{"id":113,"date":"2008-05-25T12:26:46","date_gmt":"2008-05-25T11:26:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/?p=113"},"modified":"2008-05-26T23:53:20","modified_gmt":"2008-05-26T22:53:20","slug":"assalto-razzista-nel-cuore-di-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/?p=113","title":{"rendered":"Assalto razzista nel cuore di Roma"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di Sara Menafra Marina Zenobio<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">su Il Manifesto del 25\/05\/2008<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Un gruppo a volto coperto devasta tre negozi e pesta un immigrato: \u00abAvete rotto il cazzo. Andatevene\u00bb. Applausi dalle finestre. Una testimone: \u00abC&#8217;erano delle svastiche\u00bb<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono circa le cinque e mezza, quando Sat Paul, indiano, proprietario di un piccolo spaccio nel quartiere Pigneto a Roma, li vede arrivare. La sua bottega \u00e8 in via Macerata 28, e lui racconta di aver immediatamente riconosciuto almeno il \u00ableader\u00bb degli aggressori. Un uomo di quarantanni circa, a bordo di una moto, seguito da un gruppo di ragazzi tra i venti e i venticinque anni, armati di mazze di legno e di un piede di porco. Tutti hanno il volto coperto da un fazzoletto bianco e nero, racconta ad una giornalista del manifesto che arriva sulla scena mentre l&#8217;assalto \u00e8 ancora in corso: \u00abIl capo \u00e8 un uomo adulto, piuttosto conosciuto nella zona. Si \u00e8 presentato qui questa mattina, raccontando che qualcuno gli ha rubato il portafogli proprio mentre si trovava qui di fronte. Ha accusato un tunisino che frequenta spesso questo negozio e ha insistito col dire che voleva indietro sia il portamonete sia i cinquecento euro che conteneva\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><br \/>\nQuando vede arrivare il gruppo, Sat fa appena in tempo a buttar gi\u00f9 la saracinesca del frutta e verdura, con lui e sua moglie dentro. Ma dall&#8217;interno sente che gli aggressori si accaniscono con le vetrine appese al muro esterno e sul portone del palazzo affianco. Provano a forzare la serranda col piede di porco, ma non ce la fanno. E allora si spostano, in un&#8217;altra stradina di questo quartiere ritagliato tra le consolari e i binari che attraversano la citt\u00e0. Un posto noto per la presenza di immigrati giunti d&#8217;ogni dove, ma anche per locali e localetti, pieni soprattutto di studenti.<br \/>\nIl gruppo arriva in via Ascoli Piceno, dunque, e qui prova ad attaccare il \u00abBangladesh alimentari\u00bb di Kabir Mhdakayun, a civico 8, e quindi la lavanderia-phone center \u00abRez\u00bb di Islam Serajuz, al civico 12. \u00abSono arrivati all&#8217;improvviso &#8211; dice Islam &#8211; c&#8217;era mio nipote dentro, io ero al bar di fronte e sono subito corso. Hanno rotto tutto, le vetrine, le cabine dei telefoni, hanno anche ferito un cliente che stava telefonando e si \u00e8 spaventato molto. E&#8217; del Banghadesh come me, aveva un taglio in faccia, credo sia scappato via. Non so perch\u00e9 l&#8217;abbiano fatto. Erano tanti, circa venti, a viso coperto con bastoni di legno e spranghe di ferro\u00bb.<br \/>\nSimona Zappulla, giornalista dell&#8217;Agi, \u00e8 anche lei in via Ascoli tra il phone center di Islam e il bar dirimpetto, ma la scena la racconta con qualche particolare in pi\u00f9. Ad esempio, \u00e8 l&#8217;unica testimone ad essere certa che quei segni neri sul bavaglio di alcuni rappresentino una svastica: \u00abEro sul motorino, ho visto arrivare prima un ragazzo con il fazzoletto con la svastica che gli copriva la faccia, eppoi tutti gli altri. Hanno aggredito un uomo che si trovava all&#8217;esterno del bar, a quel punto mi sono spaventata e sono corsa in un negozio che ha tirato gi\u00f9 la serranda\u00bb.<br \/>\nLa somma delle testimonianze, racconta una aggressione razzista, partorita in quel mondo grigio che vive tra la microcriminalit\u00e0 e gli ambienti dell&#8217;estrema destra romana, anche perch\u00e9 gi\u00e0 un paio d&#8217;ore dopo i fatti pi\u00f9 di un testimone racconta di conoscere almeno di vista l&#8217;uomo che ha dato il via all&#8217;assalto: si fa chiamare \u00abPippo\u00bb, vive anche lui dalle parti del Pigneto e gestisce una palestra della zona. Qualcuno assicura che per i suoi progetti sportivi abbia ricevuto persino fondi dall&#8217;ex sindaco Walter Veltroni, anche se si fa vedere in giro con qualche attivista di gruppi neofascisti. Forse, del vicino circolo futurista, legato a Fiamma tricolore.<br \/>\nQualcun&#8217;altro aggiunge che in almeno uno dei tre negozi vittime dell&#8217;assalto, qualche tempo fa la polizia abbia trovato un discreto quantitativo di droga e che il negozio chiuse per riaprire subito dopo. E c&#8217;\u00e8 chi giura di aver sentito applausi e urla di incoraggiamento dalle finestre che affacciano sulla via.<br \/>\nSono pi\u00f9 o meno le otto, ra quando il tam tam fa il giro della citt\u00e0 e dai centri sociali arriva un centinaio di attivisti, che improvvisano un sit-in. C&#8217;\u00e8 anche il presidente del sesto municipio, Gianmarco Palmieri, che prende il megafono: \u00abMi impegno a lavorare sul territorio &#8211; urla &#8211; per emarginare queste schegge impazzite che spero non siano di questo quartiere\u00bb. Arriva la solidariet\u00e0 del sindaco, Gianni Alemanno di An: \u00abE&#8217; necessario ripristinare la solidariet\u00e0 a trecentossessanta gradi\u00bb.<br \/>\nKabir, il proprietario dell&#8217;alimentari devastato, si guarda attorno attonito, le domande gliele traduce una bimbetta, sua nipote. \u00abSono entrati come delle furie, con i bastoni, urlando avete rotto il c&#8230; e hanno sfasciato tutto, il frigorifero, e poi sono andati via\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Sara Menafra Marina Zenobio su Il Manifesto del 25\/05\/2008 Un gruppo a volto coperto devasta tre negozi e pesta un immigrato: \u00abAvete rotto il cazzo. Andatevene\u00bb. Applausi dalle finestre. Una testimone: \u00abC&#8217;erano delle svastiche\u00bb Sono circa le cinque e mezza, quando Sat Paul, indiano, proprietario di un piccolo spaccio nel quartiere Pigneto a Roma, &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/?p=113\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Assalto razzista nel cuore di Roma&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[17],"tags":[],"class_list":["post-113","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-antifascismo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/113","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=113"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/113\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=113"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=113"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=113"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}