{"id":153,"date":"2008-06-04T11:26:41","date_gmt":"2008-06-04T10:26:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/?p=153"},"modified":"2008-06-04T11:26:41","modified_gmt":"2008-06-04T10:26:41","slug":"il-sindacato-di-classe-e-tramontato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/?p=153","title":{"rendered":"Il sindacato di classe \u00e8 tramontato"},"content":{"rendered":"<p>Cos\u00ec Epifani alla conferenza d&#8217;organizzazione, il cui documento finale passa con 582 s\u00ec, 129 astenuti (la Fiom di Rinaldini) e 16 contrari (rete 28 aprile). Un anticipo dello scontro congressuale di Fabio Sebastiani<\/p>\n<p>\u00ab<span style=\"color: #000000;\"><strong>Non si pu\u00f2 giocare in difesa<\/strong><\/span>, \u00e8 inutile chiudersi in una casamatta quando hai davanti un quadro difficile come quello di oggi, bisogna rischiare, non stare fermi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Era quasi inevitabile<\/strong> che la Conferenza d&#8217;organizzazione della Cgil si trasformasse in un congresso in sedicesimo. E il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, nelle conclusioni non si \u00e8 sottratto certo al clima. Se da una parte ha replicato quasi punto per punto agli attacchi del segretario generale della Fiom Gianni Rinaldini, dall&#8217;altro ha riproposto la chiave della sua strategia, ovvero che Confindustria e Governo non sono cos\u00ec impenetrabili come sembrano e quindi vale la pena tentare di portare a casa un risultato utile per il sindacato. Sembra proprio che il disastro della &#8220;concertazione-uno&#8221; non abbia insegnato nulla. Secondo Epifani, oggi non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 il conflitto capitale\/lavoro a caratterizzare l&#8217;orizzonte dei rapporti sociali e politici. \u00abLe contraddizioni riguardano anche le imprese al loro interno e i rapporti tra lavoratori\u00bb. E&#8217; vano pensare, quindi, che si possa costruire un argine all&#8217;offensiva delle imprese sul contratto nazionale.<\/p>\n<p><!--more-->\u00ab<strong>E&#8217; tramontato quel modello<\/strong> di sindacato novecentesco. Ora c&#8217;\u00e8 bisogno di un sindacato coevo alle grandi modifiche che si stanno realizzando. Il sindacato deve stare di pi\u00f9 sul territorio e uscire da quei confini che non ci sono pi\u00f9 (confini nazionali, ndr)\u00bb, sottolinea il leader della Cgil.<\/p>\n<p><strong>Il discorso di Epifani<\/strong> era proprio partito da l\u00ec, da quella dimensione &#8220;globale&#8221; che nell&#8217;intervento di Rinaldini aveva indicato in modo netto il carattere non pi\u00f9 riformabile del liberismo moderno. Citando Lamy, da una parte, e le difficolt\u00e0 del sindacato mondiale dall&#8217;altra, Epifani arriva alla conclusione che, invece, questo liberismo sta covando alcuni ripensamenti, cos\u00ec come sull&#8217;idea del \u00abwelfare globale\u00bb. \u00abVoglio dire a Gianni &#8211; aveva aggiunto il segretario generale della Cgil &#8211; che non ho mai pensato che ci possano essere monaci poveri e conventi ricchi perch\u00e8 non \u00e8 possibile, il sindacato dei lavoratori ha gli stessi problemi dei lavoratori, non altri, perch\u00e8 questa \u00e8 la nostra scelta\u00bb.<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Ma \u00e8 sull&#8217;accordo<\/strong><\/span> sui nuovi modelli contrattuali che il leader della Cgil ha fatto capire senza mezzi termini di voler puntare tutte le sue fiches. Innanzitutto, con il sostenere che l&#8217;inflazione prossima ventura sar\u00e0 in gran parte di natura speculativa e quindi difficilmente arginabile con il solo recupero della produttivit\u00e0. Un invito a Confindustria, quindi, ad abbandonare qualsiasi velleit\u00e0 di attacco al contratto nazionale, perch\u00e9 \u00e8 da l\u00ec che dovr\u00e0 arrivare l&#8217;adeguamento salariale. Secondo, reclamando la restituzione fiscale e, nello stesso tempo, rispedendo al Governo i provvedimenti su Ici, straordinari e pubblico impiego. La strada che porta dall&#8217;intesa unitaria al confronto con la Marcegaglia \u00e8 spianata. Certo, sar\u00e0 ben lontana sia dalla &#8220;democrazia di mandato&#8221; sollevata dalla Fiom che dall'&#8221;aumento reale dei salari&#8221;, posto anche da Lavoro Societ\u00e0. Baster\u00e0 quell&#8217;accordo a qualificare una organizzazione \u00abche vuole avere un futuro all&#8217;altezza della sua storia\u00bb, come sostiene Epifani nel chiudere il suo intervento?<\/p>\n<p><strong>A completare l&#8217;opera<\/strong> arriver\u00e0 presto il consolidamento della segreteria nazionale. La situazione \u00e8 ancora incerta. E anche la scelta di contrapposizione soft in questa fase da parte della Fiom e di Lavoro e Societ\u00e0 che sul documento politico hanno scelto la via dell&#8217;astensione, \u00e8 molto indicativa. \u00abQualsiasi scelta sar\u00e0 fatta &#8211; ha affermato Epifani &#8211; sar\u00e0 fatta nel principio dell&#8217;autonomia assoluta della nostra organizzazione\u00bb. Dalla segreteria sono usciti Paolo Nerozzi e Achille Passoni, eletti nel Pd, e Carla Cantone, per la quale \u00e8 prevista la segreteria dei pensionati Cgil.<\/p>\n<p><strong>Alla conferenza di organizzazione<\/strong>, comunque, Paola Agnello Modica, segretaria nazionale dimissionaria, ha consumato un altro strappo dall&#8217;area di Nicola Nicolosi decidendo di votare a favore del documento finale, che \u00e8 passato con 582 s\u00ec, 129 astenuti e 16 voti contrari (area 28 aprile).<\/p>\n<p><strong>La cronaca della Conferenza<\/strong> d&#8217;organizzazione di ieri non sarebbe completa senza la brutta scena dei fischi a Giorgio Cremaschi in un momento delicato delle dichiarazioni di voto dal palco. Evidentemente alcuni settori della maggioranza si sentono talmente forti da poter espungere qualsiasi posizione avversa. Delirio dei potenti? Cremaschi ha protestato, ovviamente, e puntuali sono arrivate anche le scuse del segretario generale della Cgil.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cos\u00ec Epifani alla conferenza d&#8217;organizzazione, il cui documento finale passa con 582 s\u00ec, 129 astenuti (la Fiom di Rinaldini) e 16 contrari (rete 28 aprile). 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