{"id":157,"date":"2008-06-04T11:50:55","date_gmt":"2008-06-04T10:50:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/?p=157"},"modified":"2008-06-04T11:52:56","modified_gmt":"2008-06-04T10:52:56","slug":"quello-che-i-fascisti-non-vogliono-sentir-dire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/?p=157","title":{"rendered":"Quello che i fascisti non vogliono sentir dire"},"content":{"rendered":"<p style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><strong>Comunicato di Resistenza Universitaria &#8211; Militant &#8211; Collettivo A pugno chiuso<\/strong><\/p>\n<p style=\"TEXT-ALIGN: justify\">Dopo l\u2019aggressione squadrista di marted\u00ec 27 maggio, vogliamo esprimere massima solidariet\u00e0 ai compagni feriti e fermati dalle forze dell\u2019ordine che si sono legittimamente difesi.<br \/>\nSiamo davanti ad un atto vigliacco di matrice fascista, compiuto con premeditazione.<br \/>\nL\u2019evento rientra nella campagna revisionista che da anni cerca di riscrivere la Storia di questo paese ad uso e consumo delle classi dominanti.<br \/>\nQuesta volta il pretesto, come candidamente ammesso dallo stesso segretario romano di Forza Nuova, sarebbe stato il convegno sulle foibe organizzato nelle settimane scorse nella facolt\u00e0 di Lettere. Sotto accusa sarebbe stato l\u2019intervento della nota ricercatrice e storica triestina Alessandra Kersevan (cfr. Corriere della Sera 27-5-2008).<br \/>\nIn occasione del convegno alcuni esponenti della citata organizzazione neofascista, a partire dall\u2019europarlamentare Roberto Fiore, e, cosa assai pi\u00f9 grave, alcuni importanti quotidiani nazionali (i quali hanno riportato tali affermazioni senza nemmeno verificarne la veridicit\u00e0) hanno ignobilmente accusato gli organizzatori e la stessa storica triestina, di aver compiuto una operazione di \u201cnegazionismo\u201d.<\/p>\n<p style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><!--more-->Tale circostanza risulta falsa e del tutto priva di fondamento. Riteniamo necessario precisare che il citato convegno ha visto l\u2019esclusiva partecipazione di storici di comprovata fama e competenza, non \u00e8 al contrario intervenuto alcun politico; in occasione del convegno si \u00e8 proceduto ad una disamina rigorosa di documenti e fonti, con il supporto di materiale audiovisivo.<br \/>\nTutto ci\u00f2 allo scopo di procedere ad una iniziativa di approfondimento con meticoloso rigore storico. Enorme \u00e8 stata la partecipazione di studenti, docenti e ricercatori.<br \/>\nNon \u00e8 un caso, d\u2019altronde, che ogniqualvolta si provi a demistificare i fatti di Istria degli anni 1943-1945 si finisca inevitabilmente col toccare un nervo scoperto per i fascisti, vecchi e nuovi, e per i revisionisti d\u2019ogni colore.<br \/>\nIl tentativo \u00e8 quello di operare un \u201caccostamento aberrante\u201d, mettendo sullo stesso piano i nazifascismi (con i lager) ed i partigiani comunisti (con le foibe).<br \/>\n\u00c8 significativo a tal proposito, che una delle prima dichiarazioni del neoeletto sindaco Alemanno sia stata proprio sui viaggi della memoria degli studenti romani che, secondo le sue intenzioni, dal prossimo anno, prima di andare Auschwitz, dovranno passare per la \u201cfoiba\u201d di Basovizza. Questa operazione ha come target l\u2019immaginario collettivo, prima ancora che il dibattito storiografico.<br \/>\nL\u2019attacco alla Resistenza si propone, infatti, un duplice scopo: da una parte relegarla a parentesi tragica di guerra fratricida (in cui tutti i protagonisti avrebbero pari dignit\u00e0); dall\u2019altra espellere le masse dalla Storia, obliandone la conflittualit\u00e0 e disperdendo quella \u201ctradizione degli oppressi\u201d di cui parla Benjamin.<br \/>\nTutto ci\u00f2, ovviamente, in funzione di quella crociata anticomunista volta a depennare dall\u2019orizzonte politico ogni possibilit\u00e0 di trasformazione radicale della societ\u00e0.<br \/>\nQualsiasi costruzione pseudo-storiografica pu\u00f2 servire allo scopo, da Porzus al triangolo rosso, dalla Volante Rossa alle Foibe.<br \/>\nPeriodicamente si assiste alla montatura di un nuovo caso, alla spettacolarizzazione della Storia, aspetto essenziale per chi sta dispiegando quello che potremmo definire \u201crevisionismo mediatico di massa\u201d e che ha la necessit\u00e0 di inventare e costruire novit\u00e0 per porre sotto i riflettori la propria ideologia.<br \/>\nContrariamente a quanto poteva avvenire qualche tempo fa non \u00e8 pi\u00f9 la ricerca storica che comunica attraverso i media, ma \u00e8 la cultura politica dominante, filtrata dai media, che si impone agli storici, ai manualisti, alle istituzioni culturali.<br \/>\nQuesto spiega, ad esempio, il fenomeno Pansa, che in assenza di un metodo storico rigoroso, e con un uso assai disinvolto delle fonti, \u00e8 riuscito a farsi megafono di una cultura fascistoide che faticava a trovare sbocco nell\u2019editoria commerciale.<br \/>\nQuesta vulgata, poi, si solidifica anche nella acquiescenza delle istituzioni (spesso patrocinanti eventi ed iniziative a dir poco aberranti da un punto di vista rigorosamente storiografico), ed ha trovato la propria cristallizzazione nell\u2019istituzione della \u201cgiornata del ricordo\u201d, una sorta di 25 aprile di destra, votata di comune accordo da centrodestra e centrosinistra, per commemorare i morti italiani nelle foibe (di volta in volta vittime, martiri, eroi), vero mito fondante della seconda repubblica, antipopolare e anticomunista.<br \/>\nMito che poi ha trovato consacrazione definitiva nelle fiction della Tv di stato; il revisionismo pagato coi soldi del servizio pubblico.<br \/>\nQuello che pi\u00f9 sconcerta, per\u00f2, \u00e8 l\u2019ignavia di certa sinistra di fronte a questa opera coatta di rimozione della memoria collettiva, in nome di un finto buonismo politico, sordo a tutte le ingiustizie sociali ma sempre pronto a trovare una concertazione ed una rivisitazione di comodo e bipartisan della Storia.<br \/>\nTutto ci\u00f2 con un appiattimento bilaterale sulle tesi un tempo patrimonio esclusivo delle rivendicazioni politiche dell\u2019estrema destra.<br \/>\nRiaffermiamo quindi l\u2019assoluta necessit\u00e0 di questo impegno politico e militante, che passi anche da una difesa ed una resistenza culturale.<br \/>\nI fatti di questi giorni, ed i tristi episodi dei giorni scorsi sempre a Roma, ci confermano, ora pi\u00f9 che mai, l\u2019attualit\u00e0 dell\u2019antifascismo, che dovr\u00e0 essere, al tempo stesso, pratica sociale, culturale e militante quotidiana. E non liturgia retorica o feticcio da rispolverare alla bisogna. Da qui la necessit\u00e0 di ripartire da un blocco sociale ampio, condiviso, partecipativo.<br \/>\nLa mobilitazione democratica e di massa ha decretato l\u2019esclusione dei fascisti dall\u2019universit\u00e0.<br \/>\nTutte le istituzioni dell\u2019ateneo, nonch\u00e9 le istituzioni politiche cittadine e nazionali, hanno dovuto prendere atto di tale circostanza.<br \/>\nAd ogni modo vogliamo ricordare a tutti gli \u201cuomini di stato\u201d zelanti difensori della legalit\u00e0, ovviamente a fasi alterne, che l\u2019universit\u00e0 \u00e8 un luogo di cultura e di sapere.<br \/>\nNon \u00e8 un luogo di spot elettorali per europarlamentari, e che per loro non esiste alcun \u201cdiritto\u201d ad esprimersi. La par condicio, il \u201cminutaggio\u201d, il contraddittorio, \u201cil panino\u201d non appartengono ai luoghi di sapere e di scienza.<br \/>\nL\u2019universit\u00e0 non \u00e8 il salotto di Vespa, n\u00e9 il TG1 di Riotta.<br \/>\nLa storia \u00e8 materia degli storici, e non va piegata alle esigenze della politica e dei politici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Comunicato di Resistenza Universitaria &#8211; Militant &#8211; Collettivo A pugno chiuso Dopo l\u2019aggressione squadrista di marted\u00ec 27 maggio, vogliamo esprimere massima solidariet\u00e0 ai compagni feriti e fermati dalle forze dell\u2019ordine che si sono legittimamente difesi. Siamo davanti ad un atto vigliacco di matrice fascista, compiuto con premeditazione. 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