{"id":139,"date":"2008-06-01T19:19:10","date_gmt":"2008-06-01T18:19:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/?p=139"},"modified":"2008-06-23T14:22:18","modified_gmt":"2008-06-23T13:22:18","slug":"dai-rosemberg-a-mumia-abu-amal-ovvero-quando-la-democrazia-americana-e-affidata-alla-cure-del-boia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/?p=139","title":{"rendered":"Dai Rosemberg a Mumia Abu Amal: ovvero, quando la democrazia americana \u00e8 affidata alla cure del boia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di Sergio Ricaldone<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">da L&#8217;ERNESTO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 passato pi\u00f9 di mezzo secolo, ma quel tragico giorno di 55 anni fa rimane indelebile nella memoria di quanti l\u2019hanno vissuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">19 giugno 1953, prigione di Sing Sing (New York). Sono da poco passate le 20.00, quando Julius Rosemberg, prima, e sua moglie Ethel, subito dopo, vengono uccisi da una scarica elettrica da 2000 volts c.c. a \u201cnome del popolo americano\u201d. Straziante l\u2019agonia di Ethel: occorsero 20 interminabili minuti e tre micidiali scariche prima che il suo cuore si fermasse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Difficile dimenticare quelle lunga giornata trascorsa nella vana attesa che la mano del boia fosse fermata. La tragica vendetta degli apparati di potere contro i Rosemberg doveva essere consumata ed avere un grande impatto simbolico: la Casa Bianca, e i centri del potere politico erano pronti a fermare con ogni mezzo il dilagare del comunismo nel mondo. A Milano erano le due di notte quando a Sing Sing furono chiusi i circuiti della sedia elettrica. Come in molte altre citt\u00e0 europee, eravamo migliaia a presidiare ancora le vie del centro cingendo d\u2019assedio il consolato USA. Giovani, donne, vecchi e bambini attendevano da ore nella vana speranza di un gesto di clemenza. Poi, un gelido cupo silenzio, seguito da molte lacrime e carico di collera, pose fine a quella drammatica notte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more-->La condanna a morte dei Rosemberg, emessa nel 1951, la sola mai pronunciata negli Stati Uniti per spionaggio in tempo di pace, aveva sollevato una colossale ondata di proteste in tutti gli angoli del pianeta. Milioni di cittadini, personalit\u00e0 le pi\u00f9 diverse, tra le quali Pio XII, la giovane regina d\u2019Inghilterra Elisabetta II, intellettuali del calibro di Aragon e Jean Paul Sartre, attori famosi come Gerard Philippe e Brigitte Bardot, avevano firmato petizioni per fermare la mano del boia. Invano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il libro dello storico francese Gerard A. Jaeger, \u201cLes Rosemberg, la chaise eletrique pour delit d\u2019opinion\u201d , pubblicato in Francia nel 2003, ci ha gi\u00e0 squadernato con dovizia di particolari il terrificante clima shakesperiano dell\u2019America maccartista negli anni cinquanta, aprendo un impietoso campo di riflessione su quell\u2019epoca, durante la quale furono messi a punto i piani per scatenare una guerra contro l\u2019Unione Sovietica. Ora, a complemento di quella puntuale analisi storica, si \u00e8 aggiunto un libro un po\u2019 speciale dal titolo inequivocabile: \u201cQuando il governo decise di assassinare mio padre e mia madre\u201d, edito a cura dell\u2019editore Zambon di Verona. L\u2019autore, Robert Meeropol (il cognome \u00e8 quello della coraggiosa famiglia di comunisti che adott\u00f2 i due orfani) \u00e8 il pi\u00f9 giovane dei due figli dei coniugi Rosemberg che all\u2019epoca &#8211; bambini inconsapevoli &#8211; hanno dovuto assistere allo spettacolo straziante che si stava consumando contro i loro innocenti genitori. Dunque non un libro qualsiasi, ma l\u2019angoscioso vissuto personale che, dopo decenni di profonda sofferenza interiore, \u00e8 stato scritto per raccontarci la storia di due ragazzi americani resi orfani da un duplice omicidio di Stato e costretti, da un clamore mediatico infamante, a convivere per anni con le raccapriccianti immagini dei loro genitori consegnati nelle mani del boia dalla potente macchina repressiva pilotata dal capo dell\u2019FBI, Edgar Hoover. Dunque un libro da leggere in silenzioso raccoglimento che, unitamente a quello gi\u00e0 citato dello storico francese Gerard A. Jaeger, concorre a fare chiarezza sugli obbiettivi di quella folle caccia alle streghe condotta col pugno di ferro dalla destra oltranzista americana al potere in quegli anni. Essa mirava a ripulire i centri vitali della politica, della cultura e del mondo scientifico dalla presenza dei comunisti o presunti tali. I dettagli su quello che avvenne in quei mesi sono agghiaccianti: la commissione presieduta dal senatore Mc Carty usa i suoi poteri contro chiunque manifesti idee anche vagamente di sinistra. Funzionari del Dipartimento di Stato, giornalisti, scrittori, attori e registi di Holliwood sono inquisiti, perseguitati e in molti casi condannati a lunghi anni di prigione per \u201cattivit\u00e0 antimericane\u201d. La caccia alle streghe non risparmia nessuno: Charlie Chaplin, il popolare Charlot di Tempi Moderni, sceglie di abbandonare per sempre gli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 di mezzo secolo \u00e8 trascorso ma ancora oggi la lotta per la riabilitazione dei coniugi Rosemberg non ha sortito alcun effetto. Dubitiamo che le istituzioni di Washington, dopo avere continuato per decenni a combattere le idee progressiste e i movimenti di liberazione con feroce coerenza imperialista e con i mezzi persuasivi che conosciamo, nonch\u00e8 a riempire i cimiteri di comunisti (o presunti tali) in Indonesia, Cile, Vietnam, Congo, Nicaragua, Salvador, ecc., possano ora riabilitare i primi due martiri della guerra fredda. Ma i Rosemberg continuano a restare, con il loro coraggio e la composta dignit\u00e0 mostrata fino al momento della scarica mortale, il simbolo dell\u2019onore di coloro che a prezzo della loro vita si sono battuti e si battono per un mondo di pace e di progresso, e rimangono un onta incancellabile per le istituzioni degli Stati Uniti che anzich\u00e9 riconoscere i loro crimini, continuano a commetterne di nuovi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A lungo si sono cercate, da una parte e dall\u2019altra, le prove dell\u2019innocenza o della colpevolezza di questa coppia di comunisti ebrei i cui genitori, all\u2019inizio del secolo,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">erano sfuggiti ai pogrom antisemiti in Polonia sperando di vivere liberi nel Nuovo Mondo. Colpevoli o innocenti? Di che cosa? Lo storico Jaeger ha il merito essenziale di dimostrare che il solo porsi questa domanda ci porta in un vicolo cieco poich\u00e8 elude ed occulta le vere ragioni della loro condanna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene lo si sapesse gi\u00e0 da lungo tempo, l\u2019apertura degli archivi dell\u2019FBI, ha permesso allo storico di documentare che i coniugi Rosemberg non erano assolutamente in grado di trasmettere i segreti della fabbricazione delle armi nucleari, ma si erano macchiati di una colpa intollerabile, erano dei comunisti. Questi archivi hanno rivelato inoltre che, otto giorni prima del processo, il giudice Irwing Kaufman e il capo dell\u2019FBI Edgar Hoover, implacabili esecutori della campagna in atto di caccia alle streghe, nel corso di un incontro al ministero della giustizia, avevano gi\u00e0 deciso di infliggere loro comunque la pena di morte. Greenglass, il fratello di Ethel, anch\u2019esso accusato di complicit\u00e0, ha riconosciuto, anni dopo in una intervista televisiva, di avere mentito, su pressione dell\u2019FBI, sui presunti ruoli spionistici di suo cognato e di sua sorella in cambio dell\u2019assoluzione di sua moglie e di una pena pi\u00f9 clemente per s\u00e9 stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il libro di Jaeger dimostra con documenti inoppugnabili che i coniugi Rosemberg furono messi a morte per un reato comunemente definito \u201cdelitto d\u2019opinione\u201d, un reato palesemente fascista, praticamente cancellato dai moderni codici dei paesi democratici (sia pure con qualche sconcertante eccezione). Dunque il vero interrogativo che deve essere posto non concerne l\u2019innocenza o la colpevolezza dei Rosemberg, ma bens\u00ec se fosse lecito, o meglio ancora, eticamente doveroso, da parte del governo americano, negli anni della seconda guerra mondiale, informare l\u2019URSS dei progressi tecnologici e militari, una pratica assolutamente logica e normale tra scienziati e tecnici di paesi alleati, che condividendo le loro scoperte potevano far avanzare pi\u00f9 celermente le ricerche, acquisendo vantaggi sul nemico comune. Tanto pi\u00f9 che la stessa Unione Sovietica disponeva di una equipe di fisici di primordine che da alcuni anni stavano lavorando allo stesso progetto. E fu appunto dopo che l\u2019URSS, nel 1949, fece esplodere la sua prima bomba atomica che la \u201cvandea\u201d anticomunista americana si accorse di essere in braghe di tela. Gli Stati Uniti avevano perso il primato e l\u2019esclusiva e dovettero inventarsi dei colpevoli. La storia della bomba atomica americana \u00e8 stata perci\u00f2 raccontata senza pudore dalle autorit\u00e0 di Washington e sembra uscita dal copione di qualche scadente \u201cnoir\u201d holliwoodiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A met\u00e0 degli anni trenta la comunit\u00e0 scientifica europea ed americana stava approfondendo gli studi sulla fissione nucleare. All\u2019indomani della presa del potere dei nazisti in Germania aumenta l\u2019inquietudine del mondo scientifico. Alcuni pensano che Hitler si accinga a fabbricare un arma nuova nemmeno lontanamente paragonabile a quelle fino allora conosciute. Alcuni scienziati tedeschi si rifugiano in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Albert Einstein e altri grandi fisici come Robert Oppenheimer e l\u2019inglese di origine tedesca Klaus Fuchs, erano molto reticenti all\u2019idea di creare uno strumento di distruzione finale di cui solo loro potevano percepirne le conseguenze distruttive. Tuttavia, bench\u00e9 poco convinti che i nazisti fossero sul punto di costruire l\u2019arma nucleare \u2013 la storia ha rivelato in seguito quanto fosse falsa quella ipotesi \u2013 questi scienziati accettarono di collaborare nella corsa alla bomba. Il progetto \u201cManhattan\u201d fu posto in opera dal governo americano a Los Alamos nel 1941. Per molti ricercatori era logicamente scontata la possibilit\u00e0 di scambiare le loro conoscenze scientifiche con quelle dei loro colleghi sovietici, il cui paese, aggredito dalla Germania nazista, era alleato di Stati Uniti e di Gran Bretagna. Molti di loro erano anche contrari che una sola potenza \u2013 nella fattispecie gli Stati Uniti \u2013 diventasse titolare esclusiva della bomba. Nelle mani di un solo paese questa \u201cesclusiva\u201d avrebbe rappresentato un pericolo mortale per l\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 curioso ricordare che mentre i fisici del progetto \u201cManhattan\u201d erano sottoposti, da parte dell\u2019FBI, a misure di sorveglianza paranoiche per impedire che le informazioni arrivassero ad un paese alleato, si era invece molto tolleranti verso chi trafficava con il nemico nazista. Fu proprio in quel periodo che il nonno dell\u2019attuale presidente degli Stati Uniti, Prescott Bush, membro del consiglio di amministrazione di una banca, fu colto due volte con le mani nel sacco in operazioni di finanziamento commerciale a favore della Germania nazista. Spia, intesa col nemico, deficit di patriottismo? No per carita! Nulla del genere. Era solo un banchiere e perci\u00f2 insospettabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricorda lo storico Jaeger come la macchina industriale americana, alimentata dai bisogni crescenti della guerra in Europa, lucrasse da una situazione molto vantaggiosa sfornando armi di ogni tipo e tonnellaggio, giungendo al massimo della sua potenza (e dei suoi profitti). In cambio i russi immolavano milioni di morti sui campi di battaglia dell\u2019est europeo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come numerosi altri americani antifascisti, Julius Rosemberg, ha probabilmente organizzato alla luce del sole, una rete di sostegno politico all\u2019Unione Sovietica. Era il minimo che si potesse fare in quei giorni terribili in cui l\u2019esercito hitleriano era dilagato fin sulle rive del Volga e sulle cime pi\u00f9 alte del Caucaso. Ma gi\u00e0 all\u2019inizio dell\u2019assedio di Stalingrado, nel momento in cui la resistenza sovietica comincia a seminare il dubbio (in alcuni anche il panico) che l\u2019Armata Rossa potesse ricacciare i tedeschi fino a Berlino, i servizi americani di spionaggio cominciano a tenere d\u2019occhio i comunisti: vengono tallonati, spiati, registrati su liste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il corso degli eventi storici propone talvolta delle curiose similitudini. I comunisti europei che militarono nella mitica struttura di intelligence chiamata Orchestra Rossa, operante nei paesi occupati dai nazisti, furono in gran parte catturati, torturati e massacrati dalla Gestapo, poi riconosciuti come eroi e decorati dopo la liberazione. Ethel e Julius Rosemberg, bench\u00e9 combattenti per la stessa causa, furono messi a morte, non accidentalmente ma deliberatamente, da quello che oggi viene chiamato \u201cfuoco amico\u201d. E poi ricoperti d\u2019infamia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cinquantacinque anni dopo la memoria di questi due valorosi militanti comunisti americani, condannati a morte per \u201cdelitto di opinione\u201d, alla fine di un processo truccato da false prove, \u00e8 tuttora presente e, purtroppo, di bruciante attualit\u00e0. Continua il grande allarme per le centuplicate minacce alla pace, alla libert\u00e0 e ai diritti democratici messi in atto dagli stessi centri di potere americani che misero a morte i Rosemberg. Mumia Abu Amal \u00e8 da 26 (ventisei) anni nel braccio della morte in attesa di essere giustiziato. La sua storia \u00e8 molto simile a quella dei Roesemberg. E\u2019 stato accusato con prove false dall\u2019FBI di avere ucciso il poliziotto David Faulkner. Nemmeno la confessione del vero assassino, Arnold Beverly, che ha ammesso di avere ucciso Faulkner per ordine della mafia, \u00e8 servita ad annullare la sentenza. La sua vera colpa \u00e8 di essere stato militante delle Blaks Phanters, come i Rosemberg lo furono del partito comunista, una colpa che certi tribunali americani, d\u2019intesa con la National Security Agency, la pi\u00f9 potente e misteriosa delle agenzie di spionaggio americane, non perdonano. Sebbene, recentemente, sia stato finalmente deciso di tenere un nuovo processo, Abu Mumia Amal rimane nel braccio della morte e rischia comunque di finire nelle mani del boia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche per questo valoroso militante nero c\u2019\u00e8 stata una grande mobilitazione ma finora senza esito. Il gesto solidale pi\u00f9 significativo \u00e8 stato quello compiuto dal sindaco socialista di Parigi, Bertrand Delanoe, che gli ha conferito la cittadinanza onoraria della capitale francese. Consegnata poi solennemente, il 13 ottobre 2003, all\u2019Hotel de la Ville, nelle mani di Angela Davis, rappresentante storica delle Pantere Nere americane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ripensando a quel gesto sarei anch\u2019io tentato di dire \u201cI have a dream\u201d, immaginando quanto sarebbe importante se un gesto analogo fosse compiuto dal sindaco di qualche grande citt\u00e0 italiana. Ad esempio Bologna, da Sergio Coferrati. Ma ahim\u00e8\u2026\u2026.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Sergio Ricaldone da L&#8217;ERNESTO E\u2019 passato pi\u00f9 di mezzo secolo, ma quel tragico giorno di 55 anni fa rimane indelebile nella memoria di quanti l\u2019hanno vissuto. 19 giugno 1953, prigione di Sing Sing (New York). 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