{"id":1111,"date":"2009-07-11T16:28:21","date_gmt":"2009-07-11T15:28:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/?p=1111"},"modified":"2009-07-13T11:35:26","modified_gmt":"2009-07-13T10:35:26","slug":"giovani-comunisti-intervista-a-simone-oggionni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/?p=1111","title":{"rendered":"Giovani Comunisti: intervista a Simone Oggionni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di Simone Oggionni*<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Partiamo dalla fase politica, dall&#8217;evento pi\u00f9 caldo: il G8. Spostato all&#8217;Aquila per propaganda politica, rischia sempre pi\u00f9 di diventare una semplice passerella di leader politici, visto anche le recenti pubblicazioni del Guardian e del resto della stampa estera&#8230;<br \/>\n<\/strong>\u00a0<br \/>\nIl vertice del G8 dell&#8217;Aquila \u00e8 lo specchio di un mondo che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9. Il mondo \u00e8 cambiato totalmente dal primo vertice del 1975; \u00e8 cambiato a tal punto che concordo con quanti sostengono che sia praticamente impossibile assumere decisioni vincolanti in un consesso dal quale risultano estromessi grandi Paesi e grandi potenze come la Cina, l&#8217;India, il Brasile, la stessa Unione Europa in quanto tale. Anche per questo \u00e8 sempre pi\u00f9 illegittimo e, nella misura in cui riesce a funzionare, \u00e8 dannatamente dannoso, perch\u00e9 le linee guida in politica economica (il trend di privatizzazioni e svendita dei diritti e del patrimonio pubblico) e ambientale vengono anche da qui, dalle scelte dei G8.<br \/>\nPer quanto riguarda il Guardian e la polemica con Berlusconi, come dare torto a chi registra che l&#8217;Italia \u00e8 al 55\u00b0 posto nella lista dei Paesi meno corrotti, dietro Pakistan, Azerbaigian, Senegal e Sierra Leone? Il nostro \u00e8 un Paese ormai totalmente privo di credibilit\u00e0 internazionale, guidato da un presidente del Consiglio che concepisce la politica soltanto in questi termini: vantaggio personale, difesa degli interessi dei poteri forti, propaganda.<br \/>\n<strong><!--more--><br \/>\n2.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Questo evento serve per\u00f2 al governo anche per mettere una stretta ai movimenti, come dimostrano gli ultimi arresti&#8230;<\/strong><br \/>\n\u00a0<br \/>\nQuesto \u00e8 un punto cruciale. \u00c8 in atto una stretta repressiva drammatica: le perquisizioni, i fermi, addirittura gli arresti preventivi, la gestione folle della piazza da parte delle forze dell&#8217;ordine, da Roma a Cagliari a Torino. Sono tutti segnali di un Paese in cui la democrazia \u00e8 ormai fragilissima. Gli obiettivi sono due: da un lato si vuole annichilire e sedare un movimento capace di riversare nelle piazze in questi mesi centinaia di migliaia di studenti uniti nella lotta per una istruzione libera e pubblica; e dall&#8217;altro lato si vuole moltiplicare esponenzialmente la tensione in maniera da creare i pretesti per poter consegnare alla condanna senza appello dell&#8217;opinione pubblica un intero movimento o, peggio ancora, la stessa idea di critica del G8 e delle sue politiche.<br \/>\n\u00a0<br \/>\n<strong>3.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nonostante questo le iniziative politiche contro il vertice si stanno sviluppando in tutta Italia. Qual \u00e8 il ruolo che stanno svolgendo i Gc e che ruolo avranno nelle prossime manifestazioni?<br \/>\n\u00a0<br \/>\n<\/strong>Abbiamo aderito a tutte le iniziative organizzate in queste settimane, sia a quelle costruite con il consenso di tutto il movimento sia a quelle pi\u00f9 problematiche e su cui si sono determinate maggiori riserve da parti rilevanti del movimento. Ogni territorio sta dando il proprio contributo, soprattutto nelle realt\u00e0 pi\u00f9 attive. L&#8217;ultima manifestazione dell&#8217;Aquila, in particolare, \u00e8 stata un successo. \u00c8 stato bello vedere la popolazione di questo territorio martoriato acquistare fiducia nei nostri confronti ad ogni passo del corteo, rispondere ai nostri saluti, scendere in strada con noi. \u00c8 stata una manifestazione bellissima e pacifica con la quale abbiamo dimostrato che in migliaia hanno ancora il fiato per denunciare le bugie di Berlusconi sulla ricostruzione e la militarizzazione da parte del governo di un territorio e di un&#8217;intera societ\u00e0. Ed \u00e8 stato un piccolo successo di partecipazione anche per noi che, come Giovani Comunisti, abbiamo formato con il partito lo spezzone pi\u00f9 grande e partecipato. Stiamo invertendo il trend di disorganizzazione e inattivit\u00e0 degli ultimi mesi. Il G8 in qualche modo sta riattivando i Giovani Comunisti i quali &#8211; come \u00e8 evidente &#8211; si trovano particolarmente a proprio agio in questi contesti&#8230;<br \/>\n\u00a0<br \/>\n<strong>4.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Uno dei temi affrontati al G8 \u00e8 la crisi economica. Si \u00e8 discusso in questi giorni di nuove regole di trasparenza per commercio e finanza internazionali. Secondo te queste discussioni sono sufficienti per rilanciare un sistema al collasso e per ridare fiducia ai mercati?<br \/>\n\u00a0<br \/>\n<\/strong>Assolutamente no, sarebbe una pia illusione pensarlo. Come abbiamo detto pi\u00f9 volte, questa \u00e8 una crisi strutturale, che pone in discussione esattamente il modello di sviluppo, le modalit\u00e0 di funzionamento del sistema produttivo. Nessuna delle ricette sperimentate in questi anni dai governi liberisti ha funzionato. Anzi: ciascuna di esse ha portato alla crisi drammatica che stiamo attraversando.<br \/>\n\u00a0<br \/>\n<strong>5.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il governo italiano, e nella fattispecie il Premier, sostiene che il peggio \u00e8 passato: \u00e8 vero o \u00e8 solo una boutade? Qual \u00e8 il costo per i giovani italiani di questa crisi?<br \/>\n\u00a0<br \/>\n<\/strong>\u00c8 un costo altissimo. Basti pensare che la disoccupazione tra i giovani \u00e8 cresciuta sino al 30% della popolazione attiva, con punte intorno al 35% nel Sud. Basti pensare che si stima che altri 400mila precari e 900mila lavoratori dell&#8217;industria (in buona parte giovani) rischiano il licenziamento in questi mesi. Tutto lascia presagire che il tetto dei 2 milioni di giovani italiani sotto la soglia di povert\u00e0 \u00e8 destinato ad essere sfondato. Con buona pace dei sogni di una casa, una sicurezza economica, un posto di lavoro, la prospettiva di una famiglia e di una vita serena. Siamo la generazione precaria. E con la crisi la precariet\u00e0 si cronicizza.<br \/>\n\u00a0<br \/>\n<strong>6.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Come si esce dalla crisi?<\/strong>Bisogna proporre soluzioni chiare e concretizzabili: un piano per la piena occupazione, il blocco dei licenziamenti e, ancora, la socializzazione del sistema bancario, con il controllo pubblico del credito. E poi proposte per i giovani. Penso in primo luogo al salario sociale, e cio\u00e8 all&#8217;erogazione di un reddito mensile di 1000 euro\u00a0 per i disoccupati di lunga data e per tutti quei giovani che, pur avendo terminato gli studi, sono in cerca di primo impiego. Poi l&#8217;abrogazione del contratto a progetto, emblema della precariet\u00e0 e forma contrattuale che assicura ai padroni il massimo della flessibilit\u00e0 e dell&#8217;arbitrio nella scelta dell&#8217;orario di lavoro e della retribuzione, attraverso una contrattazione individuale con il lavoratore. E ancora: ci dobbiamo associare alla proposta della Cgil, che chiede un aumento generalizzato immediato di tutti i salari, gli stipendi e le pensioni di 100 euro al mese (recuperando le risorse da una minore spesa per interessi sul debito, dalla restituzione del fiscal drag e dalla lotta all&#8217;evasione fiscale). Infine, a fianco del reddito diretto va rivendicato un sostegno al reddito indiretto, estendendo a tutti i giovani senza lavoro o con contratti di lavoro atipici il diritto all&#8217;esenzione totale dal pagamento dei ticket sanitari, tariffe agevolate per il trasporto pubblico locale e convenzioni per teatri, cinema, musei, librerie, sale da concerto, in maniera da garantire la fruizione libera di attivit\u00e0 e beni culturali.<br \/>\n\u00a0<br \/>\n<strong>7.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Come in ogni crisi c&#8217;\u00e8 un aumento dell&#8217;insicurezza sociale, che in Italia sembra si stia evolvendo verso una guerra tra poveri e i segnali di razzismo aumentano di giorno in giorno&#8230;<br \/>\n\u00a0<br \/>\n<\/strong>\u00c8 davvero difficile non vergognarsi di questo Paese senza memoria che \u00e8 sprofondato con il pacchetto sicurezza in una legislazione apertamente razzista. E la cosa che disarma pi\u00f9 di tutto \u00e8 il fatto che il governo non fa altro che registrare il senso comune, approvando per via parlamentare ci\u00f2 che nella societ\u00e0, a partire dai ceti popolari, \u00e8 ampiamente diffuso da tempo.<br \/>\n\u00a0<br \/>\n<strong>8.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Che effetti avr\u00e0 questo decreto?<br \/>\n\u00a0<br \/>\n<\/strong>Dico tre effetti immediati, perch\u00e9 contenuti nella legge, e un effetto profondo.<br \/>\nI tre effetti immediati: ronde, e cio\u00e8 milizie, private per controllare il territorio (e cio\u00e8 tutti quelli che verranno considerati socialmente pericolosi: dagli immigrati ai comunisti, tanto per intenderci); divieto dei matrimoni misti, e cio\u00e8 la negazione del diritto di contrarre matrimonio senza vincoli di etnia o di religione (proprio come nel 1937, quando il regime viet\u00f2 il matrimonio degli italiani con i \u00absudditi delle colonie africane\u00bb); e il divieto per le donne straniere, in condizioni di irregolarit\u00e0 amministrativa, di riconoscere all&#8217;anagrafe i figli da loro stesse generati. Ma ci rendiamo conto che Paese \u00e8 diventata l&#8217;Italia? Ecco: l&#8217;effetto profondo \u00e8 la rottura del tab\u00f9 del razzismo, tale per cui tra pochi anni in Italia non ci si vergogner\u00e0 pi\u00f9 nemmeno di dichiararsi apertamente razzisti.<br \/>\n\u00a0<br \/>\n<strong>9.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Parliamo di noi. Finalmente, dopo mesi, si riesce a creare il nuovo esecutivo nazionale dei GC, che sar\u00e0 unitario&#8230;<br \/>\n\u00a0<br \/>\n<\/strong>Non si tratta di un esecutivo ma di un comitato di gestione che ha il compito di portare l&#8217;organizzazione a conferenza, possibilmente entro il gennaio 2010. Con un voto del coordinamento nazionale questo gruppo di lavoro \u00e8 stato creato sulla base del consenso delle diverse posizioni politiche emerse proprio in sede di coordinamento. Ad oggi per\u00f2 i compagni del vecchio documento &#8220;Rigenerazioni&#8221; (quello la cui maggioranza \u00e8 uscita a febbraio con la scissione del Movimento per la Sinistra) non hanno ancora deciso di entrare a far parte dell&#8217;organismo. Quindi si tratta di un comitato solo parzialmente unitario. Tuttavia sul terreno delle cose da fare trovare una convergenza \u00e8 un obbligo, perch\u00e9 dopo anni di gestione oligarchica e iper-maggioritaria quello di cui proprio non abbiamo bisogno \u00e8 la frammentazione e la divisione statica tra blocchi contrapposti dentro i Gc. A maggior ragione se non sono chiare le posizioni politiche in nome delle quali si produce una contrapposizione. Confido comunque nel fatto che tutti si assumano la responsabilit\u00e0 di esplicitare in queste settimane la propria posizione, la propria idea dell&#8217;organizzazione, le proprie proposte per il futuro dei Gc e, sulla base di queste, misurino convergenze e divergenze con quanto fino ad ora si \u00e8 detto, scritto e fatto.<br \/>\n\u00a0<br \/>\n<strong>10.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Qual \u00e8 lo stato attuale dell&#8217;organizzazione?<br \/>\n\u00a0<br \/>\n<\/strong>Sarebbe ingeneroso dire che siamo all&#8217;anno zero. C&#8217;\u00e8 innanzitutto un patrimonio di militanza e di passione enorme (maltrattato in questi anni da un gruppo dirigente che si \u00e8 pensato troppo &#8220;avanguardia&#8221; per ascoltare un po&#8217; anche quello che i compagni nei territori dicevano e pensavano) che va rimesso in rete dentro un quadro politico unitario. E, come \u00e8 ovvio, bisogna ritornare a fare lavoro politico nelle scuole, nelle Universit\u00e0, nei luoghi di lavoro e nei movimenti. Non c&#8217;\u00e8 alternativa a questo perch\u00e9 non basta dirsi comunisti per portare a casa il consenso.<br \/>\n\u00a0<br \/>\n<strong>11.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quale progetto per rilanciare i Gc, quindi?<br \/>\n\u00a0<br \/>\n<\/strong>Partire dai territori, sentire quello che pensano i compagni, e valutare con ciascuno di loro il percorso. Io penso che noi abbiamo bisogno di tanta umilt\u00e0, tanta pazienza e un&#8217;idea forte per il futuro. Quella a cui molti di noi stanno pensando \u00e8 che i Giovani Comunisti debbano rafforzarsi e rimettersi in piedi (tornando al consenso che avevamo alla fine degli anni Novanta) e allo stesso tempo lavorare alla costruzione di un&#8217;organizzazione giovanile comunista e di sinistra pi\u00f9 ampia, pi\u00f9 forte e pi\u00f9 unita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">*Coordinamento nazionale e Comitato di gestione GC<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Simone Oggionni* 1.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Partiamo dalla fase politica, dall&#8217;evento pi\u00f9 caldo: il G8. 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