{"id":141,"date":"2008-06-02T11:36:49","date_gmt":"2008-06-02T10:36:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/?p=141"},"modified":"2008-06-02T11:36:49","modified_gmt":"2008-06-02T10:36:49","slug":"dobbiamo-chiederci-sicurezza-per-chi-chi-minaccia-la-sicurezza-di-chi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/?p=141","title":{"rendered":"Dobbiamo chiederci: sicurezza per chi? Chi minaccia la sicurezza di chi?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di Mercedes Frias<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">su Liberazione del 31\/05\/2008<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nUn&#8217;ondata xenofoba senza precedenti. Il razzismo esploso nelle sue manifestazioni pi\u00f9 violente. Flebili reazioni. Provano a reagire i soliti, ancora frastornati dalla frana culturale resa evidente dalle urne. E la potenziale opposizione parlamentare sembra anestetizzata. Incapace di dire, di fare, di muoversi in direzione diversa e contraria di quella della maggioranza. Evidentemente tutto marcia come dovrebbe secondo il loro disegno, secondo le loro prospettive di societ\u00e0. Balbettano ancora che la sinistra ha perso perch\u00e9 non ha capito il Paese, perch\u00e9 ha detto cose sbagliate sulla sicurezza. Colpisce per\u00f2 la miopia, la perseveranza nell&#8217;inseguire proclami sicuritari, che individuano nell&#8217;escluso il nemico, che fa diventare i dati un&#8217;opinione e la percezione pilotata l&#8217;unica certezza sulla quale costruire proposte rassicuranti delle fobie collettive costruite in mancanza di risposte ai bisogni della gente, all&#8217;impoverimento dilagante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more-->Duecento prostitute di origine africana uccise nel pressoch\u00e9 totale silenzio negli ultimi tre anni in Italia sono un bell&#8217;esempio del razzismo e la violenza contro le donne, nella totale omert\u00e0 dei media e l&#8217;inerzia della polizia.<br \/>\nDonne, ragazzini, uomini che mettono in atto un vero e proprio pogrom contro altre donne, ragazzine, bambini, vecchi, uomini, colpevoli di appartenere all&#8221;etnia&#8221; maledetta.<br \/>\nUna donna ridotta in schiavit\u00f9, ma era &#8220;solo una rumena&#8221;. Rumena anonima, come anonima rimane l&#8217;italica aguzzina. S\u00ec perch\u00e9 gli aggressori, anche se presunti, hanno nome, cognome e volto da sbattere in prima pagina, soltanto quando sono &#8220;altri&#8221;;<br \/>\nun&#8217;altra anonima rumena violentata dal branco a Roma.<br \/>\nUn barista asiatico aggredito da un branco di giovani neonazisti.<br \/>\nNegozi di cittadini stranieri devastati dal solito branco. E poi, fermi e intimidazione di polizia a Firenze contro due giovani egiziane che passeggiavano in citt\u00e0, coperte con il velo integrale.<br \/>\nEstremisti di destra e cittadini qualunque che si sentono autorizzati a usare qualsiasi mezzo per colpire, punire, il nemico, la minaccia alla loro quiete, al &#8220;decoro&#8221; delle loro citt\u00e0. Autorizzati da una violenza politica che d\u00e0 in pasto quotidianamente il capro espiatorio, sia ai razzisti di destra, sia agli esclusi nativi.<br \/>\nLa destra xenofoba ha costruito il suo consenso in questi anni con l&#8217;esaltazione dell&#8217;individualismo, dell&#8217;identit\u00e0 costruita per differenza, attraverso una proposta politica etnocentrata, che costruisce e sottolinea i pregi &#8220;innati&#8221;, naturali e superiori degli autoctoni, specie se del nord. A questa visione di s\u00e9, si rende indispensabile la costruzione del suo opposto, della minaccia a tanto benessere faticosamente guadagnato: il bersaglio naturalmente viene da oltre frontiera. L&#8217;altro, altro da incarnare la radice di tutti i mali, perch\u00e9 non soltanto fa &#8220;concorrenza sleale&#8221; nelle mansione pi\u00f9 squalificate perch\u00e9 costretto ad accettare condizioni pi\u00f9 precarie, ma pu\u00f2 anche trovare buona collocazione nelle graduatorie per le case popolari e negli asili nido; ma soprattutto, delinque, rende insicure le citt\u00e0, intimorisce le anziane signore. Nulla importa quanto ci dicano i dati sull&#8217;andamento della criminalit\u00e0 e sulla reale partecipazione dei migranti come aggressori; loro ci rendono insicuri, loro. Complice il sistema dei media formidabili strumenti di amplificazione dei fatti di cronaca che vedono come autori gli stranieri. Non importa che in campi come le aggressioni sulle donne, gli stranieri siano il 3% degli autori, occupano l&#8217;80% dell&#8217;informazione.<br \/>\nIn materia di politiche sull&#8217;immigrazione la destra ha sempre dettato l&#8217;agenda, imponendo un&#8217;idea, pi\u00f9 o meno esplicita, che inchioda, fissa l&#8217;immagine dello straniero proveniente dai paesi impoveriti, a quello del delinquente. Il centrosinistra, spesso colpito dalla stessa cultura dell&#8217;idolatria campanilista della propriet\u00e0 e del consumo, ha risposto &#8220;difendendo&#8221;, separando, e via distinguendo fra migranti &#8220;buoni&#8221;, regolari da integrare o meglio assimilare; e quelli cattivi, i cosiddetti clandestini. Cos\u00ec facendo ha dato un notevole contributo a creare l&#8217;equazione clandestino-delinquente. Incurante dal fatto che la maggior parte dei migranti oggi regolari, sono stati clandestini o irregolari, sanati con l&#8217;unico strumento di regolarizzazione esistente in paese in cui \u00e8 pressoch\u00e9 impossibile entrare legalmente.<br \/>\nLa criminalizzazione dei migranti, specialmente se clandestini, paga dal punto di vista del consenso elettorale. Costruzione politica di nuovi criminali, individuati come causa di ogni male, induzione del senso di insicurezza, di paura; Il risultato \u00e8 scontato.<br \/>\nAlla luce degli ultimi episodio di aggressione di cui sono stati oggetti i migranti, occorre domandarsi, sicurezza per chi? Chi minaccia la sicurezza di chi?<br \/>\nLa spedizione punitiva di un gruppo di giovani romani in un supermercato contro alcuni immigrati, alla vigilia dell&#8217;omicidio Reggiani, era l&#8217;avvisaglia di quanto pu\u00f2 produrre l&#8217;uso politico di fatti di cronaca pur orrendi e condannabilissimi. Allora, il leader del Pd ha preteso e ottenuto una riunione del consiglio dei ministri di urgenza con derivante decreto legge, ma, dov&#8217;\u00e8 oggi, dove sono i tanto zelanti custodi della sicurezza con il moltiplicarsi di atti di violenza, non soltanto da ascrivere alla delinquenza privata, ma di chiara matrice razzista e xenofoba?<br \/>\nTali episodi nella loro gravit\u00e0 sono una conseguenza logica del discorso razzista esasperato maggiormente durante la campagna elettorale e ulteriormente istituzionalizzato con le prime, prioritarie e urgentissime misure del governo: il pacchetto sicurezza.<br \/>\nOltre le aggressioni fisiche, assistiamo ad un allentamento dei &#8220;freni&#8221; che circoscrivono certe pulsioni, insulti e aggressioni verbali di ogni tipo nei confronti di persone di aspetto esteriore diverso da quello della maggioranza, \u00e8 la conseguenza della banalizzazione del razzismo, sia quello individuale, sia quello istituzionale.<br \/>\nIl governo di destra dal canto suo, coerente con il suo disegno, parte velocit\u00e0 all&#8217;attacco dei pi\u00f9 elementari squarci di dignit\u00e0 degli esclusi. Far diventare reato un illecito amministrativo quale la presenza sul territorio nazionale senza titolo di soggiorno e la reclusione fino a 18 mesi per tale condizione nei luoghi di totale sospensione di ogni diritto sono, atti di vero e proprio razzismo di stato, a danni di chi la propria condizione ha reso fragile e indifeso. E&#8217; il governo di destra, agendo fedele a quanto promesso, le timide dichiarazioni<br \/>\nAppare altres\u00ec evidente, che la discussione anche in ambito dell&#8217;Unione Europea sull&#8217;allungamento dei tempi di permanenza nei cpt sia non soltanto espressione di disumanit\u00e0 colpevole, di eccesso di repressione e\/o di incapacit\u00e0 di governare gli eventi, ma anche di una di una scelta &#8220;economica&#8221; data dall&#8217;indotto delle carceri?<br \/>\nIn questo scenario, urge reagire, uscire dallo stordimento, fare opposizione, decostruire paradigmi; non sono certo le diatribe di potere ai vari livelli o i tentativi di aggregazione per sigle, ora che siamo attoniti e spappolati ad aiutarci a uscire dalla palude culturale, sociale e politica in cui ci troviamo. Siamo minuscole sacche di resistenza, il lavoro \u00e8 di lunga durata, reagire \u00e8 un imperativo non pi\u00f9 rimandabile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Mercedes Frias su Liberazione del 31\/05\/2008 Un&#8217;ondata xenofoba senza precedenti. Il razzismo esploso nelle sue manifestazioni pi\u00f9 violente. Flebili reazioni. Provano a reagire i soliti, ancora frastornati dalla frana culturale resa evidente dalle urne. E la potenziale opposizione parlamentare sembra anestetizzata. Incapace di dire, di fare, di muoversi in direzione diversa e contraria di &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/?p=141\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Dobbiamo chiederci: sicurezza per chi? 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