipico seguito da gran parte dei cosiddetti \u201coligarchi\u201d per accumulare \u201cdal nulla\u201d un capitale immenso, cfr. sul sito della BBC <a href=\"http:\/\/news.bbc.co.uk\/1\/hi\/business\/5019588.stm\">http:\/\/news.bbc.co.uk\/1\/hi\/business\/5019588.stm<\/a>)<br \/>\n[8]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il gruppo Arkon, inizialmente un\u2019azienda di Nizhnyj Novgorod privatizzata nel \u201992 che, dopo essere stata acquistata da Vjacheslav Kantor insieme a successive acquisizioni (Per una breve scheda delle prodezze compiute da questo oligarca che attualmente risiede in Svizzera cfr. <a href=\"http:\/\/www.forbes.com\/finance\/lists\/75\/2004\/LIR.jhtml?passListId=75&amp;passYear=2004&amp;passListType=Person&amp;uniqueId=2QMF&amp;datatype=Person\">http:\/\/www.forbes.com\/finance\/lists\/75\/2004\/LIR.jhtml?passListId=75&amp;passYear=2004&amp;passListType=Person&amp;uniqueId=2QMF&amp;datatype=Person<\/a>), costituisce oggi uno dei maggiori produttori in Europa nel settore dei fertilizzanti (fonte: Kommersant, \u201cChemical Industry 1991-2000\u201d <a href=\"http:\/\/www.kommersant.com\/p282103\/r_28\/Chemical_Industry_1991-2000\/\">http:\/\/www.kommersant.com\/p282103\/r_28\/Chemical_Industry_1991-2000\/<\/a>).<br \/>\n[9]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cfr la loro presentazione sul sito ufficiale: <a href=\"http:\/\/www.alfagroup.org\/104\/About.aspx\">http:\/\/www.alfagroup.org\/104\/About.aspx<\/a><br \/>\n[10]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Aleksej Leonidovich Kudrin, Ministro delle Finanze dal 2000, presidente del consiglio di controllo della Banca del commercio estero (Vneshtorgbank, insieme alla Sberbank, le due maggiori banche russe, controllate a loro volta dalla Bank Rossii (Banca di Russia), di propriet\u00e0 statale) e del colosso dei diamanti Alrosa (statale, copre il 97% della produzione russa e il 25% di quella mondiale).<br \/>\n[11]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Anatolij Borisovich Chubajs, economista e politico russo protagonista delle sciagurate liberalizzazioni degli anni \u201990, attualmente a capo della pi\u00f9 grande azienda russa nel settore energetico, la EES Rossii (\u0415\u042d\u0421 \u0420\u043e\u0441\u0441\u0438\u0438, Sistema Energetico Unificato di Russia, \u0415\u0434\u0438\u043d\u0430\u044f \u044d\u043d\u0435\u0440\u0433\u0435\u0442\u0438\u0447\u0435\u0441\u043a\u0430\u044f \u0441\u0438\u0441\u0442\u0435\u043c\u0430 \u0420\u043e\u0441\u0441\u0438\u0438), societ\u00e0 per azioni posseduta per il 52% dallo Stato, produttrice del 70% dell\u2019elettricit\u00e0 russa. Una scheda su Chubajs in inglese su <a href=\"http:\/\/www.rusnet.nl\/encyclo\/c\/chubais.shtml\">http:\/\/www.rusnet.nl\/encyclo\/c\/chubais.shtml<\/a>.<br \/>\n[12]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Questo colosso industriale (cfr. la pagina in inglese sul sito ufficiale <a href=\"http:\/\/eng.alrosa.ru\/\">http:\/\/eng.alrosa.ru\/<\/a>) deve tutto alla scoperta in epoca sovietica dei giacimenti diamantiferi della Jakutia (per una breve presentazione di questa regione cfr. <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Repubblica_di_Sakha\">http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Repubblica_di_Sakha<\/a> ), immensa regione siberiana (tre fusi orari) dove tutt\u2019oggi sono estratti il 90% dei diamanti e il 24% dell\u2019oro russo.<br \/>\n[13]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La Evrofinans Mosnarbank (\u0415\u0432\u0440\u043e\u0444\u0438\u043d\u0430\u043d\u0441 \u041c\u043e\u0441\u043d\u0430\u0440\u0431\u0430\u043d\u043a), frutto della fusione nel 2003 fra le due banche, si qualifica come creatura ed erede delle banche russe residenti all\u2019estero (Banque Commerciale pour l\u2019Europe du Nord \u2013 EUROBANK (Parigi) e Moscow Narodny Bank Ltd (Londra)), nonch\u00e9 della sovietica Vneshekonombank (responsabile per conto del governo di saldare i conti esteri dell\u2019URSS). Controllare questa banca significa quindi poter gestire i rubinetti che aprono o chiudono il flusso di denaro da e per la Russia. (Per una presentazione in inglese dal sito ufficiale, cfr. <a href=\"http:\/\/www.evrofinance.ru\/en\/about\/aboutbank\/history\/\">http:\/\/www.evrofinance.ru\/en\/about\/aboutbank\/history\/<\/a>)<br \/>\n[14]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La Federal\u2019naja Sluzhba Bezopasnosti, ovvero il servizio di sicurezza federale, \u00e8 l\u2019organizzazione che ha raccolto maggiormente l\u2019eredit\u00e0 del KGB. Unicamente per la completezza informativa, cfr. le schede su FSB (<a href=\"http:\/\/www.agentura.ru\/english\/dosie\/\">http:\/\/www.agentura.ru\/english\/dosie\/<\/a>) e KGB (<a href=\"http:\/\/www.agentura.ru\/english\/dosie\/ussrkgb\/\">http:\/\/www.agentura.ru\/english\/dosie\/ussrkgb\/<\/a>) del sito agentura.ru.<br \/>\n[15]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Contrazione di Gazovaja Promyshlennost\u2019 (\u0413\u0430\u0437\u043e\u0432\u0430\u044f \u043f\u0440\u043e\u043c\u044b\u0448\u043b\u0435\u043d\u043d\u043e\u0441\u0442\u044c, \u201cIndustria del Gas\u201d) \u00e8 la pi\u00f9 grande compagnia russa ed il maggiore estrattore al mondo, posseduta per il 50,002% delle azioni dallo Stato russo. Un\u2019ottima scheda su <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gazprom\">http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gazprom<\/a><br \/>\n[16]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Alisher Burkhanovich Usmanov, potente oligarca padrone della Metalloinvest (colosso industriale che comprende industrie minerarie e metallurgiche, <a href=\"http:\/\/metinvest.com\/eng\/\">http:\/\/metinvest.com\/eng\/<\/a>), nonch\u00e9 presidente della Gazprominvest (a cui si riferisce l\u2019Autore), sussidiaria del colosso energetico russo che si occupa delle \u201ctransazioni economiche pi\u00f9 delicate\u201d (cfr. la scheda in inglese su <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Alisher_Usmanov\">http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Alisher_Usmanov<\/a>)<br \/>\n[17]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Alexander Vasilyevich Bortnikov, direttore del FSB dal 12 maggio 2008 e nel consiglio di amministrazione della maggiore compagnia marittima russa, la Sovkomflot.<br \/>\n[18]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u0420\u043e\u0441\u043d\u0435\u0444\u0442\u044c (sito ufficiale <a href=\"http:\/\/www.rosneft.com\/\">http:\/\/www.rosneft.com\/<\/a>), posseduta al 100% dallo Stato, \u00e8 una delle maggiori compagnie petrolifere e gestisce circa 300 fra giacimenti petroliferi e di gas. Igor\u2019 Sechin ne \u00e8 il segretario.<br \/>\n[19]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Dato facilmente verificabile aggregando i dati ufficiali restituiti da varie fonti:<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Debito netto (miliardi di usd) nel 2007<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Gazprom\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 $578,00<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Rosneft\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 $26,30<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Federazione Russa\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 $459,60<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Fondo di stabilizzazione\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 $144,43<br \/>\n(fonti: Banka Rossii (<a href=\"http:\/\/www.cbr.ru\/eng\/statistics\/credit_statistics\/print.asp?file=debt_currency_07_e.htm\">http:\/\/www.cbr.ru\/eng\/statistics\/credit_statistics\/print.asp?file=debt_currency_07_e.htm<\/a>); upstreamonline.com (<a href=\"http:\/\/www.upstreamonline.com\/live\/article145329.ece\">http:\/\/www.upstreamonline.com\/live\/article145329.ece<\/a> ; <a href=\"http:\/\/www.upstreamonline.com\/live\/article151970.ece\">http:\/\/www.upstreamonline.com\/live\/article151970.ece<\/a>); Ministero delle finanze russo (<a href=\"http:\/\/www1.minfin.ru\/en\/stabfund\/statistics\/aggregate\/\">http:\/\/www1.minfin.ru\/en\/stabfund\/statistics\/aggregate\/<\/a>))\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n[20]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il Fondo di stabilizzazione (abbr. StabFond, \u0421\u0442\u0430\u0431\u0438\u043b\u0438\u0437\u0430\u0446\u0438\u043e\u043d\u043d\u044b\u0439 \u0444\u043e\u043d\u0434 \u0420\u043e\u0441\u0441\u0438\u0439\u0441\u043a\u043e\u0439 \u0424\u0435\u0434\u0435\u0440\u0430\u0446\u0438\u0438) nasce il 01\/01\/2004 come strumento del bilancio statale per compensare eventuali perdite derivate da un calo del prezzo del greggio sotto un valore limite (fissato a usd 27 al barile), ma in nemmeno un anno ha visto cambiare radicalmente funzioni e modalit\u00e0 di gestione: esso infatti, cos\u00ec come da legge interviene in caso di calo del prezzo sotto la soglia data, funziona all\u2019inverso in caso di prezzo maggiore, ovvero si alimenta in entrata della tassa sull\u2019estrazione mineraria e del dazio all\u2019esportazione di greggio che automaticamente entrano in funzione (un\u2019introduzione al funzionamento di queste tasse in \u201cRussia&#8217;s Oil Tax\u201d su <a href=\"http:\/\/www.forbes.com\/2007\/06\/14\/russia-oil-taxes-biz-cx_0615oxford.html\">http:\/\/www.forbes.com\/2007\/06\/14\/russia-oil-taxes-biz-cx_0615oxford.html<\/a>). Il Fondo ha cos\u00ec iniziato a ingrossarsi sin da subito, raggiungendo gi\u00e0 a fine anno la soglia di 500 miliardi di rubli (Fonte: <a href=\"http:\/\/www1.minfin.ru\/common\/img\/uploaded\/library\/no_date\/2007\/rub2004_eng.pdf\">http:\/\/www1.minfin.ru\/common\/img\/uploaded\/library\/no_date\/2007\/rub2004_eng.pdf<\/a> ). A questo punto la legge consentiva di reimpiegare quanto eccedeva questo valore per appianare il debito pubblico e per altre finalit\u00e0: quello che \u00e8 stato fatto, per l\u2019appunto. Il dettaglio di come sono stati spesi questi soldi \u00e8 disponibile sempre sul sito del Ministero delle Finanze (<a href=\"http:\/\/www1.minfin.ru\/en\/stabfund\/statistics\/balances\/index.php?pg4=1\">http:\/\/www1.minfin.ru\/en\/stabfund\/statistics\/balances\/index.php?pg4=1<\/a>), tuttavia per un\u2019idea basti pensare che con queste eccedenze il governo russo gi\u00e0 nel 2005 ha saldato i conti con il FMI, con i Paesi del Club di Parigi, nonch\u00e9 ha appianato il debito del Fondo pensioni (<a href=\"http:\/\/www1.minfin.ru\/en\/stabfund\/about\/\">http:\/\/www1.minfin.ru\/en\/stabfund\/about\/<\/a>). Dal 1 febbraio 2008, lo StabFond \u00e8 stato diviso in un Fondo di Riserva (\u0420\u0435\u0437\u0435\u0440\u0432\u043d\u044b\u0439 \u0444\u043e\u043d\u0434), destinato a coprire eventuali perdite derivate dal calo del prezzo del greggio, e un Fondo del benessere della Nazione (\u0424\u043e\u043d\u0434 \u043d\u0430\u0446\u0438\u043e\u043d\u0430\u043b\u044c\u043d\u043e\u0433\u043e \u0431\u043b\u0430\u0433\u043e\u0441\u043e\u0441\u0442\u043e\u044f\u043d\u0438\u044f), destinato a finanziare il Fondo pensioni e a incrementare di valore i contributi previdenziali dei lavoratori russi.<br \/>\n[21]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Il testo originale riporta \u201cpi\u00f9 della met\u00e0\u201d, ma controllando gli importi degli investimenti esteri in Russia, questo \u00e8 il risultato:<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Totale investimenti esteri accumulati a marzo 2008\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 220,6 miliardi di usd<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Totale investimenti esteri nel 2007\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0120,9 miliardi di usd<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 (Fonti: InformEst: <a href=\"http:\/\/www.informest.it\/news\/dettaglioNews.aspx?id=11-250208-164440N\">http:\/\/www.informest.it\/news\/dettaglioNews.aspx?id=11-250208-164440N<\/a> ; RIA Novosti: <a href=\"http:\/\/en.rian.ru\/business\/20080222\/99902135.html\">http:\/\/en.rian.ru\/business\/20080222\/99902135.html<\/a>)<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 I prestiti (e non gli investimenti diretti) costituiscono il 50,2% degli investimenti esteri accumulati: \u00e8 un dato interessante perch\u00e9 da un punto di vista strutturale \u00e8 radicalmente diverso dagli investimenti fatti ad esempio in Cina (dove soltanto nel 2006 gli investimenti diretti interessavano aziende responsabili da sole per il 27% del totale prodotto \u2013 Fonte: US-China Business Council <a href=\"http:\/\/www.uschina.org\/info\/forecast\/2007\/foreign-investment.html\">http:\/\/www.uschina.org\/info\/forecast\/2007\/foreign-investment.html<\/a>): penso che questo sia proprio il dato a cui l\u2019Autore si stesse riferendo e ho quindi corretto conseguentemente.<br \/>\n[22]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Meglio conosciuta col marchio Lada (<a href=\"http:\/\/www.lada-auto.ru\/\">http:\/\/www.lada-auto.ru\/<\/a>), \u00e8 la maggiore casa automobilistica russa e dell\u2019Europa dell\u2019Est (su wikipedia meglio la pagina francese <a href=\"http:\/\/fr.wikipedia.org\/wiki\/AVTOVAZ\">http:\/\/fr.wikipedia.org\/wiki\/AVTOVAZ<\/a>).<br \/>\n[23]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 N.d.A.: Fonte: Annuario statistico russo \u2013 2007 (<a href=\"http:\/\/www.gks.ru\/bgd\/regl\/b07_13\/Main.htm\">http:\/\/www.gks.ru\/bgd\/regl\/b07_13\/Main.htm<\/a>)<br \/>\n[24]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L\u2019Autore si riferisce alla seconda e ultima parte di un suo scritto del 2004 apparso sul 5\u00b0 numero della rivista Left.ru, dal titolo \u201cVoto per Putin\u201d (\u0413\u043e\u043b\u043e\u0441\u0443\u044e \u0437\u0430 \u041f\u0443\u0442\u0438\u043d\u0430, <a href=\"http:\/\/www.left.ru\/2004\/5\/baumgarten104.html\">http:\/\/www.left.ru\/2004\/5\/baumgarten104.html<\/a>)<br \/>\n[25]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Frase attribuita a Napoleone: \u201cTout soldat fran\u00e7ais porte dans sa giberne le b\u00e2ton de mar\u00e9chal de France\u201d<br \/>\n[26]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Circa la nozione di \u201clegge\u201d all\u2019interno del pensiero marxista russo (e non solo) cfr. la definizione data dal manuale scolastico di economia politica per le scuole di partito in URSS (Mosca, Politizdat, 1971, cap. I p.11 \u201cLe leggi economiche dello sviluppo sociale\u201d, <a href=\"http:\/\/www.bibliotecamarxista.org\/collet%20urss\/Economia%20Politica%20Manuale%20CAP.%20I.pdf\">http:\/\/www.bibliotecamarxista.org\/collet%20urss\/Economia%20Politica%20Manuale%20CAP.%20I.pdf<\/a>\u00a0\u00a0 )<br \/>\n[27]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Pavel Miljukov, capo del Partito costituzionale democratico (di ispirazione liberale borghese); una scheda in inglese su wikipedia: <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Paul_Miliukov\">http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Paul_Miliukov<\/a>.<br \/>\n[28]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Con il termine di ultraimperialismo l\u2019Autore intende, come pi\u00f9 tardi si sentir\u00e0 in dovere di precisare, \u201cl\u2019alleanza strategica dei Paesi imperialisti grandi e piccoli sotto l\u2019egemonia politica, militare ed economica degli USA (gli USA sull\u2019Europa, la Germania sotto l\u2019Europa)\u201d, costruita sulle macerie del secondo conflitto mondiale. Tale concetto fu coniato da Kautskij nel 1915 (che lo definisce \u201clo sfruttamento globale del mondo da parte del capitale finanziario, unito su scala internazionale\u201d) e fu aspramente criticato da Lenin, in quanto portatrice di \u201csocialsciovinismo\u201d e fonte di legittimazione per \u201cl\u2019unione degli opportunisti e dei partiti socialdemocratici ufficiali con la borghesia e la loro rinuncia alla tattica rivoluzionaria\u201d (\u201cIl fallimento della Seconda Internazionale\u201d, <a href=\"http:\/\/www.bibliotecamarxista.org\/lenin\/volume%2021\/len21fal.htm\">http:\/\/www.bibliotecamarxista.org\/lenin\/volume%2021\/len21fal.htm<\/a>). Nonostante i tentativi di attualizzarne il significato a fine secolo in pieno dominio del \u201cpensiero unico\u201d (cfr. Odile Castel, \u201cLa nascita dell&#8217;ultra-imperialismo. Una interpretazione del processo di mondializzazione\u201d, pubblicata su Actuel Marx nel 1999 e tradotta su <a href=\"http:\/\/www.intermarx.com\/temi\/odile.html\">http:\/\/www.intermarx.com\/temi\/odile.html<\/a>), personalmente ritengo con il nuovo millennio questa lettura sia stata messa in crisi dai fatti: la formazione oggi di un mondo multipolare e di contraddizioni interimperialistiche sempre pi\u00f9 esplosive fra i vari blocchi rende allo stato attuale impossibile l\u2019esistenza di uno \u201csfruttamento globale del mondo da parte del capitale finanziario, unito su scala internazionale\u201d.<br \/>\n[29]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Dal tedesco Lumpen (straccio), \u00e8 il termine che Marx aggiunge a \u201cproletariat\u201d nella parola composta (Lumpenproletariat) che noi rendiamo in italiano con \u201csottoproletariato\u201d (cfr in particolare \u201cIl 18 brumaio di Luigi Bonaparte\u201d): termine improprio e foriero di equivoci, perch\u00e9 il \u201cproletariato straccione\u201d non necessariamente \u00e8 pi\u00f9 misero del proletariato propriamente detto, anzi: arraffare, truffare, rubare, spesso portano a un tenore di vita pi\u00f9 alto di chi vive del proprio lavoro. Per un approfondimento cfr. la voce corrispondente nel \u201cDizionario enciclopedico marxista\u201d a cura di resistenze.org (<a href=\"http:\/\/www.resistenze.org\/sito\/ma\/di\/di\/mddis1.htm\">http:\/\/www.resistenze.org\/sito\/ma\/di\/di\/mddis1.htm<\/a>). Proprio con questa accezione di lumpen inteso come \u201cmodus vivendi\u201d, esiste il termine \u201cborghesia stracciona\u201d (lumpenbourgeoisie), dalla mentalit\u00e0 arraffona e di rapina analoga a quella del lumpenproletariat: \u00e8 per questo che l\u2019Autore lo associa alla nuova borghesia russa.<br \/>\n[30]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sul concetto di accumulazione primitiva o originaria, cfr. la voce corrispondente nel \u201cDizionario enciclopedico marxista\u201d a cura di resistenze.org (<a href=\"http:\/\/www.resistenze.org\/sito\/ma\/di\/di\/mddia0.htm\">http:\/\/www.resistenze.org\/sito\/ma\/di\/di\/mddia0.htm<\/a>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Anton Baumgarten \u00a0 Le tesi espresse nell\u2019ultimo saggio di Dmitrij Jakushev \u00abTesi sulla prospettiva socialista in Russia dopo Putin\u00bb[1] meritano un\u2019attenta analisi. Le questioni teoriche generali discusse sono estremamente importanti, a maggior ragione per il fatto che l\u2019Autore le passa in esame attraverso il prisma del momento storico attuale, il passaggio del potere presidenziale &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/?p=180\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Russia: Quando il vento soffia, ma mancano le vele: risposta a Jakushev&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[16],"tags":[],"class_list":["post-180","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-esteri"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/180","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=180"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/180\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=180"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=180"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=180"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}