{"id":1695,"date":"2009-12-27T21:46:40","date_gmt":"2009-12-27T20:46:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/?p=1695"},"modified":"2009-12-27T21:47:23","modified_gmt":"2009-12-27T20:47:23","slug":"giovani-comunistei-documento-conferenza-numero-1-con-sottoscrizioni-una-generazione-di-sogni-conflitti-e-rivoluzioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/?p=1695","title":{"rendered":"Giovani Comuniste\/i &#8211; Documento Conferenza n\u00b0 1 con sottoscrizioni &#8211; Una generazione di sogni, conflitti e rivoluzioni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u00abPotranno tagliare tutti i fiori, ma non fermeranno mai la primavera\u00bb (Pablo Neruda)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u00abSe si sogna da soli \u00e8 solo un sogno, se si sogna insieme \u00e8 la realt\u00e0 che comincia\u00bb (Ernesto Guevara)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u20221.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><strong>Una generazione in crisi e nella crisi del capitalismo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La crisi economica mondiale \u00e8 il tratto determinante di questa fase. \u00c8 una crisi \u00abdi sistema\u00bb, che dimostra come il capitalismo sia strutturalmente incapace di diffondere eguaglianza e benessere e come, ciclicamente, esso produca stagnazioni e recessioni che mettono in discussione la sua stessa sopravvivenza. Alla radice di questa crisi ci sono trent&#8217;anni di compressione salariale, di crescita scriteriata dei profitti, di lotta di classe contro i lavoratori. Anche l&#8217;esplosione della bolla speculativa dei mutui <em>subprime<\/em> negli Stati Uniti d&#8217;America &#8211; da pi\u00f9 parti propagandata come l&#8217;espressione di una semplice crisi finanziaria &#8211; ha al fondo una pratica di indebitamento di massa che \u00e8 il prodotto del clamoroso impoverimento della societ\u00e0 nord-americana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E cosa succede quando il capitalismo va in crisi e, con esso, la globalizzazione del mercato, su cui tanto avevano scommesso i poteri forti di questo pianeta? Cosa accade quando le certezze di presente e futuro scompaiono, per diverse generazioni? Si rischia di precipitare nella barbarie: i ricchi sono sempre pi\u00f9 ricchi e i poveri sempre pi\u00f9 poveri; i migranti sono bersaglio del pi\u00f9 aspro sfruttamento e delle derive razziste di una guerra tra poveri che appare inarrestabile; per i giovani si aggiunge alla gi\u00e0 sperimentata precariet\u00e0 la disoccupazione cronica che, gi\u00e0 presente in alcune aree del Sud, si sta estendendo a tutto il territorio nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;intreccio tra la crisi economica, che incide sulle vite a livello materiale, e la crisi della democrazia \u00e8 fortissimo. Nessuna strategia potr\u00e0 vincere se non terr\u00e0 presente quest&#8217;intreccio e se non porr\u00e0 sullo stesso piano l&#8217;urgenza democratica con quella materiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il compito delle\/dei Giovani Comuniste\/i \u00e8 allora intercettare il dissenso diffuso verso il sistema e trasformarlo in una grande battaglia per il lavoro, la giustizia sociale e i diritti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u20222.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><strong>Un mondo in trasformazione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fatto che il capitalismo sia in crisi non prefigura meccanicamente la maturazione di condizioni favorevoli al suo superamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;America Latina di Hugo Chavez, Fidel e Raul Castro e Evo Morales tiene aperta la prospettiva di un modello di sviluppo e di societ\u00e0 alternativo. Da anni \u00e8 in atto un grande processo di trasformazione: l&#8217;ex cortile di casa degli Usa non solo pratica, su scala continentale, una resistenza alle politiche neoliberiste imposte da Usa e Ue, ma contrattacca, offrendo un&#8217;idea straordinaria di solidariet\u00e0, sostenibilit\u00e0, rispetto delle libert\u00e0 e dei diritti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Venezuela il processo rivoluzionario prosegue grazie all&#8217;affermazione della democrazia partecipata e dal basso; in Bolivia, per la prima volta nella storia, gli indigeni conquistano la parola e riscattano le masse sfruttate; a Cuba procede da oltre cinquant&#8217;anni una eroica resistenza contro le continue violazioni di sovranit\u00e0 e i continui attacchi terroristici (ribadiamo, da questo punto di vista, la nostra battaglia per la fine del <em>bloqueo<\/em>, l&#8217;estradizione del terrorista Luis Posada Carrilles e per la liberazione dei cinque patrioti cubani).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro popolo in lotta per la liberazione \u00e8 quello palestinese, rispetto al quale il governo di Israele prosegue una politica criminale. Ci impegniamo nella costruzione di una mobilitazione permanente di solidariet\u00e0 e per l&#8217;abbattimento del muro della vergogna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un capitolo a parte meritano gli Stati Uniti del dopo Bush. Nonostante le grandi speranze suscitate dall&#8217;elezione del primo presidente nero, gli Usa continuano la propria politica militarista e di sostegno ai poteri forti della finanza. L&#8217;intervento in favore delle grandi banche in crisi, il tentativo di far fallire il vertice di Copenhagen, l&#8217;escalation militare in Afghanistan, il mantenimento delle basi Usa e Nato in Europa (come il Dal Molin) sono gli unici fatti della presidenza Obama, mentre la speranza di una riforma sanitaria \u00e8 appesa al filo del voto in Parlamento. In Europa, inoltre, in un&#8217;Unione Europea sempre pi\u00f9 tecnocratica, avanza un&#8217;idea autoritaria e repressiva del rapporto tra Stato e popoli, che allude a societ\u00e0 chiuse, militarizzate, repressive, persino illiberali sotto il profilo della costituzione formale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia in diversi Paesi europei avanzano, pur nella loro diversit\u00e0, le forze della sinistra d&#8217;alternativa: da ultimo in Germania, Portogallo e Grecia. Sono segnali di riscossa che indicano, anche nel nostro continente, l&#8217;esistenza di uno spazio politico non rassegnato all&#8217;ideologia militarista e liberista e alternativo al processo di aggressione al mondo del lavoro dipendente attuato dalla socialdemocrazia europea negli ultimi vent&#8217;anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u20223.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><strong>Generazione lavoro zero<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Governi e Confindustria sferrano da almeno trent&#8217;anni un attacco durissimo alle lavoratrici e ai lavoratori che ha messo in discussione un intero secolo di conquiste operaie. Mentre in nome della massimizzazione dei profitti e della competitivit\u00e0 i salari, considerati costi da abbattere, hanno visto una contrazione senza precedenti, le rendite sono aumentate insieme ai profitti e agli stipendi dei grandi manager, consegnandoci una forbice rendite\/salari inaccettabile e insostenibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Serve un&#8217;offensiva a tutto campo, imperniata intorno ad alcuni obiettivi semplici. Ne proponiamo tre: l&#8217;abrogazione immediata della legge 30, simbolo e causa della precariet\u00e0 generalizzata, e l&#8217;individuazione del tempo indeterminato come formula contrattuale canonica (attraverso la proposta di un referendum popolare); un nuovo meccanismo di adeguamento automatico delle retribuzioni da lavoro dipendente all&#8217;inflazione reale; l&#8217;erogazione di un salario sociale mensile di 1000 euro per i disoccupati di lunga durata (oltre i 12 mesi) e per i giovani in attesa della prima occupazione (con effetti benefici, come dimostra il reddito di inserimento francese, sia in termini di redistribuzione della ricchezza sia in termini di generale innalzamento dei livelli salariali).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le risorse in carico allo Stato, ovviamente, come ha pi\u00f9 volte messo in evidenza la Cgil, vanno recuperate dal prelievo fiscale, oltre che dalla tassazione delle rendite e delle speculazioni finanziarie e dall&#8217;introduzione di una tassazione patrimoniale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u20224.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><strong>La lotta fa scuola<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un grande movimento in difesa dell&#8217;istruzione pubblica e di liberazione dei saperi ha, nell&#8217;autunno 2008 e, con maggiore difficolt\u00e0, negli ultimi mesi, occupato piazze, scuole e Universit\u00e0. Un&#8217;Onda che ha contrastato i progetti di disinvestimento e privatizzazione del sistema formativo e ha visto protagonisti studenti medi e universitari, precari della ricerca, docenti e personale ATA. \u00c8 stato posto con forza il tema del diritto allo studio e della qualit\u00e0 dell&#8217;istruzione, da almeno 15 anni bersaglio di un attacco violentissimo. Un&#8217;offensiva trasversale che ha visto corresponsabili centro-destra (dalla Moratti alla Gelmini) e centro-sinistra (Berlinguer, Zecchino, De Mauro, Fioroni). L&#8217;Onda ha svolto un ruolo determinante perch\u00e9 ha espresso un livello di conflittualit\u00e0 e di mobilitazione enorme. Lo sforzo delle\/dei Giovani Comuniste\/i, nella pratica dell&#8217;internit\u00e0 ai collettivi studenteschi e ai movimenti dei lavoratori della formazione, deve essere volto a incentivare il percorso politico dell&#8217;Onda, indirizzandola verso una ricomposizione delle subalternit\u00e0 (fondate sull&#8217;elemento discriminante della precariet\u00e0 di studio, lavoro e vita).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 urgente elaborare una piattaforma di rivendicazioni in grado di connettere la lotta degli studenti medi, quella degli universitari, dei ricercatori e dei lavoratori della scuola. Occorre battersi per l&#8217;abolizione dei provvedimenti Tremonti-Gelmini, contro la riforma della Governance, contro l&#8217;autonomia scolastica e universitaria, vere origini dei processi di privatizzazione. Bisogna lottare contro i finanziamenti (diretti e indiretti) alla scuola privata e proporre un piano di investimenti che renda effettiva e concreta l&#8217;esigibilit\u00e0 del diritto allo studio: dagli interventi strutturali sull&#8217;edilizia scolastica a norme che abbattano il caro-libri (come il copy-left, i testi gratuiti o in comodato d&#8217;uso), alla diminuzione delle rette e delle tasse universitarie secondo un principio di progressivit\u00e0, alla garanzia (contro la logica del numero chiuso) dell&#8217;accesso ad ogni livello di istruzione. Questa lotta ha poi bisogno di vivere all&#8217;interno di una rivendicazione pi\u00f9 ampia sul terreno del contenuto dei saperi e della didattica, perch\u00e9 il protagonismo studentesco, oltre che negli spazi democratici di assemblea e rappresentanza, che vanno difesi e conservati, possa vivere nella programmazione collettiva di ci\u00f2 che si studia e di ci\u00f2 che viene insegnato, rompendo lo schema gerarchico che impedisce agli studenti di partecipare, come soggetto collettivo, alla determinazione degli indirizzi didattici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mancanza di uno spazio di discussione studentesco dentro le\/i Giovani Comuniste\/i\u00a0 \u00e8 stato uno dei pi\u00f9 grandi limiti che ha vissuto in questi due anni la nostra organizzazione. \u00c8 necessario convocare entro il prossimo settembre un attivo delle studentesse e degli studenti per socializzare le esperienze e concordare una linea politica che muova dalle priorit\u00e0 sopra elencate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nostro scopo non deve essere quello di replicare in ogni realt\u00e0 la stessa struttura, bens\u00ec quello di mettere in relazione tra loro &#8211; attraverso la definizione di una rete dei soggetti in formazione &#8211; tutte le realt\u00e0 di movimento (collettivi, strutture territoriali dei sindacati studenteschi, circoli di partito) nelle quali le nostre compagne e i nostri compagni operano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>5. <strong>Democrazia di genere: la rivoluzione a partire da noi<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il movimento femminista negli ultimi trent&#8217;anni ha rimesso al centro della scena pubblica le donne, le proprie modalit\u00e0 di relazione, la propria libert\u00e0, rompendo l&#8217;antica separazione tra sfera <em>privata <\/em>e sfera <em>pubblica <\/em><em>(<\/em>dalla quale le donne erano escluse), in una logica del tutto funzionale al patriarcato e al suo mantenimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo alle spalle decenni di conquiste, come il divorzio o la legge 194 sull&#8217;aborto, decenni in cui le donne si sono riprese, scendendo in piazza e rivendicando diritti, solo una parte di quello che spetta loro. Oggi non solo queste conquiste sono sotto attacco, ma si prova ogni giorno a costruire un immaginario e dei ruoli che chiudano le donne in recinti dai margini stretti e invalicabili. Continuare a ritenere la libert\u00e0 delle donne <em>un capitolo <\/em>delle leggi basate su logiche securitarie, perpetrate in modalit\u00e0, tempi, linguaggi a misura di uomo, travestire di libert\u00e0 la strumentalizzazione del loro corpo, sono le nuove pratiche attraverso cui il patriarcato si riproduce. Il patriarcato non \u00e8 stato sconfitto, e noi crediamo che la nostra organizzazione debba mettere a sistema l&#8217;impossibilit\u00e0 di una giustizia che non si compia attraverso lo smantellamento della costruzione culturale patriarcale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 indispensabile intrecciare le lotte contro il capitalismo e le lotte contro il patriarcato: la nostra prospettiva \u00e8 la liberazione delle donne e degli uomini, con il superamento sia della divisione in classi sia dell&#8217;imposizione sociale dei ruoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bisogna ricostruire un&#8217;organizzazione capace di esercitare una reale democrazia di genere, senza la quale perde di senso il concetto stesso di democrazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>6. <strong>Parit\u00e0, dignit\u00e0, laicit\u00e0<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nostro Paese sconta un&#8217;arretratezza inaudita sul terreno dei diritti civili, in buona parte legata alle ingerenze oscurantiste delle gerarchie vaticane. Assistiamo costantemente a crociate contro le libert\u00e0 di autodeterminazione di donne e uomini, contro il diritto di vivere appieno la propria sessualit\u00e0, a battaglie contro <em>le <\/em>vite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un vera democrazia si basa sulla libert\u00e0 dei cittadini e deve partire dall&#8217;abbattimento di ogni forma di discriminazione. La nostra organizzazione deve fare proprie le lotte per la laicit\u00e0, la parit\u00e0 e i diritti di cittadinanza e, a fianco del movimento GLBTQ, per le unioni civili, contro ogni forma di violenza nei confronti di tutti i gay, le lesbiche e i trans di questo Paese, contro una cultura omofoba e sessista che traspone sul piano dei pregiudizi e dell&#8217;intolleranza la ferocia e la criminalit\u00e0 dell&#8217;intero sistema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>7. <strong>Una rivoluzione in rete<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Internet dimostra ogni giorno la possibilit\u00e0 di costruire legami di cooperazione democratici ed egualitari qualitativamente superiori alle produzioni dei singoli e al fondo incompatibili con il capitalismo. Il p2p, per fare soltanto un esempio, \u00e8 finora la forma pi\u00f9 riuscita di socializzazione della cultura. Il free software e le altre forme di condivisione del sapere in campo informatico mettono in discussione il diritto d&#8217;autore (e le speculazioni che gravitano intorno ad esso) e per questa via contestano il carattere privatistico del sapere e la sua subordinazione al profitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pu\u00f2 sembrare una contraddizione, in una rete ancora ampiamente attraversata da logiche di mercato, ma non \u00e8 casuale che quando a Microsoft proposero a Bill Gates di investire su Internet questi rispose che non voleva investire nel comunismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se la rete oggi funziona, ed \u00e8 sempre pi\u00f9 la dimensione centrale della diffusione di una cultura critica e antisistemica, \u00e8 proprio grazie all&#8217;irruzione prorompente di masse di utenti che chiedono, proprio come nelle societ\u00e0 reali, cittadinanza e poteri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>8. <strong>Antifascismo \u00absenza tregua\u00bb<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nostra iniziativa antifascista &#8211; un&#8217;iniziativa di antifascismo militante, non commemorativa o liturgica &#8211; ha due avversari precisi: il neofascismo esplicito, quello delle squadracce in camicia nera che, da Forza Nuova a Casa Pound, infestano &#8211; spesso con il beneplacito e il sostegno economico delle amministrazioni di centrodestra &#8211; le nostre citt\u00e0; e il fascismo strisciante e diffuso, che accoppia le politiche securitarie e xenofobe del governo (dall&#8217;alto) con il razzismo di massa (dal basso).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo all&#8217;interno di un ciclo egemonico della destra complessivamente intesa, in cui sono mixati liberismo e protezionismo, autoritarismo e populismo. Come sempre in tempo di crisi, tendono a rafforzarsi le pulsioni sociali individualiste ed egoiste che producono guerre tra i poveri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per queste ragioni l&#8217;antifascismo \u00e8 una categoria centrale nella costruzione dell&#8217;alternativa. Ed \u00e8 nella solidariet\u00e0 a tutti i percorsi di antifascismo sociale che riaffermiamo la necessit\u00e0 di un&#8217;attualizzazione della nostra battaglia di resistenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>9. <strong>Migranti: un nuovo popolo di sfruttati<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I migranti stanno subendo le ricadute materiali della crisi gi\u00e0 da diverso tempo, e le stanno pagando in silenzio e in modo drammatico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La legge Bossi-Fini del 2002, con l&#8217;istituzione del legame perverso tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, ha prodotto un modello di inclusione differenziata, creando gerarchie nell&#8217;accesso ai diritti e una cittadinanza a strati (chi ha il permesso di soggiorno, chi \u00e8 in attesa di rinnovo, chi \u00e8 totalmente irregolare) che ha imposto ai migranti lavoro nero o temporaneo, ricattabilit\u00e0, salari da fame, assenza di protezione sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inquadrata la questione all&#8217;interno della composizione materiale del soggetto migrante, esiste nel nostro Paese una questione culturale macroscopica che si chiama razzismo. I due ultimi pacchetti sicurezza recepiscono in chiave istituzionale il razzismo diffuso a livello popolare: lo istituzionalizzano, rompendo gli argini dell&#8217;ultimo tab\u00f9 (quello dell&#8217;abiura del senso profondo delle leggi &#8220;razziali&#8221; del 1937 e 1938) sopravvissuto nell&#8217;Italia repubblicana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La debolezza di questo Paese assuefatto al razzismo, esattamente come alla vigilia della seconda guerra mondiale, e in cui il consenso popolare delle destre legittima le peggiori aberrazioni del diritto, ci allarma e ci chiama ad una battaglia culturale per la civilt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci poniamo concretamente l&#8217;obiettivo di fare attraversare la nostra organizzazione dai migranti, ricercando le forme per promuovere un coordinamento permanente di tutte le forze antirazziste. Allo scopo, investiamo nella costruzione di una campagna di massa contro il razzismo che contempli la parola d&#8217;ordine del ritiro dell&#8217;ultimo pacchetto sicurezza e quella dello scioglimento immediato delle organizzazioni di estrema destra, xenofobe e antisemite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contestualmente, ci impegniamo a intraprendere azioni concrete come l&#8217;apertura di sportelli legali e scuole di alfabetizzazione, intesi come strumenti essenziali per dare una risposta immediata ai bisogni primari dei migranti (casa, lavoro, permesso di soggiorno) e per costruire spazi di mutualismo e solidariet\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>10. <strong>Antiproibizionismo battaglia di civilt\u00e0<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo smercio di sostanze stupefacenti costituisce ancora il settore di maggior profitto per le organizzazioni malavitose, i cui introiti rappresentano circa un decimo del Pil italiano. Le leggi proibizioniste, come la Jervolino-Vassalli, la Turco-Napolitano e la Fini-Giovanardi, hanno fallito in modo clamoroso: se da un lato criminalizzano chiunque fumi uno spinello, dall&#8217;altro riempiono le carceri di consumatori e trattano i tossicodipendenti come rifiuti sociali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le\/i Giovani Comuniste\/i non da oggi sostengono la legalizzazione del consumo dei derivati della cannabis e la depenalizzazione dell&#8217;uso delle sostanze. Il nostro antiproibizionismo si fonda sulla convinzione della necessit\u00e0 di mettere in campo politiche di riduzione del danno che affrontino realmente, e senza ipocrisie, il tema della diffusione delle droghe e dell&#8217;intervento pubblico come elemento di lotta alla criminalit\u00e0 organizzata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u202211.\u00a0 <\/strong><strong>Liberiamo gli spazi, riprendiamoci le citt\u00e0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi \u00e8 in corso il tentativo di sostituire nei quartieri popolari l&#8217;antagonismo di sinistra con il populismo demagogico della destra sia leghista sia neofascista. \u00c8 questo l&#8217;obiettivo sotteso all&#8217;ondata di sgomberi dei centri sociali, appoggiata trasversalmente da Alemanno e Chiamparino. Per contrastare questo progetto (e allontanare dai nostri quartieri le organizzazioni neofasciste) dobbiamo renderci protagonisti di una riappropriazione attiva degli spazi: migliaia di edifici marciscono privi di destinazione d&#8217;uso ma preclusi ad un uso sociale. Promuoviamo quindi l&#8217;occupazione di questi spazi, consapevoli di agire per l&#8217;interesse collettivo in contrasto con l&#8217;interesse particolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u202212.\u00a0 <\/strong><strong>Comprendere il Nord, combattere la Lega<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questi ultimi vent&#8217;anni \u00e8 avvenuta nelle regioni del Nord\u00a0una trasformazione sociale, economica e per alcuni versi istituzionale che il nostro partito non \u00e8 stato in grado di comprendere. Cifra di questa trasformazione \u00e8 il radicamento e il consenso di una forza come la Lega Nord, che \u00e8 riuscita a piegare a proprio vantaggio le contraddizioni sociali riuscendo a dare ad esse risposte immediate e forti. Il contenuto di queste risposte \u00e8 incompatibile con il nostro modello di societ\u00e0, giacch\u00e9 muovono dal presupposto di spostare il conflitto dal livello verticale a quello orizzontale, in basso, tra gli ultimi, mettendo in lotta autoctoni e migranti, diffondendo con metodi populistici un messaggio reazionario e razzista. \u00c8 necessario che la nostra organizzazione ponga rimedio alla propria inadeguatezza, mettendo a tema una seria riflessione sul radicamento territoriale e sull&#8217;analisi dei processi che al Nord stanno rendendo possibile l&#8217;esplosione del fenomeno leghista.<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>13. <strong>Sconfiggere le mafie<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un processo di sempre maggiore internit\u00e0 al sistema politico, le mafie rappresentano oggi a tutti gli effetti una imprenditoria produttiva, uno dei pochi settori che non conosce crisi. Oltre al dato economico, esiste una seconda costante del fenomeno mafioso: il controllo sociale del territorio, reso possibile dall&#8217;assenza o dal malfunzionamento dello Stato sociale in tutti i suoi aspetti. In pi\u00f9, il degrado culturale diffuso \u00e8 condizione fondamentale per l&#8217;insediamento della cultura mafiosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo spesso sottovalutato la complessit\u00e0 di questi fenomeni, abbandonando nella solitudine dell&#8217;iniziativa politica le compagne e i compagni del Sud. Quello che dobbiamo fare \u00e8 per\u00f2 superare il concetto di antimafia legata meramente alla legalit\u00e0. Proponiamo un&#8217;antimafia che analizzi la societ\u00e0 e i suoi mali partendo dalla mancata soddisfazione dei bisogni della gente e che lotti contro un sistema economico-politico connivente e pervaso dalla criminalit\u00e0 organizzata. Le\/i Giovani Comuniste\/i che andiamo a ricostruire assumono come prioritario l&#8217;obiettivo di elaborare un&#8217;adeguata campagna contro le mafie che faccia perno intorno alle battaglie sociali in difesa della dignit\u00e0 e del reddito delle giovani generazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u202214.\u00a0 <\/strong><strong>Una nuova \u00abquestione meridionale\u00bb e la specificit\u00e0 sarda<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nuova \u00abquestione meridionale\u00bb \u00e8 questo ma \u00e8 anche tanto altro. Il Mezzogiorno \u00e8 ancora una volta abbandonato a se stesso e sprofonda, grazie a politiche che hanno ormai introiettato la cultura leghista, nell&#8217;impoverimento complessivo, soffocato dalla criminalit\u00e0 organizzata, da un&#8217;imprenditoria spesso miope e cialtrona e da diffusissime pratiche clientelari. Un circolo vizioso che nei fatti svuota i territori meridionali delle principali risorse e a causa di un perverso meccanismo avvantaggia altri territori d&#8217;Italia, d&#8217;Europa e del mondo (mete dell&#8217;emigrazione dal Sud dell&#8217;Italia). La \u00abquestione meridionale\u00bb \u00e8 per noi questione nazionale e priorit\u00e0 politica assoluta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi \u00e8 poi una seconda questione nazionale, che \u00e8 quella sarda. Non per l&#8217;esistenza di una natura sarda, ma per l&#8217;appartenenza di questo popolo ad una storia, una cultura, una lingua e una terra comune. Negli ultimi due secoli la Sardegna ha subito una forma di colonialismo con la quale, pur facendo parte di uno Stato unitario, sono state represse le sue peculiarit\u00e0 culturali, linguistiche ed economiche. Oggi la situazione appare peggiorata da un drammatico quadro di crisi occupazionale che colpisce gli adulti e le speranza delle giovani e dei giovani sardi. L&#8217;unico rapporto con l&#8217;esterno passa per lo sfruttamento delle risorse energetiche e ambientali da parti dei capitali stranieri e per l&#8217;inevitabile emigrazione a cui sono costrette le nuove generazioni. Il nostro ruolo \u00e8 quello di unire la giusta rivendicazione del popolo sardo per il proprio autogoverno alla lotta complessiva del movimento dei lavoratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u202215.\u00a0 <\/strong><strong>Conflitto e consenso: un nodo da non sciogliere<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stiamo attraversando mesi di rinascita del conflitto sociale. Abbiamo detto dell&#8217;Onda. Diciamo di un protagonismo dei lavoratori cresciuto esponenzialmente, e che ha visto il proliferare di vertenze radicali nei contenuti e nelle forme di lotte, contro i licenziamenti e per modalit\u00e0 di gestione e di propriet\u00e0 della produzione alternative. E ancora: la lotta dei metalmeccanici e della sinistra sindacale complessivamente intesa contro la distruzione del contratto nazionale di lavoro \u00e8 un segnale fondamentale per la ripresa dell&#8217;organizzazione di classe. Inoltre, come ha dimostrato la gigantesca manifestazione anti-razzista del 17 ottobre scorso, esiste nel Paese una forza eguale e contraria rispetto alle spinte xenofobe del governo Berlusconi: una forza in grado di unire la lotta per i diritti di cittadinanza alla lotta sociale contro la crisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Collochiamo la nostra organizzazione al servizio del conflitto sociale: mettendo le nostre strutture e le nostre risorse materialmente a disposizione delle lotte (dalle casse di resistenza ai picchetti, alla disponibilit\u00e0 a costruire insieme forme di occupazione e di autogestione) e provando ad individuare un filo rosso avanzato che possa fungere da contributo politico della nostra organizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u202216.\u00a0 <\/strong><strong>Le\/i Giovani Comuniste\/i: serve discontinuit\u00e0 <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come Giovani Comuniste\/i abbiamo alle spalle anni di lacerazioni interne, di sistematico indebolimento della nostra presenza organizzata, di scollamento progressivo tra il centro e i territori. Anni di errori nella linea politica, spesso tesa a indirizzare l&#8217;organizzazione verso il suo superamento e la sua diluizione in soggetti altri. Portiamo ancora oggi le ferite di una scissione, congegnata con inganno in mesi in cui ufficialmente la si negava, che ha coinvolto una parte rilevante del gruppo dirigente centrale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rispetto a tutto questo serve il massimo della discontinuit\u00e0. Nelle pratiche (l&#8217;organizzazione deve essere riconsegnata ai suoi iscritti, non al gruppo dirigente e men che meno ai gruppi dirigenti delle rispettive &#8220;aree&#8221;) e nella linea politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia non siamo all&#8217;anno zero. Sia perch\u00e9 alle spalle abbiamo numerose esperienze positive (dall&#8217;opposizione alla guerra alle campagne di solidariet\u00e0 internazionalista con il Venezuela, il Chiapas, la Palestina), sia perch\u00e9 rivendichiamo un tessuto di militanza, di generosit\u00e0, di impegno, di dedizione che in tanta parte del Paese in questi mesi ha tenuto aperti i circoli e le federazioni, promosso iniziative, curato il tesseramento, costruito relazioni con i movimenti e i conflitti accesi in ogni singolo territorio, che ha portato la propria solidariet\u00e0 all&#8217;Abruzzo in ginocchio. Questa \u00e8 l&#8217;organizzazione dalla quale vogliamo ripartire.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>17. <strong>Le\/I Giovani Comuniste\/i sono indispensabili<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sentiamo il bisogno di lavorare per il rilancio e la ricostruzione capillare delle\/i Giovani Comuniste\/i e di ridare alla nostra comunit\u00e0 politica l&#8217;efficacia e l&#8217;orgoglio che in questi anni troppo spesso \u00e8 mancato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo bisogno di una identit\u00e0 riconoscibile; di una piattaforma politica chiara, che scelga &#8211; come si \u00e8 detto &#8211; i terreni di intervento e di mobilitazioni prioritari (la difesa del lavoro e della sua sicurezza, la lotta contro la disoccupazione e la precariet\u00e0, la rivendicazione del diritto allo studio e di un sapere critico e alternativo all&#8217;ideologia dominante, la lotta contro il nucleare e per uno sviluppo sostenibile, la lotta per i diritti civili, per la legalit\u00e0 democratica, contro le mafie, contro i rigurgiti nazifascisti, una battaglia di solidariet\u00e0 internazionalista). Infine, di una struttura organizzativa forte, viva, radicata sul territorio. Pensiamo ad un&#8217;organizzazione che si lasci alle spalle l&#8217;ubriacatura ideologica (il partito leggero, d&#8217;\u00e9lite, il partito dei club) che ci ha esposto al deperimento drammatico della nostra struttura e che investa sul radicamento territoriale e sulla formazione culturale e politica delle compagne e dei compagni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mancanza di un canale di comunicazione adeguato tra l&#8217;esecutivo nazionale e i territori, la selezione del gruppo dirigente, un coordinamento nazionale deresponsabilizzato sono stati i limiti organizzativi che hanno contribuito negli ultimi anni alla progressiva crisi delle\/dei Giovani Comuniste\/i. Occorre che i gruppi dirigenti siano selezionati non sulla base della fedelt\u00e0 alle aree del Partito ma sulle capacit\u00e0 che compagne e compagni, a partire dai territori, dimostrano di avere nella costruzione delle lotte in scuole, universit\u00e0, luoghi di lavoro, movimenti e comitati. \u00c8 necessario rendere pi\u00f9 operativo il coordinamento nazionale con il triplice intento di responsabilizzarne i membri, democratizzare le scelte e dar vita a un percorso che porti a una concreta gestione unitaria dell&#8217;organizzazione. \u00c8 fondamentale creare un sito efficiente, aperto alla partecipazione dei territori, e una mailing list nazionale di tutta l&#8217;organizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u202218.\u00a0 <\/strong><strong>Giovani Comuniste\/i: i territori al centro<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tradizionalmente scontiamo un limite: la scarsa attenzione nei confronti delle realt\u00e0 provinciali. La nostra \u00e8 sempre stata un&#8217;organizzazione forte nelle grandi realt\u00e0 metropolitane (nella complessit\u00e0 ramificata dei molteplici tessuti sociali e dei mille movimenti) ma al contempo poco dedita alla cura della nostra presenza nelle piccole citt\u00e0 e nella provincia. Qui le\/i Giovani Comuniste\/i sono stati troppo spesso abbandonati a loro stessi, senza un&#8217;analisi adeguata rispetto ad una dimensione, quella provinciale, decisiva per la nostra realt\u00e0 nazionale. E, a maggior ragione, senza un raccordo permanente con il livello centrale. Queste realt\u00e0 vanno valorizzate e devono diventare reali punti di forza per il rilancio della nostra organizzazione. Ci impegniamo ad assumere come centrale le ragioni e la specificit\u00e0 delle piccole citt\u00e0, individuando campagne mirate e adeguate alla loro realt\u00e0 economica e sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>19. <strong>Giovani Comuniste\/i e Rifondazione: internit\u00e0 e autonomia<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Crediamo profondamente nell&#8217;autonomia dell&#8217;organizzazione in ordine alle pratiche politiche e alla ricerca teorica. L&#8217;autonomia \u00e8 un bene prezioso, a maggior ragione quando \u00e8 capace di intrecciarsi con pratiche di democrazia interna trasparenti e coinvolgenti, che producano &#8211; sul terreno dei rapporti interni &#8211; la costruzione collegiale di un percorso condiviso, scevro da logiche di correntismo. Siamo un soggetto autonomo, e vogliamo esserlo inventando e interpretando linguaggi, tematiche e prassi, perch\u00e9 solo cos\u00ec possiamo riuscire ad acquisire efficacia e utilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A partire da questa autonomia vogliamo irrompere nel partito, incalzandolo e &#8211; se opportuno &#8211; criticandolo come in alcuni passaggi cruciali in cui sarebbe stato determinante farlo (come in relazione al governo Prodi, per esempio) si \u00e8 scelto di non fare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al contempo, ci sentiamo parte integrante di Rifondazione Comunista, scontiamo i suoi stessi problemi e siamo mossi dalle medesime ambizioni. In larga parte del Paese, soprattutto dalla scissione in poi, noi Giovani Comuniste\/i siamo l&#8217;ossatura del partito, dei circoli, delle federazioni, dando &#8211; a partire dalle nostre specificit\u00e0 &#8211; un contributo determinante per il suo radicamento territoriale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u202220.\u00a0 <\/strong><strong>Una nuova utilit\u00e0 sociale per la nostra organizzazione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo chiamato &#8220;partito sociale&#8221; un partito capace di rilanciare l&#8217;utilit\u00e0 sociale, un mezzo di radicamento che ci permettesse di allacciare rapporti altrimenti preclusi, riscoprendo le\u00a0 pratiche storiche del movimento delle lavoratrici e dei lavoratori, cercando di incidere direttamente sulla condizione dei soggetti deboli in bal\u00eca della crisi e della ristrutturazione del sistema.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Gap, l&#8217;esperienza di straordinaria generosit\u00e0 in Abruzzo, le casse di resistenza, le brigate di solidariet\u00e0 attiva nelle fabbriche in crisi, scuole e corsi di recupero popolari\u00a0sono per noi esperienze da portare a valore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Troppo poco \u00e8 stato ancora fatto per cambiare il nostro agire e le nostre pratiche. Vogliamo fare delle nostre sedi veri e propri presidi sociali, luoghi in cui mettere in rete le diverse forme di iniziativa, costruire vertenze territoriali, pratiche di mutualit\u00e0, luoghi in cui costruire un nuovo ruolo aggregativo sul piano culturale e ricreativo (attraverso l&#8217;apertura diretta di palestre popolari, sale prove, centri sociali; e la promozione di mostre, concerti, aperitivi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>21. <strong>Un&#8217;organizzazione in movimento<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le\/i Giovani Comuniste\/i devono essere parte integrante dei movimenti e dei conflitti che si sviluppano nel nostro Paese. Essere interni ai movimenti e ai conflitti non costituisce per noi una mossa tattica ma un orizzonte strategico. In questo senso rivendichiamo pienamente l&#8217;internit\u00e0 ai movimenti altermondialisti che hanno trovato nelle manifestazioni di Genova del luglio del 2001 il punto di pi\u00f9 alto consenso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vogliamo essere l&#8217;organizzazione della conflittualit\u00e0 sociale giovanile, dando un contributo importante alla lotta di classe delle giovani generazioni, restando scevri da presunzioni di autosufficienza e consapevoli della centralit\u00e0, anche allo scopo della costruzione della nostra identit\u00e0 politica e sociale, del rapporto con i movimenti di lotta, con le diverse forme dell&#8217;auto-organizzazione dei soggetti sociali, e dell&#8217;investimento sulla loro autonomia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi \u00e8 diffusa la diffidenza verso soggetti partitici organizzati. \u00c8 necessario dunque rilegittimare la presenza dell&#8217;organizzazione nei movimenti, dimostrando il grande contributo che i Gc possono dare all&#8217;efficacia e all&#8217;estensione dei conflitti nell&#8217;ambizione di un progetto complessivo di trasformazione della societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u202222.\u00a0 <\/strong><strong>Alternative\/i e rivoluzionari <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fallimento del Governo Prodi, la corresponsabilit\u00e0 del nostro Partito, nel silenzio della nostra organizzazione, rispetto alle scelte deteriori del centro-sinistra in politica estera e sociale, la corruzione e la collusione con i poteri forti che albergano anche nel centrosinistra sono dati con cui le\/i Giovani Comuniste\/i devono fare i conti. Inoltre, e con ancora pi\u00f9 fermezza, dobbiamo comprendere come la situazione attuale di precariet\u00e0, disoccupazione, devastazione ambientale e sociale sia responsabilit\u00e0 del complesso delle classi dirigenti che hanno governato il Paese negli ultimi decenni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 un caso che il Partito democratico si dichiari addirittura estraneo alla tradizione socialdemocratica. Su di esso (sulla sua incapacit\u00e0 di svolgere un ruolo di bench\u00e9 minima critica e opposizione alle destre e a Confindustria) il giudizio \u00e8 nettissimo, privo di reticenze o di ambiguit\u00e0. Riteniamo ormai smascherato l&#8217;impianto riformista che all&#8217;opposizione genera aspettative e al governo produce delusione e disincanto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esistono allora due sinistre, separate dal giudizio sul capitalismo. Il nostro essere rivoluzionari e comunisti ci caratterizza non soltanto nell&#8217;allusione ad un orizzonte lontano. Dice qualcosa di chiaro e di cruciale rispetto alla crisi e al modo per uscirne, con un progetto strutturalmente alternativo all&#8217;impianto moderato che ispira l&#8217;azione del Pd.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>23. <strong>Una nuova idea di comunismo, un nuovo immaginario<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vogliamo rimettere a tema l&#8217;idea della rivoluzione, del comunismo e della sua rifondazione attraverso il partito inteso come strumento di liberazione e di trasformazione della societ\u00e0 capitalistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vogliamo tenere aperto uno spazio di ricerca, che va indagato &#8211; come nelle pagine migliori della nostra esperienza collettiva &#8211; senza timore o pregiudizi. Per noi il comunismo non \u00e8 la litania di \u00abfrasi scarlatte\u00bb. Per noi \u00e8 un orizzonte tangibile, un campo di ricerca, \u00e8 l&#8217;esercizio scientifico del dubbio e della critica. Per questo rifuggiamo dalle verit\u00e0 inossidabili agitate dai \u00absacerdoti del Verbo\u00bb. Tra tutte le definizioni possibili di comunismo, scegliamo l&#8217;idea di una pratica e di una teoria rivoluzionaria che non si scinde dai soggetti sociali. Per noi il comunismo \u00e8 il compimento di un&#8217;idea di democrazia radicale che, per realizzarsi, ha bisogno della partecipazione diretta dei soggetti e del rifiuto delle deleghe burocratiche, e dunque di un partito nuovo (e non di un nuovo partito), di una comunit\u00e0 politica non pi\u00f9 oligarchica n\u00e9 verticistica. Per queste ragioni il comunismo \u00e8 un processo che qui e ora intendiamo avviare e non un feticcio che affossa le nostre passioni nella nostalgia della Storia.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>24. <strong>La nostra diversit\u00e0<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La separazione tra la politica e le dinamiche materiali della societ\u00e0 e della vita quotidiana \u00e8 all&#8217;origine della crisi di credibilit\u00e0 dell&#8217;intero sistema politico e dell&#8217;astensionismo che, tra le giovani generazioni, assume una portata macroscopica. Sia perch\u00e9 le modificazioni profonde del sistema produttivo (la frantumazione del ciclo produttivo, l&#8217;individualizzazione del rapporto tra capitale e lavoro) hanno indebolito la \u00abconsapevolezza\u00bb di classe, sia perch\u00e9, pi\u00f9 banalmente, le pi\u00f9 grandi organizzazioni di massa della sinistra si sono progressivamente rese autonome dalle istanze reali della societ\u00e0 (come dimostrano le esperienze di governo). Tutto questo in un contesto di crisi di egemonia della cultura democratica e progressista, che va invece ricostruita a partire da nuovi spazi e luoghi della critica e dell&#8217;alternativa. Sconfiggere l&#8217;anti-politica significa per noi ricostruire un ponte tra lotta politica, conflitto sociale e vita quotidiana dei soggetti subalterni, impegnandoci a rimettere al centro &#8211; sul piano soggettivo &#8211; il tema della partecipazione collettiva (che \u00e8 libert\u00e0 di scelta, affermazione delle ragioni della \u00abpolitica\u00bb come campo di costruzione di un progetto collettivo), della costruzione dell&#8217;intellettuale collettivo, dell&#8217;abolizione sistematica della dicotomia tra dirigenti e diretti dentro la definizione del soggetto politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>25. <strong>La proposta strategica: avviare un percorso unitario<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rilancio dei\/lle Giovani Comunisti\/e va coniugato con la necessit\u00e0 di avviare un percorso unitario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il partito ha scelto, per declinarlo, la strada della Federazione della Sinistra. Una strada giusta, avanzata, che risponde positivamente alla richiesta di unit\u00e0 e coordinamento dell&#8217;iniziativa politica e sociale della sinistra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi crediamo nel carattere processuale dell&#8217;unit\u00e0 e nel suo sostanziarsi in contributi dal basso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come Giovani Comunisti\/e siamo in questo percorso e avanziamo la proposta di dar vita all&#8217;aggregazione di tutte le forze della sinistra di alternativa che si muovono sul terreno generazionale. Un&#8217;aggregazione aperta alle organizzazioni giovanili comuniste (anche alla luce della positiva esperienza del campeggio estivo &#8220;Alternativa Rebelde&#8221;) e della sinistra, ai movimenti, alle migliori intelligenze critiche, alle realt\u00e0 auto-organizzate del sindacalismo di base,\u00a0 alle realt\u00e0 studentesche, alle molteplici realt\u00e0 associative e aggregative che condividono l&#8217;idea della trasformazione, disposte ad avviare un percorso unitario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una aggregazione che, a partire dalle contraddizioni che vivono le giovani generazioni precarie, ponga l&#8217;obiettivo della trasformazione sociale e dell&#8217;uscita dal capitalismo in crisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anna Belligero (Gc Bari)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Simone Oggionni (Direzione Nazionale Prc)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Danilo Borrelli (esecutivo Gc Roma)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Francesco D&#8217;Agresta (Cpn Prc)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alessandro Esposito (Gc Bergamo)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Matteo Iannitti (Gc Catania)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Daniele Maffione (Gc Napoli)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Francesco Maringi\u00f2 (resp. Dip. Solidariet\u00e0 internazionale Prc)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giuseppe Agrello (Gc Bologna)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Carmelo Albanese (Gc Enna)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marco\u00a0Albeltaro (Cpr Piemonte)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Veronica Albertini (Gc Roma)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giuseppe Antonelli (segreteria Prc Frosinone)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ludovica Antonini (Gc Viareggio)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Andrea Arcuri (Gc Palermo)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giulio Armanetti (Gc Piacenza)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mauro\u00a0Azzolini (coordinamento Gc Palermo)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inessa Baldin (Gc Venezia)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Francesco Bellina (coordinatore Gc Trapani)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stefano Berselli (Gc Modena)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Andrea Bianchi (Gc Civitavecchia)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Andrea Bonina (Gc Catania)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Camillo Borchetta (Gc Cosenza)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Irene Bregola (coordinamento nazionale Federazione della Sinistra)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Manuele Bonaccorsi (giornalista)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Valerio Bruni (Brigate di Solidariet\u00e0 Attiva)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosimo\u00a0Bruzzo (coordinamento provinciale Gc Vicenza)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Manuela\u00a0Bumbaca (segreteria regionale Prc Emilia-Romagna)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stefano Calderoni (segretario provinciale Prc Ferrara)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Antonio Call\u00e0 (coordinamento provinciale Gc Vibo Valentia)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Martina Calluso (Gc Potenza)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Roberta Caprini (Gc Bergamo)<br \/>\nStefano Carlesi (Gc Pisa)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ilaria Cavallari (coordinatrice provinciale Gc Ferrara)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Renato Cavarretta (Gc Grosseto)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Walter\u00a0Ceccotti (Associazione nazionale Italia-Cina)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mattia Celsi (coordinamento provinciale Gc La Spezia)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Jonathan Chiesa (Gc Milano)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Paolo Cinti (coordinatore Gc Fermo)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Maria Chiara Conti (Gc Reggio Emilia)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marco Contu (coordinamento provinciale Gc Oristano)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Andrea Coveri (Gc Imola)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nadia Davini (Gc Lucca)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Davide\u00a0Di Rado (coordinamento provinciale Gc Campobasso)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Erwin\u00a0Dorigo (coordinamento provinciale Gc Pisa)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Silvia Conca (segreteria provinciale Prc Bari)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Virginia De Cesare (coordinamento provinciale Gc Roma)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Roberto De Filippis (coordinatore provinciale Gc Avellino)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fabio del Giudice (Gc Viareggio)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Claudio Dell&#8217;Aquila (Gc Caserta)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Micaela De Marco (Gc Brindisi)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">SimonVincenzo De Marco (Associazione culturale Lucij &#8211; Luzzi, Cs)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazia Di Ottavio (coordinamento provinciale Gc Pescara)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Flavio Di Schiena (Gc Bat)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Francesco Dragonetti (coordinamento provinciale Gc Bologna)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gaetano Errigo (Gc Reggio Calabria)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giuliano Ezzelini Storti (segreteria regionale Prc Veneto)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Luca\u00a0Falaschini (Gc Macerata)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Danilo Ferrante (segretario provinciale Prc Siracusa)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Adriana Ferraresi (Gc Ferrara)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Francesco Ferri (Gc Taranto)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alvise Ferronato (Gc Vicenza)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Luca Fiori (Gc Rimini)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pierluigi Foglia Manzillo (Gc Napoli)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gianfranco\u00a0Fontanili (Gc Reggio Emilia)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Simone Forassiepi (Gc Versilia)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Carmela Franchini (Gc Taranto)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Michele Frascarelli (Gc Perugia)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Niccol\u00f2 Gherarducci (coordinatore provinciale Gc Livorno)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gianluca Giannetto (portavoce comit. Gc Pordenone)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rosita Gigantino (Cpn Prc)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Simone Gimona (segretario circolo Universit\u00e0 Prc Bologna)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Agostino Giordano (segreteria Prc Bologna)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marco Giordano\u00a0(coordinatore Gc Palermo)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Paolo\u00a0Grimaldi (coordinatore provinciale Gc Enna)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Maria Teresa Imparato (Gc Salerno)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Carmelo Ingegnere (segreteria provinciale Prc Messina)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alessandra Inguaggiato (Gc Palermo)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Barbara Ippolito (Gc Palermo)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alessandro Isidori (coordinatore Gc Siena)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diego La Sala (coordinamento regionale Gc Toscana)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Elisa Laudiero (Cpn Prc)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sara Libra (Gc Reggio Emilia)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bartolo Lorefice (Crg PRC Sicilia)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Massimo Lorusso (Gc Alessandria)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Luca Marchi (coordinamento provinciale Gc La Spezia)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alessandro Marcucci (Gc Lecco)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Valerio Marletta (coordinatore Gc Catania)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Andrea\u00a0Martini (Gc Ancona)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Maria Masone (coordinamento provinciale Gc Benevento)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rosa Matucci (Gc Firenze)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Matteo Meogrossi (esecutivo Gc Bologna)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Monica Montefiori (Gc Bologna)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mattia Morelli (Gc Lecce)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gabriele Morleo (regista)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alessandra Naselli (Gc Catania)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marco Nebuloni (coordinamento provinciale Gc Lecco)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Claudia Nigro (Gc Brindisi)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gian Maria Pace (coordinatore Gc Savona)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Andrea Padovani (Gc Aosta)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dmitrij Palagi (Gc Firenze)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Carlo Pallavicini (Gc Piacenza)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alessandro Panaroni (Gc Pesaro-Urbino)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fabio Pasquinelli (coordinatore Gc Marche)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Enrico Pellegrini (segreteria regionale Prc Toscana)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Luca Pellegrino (Gc Torino)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stefano Pennacchi (consulta provinciale studentesca Roma)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Antonio Perillo (Gc Napoli)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alessia\u00a0Piccione (segreteria provinciale Prc Siracusa)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stefano Piccolomini (Gc Viareggio)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pietro Pignatelli (Gc Foggia)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Claudio Pintus (Gc Cesena)<br \/>\nDamiano Pintus (Gc Forl\u00ec)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiara Pollio (Gc Napoli)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lorenzo Pruscini (Gc Perugia)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gianluca Ricupati (Gc Palermo)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Matteo Quarantiello (rappresentante in CdA Universit\u00e0 di Cagliari)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Daniele Quatrano (esecutivo Gc Napoli)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ernesto Raccagna (coordinamento provinciale Gc Trapani)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Jacopo Ricciardi (coordinatore Gc La Spezia)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sara Roccutto (Gc Pordenone)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gianluca Romeo (Gc Reggio Calabria)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marco Roscetti (coordinatore Gc Pesaro Urbino)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lorenzo Rossi (Gc Ascoli Piceno)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lorenzo Scoccati (coordinamento provinciale Gc Siena)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alessandro Serra (Gc Medio Campidano)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Luca Servodio (presidente Cg Prc Avellino)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Beniamino\u00a0Simioli (Gc Napoli)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Laura\u00a0Stochino (coordinamento nazionale Federazione della Sinistra)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fulvio Tallarico (Gc Modena)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stefano Tamperi (Gc Imola)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Veronica Testa (Gc Lodi)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Valerio Todeschini (coordinatore provinciale Gc Varese)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Franco Tomassoni (consiglio Lettere e Filosofia, Universit\u00e0 Bologna)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gianni\u00a0Turcato (coordinatore Gc Vicenza)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Elena Ulivieri (Cpn Prc)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Francesca Varano (Cpr Piemonte)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alessandro Volpe (Gc Foggia)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abPotranno tagliare tutti i fiori, ma non fermeranno mai la primavera\u00bb (Pablo Neruda) \u00abSe si sogna da soli \u00e8 solo un sogno, se si sogna insieme \u00e8 la realt\u00e0 che comincia\u00bb (Ernesto Guevara) \u00a0 \u00a0 \u20221.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Una generazione in crisi e nella crisi del capitalismo \u00a0 La crisi economica mondiale \u00e8 il tratto determinante di &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/?p=1695\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Giovani Comuniste\/i &#8211; Documento Conferenza n\u00b0 1 con sottoscrizioni &#8211; Una generazione di sogni, conflitti e 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