{"id":118,"date":"2008-05-26T23:51:56","date_gmt":"2008-05-26T22:51:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/?p=118"},"modified":"2008-05-26T23:51:56","modified_gmt":"2008-05-26T22:51:56","slug":"rifondare-la-sinistra-comunista-per-fare-piu-forte-tutta-la-sinistra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/?p=118","title":{"rendered":"Rifondare la sinistra comunista per fare pi\u00f9 forte tutta la sinistra"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di Haidi Gaggio Giuliani<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nA Genova i processi sul G8 stanno per terminare; incontro uno dei giovani che si \u00e8 speso in questi anni in difesa di 25 capri espiatori. \u201cE dopo che cosa farai?\u201d gli chiedo. \u201cNon lo so, andr\u00f2 in montagna, a coltivare la terra\u201d, mi risponde, amaro. Penso che coltivare la terra sia un\u2019ottima cosa, se si tratta di una scelta, ma non se \u00e8 determinata da una disillusione.<br \/>\nSera al circolo del Partito: dei vecchi compagni discutono animatamente. \u201cAbbiamo perso perch\u00e9 ci hanno tolto questo\u201d, sbotta uno di loro, la mano aperta su una bandiera con falce e martello. Penso che i simboli sono importanti perch\u00e9 ci rappresentano, parlano delle nostre idee e della nostra storia; penso che \u00e8 possibile anche rinunciare ad un simbolo, quando storia e idee sono talmente affermate da non avere pi\u00f9 bisogno di carta d\u2019identit\u00e0; ma nella voce di questo compagno c\u2019\u00e8 la rabbia di chi si sente derubato, gli sono state tolte le parole che conosceva, non gli sono stati dati altri strumenti.<br \/>\nLeggo nella lista ligure: \u201cIl vuoto politico di questi mesi ha fatto s\u00ec che io mi senta sempre pi\u00f9 un corpo estraneo e solo, rischiando a volte di non sapere se faccio cose giuste\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><br \/>\nMi telefona una giovane amica: \u00e8 confusa, demotivata; lo studio \u00e8 deludente, il lavoro noioso ripetitivo e, neanche a dirlo, precario. Alla fine, quasi per scusarsi, dice: \u201cNoi sognavamo un mondo migliore\u2026\u201d.<br \/>\nQualche esempio, tra i moltissimi che potrei citare, che ognuno e ognuna di voi pu\u00f2 testimoniare. Ad ascoltare le persone si coglie un senso di smarrimento, di pessimismo, che ritrovo solo nei ricordi di trent\u2019anni fa.<br \/>\nMi scrive anche Baro: \u201c\u2026A sinistra la gente non se la sente di consegnare un mandato in bianco ai propri referenti politici, perch\u00e9 da tempo si sono rotti i meccanismi di rappresentanza e appartenenza, fra la base e i vertici della sinistra.\u201d E ancora: \u201c\u2026il \u2018nuovo soggetto politico unitario\u2019 non ha entusiasmato nessuno non perch\u00e9 sia stato fatto in fretta, ma per come \u00e8 stato proposto: imposto dall\u2019alto, senza alcun processo partecipativo, e per di pi\u00f9 venduto come un\u2019esigenza dettata dalla storia\u201d. Penso che abbia ragione, che l\u2019unica cosa da fare, davvero, non limitandoci ad una dichiarazione di intenti, sia quella di riprendere la politica dal basso, di ricominciare dalle persone. E la sua testimonianza mi sembra importante: Francesco \u00e8 il compagno che segue da quattro anni reti-invisibili, il sito internet che raccoglie tante realt\u00e0, diverse tra loro ma segnate tutte da una giustizia negata. Una rete di relazioni che non ha occultato le diversit\u00e0 interne ma ha saputo creare un percorso positivo e duplice: da un lato superare le differenze in nome delle istanze che uniscono le reti; dall\u2019altro rispettare comunque quelle differenze, perch\u00e9 costituiscono il patrimonio singolo di ogni singola realt\u00e0. Quelle realt\u00e0 hanno capito che muoversi in modo unitario, su tematiche chiare e definite, \u00e8 necessario. Non \u00e8 troppo tardi perch\u00e9 anche il Partito torni a comprenderlo.<br \/>\nPreferisco ascoltare che parlare e vi chiedo scusa per queste mie semplici note, rubate ad altre voci. Avrei voluto assistere ad un dibattito congressuale ricco di passioni, autocritico, anche dai toni accesi, ma non spaccato in mozioni contrapposte. Mi dispiace molto che la proposta non sia stata accolta. Ed apprezzo moltissimo del documento Acerbo l\u2019impegno ad una gestione unitaria del Partito. L\u2019errore pi\u00f9 grande che possiamo continuare a fare \u00e8 quella di continuare a dividerci. L\u2019umiliazione pi\u00f9 grande, quella di assistere all\u2019assalto del carro del vincitore.<br \/>\nNon ci saranno vincitori, questa volta, se non sapremo fare quello che da anni andiamo dicendo: rifondare la sinistra comunista per rendere pi\u00f9 forte la sinistra. Partendo dalle persone, dalla realt\u00e0 dei loro problemi e, perch\u00e9 no, dai loro sogni. Con rispetto, senza strumentalizzazioni.<br \/>\nOggi, in campo, c\u2019\u00e8 la salvaguardia dei diritti costituzionali. Perci\u00f2, o riusciremo tutte e tutti insieme o la perdita sar\u00e0 irreparabile. Ne dovremo rispondere alle generazioni future.<br \/>\nAuguro a tutte e tutti voi un buon lavoro!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Haidi Gaggio Giuliani A Genova i processi sul G8 stanno per terminare; incontro uno dei giovani che si \u00e8 speso in questi anni in difesa di 25 capri espiatori. \u201cE dopo che cosa farai?\u201d gli chiedo. \u201cNon lo so, andr\u00f2 in montagna, a coltivare la terra\u201d, mi risponde, amaro. 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