{"id":104,"date":"2008-05-21T11:31:14","date_gmt":"2008-05-21T10:31:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/?p=104"},"modified":"2008-05-21T11:31:14","modified_gmt":"2008-05-21T10:31:14","slug":"incubi-economici-allo-specchio-di-un-fragile-senso-di-comunita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/?p=104","title":{"rendered":"Incubi economici allo specchio di un fragile senso di comunit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di Luigi Cavallaro<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">su Il Manifesto del 17\/05\/2008<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<em>&#8220;Proiettando sui \u00abnemici\u00bb esterni le cause dell&#8217;impasse europea, Giulio Tremonti nel suo libro \u00abLa paura e la speranza\u00bb interroga implicitamente anche la sinistra sulla sua capacit\u00e0 di trasformare le differenze in elementi di complessit\u00e0 interna alla struttura sociale I timori di cui parla Tremonti nel suo pamphlet sono quelli che hanno in larga parte determinato gli esiti delle elezioni di aprile e derivano da politiche economiche sbagliate, che hanno eretto&#8230;&#8230;..&#8221;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><em><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dell&#8217;ultimo libro di Giulio Tremonti si \u00e8 parlato molto, specie da quando la vittoria del Popolo della libert\u00e0 alle elezioni del 13 e 14 aprile ne ha fatto uno strumento non solo per \u00abinterpretare il mondo\u00bb ma, per continuare nella metafora, potenzialmente anche per \u00abtrasformarlo\u00bb. \u00c8 un libro &#8211; va detto subito &#8211; che vale la pena leggere, e con attenzione. Nel diluvio di pamphlettistica d&#8217;infima qualit\u00e0, dedita pressoch\u00e9 esclusivamente a puntare l&#8217;indice indignato sui privilegi e le malefatte delle varie \u00abcaste\u00bb, La paura e la speranza (Mondadori, pp. 112, euro 16) recupera la vocazione originaria del pamphlet come luogo in cui il chierico distilla il proprio sapere e ne fa strumento di \u00abbattaglia intellettuale e morale\u00bb per il popolo cui \u00e8 organico.<br \/>\nRegole di navigazione<br \/>\nCos\u00ec infatti procede Tremonti: con stile conciso, icastico, fatto di proposizioni brevi che si succedono rapide come aforismi. N\u00e9 \u00e8 casuale che, ciononostante, esse riescano a descrivere nitidamente il \u00abmondo grande e terribile\u00bb che abbiamo davanti, proprio come un lampo che squarcia l&#8217;oscurit\u00e0 della notte: al contrario, \u00e8 una conseguenza del fatto che, per Tremonti, la realt\u00e0 ha una \u00abdurezza\u00bb (vorremmo dire: un&#8217;oggettivit\u00e0) che non si piega alle interessate \u00abinterpretazioni\u00bb di chi \u00e8 al governo o all&#8217;opposizione. \u00abLa meteorologia non fa il tempo, non decide quando splende il sole o quando piove, ma aiuta a navigare. I marinai sanno che non si governa il mare ma la nave, che si manovrano le vele e non il vento\u00bb, scrive il ministro dell&#8217;Economia: e in questa affermazione si coglie lo scarto che separa la concezione del mondo racchiusa in questo libretto da quella vagamente new age che ha ispirato (e ispira) l&#8217;intellettualit\u00e0 \u00abliquida\u00bb post-sessantottina, nella sua variante modernizzatrice propria degli \u00abintegrati\u00bb come in quella millenaristica degli \u00abantagonisti\u00bb.<br \/>\nUn \u00abmarxista di destra\u00bb, come ha suggerito qualcuno? Andiamoci piano. Tremonti esordisce irridendo la \u00abfavola della globalizzazione\u00bb raccontataci in questi decenni. L&#8217;idea cio\u00e8 secondo cui, godendo del denaro reso disponibile su scala illimitata e pressoch\u00e9 gratuita dalla \u00abtecno-finanza\u00bb, avremmo potuto disporre di un paradiso fatto di negozi pieni di merci a basso costo prodotte in Asia. Di un ambiente naturale finalmente salubre, grazie alla delocalizzazione delle produzioni inquinanti. Di immigrati pronti a fare al nostro posto i lavori pi\u00f9 umili, e di occupazioni non pi\u00f9 alienanti perch\u00e9 perennemente cangianti. Il tutto mentre le nostre tradizioni civili si \u00abibridavano\u00bb miracolosamente con quelle dei migranti accolti a braccia aperte e la \u00abpace perpetua\u00bb auspicata da Kant celebrava i suoi trionfi all over the world.<br \/>\nIl fallimento degli alchimisti<br \/>\nQuesta idea, dice Tremonti, \u00e8 andata in frantumi. L&#8217;Europa ci si presenta piuttosto \u00absimile all&#8217;Angelus Novus di Klee, con la testa rivolta all&#8217;indietro, mentre il vento del progresso la trascina oltre\u00bb: una societ\u00e0 \u00absegnata dallo straniamento, dalla solitudine nella moltitudine, dal &#8220;nichilismo&#8221;, da esplosioni irrazionali di violenza individuale e collettiva, dai delitti &#8220;inspiegabili&#8221;, dalla diffusione su scala di massa della droga, dallo squadrismo calcistico, dal principio di tanti piccoli pogrom\u00bb. E sotto la pressione della crisi incipiente &#8211; una crisi, ricorda Tremonti, non solo alimentare ed economica, ma geopolitica e anche ambientale &#8211; stanno dichiarando fallimento tutti gli \u00abalchimisti\u00bb che, appena dieci anni fa, di quella favola avevano forgiato il mantra: \u00abi liberali drogati dal successo appena ottenuto nella lotta contro il comunismo; i post-comunisti divenuti liberisti per salvarsi; i banchieri travestiti da statisti; gli speculatori-benefattori; e i pi\u00f9 capaci pensatori di questo tempo, gli economisti, sacerdoti e profeti del nuovo credo\u00bb.<br \/>\nSe davvero siamo alle soglie di una \u00abtempesta perfetta\u00bb, cio\u00e8 di una crisi in cui potrebbero combinarsi le varie crisi \u00ablocali\u00bb, le \u00abforme nuove dell&#8217;imperialismo energetico che ispira i paesi produttori ed esportatori di petrolio e di gas\u00bb e la \u00abcrisi finanziaria in atto\u00bb, Tremonti non dice: gli basta farne balenare la possibilit\u00e0, perch\u00e9 il suo obiettivo \u00e8 piuttosto di evidenziare quanto l&#8217;Europa sia disarmata di fronte a un&#8217;eventualit\u00e0 del genere. L&#8217;Europa, infatti, non ha una \u00abvera politica estera\u00bb, non ha una \u00abvera politica industriale\u00bb, non ha una \u00abvera politica commerciale\u00bb, non ha una \u00abvera politica energetica\u00bb, non ha una \u00abvera politica sociale\u00bb, non ha infine una \u00abvera politica culturale\u00bb. \u00abVera\u00bb, cio\u00e8 comune. E cos\u00ec, mentre da un lato Bruxelles estremizza le regole di mercato, vietando ad esempio ogni forma di sussidio pubblico all&#8217;industria, dall&#8217;altro chiude gli occhi di fronte allo \u00abState capitalism\u00bb dei fondi sovrani cinesi o russi; da un lato preme per la liberalizzazione della produzione energetica interna, dall&#8217;altro si disinteressa che tutt&#8217;intorno crescano colossi statali come la Gazprom; da un lato auspica la mobilit\u00e0 del lavoro e nel lavoro, dall&#8217;altro impedisce di fatto che si ponga rimedio agli \u00abeffetti destrutturanti e destabilizzanti prodotti sulle nostre famiglie e sulle nostre societ\u00e0 dal lavoro di tipo instabile\u00bb.<br \/>\n\u00c8 uno scatto della politica che Tremonti invoca per reagire allo status quo. Tanto pi\u00f9 che, gi\u00e0 ora, in un settore vitale del mercato come quello finanziario, la \u00abmano invisibile\u00bb di Adam Smith \u00e8 stata \u00absostituita dalla ben pi\u00f9 visibile mano pubblica\u00bb: la nazionalizzazione della banca inglese Northern Rock e l&#8217;acquisto manu militari dell&#8217;americana Bear Stearns da parte della J.P. Morgan Chase sono l\u00ec a comprovarlo. Occorre dunque una \u00abfilosofia politica\u00bb diversa, scrive Tremonti, \u00abche ci sposti dal primato dell&#8217;economia al primato della politica\u00bb: sta qui la soluzione della crisi europea.<br \/>\nFaremmo fatica a immaginare non solo un marxista-leninista d&#8217;antan, ma persino uno dei tanti \u00absinistrati dell&#8217;arcobaleno\u00bb che dissentisse da quanto raccontato fin qui. Ma Tremonti, pur non disdegnando di leggere Marx (al quale dedica pi\u00f9 d&#8217;una citazione adesiva), non \u00e8 ovviamente un marxista, e il lampo della concezione materialistica della realt\u00e0, di cui pure si giova il nitore di certe sue descrizioni, sembra accecarlo pi\u00f9 di quanto non lo illumini. Non solo e non tanto perch\u00e9 egli continua a rappresentare la dialettica fra capitalismo e pubblici poteri in termini di contrapposizione fra \u00abeconomia\u00bb e \u00abpolitica\u00bb, invece che di conflitto fra modi di produzione differenti: si tratta di un&#8217;illusione ottica corrente anche fra molti marxisti. Ma soprattutto perch\u00e9, invece di imputare l&#8217;impasse europea ai conflitti interstatali generati dalla pretesa neomercantilista del core franco-tedesco di \u00absfondare\u00bb nelle periferie dell&#8217;Unione, Tremonti ne proietta le cause all&#8217;esterno dell&#8217;Europa. Di conseguenza, il suo appello a una politica \u00abpi\u00f9 comunitaria\u00bb non pu\u00f2 che poggiare sull&#8217;idea secondo cui la nostra \u00abcomunit\u00e0 europea\u00bb avrebbe in s\u00e9 i valori, le radici (\u00abgiudaico-cristiane\u00bb, naturalmente), in una parola \u00abl&#8217;ethos\u00bb su cui fondare la propria rinascita, se non fosse per quegli stranieri &#8211; merci, capitali, persone, stati &#8211; che ci stanno invadendo.<br \/>\nSi comprender\u00e0 a questo punto non solo perch\u00e9 Tremonti sia considerato il garante dell&#8217;alleanza tra la Lega e il Popolo delle libert\u00e0, ma anche il successo che il suo libretto ha incontrato presso l&#8217;establishment politico di Alleanza nazionale: Gianni Alemanno, suo acerrimo avversario nella passata esperienza di governo, ha detto di condividerlo \u00abdalla prima all&#8217;ultima parola\u00bb. Ma detto ci\u00f2, sarebbe oltremodo sbagliato se l&#8217;intellettualit\u00e0 di sinistra liquidasse il ragionamento di Tremonti con un&#8217;alzata di spalle. Le \u00abpaure\u00bb di cui egli scrive nel suo libretto sono infatti le stesse che hanno condotto gli operai del Nord a votare Lega e quest&#8217;ultima a sfondare persino nella \u00abEmilia rossa\u00bb d&#8217;un tempo. Sono le paure generate da politiche economiche sbagliate, che hanno eretto a feticcio il \u00abrisanamento finanziario\u00bb disinteressandosi delle sue conseguenze sull&#8217;economia reale. Paure indotte da una immigrazione regolare e clandestina certo modesta, ma comunque sufficiente ad accelerare il trend discendente dei salari e, per colmo d&#8217;ironia, spacciata addirittura come \u00abnecessaria\u00bb. Da politiche \u00absicuritarie\u00bb a parole, ma in realt\u00e0 incapaci di fronteggiare la crescita di \u00abzone franche\u00bb ai margini delle nostre citt\u00e0 e non di rado anche al loro interno.<br \/>\nDifferenze e complessit\u00e0<br \/>\nSi potrebbe dire, piuttosto, che il libro di Tremonti interroga la sinistra sulla sua idea di \u00abcomunit\u00e0\u00bb. Si potr\u00e0 dissentire dai suoi toni liquidatori verso \u00abla democrazia del &#8217;68\u00bb, ma ci sono pochi dubbi sul fatto che di quella stagione sono sopravvissute, erette a sistema, soltanto le spinte anarcoidi, le stesse che hanno suonato la campana a morto per il movimento comunista novecentesco: da allora, in effetti, non abbiamo udito da sinistra che l&#8217;elogio della diversit\u00e0, della moltitudine, dell&#8217;irriducibilit\u00e0 dei percorsi individuali. Sennonch\u00e9, vien fatto di chiedersi, la mera giustapposizione di \u00abdifferenze\u00bb pu\u00f2 produrre comunit\u00e0? O non \u00e8 forse vero che una comunit\u00e0 pu\u00f2 svilupparsi solo nella misura in cui riesce a suscitare una qualche uniformit\u00e0 nella \u00abconcezione del mondo\u00bb che ispira i comportamenti dei suoi membri, e dunque a trasformare le \u00abdifferenze\u00bb in elementi di complessit\u00e0 interna alla struttura sociale? E un processo del genere non chiama forse in causa \u00abla politica e il potere\u00bb, per usare due parole care a Tremonti?<br \/>\nMa non \u00e8 tutto. Accanto a \u00abcomunit\u00e0\u00bb, c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra parola chiave nel suo libro, ed \u00e8 \u00abdebito\u00bb. Pi\u00f9 volte egli insiste sull&#8217;opportunit\u00e0 di un&#8217;emissione di \u00abEuro-bond\u00bb, che permetta finalmente di disporre delle risorse necessarie per gli investimenti nei settori ritenuti strategici per lo sviluppo, e pi\u00f9 volte sottolinea che un debito pubblico europeo non sarebbe un mero espediente finanziario, ma anzitutto \u00abuno strumento politico\u00bb.<br \/>\nPu\u00f2 sembrare una boutade attribuire al debito pubblico un significato politico, in questa epoca che un redivivo Keynes avrebbe detto asservita all&#8217;\u00abincubo del contabile\u00bb. Ma l&#8217;esperienza storica, meglio e pi\u00f9 della Teoria generale dell&#8217;occupazione, ha chiarito quanto siano strettamente connessi \u00abdebito\u00bb e \u00abcomunit\u00e0\u00bb. Communitas, del resto, viene da munus, che significa (anche) \u00abdovere\u00bb, onde potrebbe suggerirsi che una \u00abcomunit\u00e0\u00bb sia costituita da un insieme di persone che condividono un \u00abdovere\u00bb &#8211; un \u00abdebito\u00bb, appunto.<br \/>\nLotta senza scorciatoie<br \/>\nE l&#8217;odierna fobia per i conti pubblici in rosso, che ha trovato spazio perfino su questo giornale (nonostante non esistano argomenti scientifici che possano dimostrare l&#8217;\u00abinsostenibilit\u00e0\u00bb di un qualunque livello del debito), potrebbe essere considerata come un&#8217;ulteriore spia dell&#8217;assenza a sinistra di una qualunque idea di \u00abcomunit\u00e0\u00bb. Un po&#8217; come accadeva nella Francia prerivoluzionaria, in cui l&#8217;elevato ammontare del debito veniva utilizzato per gettar discredito sulla corte parigina, mentre nello stesso periodo comunit\u00e0 pi\u00f9 coese come la Gran Bretagna e gli Stati Uniti consideravano il proprio debito pubblico come segno di un patto sociale indissolubile.<br \/>\nIntendiamoci: alcune delle speranze di Tremonti ci fanno davvero paura. Ma bisogner\u00e0 pur misurarsi con le paure sue e del suo popolo (che fu il nostro), perch\u00e9 la lotta per l&#8217;egemonia non conosce scorciatoie. N\u00e9 televisive, n\u00e9 elettorali, n\u00e9 di piazza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Luigi Cavallaro su Il Manifesto del 17\/05\/2008 &#8220;Proiettando sui \u00abnemici\u00bb esterni le cause dell&#8217;impasse europea, Giulio Tremonti nel suo libro \u00abLa paura e la speranza\u00bb interroga implicitamente anche la sinistra sulla sua capacit\u00e0 di trasformare le differenze in elementi di complessit\u00e0 interna alla struttura sociale I timori di cui parla Tremonti nel suo pamphlet &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/?p=104\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Incubi economici allo specchio di un fragile senso di comunit\u00e0&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[],"class_list":["post-104","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-approfondimenti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/104","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=104"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/104\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=104"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=104"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.prcomunistalivorno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=104"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}